M-Audio Trigger Finger Pro

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

L’avvento e la diffusione di controller ortogonali (ippodamei, direbbe qualche antipatico…) nella musica elettronica ha cambiato in maniera significativa le abitudini di parecchi produttori. Non più due o tre ottave di tasti bianchi e neri, ma una superficie costellata di touch pad (più o meno grandi, più o meno sensibili) con le quali inserire dati, aprire tracce, fare performance senza lasciarsi distrarre dalla sequenza di semitoni cui siamo abituati da secoli.

Di Enrico Cosimi

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Ovviamente, non è tutto oro quel che riluce e, come ogni volta che si ha a che fare con un nuovo tipo di controller, è necessario prendere le misure e, in certi momenti, preventivare un minimo di apprendistato con il nuovo mezzo espressivo. Anni orsono, il Trigger Finger M-Audio ha avuto notevoli conferme da parte di utenza più che professionale (basterebbe pensare al minimale, ma efficace, setup del Duo Pantomorph… due Clavia Synth Engine e due M-Audio Trigger Finger interlacciati tra loro); oggi, è la volta del Trigger Finger Pro, che riunisce nuove funzionalità di performance e sequenza alle già ben sperimentate capacità di controllo real time.

Diciamo subito che la costruzione è di prima qualità, con impiego di materiali compatti, di peso giusto e in grado di sopravvivere a anni di abuso creativo.

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Cosa è Trigger Finger Pro?

E’ un controller con 16 pad (retroilluminate RGB e sensibili a dinamica e pressione),  che integra uno step sequencer a sedici switch; in aggiunta, offre quattro encoder assegnabili, cursori e interruttori retro illuminati, concepiti per la veloce interazione con le più diffuse DAW sul mercato.

La vocazione alla performance è confermata dall’offerta, in bundle, di AIR Drum, una batteria elettronica che può accedere velocemente agli 8 Gb di suoni forniti in dotazione – non stiamo parlando di un apparecchio standalone, Trigger Finger Pro è un controller, ma viene offerto con un significativo corredo di software.

Il sequencer di bordo, che ha 16 tastoni retro illuminati, può essere utilizzato per programmare tracce lunghe fino a 64 step, con la possibilità di sparare fuori quanto progettato, inviandolo (dalla porta MIDI Out) alla volta di qualsivoglia hardware presente in studio.

Attenzione! Stiamo parlando di una belva da 64 tracce per 64 step, non di un classico sequencerino striminzito da pochi eventi… ciascun pad tra quelli disponibili nei 4 banchi da 16 ha diritto alla propria linea di sequencer con max lenght pari a 64 passi .

La costruzione privilegia la compattezza e, per questo motivo, tanto le 16 pad quanto i 16 tastoni del sequencer – vi accennavamo prima – possono essere quadruplicati quantitativamente accedendo alla logica di organizzazione in 4 banchi separati.

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In breve

  • 16 pad retroilluminate RGB (vuol dire che, via software, possono assumere qualsiasi colore concepito dal programmatore)
  • 12 controlli assegnabili (4 slider, 4 encoder, 4 interruttori)
  • un display stellare retro illuminato – praticamente, da solo potrebbe contenere tutto Guerra e Pace…
  • sequencer 64 step programmabili
  • connettività MIDI e USB indipendente e parallelabile
  • compatibilità col formato Mackie HUI
  • alimentazione via porta USB e concezione class compliant (sul Mac, si collega e non c’è da pensare ad altro)
  • configurazione hardware che permette tre diversi gradi di inclinazione dell’apparecchio
  • bundle di programmi che comprende M-Audio Arsenal (automapping, preset, template, eccetera), AIR Drum (batteria elettronica), Hybrid 3 synthesizer, Tool Room e Prime Loops (sound library)
  • compatibilità con Mac Core Duo o superiore, Windows Core Duo o superiore, minimo 2 Gb di Ram; da OsX 10.7.5 a salire
  • requisiti di storaggio pari a: 500 Mb per le patch di Arsenal, 1Gb per le 1000 patch, 8Gb per i Sound Content.

