Moog Mother-32. Iniziamo a scavare – seconda parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Dunque dicevamo… é il momento di affrontare la struttura di sintesi vera e propria. Ieri, abbiamo pubblicato lo schema a blocchi allegato al manuale; ora, partiamo con l’oscillatore e poi, a seguire, vedremo gli altri circuiti presenti nel motore di sintesi.

Di Enrico Cosimi

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Sorgenti sonore

La schermata qui sopra evidenzia, in un esaltante violetto, i controlli e le connessioni immediatamente riferibili alla generazione sonora. Ricordiamo che Mother-32 possiede un oscillatore e un generatore di rumore bianco.

FREQUENCY

La regolazione permette di stabilire l’intonazione dell’oscillatore – è possibile muoversi in un range appena superiore alle due ottave; questo, unito alla natura analogica del circuito e all’assenza di un blocco meccanico in posizione centrale, obbliga ad una certa cautela nella regolazione: non ci sono garanzie (orecchio a parte) che l’oscillatore sia in posizione nominale quando si suona. Del resto, hai voluto la bicicletta analogica, ora pedali…

Per spostarsi di ottava, si può usare la coppia di selettori triangolari marcati (KB)(STEP) posti sotto alla fila degli otto LED OCTAVE/LOCATION.

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VCO WAVE

L’oscillatore del Mother-32 produce simultaneamente onda dente di sega e impulsiva a simmetria variabile; senza aiuto esterno, l’ascolto è limitato alla singola forma d’onda selezionata con l’attuatore VCO WAVE, ma come accennavamo ieri, è possibile, previa selezione dell’onda rampa,  prelevare il segnale dell’onda impulsiva direttamente all’uscita VCO PULSE e mandarlo all’ingresso EXT.AUDIO del modulo MIX. In questo modo, due segnali generati dallo stesso oscillatore sono gestibili in crossfade e possono essere filtrati.

Non ha senso, in questa sede, dilungarsi sulle peculiarità timbriche – leggi: “contenuto armonico” – delle due forme d’onda; basterà segnalare che raramente ci è capitato, nel mondo analogico, di ascoltare una variazione di PWM tanto efficace ed espressiva. 

Le uscite delle due forme d’onda sono prelevabili alle porte VCO SAW VCO PULSE.

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PULSE WIDTH

Permette di regolare la simmetria dell’onda impulsiva – agli estremi delle posizioni previste, il segnale può perdere quasi completamente energia sull’armonica fondamentale.

 

Gestione delle modulazioni

E’ un meccanismo abbastanza raffinato, mediato dagli strumenti di fascia alta del catalogo Moog e pesantemente appoggiato al concetto di sorgente – amount – destinazione ampiamente consolidato nella sintesi pratica. Il meccanismo prevede la scelta di una sorgente di modulazione (tra le due suggerite “sotto al pannello comandi”, o modificabile con il patching diretto; la sorgente così selezionata può essere scalata unipolarmente (dal minimo al massimo) attraverso amount regolabile e, successivamente, può essere applicata alla destinazione di modulazione scelta dal musicista per l’oscillatore: nel caso del Mother-32, si può controllare “direttamente da pannello” o l’intonazione o la simmetria dell’onda quadra.

Come sempre, quanto previsto in normalizzazione di pannello può essere modificato utilizzando la matrice dei 32 patch points.

 

VCO MOD SOURCE

Permette di scegliere la sorgente di modulazione applicabile. E’ possibile optare per il modulo LFO di bordo o per l’Envelope Generator EG.Attenzione! La posizione EG/VCO MOD mette in collegamento con l’Envelope Generator solo se nella patch bay la porta VCO MOD risulta libera da connessioni; altrimenti, si userà il segnale esterno collegato dal musicista.

VCO MOD AMOUNT

Dopo aver scelto la sorgente di modulazione, se ne dosa la quantità d’intervento – avendo occhio alla natura unipolare del trattamento: se dovete invertire la polarità del segnale modulante, sarete costretti a fare qualche altro giro

VCO MOD DEST

Il selettore permette di stabilire dove andrà a colpire il segnale modulante: è possibile indirizzarlo verso la simmetria dell’onda impulsiva (PULSE WIDTH) o verso l’intonazione dell’oscillatore (FREQUENCY).

