KINETIK Laboratories Handmade Sonic Devices

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Musicisti, grafici, progettisti, performer, il duo Andrea Reali e Claudio Granzieri, a.k.a. Kinetik Laboratories è poliedrico nelle proprie attività e, da qualche tempo, ha messo in catalogo una serie assai succosa di piccoli apparecchi per la produzione di musica elettronica sperimentale on the move. Si tratta di quattro moduli autosufficienti (tre generatori e un utilissimo sistema di matrice 3×3) con cui è possibile spostare – in giro per il mondo – una grossa massa timbrica con, veramente, poco sforzo.

Di Enrico Cosimi

Schermata 02-2456693 alle 12.39.32

Alloggiati in scatolotti di plastica leggeri, ma robusti, gli apparecchi Kinetik Labs hanno un look da fare invidia: la scelta grafica è curatissima, l’intellegibilità dei comandi è garantita; messi affiancati per un liveset minimale, non passano inosservati.

In lista, sono presenti: Harsh Noise Generator, Dr J & Mr H Dual Nature Generator, GORT the Robot Step Pulse Generator XmatriX 3×3 Matrix Mixer. Andiamo per ordine.

 Harsh Noise Generator

Alimentato esclusivamente attraverso due batterie stilo AA, può diventare l’arma preferita di tutti i musicisti alla ricerca di densa aggressività timbrica (il nome dell’apparecchio è esplicativo) tanto in formato orizzontale, quanto con incontrollabili scansioni nel tempo.

HNG_verde

La struttura di generazione interna può essere configurata in due modalità indipendenti, selezionabili in base alla posizione antioraria o oraria dei controlli rilevata al momento dell’accensione.

Harsh Mode 1

Modo 1

Due oscillatori producono altrettante onde quadre, regolabili indipendentemente per frequenza attraverso i controlli di pannello, ma sbatacchiati con gentilezza da un generatore di rumore che ne rende imprevedibile il risultato; i due segnali sono convogliati in uno pseudo ring modulator ottenuto con un XOR.

Il musicista può controllare le intonazioni dei due oscillatori, dai più bassi valori che isolano gli impulsi ai più densi scricchiolii, perfetti per glitchare, simulare vecchie linee di trasferimento dati, sgranature audio a pochi bit.

Harsh Mode 2

Modo 2

Il circuito viene riconfigurato con un singolo oscillatore square wave, usato per clockare un Sample & Hold che campiona un generatore di noise; il controllo così ottenuto è amplificato in un VCA che amplifica un altro flusso di Noise. I due controlli di pannello perlettono di dosare la densità degli eventi (cioè la velocità dei cicli di campionamento prodotti dal modulo S&H ai danni del noise) e l’intensità dell’articolazione VCA. Si possono generare sparse scintille di impulsi, noise burst, click a distanza regolare, ne si può addensare la presenza nel flusso audio (in maniera simile a quanto ottenibile decidendo la densità dei grani in un processo di granulazione sottoposto a random pitch…), si può decidere l’ampiezza degli eventi: da piccoli disturbi crackling and glitching, a più brutali fronti verticali con cui mettere a dura prova il sistema di ascolto.

Non è uno strumento per (neo)melodici o nostalgici del temperamento equabile; ci vuole coraggio per domare le due manopole; se virate verso il versante glitch, usere Harsh come puro generatore di impulsi dry, senza alcun tipo di trattamento esterno; se invece siete più per gli ambienti ipnotici, sentirete la necessità di un cavernoso riverbero, nel quale annegare il flusso di scintille prodotto dalla diabolica macchinetta.

Per 100 euro – spedizione inclusa, passa la paura.

DRJ&MRH_UFFICIALE RGB

 

 

Dr. Jekill & Mr. Hyde

Uno strumento dalla doppia anima, fatto per essere suonato sfruttando gli assestamenti di frequenza applicabili ai sei oscillatori interni. La doppia anima è presto spiegata: come per il personaggio di Stevenson, nello strumento albergano due circuiti indipendenti.

 

L’anima gentile del Dr. Jekyll

E’ sonorizzata da tre oscillatori filtrati low pass che producono un’onda triangolare; le tre frequenze sono regolabili per quasi cinque ottave, culminando con il Do 4; si possono regolare le intonazioni in perfetto battimento, non si possono disabilitare gli oscillatori, quindi – come insegnerebbe rachMiel (eh eh eh), la magia timbrica emerge dal continuo vagolare delle tre frequenze, opportunamente “suonate” agendo sulle rispettive intonazioni.

E’ facile capire come rapporti di battimento più o meno ritmici, intervalli di ottava, quarta e quinta produrranno densità armoniche ad insospettata vocazione ritmica.

Il segnale prodotto da Jekyll confluisce in un mixer/crossfade (il settimo potenziometro dell’apparecchio) che ne permette la miscelazione con quello, ben più aggressivo prodotto da Mr. Hyde.

