Archive for ottobre, 2012

C’era una volta il campionatore – Il necessaire del campionarolo

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Gear, Software, Tutorial

Fissiamo un obiettivo: dare in pasto al nostro campionatore delle forme d’onda semplici semplici, ovvero niente più delle canoniche dente di sega, quadra, triangolare pronte all’uso. Per fare ciò, come prima cosa acquisiremo dei campioni molto brevi in numero di due per ottava (DO e FA#), da C1 a C6; in secondo luogo tratteremo tali campioni per renderli quanto più funzionali possibile allo scopo; infine li assembleremo in tre multisamples direttamente all’interno del nostro campionatore.

di Jacopo Mordenti

La condicio sine qua non affinché la giostra si metta in moto è un oscillatore che ci fornisca il materiale di partenza: se è vero che di oscillatori (hardware o software) è pieno il mondo, è vero anche che non vogliamo fare la fine dell’asino di Buridano, perciò ci rivolgiamo baldanzosi a un prodotto software gratuito come Charlatan. Trattandosi di un VSTi, Charlatan richiede un programma che possa ospitarlo e – giustappunto – campionarlo: orientiamoci su VSTHost, che – bontà sua –  è a sua volta gratuito, non richiede istallazione e può fungere di fatto da recorder audio.

Apriamo Charlatan all’interno di VSTHost e programmiamolo in modo da far lavorare solo e soltanto OSC 2: nessun’altra generazione, nessun filtro, nessuna modulazione. Limitiamoci a scegliere la forma d’onda da cui partire (ad esempio la quadra) e a regolare il volume MASTER in modo che l’ampiezza del segnale prodotto da Charlatan non raggiunga lo 0.0 dB. A questo punto non dobbiamo fare altro che attivare il recorder audio di VSTHost (configurato magari per ottenere file mono) e suonare in punta di mouse, uno dietro l’altro, i DO e i FA# da C1 a C6: un’operazione che volendo si può automatizzare facendo riprodurre a VSTHost un apposito file MIDI precedentemente creato (ad esempio con VSTSeq).

Apriamo il file audio appena creato con un editor, ad esempio Wavosaur (magari in versione portable): il colpo d’occhio ci restituisce le undici note campionate, che dobbiamo separare fra loro in altrettanti file. Menù Tools > Slicing/Region > Auto slice region: non resta che selezionare una alla volta le varie aree (con un doppio clic al loro interno) e copiare & incollare in un nuovo file (che chiameremo, ad esempio, SQUARE C1, SQUARE F#1, SQUARE C2, ecc. ecc.).

Bene: undici file, undici campioni… ventidue punti di loop da trovare. Semplifichiamoci la vita e appoggiamoci a Endless Wav, avendo cura di intervenire su ogni campione con:

  • DC Filter e DC Offset, all’interno della voce Tools.
  • Normalizzazione, all’interno della voce Tools.
  • Ricerca automatica dei punti di loop, attraverso la funzione Adjust S+E (con algoritmo extra large) in Helper Search…. Da notare come tale ricerca non prescinda da un iniziale posizionamento manuale dei punti di Start e End all’interno del campione. Non solo: se l’algoritmo extra large non portasse a buoni risultati, nulla vieta di riposizionare Start e End e affidarsi a un altro algoritmo (dynamic piuttosto che short, ad esempio).
  • Specificazione della Root-Key (C1 corrisponde a 36, F#1 a 42, C2 a 48, e così via).
  • Specificazione della funzione Truncate at end.

Salvati di volta in volta gli undici file (prego notare la dimensione irrisoria che possono vantare a fine trattamento!), non ci resta che ripetere le operazioni fin qui descritte per le altre forme d’onda di Charlatan: dente di sega e triangolare. Una volta che avremo allestito il nostro bel gruzzoletto di campioni, sarà il momento di predisporre il loro traghettamento all’interno del nostro campionatore.

Quando il gioco si fa duro…

MakeNoise SoundHack Echophon

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Da sempre pinnacolo dell’estremismo Euro Rack, MakeNoise (nella persona di Tony Rolando) ha messo a punto un gran bel colpaccio coinvolgendo Tom Erbe di SoundHack per realizzare un modulo delay/pitch shifter ampiamente controllabile in tensione. Una volta integrato all’interno di una struttura Euro Rack, Echophon può offrire incastri ritmici con quantità variabile di ribattute e può alterare lo shifting del pitch percepito senza influenzare la velocità esecutiva. Insieme, i due trattamenti sono molto affascinanti.

Di Enrico Cosimi

Echophon è un pitch shifting delay, cioè una linea di ritardo che può applicare – secondo due differenti modalità – un motore di trasposizione al segnale elaborato; in questo modo, le sole ribattute o l’intero pacchetto composto da segnale originale e ribattute possono essere fatte deviare dall’intonazione nominale. Il tutto, sotto ampio controllo CV da parte di tensioni di controllo esterne.

