Posts Tagged ‘euro rack’

Make Noise LxD

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Il nuovo modulo annunciato da Toni Rolando è un Low Pass Gate a due canali, accoppiato DC, che sfrutta una coppia di Vactrol per produrre la classica timbrica liquida e risonante in presenza di transienti ripidi. In pratica, unisce il comportamento di filtraggio passa basso a quello di amplificatore controllato in voltaggio.

A cura di Enrico Cosimi

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La doppia logica LP-VCA sfrutta, per funzionare correttamente in assenza di separazioni operative, l’elevata velocità di caduta per le armoniche più acute, che lasciano tempo al circuito di chiudere il timbro prima di chiuderne il volume. In questo modo, il musicista a fronte di una dotazione di controlli limitata (come nel design Buchla originale) o pressoché nulla (come in questo caso), può comunque trarre giovamento dal circuito.

Verbos Scan & Pan. Qualche anticipazione

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Mark Verbos produce interessanti hardware Euro Rack che riprendono parte delle intuizioni originali di Don Buchla e le aggiornano secondo le caratteristiche di utilità oggi ritenute indispensabili dai sintetisti contemporanei.

Di Enrico Cosimi

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Questa volta, è il turno del nuovo Scan & Pan, il modulo di gestore audio che può semplificare in modo significativo il flusso ricevuto da quattro possibili sorgenti.

Moog Mother-32. Moog Music entra in Euro Rack

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Cose del genere accadono una volta sola ogni secolo. Moog Music, forse il marchio più noto, famoso, blasonato, sferragliante della musica elettronica debutta nel formato Euro Rack con il Mother-32, un sintetizzatore table top semi modulare perfettamente compatibile con gli standard elettromeccanici del popolare sistema pionierizzato da Dieter Doepfer nei lontani Anni 90.

Di Enrico Cosimi

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Costretti ad un ferreo accordo di non divulgazione, è dalla scorsa tarda primavera che assistevamo al palleggiare di notizie e smentite in riunioni carbonare, con tanto di impermeabili dal bavero alzato, nasi finti, parole d’ordine, eccetera. Ora, finalmente, dopo la fenomenale stupidaggine di un’anima bella d’oltreoceano, abbiamo avuto via libera dalla Casa Madre:  le informazioni ci sono. Ufficiali.

Sputnik Dual Oscillator

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Il panorama Euro Rack degli oscillatori doppi (Endorphines, Make Noise, Verbos…) si arricchisce giorno dopo giorno; la configurazione doppia è stata originariamente concepita da Buchla per semplificare le operazioni portante/modulante e favorire tutte quelle tecniche di sintesi che permettono l’ottenimento di spettri armonici interessanti (FM, AM, Timbre Modulation…) a monte dei sistemi di filtraggio. Oggi, Roman Filipov di Sputnik Modular rende (quasi) disponibile il suo Dual Oscillator.

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Di Enrico Cosimi

Il Dual Oscillator, che esce ad un prezzo annunciato pari a 549 dollari americani (previsto per l’inizio di Ottobre 2015), sfrutta circuitazione completamente analogica per generare due oscillatori tra loro indipendenti, ma interconnessi per le modulazioni.

Analogue Solutions Eurokorn

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Nel mondo Euro Rack, non mancano gli step sequencer, ma un apparecchio 16×4 può fare la differenza. Anche se la sua dimensione (84HP) lo rende importante per i sistemi di medio passo.

Di Enrico Cosimi

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Eurokorn è la versione ingegnerizzata per Euro Rack del precedente Oberkorn progettato anni orsono da Tom Carpenter; fatte salve le funzioni più strettamente collegate al MIDI – che trovava fisicamente posto sul pannello posteriore, qui assente, in Eurokorn non manca nulla del precedente disegno.

Sputnik West Coast Random Source

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Roman Filipov, il cervello dietro al marchio Sputnik, è partito clonando storici circuiti Buchla e, successivamente, ha realizzato delle interessatissime strutture modulari (in diversi formati) che rielaborano idee consolidate, interpretandole con nuove intuizioni. Il West Coast Random Source è – in formato Euro Rack – una potente incarnazione della classica Source of Uncertainty sviluppata nei vecchi modulari di Buchla e battezzata, all’epoca, Source Of Uncertainty Model 266.

Di Enrico Cosimi

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Nel mondo scientifico, sorgente d’incertezza è qualsiasi cosa accaduta in laboratorio che può portare a incertezza nei risultati. Nel mondo della sintesi analogica, la sorgente d’incertezza è, nella logica originale, un circuito che produce tensioni casuali, applicabili al parametro di sintesi ritenuto più adatto a comportarsi in maniera meno prevedibile. Di solito, specie nelle incarnazioni più commerciali della sintesi sottrattiva, il comportamento imprevedibile o randomico o casuale è ottenuto semplicemente attraverso campionamento di un noise generator nel circuito sample & hold, per poi applicare l’uscita di tensione ottenuta al parametro che si vuole modulare. La sorgente d’incertezza non fa solo questo, permettendo raffinate differenziazioni nel tipo di segnale casuale e diverse pesature all’interno del suo contenuto. Insomma, come affermava Doepfer anni orsono: “certe cose escono fuori solo con la sorgente d’incertezza e non sono raggiungibili attraverso altri meccanismi di randomizzazione”.

Benvenuti a bordo.

ADDAC111 ULTRA .WAV Player

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I moduli ADDAC non sono proprio regalati, ma offrono prestazioni non facilmente reperibili nel pur vasto panorama Euro Rack. Nello specifico, il lettore di file digitali ADDAC111 ULTRA .WAV è un passo avanti alla concorrenza per l’implementazione analogica dei parametri digitali più significativi. Se, dal vivo, avete bisogno di lanciare con controllo assoluto e creativo un file audio, e se siete allergici al laptop, questa potrebbe essere la soluzione giusta.

Di Enrico Cosimi

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Il modello 111 è un lettore di file digitali (monoaurali, salvati a 22050 kHz, con un preciso schema di nomenclatura e formattazione che potrebbe creare qualche grattacapo ai musicisti più insofferenti); i file digitali, fino a 72, installati sulla Micro SD Card formattata FAT 16 possono essere letti individualmente e selezionati a discrezione del musicista. La scelta dl formato Micro SD garantisce una profondità hardware inferiore ai 3 centimetri; detto in maniera meno involuta, il modulo è skiff friendly.

Me & My Modular . I Formati – Quarta Parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Nel 1996, il mondo era più buono: la comunità dei musicisti elettronici viveva sospesa nel protocollo MIDI, le DAW erano ancora un concetto relativamente fumoso, le grosse ditte nipponiche dominavano il pianeta con strumenti digitali infarciti di Linear Arithmetics, Advanced Wave Management e altre meraviglie… In quel di Ditzingen, Dieter Doepfer intraprendeva un piccolo passo per l’uomo, ma un grande balzo per i musicisti elettronici, riconfigurando parte dei circuiti analogici che aveva sviluppato in precedenza per adattarli meccanicamente ai cabinet rack da 3 + 3 unità di altezza. Era nato il formato Euro Rack.

Di Enrico Cosimi

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Oggi, sembra impossibile pensare ad un mondo modulare senza Euro Rack, ma per l’epoca il nuovo standard meccanico ed elettrico passava in secondo piano, rispetto alla disponibilità di moduli analogici con i quali configurare, nuovamente, un sistema di sintesi personalizzato. Non dimentichiamo che – per l’epoca – la sintesi modulare sembrava un hobby snob per musicisti con tanto tempo libero e scarse necessità professionali (niente memorie, niente polifonia, comportamenti semplici, eccetera).

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