Touchable 2 – Live! a portata di iPad

Written by Antonio Antetomaso on . Posted in Gear, no-categoria, Software, Tutorial

Torniamo a parlare delle superfici di controllo per Ableton Live!. Come certamente saprà chi conosce questa potente DAW, per apprezzare al massimo le sue potenzialità (specie dal vivo) si rende consigliabile avere tra le mani una superficie di controllo con la quale registrare/lanciare clips al volo, regolare il missaggio, accedere agli effetti ecc. ecc.

Di Antonio Antetomaso

COPERTINA

Orbene, di prodotti sul mercato orientati a Live! ce ne sono abbastanza, basti pensare al Launchpad di Novation  e a tutte le sue derivazioni, al PUSH di casa Ableton stessa, alla serie APC di Akai e così via discorrendo. Personalmente ritengo che il tablet di casa Cupertino sia in grado di dare pane per i suoi denti a ciascun controller hardware di mercato, a patto naturalmente di dotarlo della giusta app. Ed è per questo che sono qui a presentarvi Touchable, ormai abbastanza maturo da essere giunto alla versione 2.0 con una carrellata di novità rispetto alla prima versione.

Kinetik Laboratories: ascoltiamo qualcosa

Written by Enrico Cosimi on . Posted in no-categoria

 

La scorsa settimana, grazie alla cortesia di Andrea Reali e Claudio Granzieri, abbiamo potuto provare in lungo e in largo i quattro apparecchi che compongono la produzione Kinetik Laboratories. Ora, è giunto il momento di ascoltare qualcosa.

Di Enrico Cosimi

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I tre video che accompagnano questo articolo vi esporranno all’ascolto degli apparecchi di generazione e, al loro impiego collettivo, con tanto di matrice di missaggio. Buona visione

Arturia iSEM – un giretto di prova – seconda parte

Written by Antonio Antetomaso on . Posted in no-categoria, Software

Riprendiamo senza ulteriori indugi il nostro tour guidato alla scoperta di iSEM. Per chi si fosse sintonizzato solo ora, nella prima puntata  abbiamo passato in rassegna le caratteristiche generali, la sezione “main” (oscillatori, filtri, inviluppi e LFO) e la sezione effetti.

Di Antonio Antetomaso

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Ripartiamo dall’analisi della ricca matrice di modulazione. 

La musica dei Cluster: un profilo di Hans-Joachim Roedelius

Written by Attilio De Simone on . Posted in no-categoria

Quando ci si accosta ad una personalità artistica come quella di Hans-Joachim Roedelius, diventa impossibile non analizzare gli eventi biografici che hanno contribuito a determinare tale spirito artistico. Nato nel 1934,  Roedelius ha vissuto negli anni dell’infanzia e della gioventù  le pagine più difficili della storia contemporanea.

Di Attilio De Simone

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Bambino  nella Berlino bombardata (da bambino fa delle esperienze nella recitazione, prestandosi per vari film della nota casa di produzione Universum Film) e nella Berlino della difficile ricostruzione, adolescente e giovane uomo nella Berlino del versante sovietico/comunista, dove viene reclutato dalla polizia popolare e da cui cerca di scappare pagando il prezzo del suo gesto con una pena detentiva. Dopo aver scontato la pena, decide si specializzarsi: diventa fisioterapista, infermiere e operatore nelle case di riposo. Infine l’accesso al mondo dell’arte. Roedelius inizia a muoversi in tutta Europa seguendo, dopo la costituzione di Kluster e Cluster, un percorso artistico da autodidatta approfondendo molte forme di espressione umana, tra cui la più rilevante, oltre alla musica, è stata la poesia.

Ploytec 34 One II – Tempo tap per tutti

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, no-categoria

Da che metronomo è metronomo, mandare a tempo un batterista in carne e ossa con uno step sequencer (o con un sequencer lineare) è sempre stato un problema grosso. Nel migliore dei casi, era il batterista a dover seguire il click in cuffia, cercando di non accelerare o decelerare troppo pur mantenendo un minimo di vita durante l’esecuzione. I bravi musicisti riuscivano, sotto click, a stare appena un minimo indietro durante la strofa per poi andare appena un minimo avanti durante il ritornello; ma questa è un’arte che, come la scrittura stilografica, si è persa nel tempo…

Schermata 12-2456639 alle 10.53.31

Di Enrico Cosimi

Oggi, le cose possono diventare meno complesse grazie alla tecnologia: Ploytec 34 One II permette infatti il percorso interno, ovvero la sincronizzazione – attraverso Tempo Tap – dei sequencer con il drive ritmico del musicista in carne ed ossa. Il meccanismo è semplice e merita una prova.