Nella matrice di connessioni, è sempre possibile inviare tensioni di controllo all’intonazione dell’oscillatore attraverso le porte VCO 1V/OCT (principalmente dedicata a ricevere segnali da tastiere o sequencer esterni che non si devono allontanare dal temperamento equabile), VCO LIN FM (per sfruttare il comportamento FM Lineare, con tutti gli ovvi limiti imposti dalla natura analogica del meccanismo). Come accennato in precedenza, la porta VCO MOD permette di collegare una qualsiasi sorgente di modulazione al circuito, per renderla alternativa all’opzione EG prevista nel selettore VCO MOD SOURCE

 

GLIDE

Dosa la quantità d’integrazione applicata alle tensioni di controllo ricevute da tasteira e/o sequencer interno, ma non alle tensioni ricevute alla porta VCO 1V/OCT. Maggiore è il Glide Time impostato, più lungo risulterà il tempo necessario per raggiungere la nuova intonazione.

 

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Noise Generator

Sembra non esserci (in effetti, non ha controlli dedicati sul pannello comandi…), ma può essere catturato dal circuito audio attraverso crossfade MIX posizionato in completa rotazione oraria.

In aggiunta, il White Noise è prelevabile alla porta NOISE presente nella matrice di connessioni; può essere usato tanto come sorgente sonora alternativa, per apparecchi esterni, quanto come sorgente di modulazione caotica. 

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Modificatori di segnale

Nel Mother-32, ci sono diversi circuiti dedicati al trattamento delle sorgenti sonore. I più evidenti sono evidenziati in giallo (audio MIX) e in verde (VCF e VCA). A questi, sarebbe possibile aggiungere – con un minimo di buona volontà – il VC MIX che, arbitrariamente, affronteremo quando parleremo dei gestori di controllo e derivati.

MIX

Ne abbiamo già parlato in precedenza: permette di dosare la percentuale richiesta tra due segnali audio prima che essi raggiungano il filtro; l’eventuale segnale esterno può essere collegato alla porta EXT. AUDIO e il bilanciamento tra le due sorgenti è dosabile attraverso tensione di controllo applicata alla porta MIX CV.

 

VCF

Qui, le cose diventano interessanti: Mother-32 incarna i comportamenti High e Low Pass (non è questa la novità, erano già disponibili nel modello Voyager), ma questa volta tutti e due hanno la resonance regolabile. Da sempre, Bob Moog ha evitato la rigenerazione in feedback del segnale all’interno del circuito passa alto, per tagliare alla radice eventuali problemi di tenuta sull’uscita audio, dovuti all’esasperazione di livello sulle basse frequenze. Ora, proprio quell’esasperazione può essere usata per fare danni creativi al segnale passante – a patto di sapersene servire.

I controlli disponibili comprendono:

VCF MODE

Il selettore che permette la scelta Low o High Pass. Tutti e due i comportamenti lavorano a -24dB/Oct.

CUTOFF
La regolazione della frequenza di taglio, attiva tra 20 e 20000 Hz, stando alle serigrafie di pannello; per convenzione, la frequenza di taglio è espressa in corrispondenza del punto, lungo la curva di slope, nel quale il segnale filtrato scende di – 3dB rispetto all’ampiezza originale.

RESONANCE

E’ la quantità di segnale messa in ricircolo nel filtro previa inversione di polarità. Nel comportamento Low Pass, produce una forte enfatizzazione di livello in corrispondenza della frequenza di taglio (dove già, naturalmente, il comportamento Low Pass 4 poli arriva a -180° di inversione).

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Nell’immagine qui sopra, la Resonance particolarmente elevata applicata a un’onda dente di sega filtrata Low Pass: è visibile il picco di risonanza e, in alto, la sovrapposizione energetica della resonance al profilo dente di sega della forma d’onda.

Se, però, il filtro è in modalità High Pass, la Resonance si scontrerà con il diverso comportamento del filtro, producendo un rinforzo timbrico delle basse frequenze (a prescindere dal valore impostato per la frequenza di taglio) e – di fatto – rendendo poco significativo il filtraggio passa alto.

