Archive for gennaio, 2015

Brutemachine! – Come trasformare il MicroBrute in una drum-machine 

Written by Francesco Bernardini on . Posted in Gear, Tutorial

Microbrute è un piccolo sintetizzatore monofonico prodotto da Arturia che sta incassando un discreto successo sia per la fascia di prezzo in cui si colloca che per il fatto di possedere, nonostante tutte le limitazioni del caso, una sua personalità vera e propria in grado di farlo “saltare fuori” dal solito sound. Credo che questo sia in larga misura merito del comparto di filtraggio, che suona “diverso” dal solito fin dalle prime pernacchie che si tirano fuori dallo strumento.

Di Francesco Bernardini

microbr

Un’altra caratteristica saliente è la presenza di un essenziale – quanto efficace – sequencer interno. La possibilità di registrare pattern di note e (importantissimo) di pause ci consente da subito di giocare a fare Moroder a Berlino; un knob è dedicato al rate (velocità) del sequencer e tutti i controlli di segnale (inviluppo, frequenza del filtro etc.) sono sincronizzabili con il rate del sequencer stesso e/o con l’LFO (tramite selettore sull’LFO stesso + matrice CV), il quale  ci fornisce le tre classiche forme d’onda: pulse, saw e triangle.

Waldorf nw1 Wavetable Module

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Il debutto Waldorf nel mondo Euro Rack avviene con una belva da 32HP che incarna la tecnologia wavetable da sempre marchio di riconoscimento della firma tedesca. Messa in atto originariamente sulle macchine originali P.P.G., poi confermata nei successivi modelli Wave e MicroWave, oggi disponibile anche in versione iPad con NAVE, la lettura dinamica delle tabelle permette risultati sonori (semplicemente) negati alla normale generazione analogica di timbro.

Di Enrico Cosimi

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Il modulo prevede la possibilità di sfruttare un patrimonio di wavetable pronte all’uso o di caricare nuove tabelle grazie al terminale USB disponibile direttamente sul pannello frontale. Come terza soluzione, si può registrare audio analogico proveniente dall’esterno e configurarlo per il successivo utilizzo tabellato.

iZotope OZONE 6 Advanced

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Recording, Software

Giunto alla sua sesta incarnazione, in una solida revisione che condensa e fluidifica il workflow, iZotope OZONE 6 riunisce praticamente in una schermata e mezza tutto quello che serve per migliorare, in sede di mastering, il mixaggio audio o – in generare – un file audio precedentemente lavorato, ma non ancora perfezionato.

Di Enrico Cosimi

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Come è facile immaginare, non si tratta di un editor audio ove fare tagli, inversioni, montaggi spregiudicati, quanto di una suite di miglioramento e correzione che contiene moduli applicabili al file audio, configurabili secondo l’esperienza del musicista (o secondo la ricca dotazione di factory preset…) e utilizzabili quando necessario. L’interfaccia utente è semplificata e praticamente non richiede accesso al manuale operativo (procedura che, come al solito, è consigliata ancorché faticosa per i musicisti più “militanti”). Tutto è sotto controllo, tutto sembra facile. A seconda delle necessità, si scelgono moduli, li si accende, li si organizza, si entra nei loro parametri grafici e numerici, fino al rendering finale.

Studiologic Sledge 2.0

Written by Redazione Audio Central Magazine on . Posted in Gear

La nuova versione software caricabile sul popolare Sledge Synthesizer potenzia in maniera significative le funzioni di bordo. Sviluppato in collaborazione tra Studiologic e Waldorf, il sintetizzatore utilizza un processore precedentemente collaudato nella popolare serie Blofeld e, oggi, portato a coprire tutte le esigenze del musicista professionista che necessiti di un polysynth virtual analog a cinque ottave.

Sledge2

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

Le nuove caratteristiche comprendono:

  • Auto Dual Mode; due suoni diversi simultaneamente, organizzabili in split o layer a discrezione dell’utente; le timbriche  possono lavorare con polifonia definibile a priori e essere salvate in Dual Sound combination.