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L’apparecchio

L’idea è chiara: fornire un numero contingentato di controller indirizzabili per la gestione dei CC MIDI da inviare agli strumenti (o ai plug-in) collegati e lasciare il 75% della struttura di pannello per le funzioni di performance vere e proprie. Oltre a suonare sulle pad dinamiche e a gestire lo step sequencer, il musicista può fare riferimento a tutto il patrimonio di tecniche espressive accumulate in anni di MPC, roll compreso… A proposito di Roll: la time division utilizzata per definire la dimensione degli step di sequenza diventa il valore con cui si eseguono i roll automatizzati. A margine: si potrebbe aprire una lunga discussione su come il roll venga o non venga implementato nei moderni pronipoti delle storiche MPC. Come nella macchine storiche, le 16 pad fisiche possono essere sintonizzate sull’unico suono scelto in precedenza per lavorare in fixed mode, in mute o in solo mode.

DISPLAY

Il centro nevralgico dell’apparecchio è rappresentato dal display, che fornisce tutte le informazioni necessarie al suo funzionamento e interagisce con i quattro potenziometri sottostanti: l’impaginazione dei parametri visualizza il nome del preset e del banco di rierimento, i nomi e i valori dei quattro parametri, le funzioni assegnate alle diverse pagine di edit.

Il funzionamento delle pad può essere personalizzato con la scelta della curva dinamica; allo stesso modo, quando si inizia a programmare la sequenza passo dopo passo, si può partire da una condizione di default per la key velocity su valore fisso o, a posteriori, sommare e/o sottrarre un offset variabile (in tempo reale) di velocity a quanto programmato in precedenza; se suonate elettronico vecchia scuola, potreste gestire superbi sweep di filtro aumentando durante il playback la dinamica di tastiera applicata alla frequenza di taglio… Ricordatevi di selezionare la porta di uscita per i dati (USB, MIDI Jack, USB+MIDI Jack). Il clock interno può essere trasferito verso le macchine collegate al Trigger Finger Pro (è possibile lavorare con il Tempo Tap in realtime), ma si può anche scegliere di far lavorare l’apparecchio sotto controllo di un clock ricevuto dalla DAW che utilizzate abitualmente. Nel passaggio tra una sequenza e l’altra, si può rispettare la velocità metronomica eventualmente specificata con ciascuna sequenza o si può mantenere un’omogeneità di clock che rimane invariato da sequenza a sequenza; anche il passaggio alla sequenza successiva può avvenire immediatamente, alla fine della battuta, alla fine del pattern.

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La sequenza può essere costruita per trentaduesimi, sedicesimi, ottavi o quarti (con o senza divisione per terzine); complessivamente, gli step di sequenza possono essere modificati nella loro percentuale legato/staccato variando il parametro di Gate. La durata del pattern può essere limitata a 1, 2, 3 o 4 battute; come accennato in precedenza, 4 battute da 16 step saturano la disponibilità dei 64 step lineari previsti e programmabili per ciascuna pad di ciascun banco. Ovviamente, nessuno obbliga il musicista a definire una battuta da 16 step: si può loavorare con qualsiasi numero di passi compresi tra 1 e 16…

A differenza di altre drum machine anche assai blasonate, la registrazione in real time cattura l’esecuzione nota on/off del pad, il valore di dinamica, il valore di pressione, l’eventuale roll quantizzato sulla step size.

AIR DRUM

AIR Drum

Immaginate Battery dei bei tempi, metteteci una spruzzata di interazione con l’hardware di Trigger Finger, preventivate una pagina di edit sulle peculiarità dei singoli sample assegnati alle 16 pad dinamiche ed avete configurato AIR Drum.

E’ possibile regolare global pitch, cutoff, decay e swing, o intervenire ad un livello individuale, pad per pad, cella per cella, in modo da personalizzare completamente il proprio drumkit. La sezione effetti contiene Hype EQ, Reverb e Compressor.

