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Facciamo un po’ di drone music con Waldorf Nave

Written by Attilio De Simone on . Posted in Software, Tutorial

Dopo molti mesi di utilizzo di Waldorf Nave, è molto piacevole ammettere di non essere ancora riuscito a raggiungere i limiti di questo strumento. Questo versatilissimo sintetizzatore si è rivelato molto efficace nella realizzazione di strutture dronanti, in costante movimento. Vediamo come creare una struttura di sicura efficacia e su quali parametri interagire in tempo reale per animare il nostro drone.

di Attilio De Simone

 

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Innanzitutto dobbiamo partire dalla tabella delle forme d’onda. Su Wave 1 e Wave 2, ho prescelto la tabella denominata “Spectrum #3”. Uno dei parametri fondamentali su cui poter giocare dal vivo è il parametro “Travel” che determina la velocità di passaggio da una forma d’onda all’altra della tabella.

Casperelectronics Drone Lab V2

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Drone Department, Gear

Il nostro interesse per la Drone Music è noto ai più; altrettanto nota è la relativa scarsità di apparecchi appositamente concepiti per questo tipo di musica che è fatto con poco e richiede notevoli doti di auto disciplina per la sua organizzazione. Per questo motivo, abbiamo ripescato dagli archivi di tempi migliori un interessante progetto DIY che anche solo per l’impostazione merita qualche ragionamento. Magari non siete portati alla costruzione autonoma, ma sarà sempre possibile prendere ispirazione dalle funzioni offerte dal Drone Lab V2 per realizzare qualcosa di simile in ambiente virtuale.

Di Enrico Cosimi

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Il Drone Lab V2 proposto da Casperelectronics è un meccanismo a quattro oscillatori indipendenti, regolabili in intonazione e in parametri aggiuntivi, con interessanti soluzioni che favoriscono l’interazione e la creazione di timbriche stratificate.

La musica dei Cluster, parte prima: una visione d’insieme

Written by Attilio De Simone on . Posted in Neuköln

Il gruppo dei Cluster fa parte a pieno titolo di quei gruppi di prima fascia tra gli artisti che vengono classificati sotto il termine “Krautrock”. Questo perché il gruppo lanciò i semi che hanno dato vita a tanti generi della musica elettronica, come la musica ambient, l’avanguardia elettronica e l’house. E’ proprio analizzando la biografia del gruppo (e successivamente dei singoli musicisti) che possiamo comprendere in che modo i Cluster abbiano partecipato allo sviluppo della musica contemporanea degli ultimi 40 anni.
I primi anni ’70.

di Attilio De Simone

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Il gruppo si forma (con il nome originario di Kluster) verso la fine del 1969, quando artisti provenienti da differenti esperienze (Roedelius era fisioterapista, Schnitzler era un allievo di Beuys e Moebius era studente d’arte a Bruxelles e a Berlino). Premesso che i musicisti erano tutti autodidatti e non avevano avuto una preparazione classica, l’obiettivo primario del gruppo fu quello di trovare una forma espressiva propria, spostandosi lungo la Germania cercando opportunità di suonare presso musei e gallerie d’arte.

Kinetik Laboratories Handmade Sonic Devices

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Drone Department

Produrre drone music è meno semplice di quanto possa sembrare: la prima difficoltà è sempre la creazione di una struttura di sintesi sufficientemente semplice per non risultare di distrazione e sufficentemente elaborata per poter giocare sul filo della sperimentazione sonora. Quando due musicisti drone si lanciano nella progettazione di apparecchi dedicati (è il caso di Andrea Reali e Claudio Granzieri), le cose finiscono per divenire inevitabilmente interessanti.

Di Enrico Cosimi

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Nel corso del Torino Synth Meeting, tenuto – grazie agli sforzi di Francesco Mulassano e Luca Torasso di Noisecollective.net – presso lo spazio SuperBudda dei Docks Dora, abbiamo avuto modo di ascoltare un’impressionante demo/clinic/performance del duo che, alle prese con i loro tre apparecchi, hanno stregato l’audience esponendola al più rigoroso vocabolario timbrico drone. Dei tre apparecchi presentati, due ci hanno particolarmente colpito: Gort the Robot e Dr. Jeckyll & Mr. Hyde. Di seguito, i (pochi) particolari necessari per farsi un’idea delle loro funzionalità. Macchine del genere vanno valutate sotto le dita, con le orecchie bene aperte.

Una semplice struttura per fare drone

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Con il termine “drone”, si intende una particolare struttura musicale che non ha bisogno di articolazioni ritmiche e che basa buona parte della sua (ipnotica) comunicativa sui microcambiamenti armonici che, in tempi assai dilatati, intervengono nella configurazione apparentemente immutabile (bello, eh?).

Di Enrico Cosimi

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Il drone si può fare in milioni di modi; il più semplice – molto Seventies – consiste nel bloccare una nota della tastiera con il cappuccio della penna Bic e, a blocco meccanico effettuato, lavorare lentamente con la frequenza di taglio e la resonance del sintetizzatore.

n-Lab Monolite K

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Software

Lo scorso anno, la soft house italiana n- Lab presentava una ghiotta ensemble per Reaktor 5.x (non per Reaktor Player, si badi bene…) in grado di realizzare, con minimo sforzo e massimo rendimento, timbriche adattissime all’estetica drone minimale. In questo modo, il primo Monolite si è creato un solido riscontro all’interno di un’agguerrita comunità. Oggi, è il turno di Monolite K, versione potenziata e, per molti versi, irresistibile (specie se valutata alla luce dei 10 euro di donazione richiesti).