Laplace Resonator Synth di iceGear

Written by Attilio De Simone on . Posted in Software

Il mondo IOS è un ambiente in gran parte libero e lascia ancora grande spazio agli sviluppatori di crearsi un proprio spazio essendo le gerarchie ancora molto fluide, e chi riesce a coprire determinate tecniche di sintesi prima degli altri, si ritrova in una posizione di vantaggio.
Di Attilio De Simone
laplace 1
In questo caso, iceGear propone uno strumento a modelli fisici dedicato alla riproposizione di sonorità di strumenti come archi, ottoni e di timbriche più metalliche.
Presentiamo lo sviluppatore, innanzitutto, ricordando che iceGear ha realizzato, ormai oltre due anni fa, l’ottimo Cassini, sicuramente uno dei synth virtual analog più completi e ricchi di opzione di modulazione di tutto il panorama di app per IOS. Quest’informazione ha contribuito a stimolare la nostra attenzione verso quest’applicazione.
Il synth nel concreto
 
Mentre ci sono un paio di finestre di dialogo pop-up che si occupano di alcune funzionalità aggiuntive, i principali elementi del motore synth sono tutti alloggiati all’interno della schermata principale. La striscia rossa lungo la parte superiore permette di accedere al sistema di preselezione (l’applicazione viene fornita con una raccolta di preset per valutare il panorama sonoro dello strumento), l’arpeggiatore, la funzione MIDI Learn e il menu Impostazioni.
L’interfaccia principale è divisa in un numero di sezioni e, a parte alcuni riquadri pop-up, tutti i controlli chiave sono disponibili in questa singola schermata.
Lungo il bordo destro sono presenti tre piccoli pannelli che contengono controlli globali (è possibile impostare l’ottava, il volume master e la risposta della curva di velocity MIDI), le impostazioni per l’LFO e, infine, le tre opzioni per gli qeffetti di chorus, delay e riverbero.
laplace diagram
La maggior parte dello schermo è suddiviso in ulteriori due aree; il pannello Exciter e il pannello Resonator. Exciter è a sua volta diviso in due sezioni che generano,due fonti sonore, click e noise, queste fonti sonore possono essere miscelate prima di accedere alla sezione Resonator per ulteriori manipolazioni. La sezione Resonator è inoltre divisa in due sezioni principali: la resonator stessa e un generatore di onde sinusoidali con modulatore FM. Ancora una volta, queste sezioni possono essere miscelate e modulate dal generatore di inviluppo prima di confluire nella sezione effetti.
Dato che la tecnica di sintesi (resonator) è stata poco impiegata storicamente, all’inizio alcuni parametri di controllo potrebbero risultare non scontati ma basterà sperimentare con loro per comprendere rapidamente su quali caratteristiche del suono essi vadano a lavorare.
In aggiunta i tre effetti lavorano molto bene, soprattutto il delay stereofonico è risultato molto versatile e denso di opzioni.
L’arpeggiatore è molto divertente da utilizzare. Essendo ricco di parametri, riusciremo ad ottenere comportamenti standard e comportamenti meno scontati.
Come suona Laplace?
Il synth offre delle sonorità molto riconoscibili, con una pasta sonora molto vicina a quella che si tira fuori dal Waldorf Q impiegando come filtro quello a pettine (o comb), quindi siamo su sonorità da fine anni ’90. Quindi non attendiamoci delle emulazioni fedeli di sonorità acustiche, ma avremo delle ottime sonorità sintetiche che offrono timbri di archi, ottoni, percussioni, pianoforti sintetici.
Laplace è un’app molto solida e stabile. Ho utilizzato lo strumento su varie configurazioni e piattaforme, da solo o in compagnia di altre applicazioni, e lo strumento non è mai venuto meno.
In un mercato ipersaturo di virtual analog, non può che far piacere trovarsi ad avere a che fare con uno strumento che riprende una tecnica di sintesi passata un poco in sordina ma in grado di generare timbriche uniche e non raggiungibili se sono si dispone di un sistema basato sul filtraggio a pettine.