Ciascuna cella può caricare un sample (originale o modificato) per garantirne la successiva organizzazione nell’architettura dello Step Sequencer. Su base individuale, si può lavorare tenendo sott’occhio la forma d’onda del campione e modificando pitch, cutof, resonance, hold time e release (non ci sono attack e sustain per la naturale propensione alla percussività; ad ogni modo, il segmento hold time può essere assimilato ad un “prolungamento orizzontale” del massimo livello previsto nell’inviluppo), velocity, panpot, level, quantize (per la gestione in allilneamento temporale dei file REX loop). L’architettura di cella prevede la presenza simultanea di due sample, denominati Sample A e Sample B: è possibile usarli in alternanza o sovrapporli in interazione di layer. Ciascun campione prevede le specifiche di Wave (quale campionamento), Pitch Envelope, Filter e Filter Envelope, Amp e Amp Envelope. La forma d’onda può essere personalizzata nei punti di Start, Key Vel, Random Start, Reverse On/off e End. Gli inviluppi possono essere disegnati a mano.

Non è tutto: a livello di pad, si possono implementare gli algoritmi di eq, parametric eq, filter, limiter, comp, gate, autopan, phaser, clip, tube distortion, crush, ring mod.

ArSENAL

Arsenal

Detto in termini semplificati, Arsenal è un gestore di sound library, un browser arricchito con potenti filtri di ricerca che diventa indispensabile per recuperare qualcosa tra giga e giga e giga e giga di librerie sonore. In aggiunta, Arsenal può lavorare come ospite stand-alone per qualsiasi plug-in VST si trovi a transitare nel vostro hard disk. In questo modo, da una parte semplificate la ricerca dei file desiderati e dall’altra potete utilizzare Trigger Finger Pro per pilotare il plug-in XYZ finalmente abilitato al funzionamento stand-alone wrappato.

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Comments (18)

  • Pierpaolo

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    Buonasera Professore, propio ieri sera se ricorda si stava parlando del beatstep pro inerente la possibilita di riuscire a controllare meglio il volca beats rispetto al beat step ( quello base) sempre ieri… notte mi e capitato di fare un acquisto a volo on line e per questo le volevo chiedere alcune cose… ho acquistato in una mega offerta con poco piu di una 100di euro il M AUDIO trigger finger pro….. l ho preso a volo visto il prezzo…. ho letto la sua esaustiva recensione in merito…in vari blog si esprimono pareri molto contrastanti sulle funzionalita di questo controller tipo. Il Software e aggiornamenti vari….. Lei Professore che ne pensa a riguardo?… e se ho fatto un buon acquisto visto ilprezzo?:-)

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  • Enrico Cosimi

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    il prezzo è buono!
    bisogna approfondire le funzioni di drum program interne al Trigger Finger Pro: teoricamente, dovrebbe essere in grado di tirare fuori CON ONORE una programmazione ritmica di buon livello :-)

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  • Pierpaolo

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    Chissa Professore forse sara anche meglio della mia maschine mikro mk 2……. grazie Prof. Come sempre!!

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  • Antonio

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    Buonasera, vorrei una delucidazione sul sequencer in quanto desidererei acquistare questa macchina in maniera stand-alone in sostituzione ad un electribe a 128 step di cui non uso i suoni, ma appunto solo come sei:

    -Le singole tracce misd sono polifoniche?

    -Quanti pattern/project posso salvare sul T.F.Pro?

    La seconda domanda è riferita al fatto che nelle specifiche troviamo 64 step per 64 tracce e quindi risolverei il “limite” dei 128 step assegnando ad esempio due tracce con sequenze diverse sullo stesso canale midi (anche perché con una sola uscita fisica non potrei usarne più di 16), ma non capisco quanti project/song posso salvare..

    Grazie in anticipo.

    Antonio

    Reply

    • Enrico Cosimi

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      purtroppo, dopo un anno dalla pubblicazione, lo strumento non è più disponibile per poter fare prove e verifiche dirette… la cosa migliore è contattare via email il produttore

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  • pierpaolo

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    Professore buonasera, avrei un problema con la scheda audio icon G. Le spiego….in seguito a qualche crash del pc ableton mi si e chiuso piu volte…. Alla decima volta che ho riacceso e spento quando vado a: caricare un external instrument es il mio volca bass, in bssso a sinistra gli do il canale audio… Premo una piazzoletta del volca e l audio esce…. Se pero dalla tastiera m audio in out su una periferica midi in e midi out, pre una nota… Un attivita ce. ..Ma il sono zero… Sembra che il segnale audio in out dalla scheda non esca.ma toccando una piazzoletta del volca bsss……si…..se vado nello status info della scheda audio. E pieno di voci di error wdm midi wdm audio, e in inglese c sono riferimenti ai driver asio all e latenza…… Non riesco a uscirne… Se con in msl di testa sicuro sono 4 gg che non riesco a risolvere il problema

    Reply

  • Pierpaolo

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    M spiego meglio….:-) aprendo un canale midi e mettendoci il volca bass in external midi
    riesco a sentire l audio solo toccando le piazzole del volca e non se lo cerco di suonare con la m audio axiom air( di solito suono il volcacon questa tastiera midi.e poi ho notato messaggi di error sullo status info della mia scheda icon g con riferendo a problemi midi e di latenza….

