U-HE Bazille: uno sguardo in anteprima – Terza parte

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Siamo giunti all’ultima puntata di questa mini serie incentrata sul nuovo synth di casa U-HE, Bazille. Dopo aver passato in rassegna le caratteristiche del synth cercando di metterne in evidenza i punti di forza è il momento di approfondire la seconda schermata “TWEAKS & FX”, se ancora non foste sazi della montagna di roba da imparare.

Di Antonio Antetomaso

COPERTINA

Come dice il titolo, questa altrettanto nutrita sezione è dedicata agli effetti, alle modulazioni, diciamo così, aggiuntive e ad altri parametri che contribuiscono ad arricchire ancora di più le timbriche generate. Andiamo per ordine, procedendo dall’alto verso il basso.

Voice

FIGURA1

Tale sezione offre moduli che consentono di gestire l’intonazione, la polifonia e l’uso della CPU per la timbrica programmata e caricata. Nel dettaglio:

  • Modo di utilizzo (polifonico, monofonico, duofonico, legato e così via);
  • Priorità di nota (in modalità “mono” e “legato”);
  • Numero massimo di voci di polifonia (da 2 a 16) prima che le note in eccesso vengano eliminate (occhio alla CPU);
  • Numero massimo di voci in unisono (stack)…ovviamente incide sulla massima polifonia (ari-occhio alla CPU);
  • Drift: detuning delle voci in stack;
  • Attacco più o meno morbido.

 

Tune ControL

FIGURA2

Gestione dell’intonazione. E’ possibile agire sulla quantità di pitch bending, sull’intonazione per toni o semitoni e sulla quantità di vibrato a cura dell’LFO 1.

 

Glide

FIGURA3

Di lapalissiana funzione. Consente di introdurre il glide nella timbrica caricata, in modo classico o alla maniera “U-HE” già apprezzata in DIVA. Vi rimando al manuale per i dettagli di ogni parametro. Vi segnalo solo che il glide è applicato tanto agli oscillatori quanto ai filtri, quanto alle sorgenti di modulazione inviate ai parametri “KeyFollow”. Inoltre il potenziometro “Offset” consente di regolare la quantità di glide per gli oscillatori di numero pari in modo indipendente rispetto a quelli per numero dispari.

 

Stack Voice Tuning

FIGURA4

Consente di intonare le singole voci poste in stack, come descritto al punto precedente, per un massimo/minimo di +o- 2 ottave. Tenendo premuto il pulsante shift e muovendo il potenziometro di intonazione esso avanza con un passo ridotto.

 

Oscilloscopio

FIGURA5

Al centro della barra superiore troviamo l’oscilloscopio e i pulsanti che consentono di regolare la qualità timbrica, sulla base dell’hardware a disposizione ovviamente.

 

Microtuning

FIGURA6

Mediante tale sezione è possibile importare file di intonazione codificati con estensione .tun e rispettando il formato TUN.

 

Mapping Generators

Veniamo al pezzo forte di questa sezione del synth, data, come si sarà intuito, dai Mapping generators. Eccoli qui, in tutta la loro magnificenza:

FIGURA7

Trattasi di un insieme costituito da 128 valori discreti, ciascuno liberamente assegnabile mediante trascinamento in alto e in basso del mouse (al centro c’è lo 0 naturalmente). Fin qui, niente di speciale, se non fosse che questi giocattolini fungono tanto da processori di sorgenti di modulazione quanto da veri e propri generatori di forme d’onda ausiliarie.

Due i controlli offerti per governare i Mapping generators:

  1. Mode: stabilisce la modalità operativa di utilizzo. In particolare l’utente può decidere se “suonare” i mapping generators o utilizzarli come sorgenti di modulazione;
  2. Source: definisce la sorgente di modulazione processata attraverso i mapping generators che fungono, in tal caso da interpolatori di valori. Tale modalità è ovviamente valida quando si usano i mapping generators come sorgenti di modulazione.