KOMA Elektronik POLTERGEIST

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

POLTERGEIST è un mixer quadrifonico Euro Rack abilitato al trattamento dei segnali audio e dei segnali di controllo. La sua struttura può essere usata come panner, VCA, mixer stereo out e mixer quad output.

Di Enrico Cosimi

koma

Ciascun canale ha ingressi di modulazione per il livello del VCA e per la posizione panpot; quest’ultima può essere governata tanto come fronte stereofonico che come traiettoria sui quattro punti cardinali. E’ prevista la possibilità di deformare la funzione che governa il panpot, rendendolo lineare, meno progressivo o più esasperato nelle transizioni. Il segnale in ingresso viene regolato in Gain e in Pan Position; può essere messo in Solo e in Mute, può essere spostat in clonazione di posizione invertita Field (per spazializzare velocemente su quattro canali sorgenti originariamente previste per due).

Oltre alle quattro uscite individuali, sono disponibili due punti di somma left e right per inserire buss stereo direttamente sulle uscite. I controlli bipolari ricevuti possono essere sottoposti a rettifica, eliminando la porzione con valore negativo.

La disponibilità annunciata è per Aprile 2015.

Qui, appariranno presto ulteriori informazioni.

 

Pittsburgh Modular Analog Replicator

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Un analog delay è, da sempre, in grado di stregare l’ascoltatore non solo per le caratteristiche funzionali del circuito di ritardo, ma anche per le caratteristiche timbriche sovrapposte al segnale passante. Analog Replicator  di Pittsburgh Modular ha parecchie coserelle interessanti nascoste sotto al pannello comandi.

Di Enrico Cosimi

analog replicator news

 

Dotato di una coppia di integrati BBD da 4096 celle cadauno, può generare ritardo pari a 2.6 secondi con una banda passante sufficientemente estesa. Grazie all’interruttore short/long, può essere velocemente configurato per comportamenti di modulazione o trattamenti di ribattuto generico.

Nuove librerie per KORG Kronos

Written by Redazione Audio Central Magazine on . Posted in Gear, Software

Alla vigilia del rinnovamento previsto per la Winter NAMM, in KORG hanno bruciato le polveri presentando sul mercato undici nuove sound library per la popolare workstation Kronos.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

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Per la precisione, si tratta di nove nuovi Kronos EX pack e cinque aggiornamenti EX realizzati da KApro, più una EX library prodotta da Irish Acts.  Di seguito, l’elenco dettagliato, con i prezzi annunciati.

Doepfer annuncia…

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Come tradizione, Dieter Doepfer alterna la sua presenza un anno alla NAMM e uno al MusikMesse; questa volta, la presentazione losangelina (per la precisione, in quel nulla composto da alberghi e grandi strade che corrisponde a Anaheim…), vedrà la partecipazione di interessanti nuovi moduli prodotti dal padre dell’Euro Rack.

Di Enrico Cosimi

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Per prima cosa, la A-157-X Trigger Series Subsystem, riedizione Euro Rack delle funzioni originalmente disponibili nel seminale Schaltwerk Sequencer. Il modulo principale A-157-1 è un trigger sequenze 16×8 che permette l’accensione/programmazione di otto linee indipendenti di 16 trigger cadauna; l’incastro ritmico può essere gestito attraverso controlli di shift row, swap, invert, first/last step define, direction, pattern mode 16, 32, 64, eccetera.

Holderness Bundle

Written by Attilio De Simone on . Posted in Software

Chi segue le app musicali per ambiente IOS sicuramente avrà sentito parlare di Christopher Rice e degli effetti che ha creato per i musicisti iOS per la Holderness media. Tra questi Echo Pad, Swoopster, Stereo Designer, Caramel e Crystalline, tutti ad ottimi prezzi e realizzati con un approccio molto creativo (grazie all’interfaccia utente funzionale e molto immediata, che coglie in pieno il senso del touchscreen).

Di Attilio De Simone

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Ottimo sound, stabilità, prestazioni paragonabili a quelle di un hardware dedicato professionale e prezzo irrisorio: queste sono le caratteristiche principali dei prodotti di Rice.

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