    Reply

    • Enrico Cosimi

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      allora: suonando DALLA Volca SULLA Volca, è ovvio che senti il suono generato; quando invece suoni sulla master keyboard e non ottieni alcun risultato, può essere…

      a) la master keyboard funziona male e non trasmette il midi (verifica che ALTRE COSE suonino DALLA master keyboard)
      b) la traccia della Volca è assegnata I/O a prendere in considerazione un altro canale MIDI rispetto a quello giusto
      c) sempre la stessa traccia è assegnata I/O per mandare fuori dati su un altro canale MIDI rispetto a quello impostato nella Volca per ricevere

      controlla nella sezione I/O della traccia e, per sicurezza, controlla anche nelle Preferenze/MIDI di Live per verificare che la tastiera sia gestita bene. Se, comunque, la master con altre cose funziona, è un problema della traccia assegnata alla Volca

      ovviamente, devi anche controllare il canale MIDI di ricezione della Volca

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      • Attilio De Simone

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        Verifica tra le impostazioni midi di ableton che alla tastiera sia stata abilitata la funzione di midi out. se non è stata abilitata, cn la tastiera puoi solo controllare gli strumenti interni al software ma non strumenti hardware da controllare via midi out. se invece scrivi via mouse delle note sul sequencer, volca suona?

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  • Pierpaolo

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    Grazie Professore…!!

    Reply

  • Klaus Monticelli

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    Buongiorno Professore, chiedo scusa in anticipo, ma non essendo un esperto nel settore, mi trovo in difficoltà ad interpretare….
    la mia domanda è molto semplice:
    posso utilizzare dei Sample che si trovano all’interno di una mia cartella del Computer ?
    grazie
    klaus

    Reply

    • Enrico Cosimi

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      potresti caricarli dentro SAMPLER di Ableton Live, oppure potresti aprirli con Audacity ed elaborarli…

      Reply

  • roberto

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    Buonasera professore,vorrei compare un controller con pad,ora ho trovato un trigger finger pro,però su internet trovo pareri positivi ma più che altro negativi dalla gente,lei lo ha testato?saprebbe consigliarmi?io sono alle prime armi,so usare un pò ableton,e ho avuto un launchpad(che non mi è stato utile).grazie.

    Reply

    • roberto

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      ho forse sarebbe meglio un maschine mikro mk2?

      Reply

    • Enrico Cosimi

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      è un oggetto abbastanza vecchio e, come tutte le cose in questo settore, è stato sorpassato da oggetti più recenti e più potenti; controlla, ad esempio, nel catalogo NOVATION se c’è qualcosa che può fare al caso tuo…

      Reply

  • luigi

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    Ciao io ho bisogno di aiuto ,ho preso il trigger finger pro … ho installato tutto e funziona correttamente … ma per registrare le tracce che io faccio con il trigger finger pro come si fa ?? con ableton non ci sono riuscito , adesso ho installato fruiti loops 10 e tutti e due i programmi leggono attenamente tutto ma quando voglio registrare non so come fare … cioe’ a mio parere senza una registrazione e’ un programma al quanto inutile , non c’ e’ una guida o un supporto italiano che possa aiutami , non sono riuscito a trovare nulla e spero veramente lei possa aiutarmi , perche’ sto diventando pazzo :(

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    • Enrico Cosimi

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      da dentro ableton, devi prima andare nelle preferenze e verificare che, nella pagina MIDI, sia accesa la ricezione del trigger finger; poi devi far “vedere” gli ingressi midi alle tracce, cioè devi cliccare sul pulsantino i|o e “far capire alla traccia” che dovrà ricevere il midi dal trigger finger

      Reply

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