C’era una volta il campionatore – prima parte

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Gear, Software, Tutorial

C’era una volta… 

– Una super workstation da mille millanta euro! – diranno subito i miei piccoli lettori.
No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un campionatore.
Non era una macchina di lusso – non più, certo – ma un semplice riempitivo per rack troppo sguarniti, di quelli che rimangono a prendere polvere nei negozi o che giacciono spenti negli studi.
Non so come andasse, ma il fatto gli è che un bel giorno questo catafalco capitò nell’antro di un tastierista irrecuperabilmente testardo…

 

Con buona pace di Carlo Collodi, qui e ora un’improbabile fiaba sul campionatore potrebbe davvero avere un incipit simile. Perché diciamo le cose come stanno: protagonista di primissimo piano della produzione musicale fra Ottanta e Novanta, oggi il campionatore tende a essere percepito – e dunque utilizzato – alla stregua di un ingombrante residuato bellico.

di Jacopo Mordenti

Bill Evans – Un’occasione per parlare di vita, musica e arte

Written by Antonio Antetomaso on . Posted in Events, Tutorial

Trattare in  due articoli uno dei capisaldi del pianismo Jazz quale è stato Bill Evans, pensando di dire tutto su di lui senza rischiare di cadere nel semplicismo più assoluto è un’impresa che rasenta l’impossibilità e, a mio avviso, costituisce quasi un’offesa nei confronti dell’operato di questo artista che tanto ha donato e continua a donare a legioni di pianisti. Per questi motivi, dopo aver chiesto perdono a coloro che hanno trattato in vere e proprie opere letterarie l’artista in tutti i suoi aspetti, vi do il benvenuto a questa piccola discussione il cui scopo è quello di far venire la voglia di avvicinarsi a questo pianista cercando di far capire perché è stato così speciale.

Di Antonio Antetomaso

Per fare questo, vorrei dividere la chiacchierata in due puntate, la prima (questa) dedicata un po’ a tutti in cui vorrei raccontarvi brevemente della vita e dell’attività artistica del pianista suggerendovi anche alcuni tra i dischi più famosi. La seconda, maggiormente dedicata ai musicisti, dedicata ai patterns, ai voicings e ai licks tipici dell’artista con accento sui contributi più importanti dati al jazz da egli. Nella seconda parte più che mai tratterò solo alcuni tra gli aspetti più importanti della tecnica di Evans, per ovvie ragioni di spazio e tempo.

Nord Electro 4HP e Nord Electro 4D: colpo doppio

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

L’agone delle stage keyboard – degli strumenti concepiti appositamente per risolvere i problemi più comuni dal vivo (piano, organo, piccole parti di sint…) si arricchisce di un nuovo contentente, o meglio della nuova versione di un micidiale contendente che ha già dettato parecchie regole del gioco. Ma è proprio vero che la novità è una sola? In realtà, è una doppia novità…Stiamo parlando del Nord Electro 4HP e del nuovo Nord Electro 4D.

Di Enrico Cosimi

Partiamo dal modello 4HP Come è facile immaginare, l’intera operazione è concentrata sull’allargamento delle capacità simultanee, non su un (ben più costoso) arricchimento hardware; non ci sono quindi gli slider/drawbar che fanno la differenza nel C2D, ma – ancora – i piedaggi della clonazione hammond sono regolabili attraverso le nove file di nove led dei virtual drawbar.

Vediamo i particolari.

MOTU annuncia Digital Performer 8

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Recording, Software

Performer è stato il primo MIDI Sequencer “serio” per Macintosh: dotato di infinite tracce MIDI, poneva il musicista professionista di fronte a una struttura liberamente configurabile in base alle proprie esigenze ed esperienze, con un controllo al quattrocento ottantesimo di quarto che, per l’epoca, coincideva con l’assoluta fantascienza.

Di Enrico Cosimi

Negli anni successivi, Performer è divenuto Digital, affiancando alle tracce MIDI anche la possibilità di gestire tracce Audio con tutte le funzionalità di editing tranquillamente diffuse nella comunità professionale. Oggi, è il turno di Digital Performer 8.

Camel Audio Alchemy 1.5

Written by Redazione Audio Central Magazine on . Posted in Software

Quando si parla di Alchemy, il cuore del sound designer consapevole inizia a battere più forte: il potente pacchetto software ingloba, in un unico virtual synth, comportamenti sottrattivi, macro additivi, di risintesi, di sample playing e di trattamento/elaborazione audio-control. Insomma, un vero e proprio paradiso per quanti vogliano andare a caccia di timbriche non convenzionali. Oggi, Alchemy giunge alla versione 1.5.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

Le migliorie sono interessanti: oltre a 1000 nuovi preset, che da soli possono diventare i compagni per mesi e mesi di esplorazioni sonore, è possibile elencare il nuovo browser potenziato – con il quale è più facire reperire la timbrica giusta per il comportamento giusto, la compatibilità iOs ready – per poter esportare il programma su un qualsiasi iDevice (un’accoppiata micidiale per l’acquisizione di segnali audio on the move e la loro elaborazione fuori dalle quattro mura del recording studio).

E’ stato implementato un nuovo algoritmo di pitch bend e aftertouch polifonico, con possibilità d’intervento sui quasi 5 Gb di campionamenti originali forniti come bundle al momento dell’acquisto.

 

 

Apogee Quartet

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Recording, Software

Apogee Quartet è un’interfaccia audio professionale USB 2.0 dotata di quattro ingressi e otto uscite analogiche, equipaggiate con tecnologia di conversione AD/DA Apogee, di sicuro pregio e funzionalità.

In aggiunta alle connessioni I/O analogiche, l’apparecchio – che può essere aggregato alla precedente Duet, offre una porta MIDI su connettore USB-A, interfaccia USB 2.0, ingresso digitale SDAT/SMUX, una uscita cuffia stereo.

Di Enrico Cosimi

Sul pannello frontale, ci sono due display OLED per la visualizzazione dei livelli audio, una manopola di controllo e sei touchpad per la selezione dei canali utili e dei livelli da regolare; tre touchpad assegnabili possono facilitare le opzioni di editing e controllo.

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