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Nell’immagine qui sopra, lo stesso segnale di prima (con la stessa quantità di Resonance) è filtrato High Pass: è evidente come il livello energetico sulle componenti basse sia molto più elevato; in pratica, il filtraggio passa alto è vanificato dal ricircolo di segnale.

E allora? Se si volesse utilizzare la Resonance in maniera canonica – nonostante Moog – anche con il comportamento High Pass? Cosa bisognerebbe fare? Un buon sistema consiste nel prelevare l’uscita VCF OUT, collegarla all’ingresso EXT.AUDIO e usare il comando di pannello MIX per dosare la quantità di ricircolo/Resonance desiderata. Per il buon risultato dell’operazione, è necessario ricordarsi di tenere al minimo il controllo di Resonance “ufficiale”, ruotandolo in posizione completamente anti oraria. 

Ricordiamo che, in auto oscillazione ufficiale, cioè con il comportamento Low Pass, il filtro a piena Resonance diventa – di fatto – un generatore di sinusoide particolarmente pura. Per suonare la sinusoide così generata, è necessario collegare l’uscita KB della matrice connessioni all’ingresso di controllo VCF CUTOFF.

Ovviamente, per ascoltare solo la sinusoide disabilitando l’oscillatore, conviene ruotare il controllo MIX tutto sulla posizione NOISE/EXT dopo aver avuto cura di uccidere il Noise collegando un cavo volante all’ingresso EXT.AUDIO. Sembra complicato, ma funziona. La natura analogica del circuito e la gestione esponenziale delle intonazioni rende più facile suonare “intonati” la sinusoide sulle tessiture medie e medio acute, rispetto a quanto non sia possibile ottenere sulle intonazioni più basse. Provare per credere.

 

Gestione delle modulazioni

Da pannello, è possibile modulare solo la frequenza di taglio (Cutoff);  vale il discorso fatto in precedenza, ovvero: selezione della sorgente di modulazione (tra quelle disponibili su pannello), definizione dell’indice di modulazione e, in assenza di una selezione di destinazione, si può decidere la polarità della modulazione.

VCF MOD SOURCE

Permette la scelta tra generatore d’inviluppo EG e oscillatore a bassa frequenza LFO.

VCV MOD AMOUNT

E’ la quantità, l’indice, di modulazione applicabile alla frequenza di taglio; la sua polarità (positiva o negativa), può essere impostata con…

VCF MOD POLARITY

Un inviluppo positivo procede da 0 verso +1 e apre il filtro Low Pass a partire dal valore di Cutoff impostato sul pannello comandi. Un inviluppo negativo procede da -1 verso 0 e sposta il filtro Low Pass dal minimo fino a raggiungere il valore di Cutoff impostato sul pannello comandi. Ovviamente, con gli inviluppi negativi, conviene ricordare di lasciare la Cutoff Frequency in posizione diversa dal minimo.

 

Con accesso diretto alla matrice di connessioni, diventa possibile intervenire a distanza sulla quantità di Resonance: è disponibile una porta VCF RES. dedicata alla sua modulazione. In questo modo, il “modulo filtro” può avere un suo ingresso hardware (porta EXT.AUDIO), l’uscita filtrata (porta VCF), l’ingresso di modulazione per la frequenza di taglio (porta VCF CUTOFF) e l’ingresso di modulazione per la Resonance (porta VCF RES.). Non male. 

 

VCA

La tradizione analogica vuole una sobria dotazione di comandi per l’amplificatore “di pannello”… è una maniera cortese per dire che, quasi sempre, non ci sono comandi dedicati al VCA. Nel caso del Mother-32, l’amplificatore può essere subordinato alla modulazione dell’unico inviluppo di bordo o tenuto costantemente aperto per facilitare le procedure di filtraggio/trattamento dei segnali esterni.

VCA MODE

Il selettore a due posizioni permette la scelta tra controllo dinamico da parte dell’inviluppo EG (non è possibile dosare l’ampiezza della modulazione, che lavora sempre al massimo) o controllo statico attraverso apertura incondizionata ON.

VOLUME

Regola il livello di uscita alle porte VCA sulla matrice di connessioni e alla presa AUDIO/HEADPHONE presente sul retro dell’apparecchio. Occhio, che Mother-32 strilla parecchio…

 

La prossima volta, parleremo dei generatori e dei modificatori di controllo. A presto.

 

 

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