Segnalo che, cliccando con il tasto destro sui mappings disegnati, si apre un menu a comparsa che offrono funzionalità di servizio per manipolare, salvare, richiamare, copiare e incollare i mappings programmati. Niente male.

Arriviamo alla sezione in basso, che offre controlli ed espedienti aggiuntivi ad arricchire il già più che generoso sistema di modulazioni. Nella medesima sezione presenti gli effetti offerti dal synth. Andiamo per ordine, iniziamo dai controlli aggiuntivi sulle sorgenti di modulazione:

 

Envelope Extras

FIGURA8

Tale modulo consente di agire sugli inviluppi, rendendo attacco e decadimento più esponenziali (Snappy), di alterare il comportamento del Sustain (F/R Range), di selezionare la modalità di triggering degli inviluppi. Vi faccio notare che, selezionando la modalità ModSeq1/2 gli inviluppi vengono avviati e controllati dal Modulation sequencer.

 

 

Filters 3 e 4

FIGURA9

Due filtri aggiuntivi regolabili nei controlli canonici ma più limitati nelle modulazioni (niente modulazione della resonance) e nei modi operativi (solo LP18, BP6, HP12).

 

Ramp generators

FIGURA10

Due inviluppi aggiuntivi di tipo AHD (Attack, Hold, Decay). La chicca di questi inviluppi è nel parametro RAMP che determina il tempo dopo cui l’inviluppo viene retriggerato.

 

Sezione effetti

FIGURA11

E arriviamo alla sezione che forse, utilizzando un termine un po’ forte, delude un po’: gli effetti. Chiariamoci, delude forse perchè dopo tutto questa grazia di Dio, per la descrizione della quale sono state necessarie tre puntate, l’utente si aspetta una sezione sterminata di effetti, modulabili Dio solo sa in cosa. E invece deve “accontentarsi” di un Distorsore, di un Delay, di un modulo Phaser/Flanger e di uno Spring Reverb.

Non che non siano efficaci, ma forse si poteva propendere almeno per un equalizzatore e per un chorus. Non è escluso che nelle prossime versioni ci si pensi, in fondo siamo ancora alla versione 1.0 appena uscita…

Per i controlli di ciascun effetto vi rimando al manuale di utilizzo, ottimamente concepito ed organizzato.

 

Al dunque…

Che dire, dopo tre puntate a cantarne le lodi, avrete capito che si tratta di un synth con la S maiuscola. Il suono finale, inutile dirlo, è quello U-HE. Se siete stati abituati alla pasta di DIVA, non rimarrete certo delusi da Bazille che sarà sicuramente pronto a mettere a dura prova il vostro impianto.

Punti di forza sicuramente da ricercarsi:

  • nel motore di sintesi decisamente innovativo e potente, capace di regalare belle soddisfazioni con relativamente poco sforzo ma anche di mettere alla prova la fantasia del programmatore più smaliziato;
  • nelle modulazioni, si può modulare un po’ tutto mediante un po’ tutto…quasi alla stregua di ACE (termine che, ricordo, è l’acronimo di Any Cable Everywhere);
  • nell’interfaccia utente, poderosa e lievemente scoraggiante di primo acchitto ma che si rivela dopo pochi minuti assolutamente intuitiva e ben concepita;
  • nell’elevata stabilità, già dalla versione beta;
  • nel consumo di risorse: sul mio iMac del 2009 con Intel Core 2 non ho il minimo problema anche con le timbriche più complesse.

Punti di debolezza da ricercarsi, a mio avviso, solo nella sezione effetti…si poteva fare qualcosa di più.

In ogni caso, al prezzo di 89 dollari fino a fine ottobre vi portate a casa un mostro che difficilmente vi farà annoiare. Dopo ottobre si passerà a 129 dollari, non proprio poco poco, ma assolutamente giustificato dal livello del prodotto che si acquista.

 

Se volete ascoltare qualcosa vi rimando alla pagina dedicata sul sito U-HE e a questo video che vede Bazille esibirsi in un brano oltremodo celebre… Qui trovate dei tutorial molto, molto utili.

E’ il caso di non farselo scappare.

A presto!

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