Variphrase – Il dominio del tempo (terza parte)

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Gear, no-categoria, Software, Tutorial

È il momento di quagliare, e di dare in pasto al V-Synth – meglio: al motore VariPhrase del V-Synth – il campione evolutivo realizzato a monte con Zebralette nel rispetto di alcuni semplici paletti: l’altezza del campione è quella del DO centrale, la durata è di 1 battuta a 120 bpm.

Di Jacopo Mordenti

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Importato il campione all’interno del V-Synth, il primo passo che dovremo compiere sarà quello di affibbiargli i punti di loop start e di loop end: più difficile a dirsi che a farsi, non fosse altro in considerazione del fatto che abbiamo costruito il campione apposta per essere inesorabilmente riprodotto dall’inizio alla fine. In Sample > Edit l’inserimento della lettura in loop è evidentemente questione di un attimo.

Ableton Sampler: percorso di avvicinamento – Seconda parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in no-categoria

Andiamo avanti nella nostra marcia verso Sampler, prendendo in esame le altre funzioni offerte dal programma. Di fondo, occorre ricordare che l’apparecchio deve essere interpretato come un sintetizzatore che usa pezzi di registrazione audio, quindi potenzialmente illimitato nei confronti delle capacità timbriche.

Di Enrico Cosimi

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come è facile immaginare, abbandonate le pagine/tab di zona e campionamento, continueremo a verificare le caratteristiche offerte nelle altre tab.

Le string machine: dall’analogico al virtuale – Prima parte

Written by Attilio De Simone on . Posted in Gear, no-categoria, Software, Tutorial

Sono passati tanti anni dai magici tappeti sonori di Oxygene di Jarre o dalla storica introduzione di Shine On You Crazy Diamond dei Pink Floyd, in cui un sol minore frutto di un mix tra un accordo di un Arp Solina, un pad di bicchieri di cristallo sfregati, un Hammond e una pedaliera Moog Taurus ha fatto disperare per quasi 40 anni i musicisti che cercavano di ricreare quel suono. Dicevamo: sono passati decenni dal periodo in cui queste macchine cominciarono a riempire i solchi di migliaia di LP, dalla musica progressive alla disco dance, eppure il fascino di quegli strumenti resta ancora oggi immutato nel tempo. Cerchiamo di capirne di più

Di Attilio De Simone

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In principio erano i Combo Organ

Esiste uno stretto legame ingegneristico che di fatto rende più che semplici parenti le string machine e i combo organ, quei simpatici organetti dai colori sgargianti che negli anni ‘60 si proponevano come alternativa all’organo di riferimento (l’Hammond) coniugando contemporaneamente anche trasportabilità e  “leggerezza” (intesa rispetto al peso mastodontico dell’Hammond, tutto è relativo nella vita).

Il Moog Little Phatty esce di produzione!

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, no-categoria

L’ultimo sint monofonico progettato da Bob Moog, e passato attraverso versioni di aggiornamento, esce oggi di produzione: stando ad un annuncio diffuso da Moog Music, il Little Phatty Stage Edition II non sarà più costruito una volta terminata la scorta di componentistica ancora disponibile.

Di Enrico Cosimi

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Questo significa, da realistici conti alla mano, che – fatte salve le unità già consegnate e disponibili presso i distributori mondiali – tra un paio di mesi il Little Phatty potrebbe diventare un instant vintage/instant classic, come praticamente tutti gli apparecchi marcati Moog.

KORG Volca Beats – Prima parte: dati indispensabili

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, no-categoria

KORG non è nuova alle batterie elettroniche hardware: gli antichi modelli KPR, e ancora più indetro le preistoriche Doncamatic testimoniano di una sensibilità nei confronti del settore che si ritrova in pochi altri fabbricanti. Alla luce dell’impostazione generale Volca Series, il modello Beats riproduce l’accoppiata PCM+Analog per la gestione simultanea di 10 voci timbriche indipendenti – per i particolari quantitativi, vi rimandiamo alla sezione finale di questo testo – facilmente programmabili con logica step/real.

Di Enrico Cosimi

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In questa prima parte, ammasseremo le informazioni necessarie a capire di cosa si tratta: in pratica, tutto quello che c’è da sapere prima di valutare, con orecchie e occhi bene aperti, se l’apparecchio faccia o meno al caso nostro. Da questo punto di vista, il potenziale esplosivo dei tre Volca (a proposito, il termine Volca non è collegato a “volcano” e, su precisa richiesta fatta in Casa KORG, non ha alcun significato particolare, ha solo un bel suono), è tale – tanto singolarmente che presi in gruppo – da meritare più di un’analisi approfondita. Allacciate le cinture di sicurezza e riportate in posizione verticale lo schienale.

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