Posts Tagged ‘motu’

MOTU MachFive 3.2

Written by Redazione Audio Central Magazine on . Posted in Software

Il potente lettore universale di sample library è giunto, attraverso un completo redesign, alla versione 3.2. Grazie all’adozione degli scripted instruments, è possibile personalizzare il comportamento di playback e ottimizzare il tipo di risposta ai codici MIDI standard, raggiungendo interessantissimi comportamenti di realismo esecutivo.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

MACH FIVE 3.2

Gli scripting comprendono, tra l’altro, l’emulazione fedele della gestione chitarristica ottenuta attraverso logica Telematic: 9500 campionamenti di Telecaster mappati su cinque layer dinamici, con 4 round robin sample per nota, pennate su e giù indipendenti, tecniche hammer on e pull off, glissandi bidirezionali, fret noise e qualsiasi altra cosa possa venirvi in mente per non prendere la vostra chitarra, ma suonarla attraverso computer.

MOTU Track 16 Breakout

Written by Redazione Audio Central Magazine on . Posted in Recording

Segnalazione velocissima! Dopo l’affermazione dell’interfaccia Track 16, è il momento di provvedere alle connessioni; la nuova Track 16 Breakout è – come dice il nome – una breakout box con cui provvedere a tutti i collegamenti hardware in un colpo solo.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

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Utilizzando lo stesso multiconnettore DB25 previsto per ll serpente della Track 16, la scatola può essere saldamente collegata all’interfaccia vera e propria.

MOTU annuncia Digital Performer 8

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Recording, Software

Performer è stato il primo MIDI Sequencer “serio” per Macintosh: dotato di infinite tracce MIDI, poneva il musicista professionista di fronte a una struttura liberamente configurabile in base alle proprie esigenze ed esperienze, con un controllo al quattrocento ottantesimo di quarto che, per l’epoca, coincideva con l’assoluta fantascienza.

Di Enrico Cosimi

Negli anni successivi, Performer è divenuto Digital, affiancando alle tracce MIDI anche la possibilità di gestire tracce Audio con tutte le funzionalità di editing tranquillamente diffuse nella comunità professionale. Oggi, è il turno di Digital Performer 8.

MOTU Track 16

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Recording

MOTU ha presentato la nuova studio interface Track 16, un’interfaccia desktop particolarmente compatta che, grazie ad un breakout connector, può gestire traffico audio in formato 16×14 (cioè sedici ingressi e quattordici uscite) su connessione FireWire o USB 2.0 per Mac e PC. In aggiunta, l’apparecchio gestisce i/O ottico, MIDI I/O, SMPTE timecode I/O, con tanto di digital mixer interno a 16 bus, riverbero, eq, compressione, tools di audio analisi, FFT, spettrogramma e tuner.

Di Enrico Cosimi

L’unità di base, l’interfaccia vera e propria, è alloggiata in un solido scatolotto di alluminio scavato dal pieno – in quella tecnologia che, nell’epoca Apple, è stata veicolata come “unibody”. Il pannello frontale ospita un connettore hi-Z per chitarra e basso elettrico, in ingresso di linea stereo su mini jack da ⅛”, due uscite per cuffia parallelate tra loro (su connettori ¼” e ⅛”). Sul pannello posteriore, l’ormai classico multiconnettore DB25 offre sfogo al breakout esterno – ulteriori particolari in seguito – e condivide lo spazio utile con le connessioni FireWire 400, USB 2.0, optical I/O digitale in grado di veicolare otto canali indipendenti 1x, più quattro canali di SMUX a 2x e un TOSlink stereo a 96 kHz. Grazie alla connessione ottica, si possono agganciare altri apparecchi come MOTU 8pre alla Track 16, espandendo le possibilità complessive.

WURLITZER ELECTRIC PIANO – Parte 2

Written by Antonio Antetomaso on . Posted in Software, Vintage

Chiudiamo il nostro viaggio attorno al Wurlitzer parlando delle varie emulazioni disponibili sul mercato. Per esigenze di spazio, concentreremo la nostra attenzione su due prodotti appartenenti al mondo degli strumenti virtuali, tralasciando in quest’ambito l’analisi delle varie emulazioni hardware.

 

 

di Antonio Antetomaso

Per par condicio, prenderemo in considerazione le due emulazioni che a nostro avviso meritano maggiore attenzione: una è a modelli fisici, l’altra sample based. Per comodità, ricordiamo brevemente la differenza tra le due famiglie di prodotti: la prima ha la prerogativa di generare il timbro finale facendo uso di algoritmi che avendo le loro radici nel campo dell’acustica sono eseguiti letteralmente per ogni nota premuta dal musicista a calcolare il suono in tempo reale. La seconda famiglia di prodotti, invece, basa il suo principio di funzionamento su una base di campioni, più o meno dettagliata messi in esecuzione alla pressione di ogni tasto. Stiamo parlando di Scarbee A-200 e Mr. Tramp 2; il primo è sample based, il secondo lavora per modelli fisici.