Posts Tagged ‘euro rack’

Sputnik West Coast Random Source

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Roman Filipov, il cervello dietro al marchio Sputnik, è partito clonando storici circuiti Buchla e, successivamente, ha realizzato delle interessatissime strutture modulari (in diversi formati) che rielaborano idee consolidate, interpretandole con nuove intuizioni. Il West Coast Random Source è – in formato Euro Rack – una potente incarnazione della classica Source of Uncertainty sviluppata nei vecchi modulari di Buchla e battezzata, all’epoca, Source Of Uncertainty Model 266.

Di Enrico Cosimi

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Nel mondo scientifico, sorgente d’incertezza è qualsiasi cosa accaduta in laboratorio che può portare a incertezza nei risultati. Nel mondo della sintesi analogica, la sorgente d’incertezza è, nella logica originale, un circuito che produce tensioni casuali, applicabili al parametro di sintesi ritenuto più adatto a comportarsi in maniera meno prevedibile. Di solito, specie nelle incarnazioni più commerciali della sintesi sottrattiva, il comportamento imprevedibile o randomico o casuale è ottenuto semplicemente attraverso campionamento di un noise generator nel circuito sample & hold, per poi applicare l’uscita di tensione ottenuta al parametro che si vuole modulare. La sorgente d’incertezza non fa solo questo, permettendo raffinate differenziazioni nel tipo di segnale casuale e diverse pesature all’interno del suo contenuto. Insomma, come affermava Doepfer anni orsono: “certe cose escono fuori solo con la sorgente d’incertezza e non sono raggiungibili attraverso altri meccanismi di randomizzazione”.

Benvenuti a bordo.

ADDAC111 ULTRA .WAV Player

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I moduli ADDAC non sono proprio regalati, ma offrono prestazioni non facilmente reperibili nel pur vasto panorama Euro Rack. Nello specifico, il lettore di file digitali ADDAC111 ULTRA .WAV è un passo avanti alla concorrenza per l’implementazione analogica dei parametri digitali più significativi. Se, dal vivo, avete bisogno di lanciare con controllo assoluto e creativo un file audio, e se siete allergici al laptop, questa potrebbe essere la soluzione giusta.

Di Enrico Cosimi

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Il modello 111 è un lettore di file digitali (monoaurali, salvati a 22050 kHz, con un preciso schema di nomenclatura e formattazione che potrebbe creare qualche grattacapo ai musicisti più insofferenti); i file digitali, fino a 72, installati sulla Micro SD Card formattata FAT 16 possono essere letti individualmente e selezionati a discrezione del musicista. La scelta dl formato Micro SD garantisce una profondità hardware inferiore ai 3 centimetri; detto in maniera meno involuta, il modulo è skiff friendly.

Me & My Modular . I Formati – Quarta Parte

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Nel 1996, il mondo era più buono: la comunità dei musicisti elettronici viveva sospesa nel protocollo MIDI, le DAW erano ancora un concetto relativamente fumoso, le grosse ditte nipponiche dominavano il pianeta con strumenti digitali infarciti di Linear Arithmetics, Advanced Wave Management e altre meraviglie… In quel di Ditzingen, Dieter Doepfer intraprendeva un piccolo passo per l’uomo, ma un grande balzo per i musicisti elettronici, riconfigurando parte dei circuiti analogici che aveva sviluppato in precedenza per adattarli meccanicamente ai cabinet rack da 3 + 3 unità di altezza. Era nato il formato Euro Rack.

Di Enrico Cosimi

euro 1

Oggi, sembra impossibile pensare ad un mondo modulare senza Euro Rack, ma per l’epoca il nuovo standard meccanico ed elettrico passava in secondo piano, rispetto alla disponibilità di moduli analogici con i quali configurare, nuovamente, un sistema di sintesi personalizzato. Non dimentichiamo che – per l’epoca – la sintesi modulare sembrava un hobby snob per musicisti con tanto tempo libero e scarse necessità professionali (niente memorie, niente polifonia, comportamenti semplici, eccetera).

AION Modular Euro Rack Modules

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Frutto degli sforzi congiunti di Kazike (mastermind di Club Of The Knobs) e di Ruben Costa (di TEIA Synthesizers), il team AION Modular si è concentrata sulla fedele riproduzione di classici circuiti COTK/Moog in formato Euro Rack.

Di Enrico Cosimi

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Abbandonate le dimensioni, e gli oneri, del formato 5U, i tre moduli per ora in catalogo (ma all’ultimo MusikMesse c’era anche qualche altra coserella che, probabilmente, sarà aggiunta presto al catalogo ufficiale) garantiscono compatibilità meccanica ed elettrica con lo standard concepito da Dieter Doepfer per il popolare sistema di sintesi hardware.  Per ora, ci sono tre circuiti a catalogo…

QuBit Electronix Nano Rand

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Nel rutilante panorama Euro Rack, è sempre più forte la scuola di pensiero che privilegia la densità di controlli e comportamenti in poco spazio; in un’epoca di skiff super portatili, dove le compagnie aeree low cost sembrano disposte a valutare anche la densità del tessuto usato per le nostre mutande, meglio avere tante funzioni in poco spazio. Da questo punto di vista, Nano Rand targato QuBit è perfetto.

Di Enrico Cosimi

Nano Rand

In 4 HP di spazio, con assorbimento pari a 60 mA per il +12 e 17 mA per il -12, con profondità skiff friendly, questo piccolo modulo riunisce diverse funzioni separate, ma afferenti alla generazione di valori imprevedibili.