Di Enrico Cosimi

Le caratteristiche funzionali sono assai interessanti: struttura monofonica, articolata con tone cut filter e grainer unit (per la granulazione di segnale), inviluppo di ampiezza ADSR dotato di key velocity e glide; struttura effetti con 17 algoritmi residenti selezionabili dal musicista e automatizzabili tramite XY pad vettoriale.

La preparazione per un Noise Event – cronache di un caos annunciato

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Anche se, dall’esterno, può non sembrare, non è che la Capitale brilli per eccessiva densità di eventi elettronici; per questo motivo, quando un amico – nonchè compagno di precedenti avventure elettroniche – si appresta a festeggiare il compleanno aprendo il palco (e, auspicabilmente ma responsabilmente, anche il bar…) alle sessioni di noise elettronico, l’occasione da ghiotta diventa pressochè irresistibile.
Il problema, come al solito, consiste nel conciliare una minima struttura performativa con i rigorosi limiti di trasporto imposti dal mezzo a due ruote…

Di Enrico Cosimi

L’unica alternativa percorribile è affidarsi a uno strumento che – di base – preveda l’interazione con il control panel e garantisca la possibilità di costruire simultaneamente diversi percorsi timbriche da utilizzare in momenti separati della “performance”… ehr, d’accordo: in momenti separati del noise più o meno organizzato che sarà propinato agli (sfortunati) avventori.

Da questo punto di vista, un sintetizzatore come il venerando EMS Synthy AKS può tranquillamente risultare comodo.

Drone event: tenere insieme il tutto

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Drone Department, Gear, Tutorial

Come promesso, eccoci all’ultima parte di questo approfondimento droneggiante; fatte fuori le sorgenti sonore (prima parte) e i generatori/delay/looper ausiliari (seconda parte), è il turno degli effetti “globali”, quelli cioè che è possibile assegnare con relativa indiffferenza a qualsivoglia segnale si trovi per caso a transitare nel nostro mixaggio droneggiante. Di fondo, si tratta di riverberi per l’ambientazione o di trattamenti meat and potatoes, ma anche in questo caso, le sorprese possono arrivare inaspettate.

Di Enrico Cosimi

Un classico collante  per tutti i mixaggi è – come facilmente immaginabile – il riverbero; non è assolutamente questa la sede per affrontare i parametri che ne gestiscono il funzionamento… diciamo che, dopo aver tirato giù dalla soffitta il classico Lexicon PCM90, lo si può far cantare su un tradizionale algoritmo di concert hall nel quale si abbia avuto l’accortezza di tirare su livelli importanti i tempi di riverberazione e predelay. In questo caso, la veridicità della spazializzazione non è l’obiettivo principale.

Drone event: effetti, effetti e ancora effetti

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Drone Department, Gear, Tutorial

Dopo aver archiviato l’argomento “sorgenti sonore”, è il momento di prendere in considerazione gli effetti con cui processare, arricchire o catturare in loop i segnali audio disponibili come materiale indifferenziato. Inutile dire che il punto debole di tutta la baracca è il tipo di mixer audio e, ovviamente, la quantità/qualità delle mandate aux simultaneamente disponibili.

Di Enrico Cosimi

Purtroppo, specie con le strutture di mixaggio analogico, tante ausiliarie corrispondono a tanti dobloni da spendere con le lacrime agli occhi; questo non esclude – specie per i musicisti più avventurosi e dotati di sangue freddo – che un qualsiasi virtual mix opportunamente gestito, meglio se controllato con un dummy fader box, può tranquillamente supplire alla bisogna.

Progettare un drone event: dalle fasi preliminari alla performance. Più o meno.

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Drone Department, Gear, Tutorial

La Drone Music ha delle regole (non scritte) abbastanza precise e prevede, per il suo svolgimento, la necessità di micro cambiamenti che spesso coincidono con la letargia. A differenza della normale produzione musicale elettronica, l’andamento drone è, per sua stessa definizione, “orizzontale” e privo di sviluppi ritmici… quantomeno, il ritmo (o il micro ritmo) non è la parte preliminare dell’impatto sonoro. Questo non significa che, nel punto di massimo climax esecutivo, non ci possano essere masse timbriche che si spostano, cozzano, si legano e contrastano tra loro in maniera “ritmica”, ma il tutto deve (o meglio, dovrebbe) lasciar un senso di naturale progressione nell’ascoltatore.

di Enrico Cosimi

Facile a dirsi, meno facile a farsi, specie se ci si lascia prendere la mano dall’oggettiva, illimitata, libertà operativa che qualsiasi applicativo da 10 euro offre oggi al compositore/sperimentatore. Per questo motivo, in occasione di un evento capitolino che ha visto alternarsi sul palco fenomenali macchine da guerra come la Ur.L.O. (Urbino Laptop Orchestra) e più intime configurazioni di musicisti, ci siamo divertiti a progettare e a varare un frozen drone concert che, per 17 lunghi minuti, ha seguito più o meno i dettami stilistici del genere.