Nano Rand

Nano Rand offre quattro algoritmi diversi di generazione casuale, selezionabili da pannello o a distanza e confermati dal codice colore adottato per il regolare di velocità/densità di navigazione; la struttura prevede tanto la generazione interna di clock (sempre utile per il resto del sintetizzatore) quanto la subordinazione ad un treno d’impulsi ricevuti dall’esterno ed eventualmente filtrabili come densità/probabilità; il segnale generato può essere limitato ai valoir unipolari positivi o lasciato espandere indifferentemente lungo tutto l’arco di comportamento bipolare. Come è facile immaginare, il Digital Noise e il Sample & Hold sono ovviamente inclusi nelle prestazioni di bordo. Andiamo per ordine.

Roland System 500: un primo sguardo

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In occasione dell’ultimo MusikMesse, Roland ha gettato nel panico tutti i produttori Euro Rack entrando trionfalmente nell’agone a colpi di System 500: cinque (per ora) moduli ispirati pesantemente alle caratteristiche operative dello storico System 100m e realizzati con un occhio alle grafiche del vecchio System 700. La crema della crema, insomma.

Di Enrico Cosimi

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Se a questo si aggiunge che, per l’intera operazione (svolta sotto l’autorevole benedizione di Dieter Doepfer), hanno scomodato non solo i progettisti originali del 100m ma anche quel geniaccio dell’elettronica Euro Rack che risponde al nome commerciale di Malekko, è chiaro che le cose finiranno per divenire molto interessanti.

Dicevamo, in apertura, che i moduli diventeranno 10; per ora, sono solo 5 e già molto interessanti, recuperando le strutture tipiche della configurazione base del 100m. Ovvero…

ME & MY MODULAR -01- Perché un sintetizzatore modulare

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Premessa. In origine, negli Anni 60 del secolo scorso, i sintetizzatori erano solo modulari, costuiti cioè da circuiti meccanicamente indipendenti, alloggiati nello stesso contenitore (il cabinet) che forniva loro alimentazione; all’interno dello strumento, il musicista costruiva fisicamente le connessioni ritenute necessarie alla realizzazione del circuito desiderato. In assenza di collegamenti (con cavi schermati patch cords, spinotti patch pins o altri sistemi proprietari), semplicemente, il sintetizzatore modulare non suonava.

Di Enrico Cosimi

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La struttura modulare era la più semplice da gestire dal punto di vista del costruttore (circuiti di ridotte dimensioni, facili da ingegnerizzare e produrre con sufficiente costanza qualitativa, economia di scala relativamente favorevole, eccetera) che del musicista (possibilità di configurare – consapevolmente – il proprio strumento in base alle necessità, privilegiando i circuiti/comportamenti ritenuti più importanti, elevato impatto visivo tanto durante le fasi di progettazione timbrica quanto di produzione sonora); solo in un secondo momento, la diffusione su larga scala dello strumento elettronico impose, commercialmente, l’esistenza di strutture semi integrate e semi modulari (con seriazioni e ricadute diversificate per mercati e ambienti culturali).

XAOC Ostakino

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Il modulo XAOC Ostakino è un sequencer aid concepito per lavorare con due sequencer Moskwa (ce ne siamo occupati mesi orsono…). I due sequencer collegati a Ostakino possono lavorare in maniera indipendente o essere linkati per produrre sequenze da 16 note indipendenti. Durante la performance, il primo o il secondo sequencer può essere disabilitato a discrezione attraverso intervento manuale sul pannello comandi o inviando tensioni di controllo.

Di Enrico Cosimi

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In aggiunta, Ostakino fornisce CV Input per gli step, adatti a definire – a distanza – lo step di partenza per le sequenze. Le uscite di clock indipendente e le uscite Gate/Trigger individuali per ciascuno dei 16 step permettono raffinate combinazioni tra le strutture Euro Rack.

Verbos Multi-Envelope

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 Un inviluppo è – per sommi capi – una traiettoria programmabile che si dipana tra tempi e livelli; può essere paragonato all’itinerario di una gita che, opportunamente progettata, parta dalla città A, raggiunga la citta B alla velocità scelta dal musicista/pilota, poi tocchi la città C, muovendosi con velocità ancora diversa e così via fino a raggiungere la destinazione finale. Come è facile immaginare, tanto la gita città per città, quanto l’inviluppo vero e proprio, assumono un senso molto diverso in base al contesto nel quale sono applicati. Un conto (per dire) è fare una gita per paesini di montagna, altro discorso è cercare di raggiungere oasi isolate all’interno di una distesa sahariana; allo stesso modo, un conto è progettare l’inviluppo che apre il filtro del nostro sintetizzatore, altro discorso è definire la traiettoria vettorializzata di spostamento lungo l’arco stereofonico.  Insomma, occorre un minimo di concentrazione.

Di Enrico Cosimi

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Nell’evoluzione degli strumenti musicali elettronici – e, in particolarmodo, nell’evoluzione dei sintetizzatori – ci sono stati dei generatori d’inviluppo che, per facilità d’uso, per logica estrema, per eccellenza dell’idea originale, sono diventati dei veri e propri punti di riferimento per la comunità dei musicisti (basterebbe citare l’ADSR di Moog-Ussachevsky o l’AD/AR loopable di Buchla). All’interno di questo panorama, Mark Verbos ha fornito il suo personale, e sfiziosissimo, contributo con il modulo Multi-Envelope.