 

Mr. Hyde: tutto il male

Se i tre pucciosi oscillatori di Jekyll vi hanno fatto sognare, i tre mascalzoni square wave di Hyde vi risveglieranno brutalmente. In questo caso, c’è un regime di modulazioni incrociate che, con l’incremento di frequenza, rende instabile il sistema producendo cluster armonici che fanno cantare la macchina in maniera incontrollabile. Qualcuno direbbe “gioiosamente incontrollabile”.

All’atto pratico, dimenticatevi di poter raggiungere un unisono (anche perché abbiamo l’impressione di ascoltare il frutto della modulazione, non i segnali diretti dei tre generatori): passerete da frequenze basse tutto sommato stabili, ma che interagiscono tra loro (quando tutti e tre i controlli sono in posizione antioraria, entrate a pieno diritto nel range sub audio…); mano mano che si ruota in senso orario, l’apporto dei tre segnali entra in regime di modulazione incrociata. …e, come la mano del principe di verdoniana memoria, il suono può essere ferro o può essere piuma.

Voli pindarici a parte, potete raggiungere una condizione di relativa stabilità, in cui uno sciame di armoniche rimane concentrato attorno ad una frequenza arbitraria, o centrare la condizione in cui la reciproca modulazione produce ondeggiamenti, variazioni, ondulazioni nel suono e incastri di cicli modulanti che fanno – ancora una volta – cantare l’apparecchio, riportando l’ascoltatore al periodo pionieristico della Electroniske Musik targata Colonia. Scusate se è poco.

 

Il diavolo e l’acqua santa

Le due sezioni possono dialogare, cortesia del crossfader, ma occorre ricordare che il livello del cattivo è preponderante rispetto al segnale del buono; per avere un bilanciamento paritario, occorre agire con cura sul Mixer. Se componete drone, potete andare avanti per ore facendo dialogare il morbido suono (intervallato, battente o super trasposto) di Jekyll con i leviatani che mandano richiami… e le api che rispondono ai tre controlli di Hide.

 

Nota per la ASL di zona: NON abbiamo ingerito sostanze psicotrope, prima di scrivere questo testo.

 

L’alimentazione è fornita da un power pack Boss-compatibile (9V, positivo al centro) non fornito in dotazione.

Con 250 euro, sempre spedizione inclusa, passa anche questa paura.

Gort

 

GORT The Robot

Se amate i primi esperimenti di Computer Music prodotti da Newton Guttmann e Max Mathews con il mastodontico IBM, troverete assolutamente irresistibili talune combinazioni ottenibili con GORT, il robot dal passo pesante (e cadenzato…).

L’apparecchio incorpora un generatore di funzioni – uno step sequencer, insomma – a sedici passi non modificabili come contenuto, ma esclusivamente gestibili come velocità di emissione e condizione Stop/Active; quando il sequencer è attivo, controlla la frequenza della sezione di generazione; quando è inattivo, GORT si trasforma in un drone generator incontrollato.

Chi produce il suono? Dunque, dunque…

Ci sono quattro oscillatori combinati tra loro in uno pseudo circuito di Ring Modulation (ulteriori chiarimenti potranno essere richiesti al duo Reali & Granzieri); il meccanismo di modulazione implementato è articolato su tre stadi d’intervento: gli oscillatori 3 e 1 sono combinati tra loro e, successivamente, combinati con l’oscillatore 1. La forma d’onda che risulta da questo duplice intervento è, a sua volta, combinata in RM con la frequenza del Main Oscillator.

Quando, tra 3 e 2 (e poi tra 3×2+1) si ottiene un incastro ritmico, o un cluster armonico, o una sequenza di impulsi tale da far impallidire il peggio chiptune-driven SID, siete pronti per sommare e sottrarre il tutto contro il valore del Main Oscillator.

Il timbro risultante può essere trasmesso con tutte le (preziose) impurità della generazione o può essere blandamente filtrato attraverso scelta operata sul controllo Bright/Soft. Il selettore adiacente Activate/Stop si occupa di mettere in movimento il gigante, facendolo avanzare nella sua minacciosa rotta di 16 passi. Quale che sia il punto della sequenza in cui essa viene disattivata, GORT recupererà una condizione di default… detto in maniera meno odiosa, non è possibile prolungare una condizione imposta dai 16 step spegnendo “al volo” il sequencer.

Parlare di “ritmica” in un contesto sperimentale come questo ha poco senso e può risultare fuorviante; di fatto, GORT può generare con facilità incastri di Ring Mod tra i tre + uno oscillatori interni e già questo potrebbe bastare per controbilanciare la vocazione orizzontale del Dr.J  & Mr.K; la presenza dello step sequencer allarga ulteriormente la possibilità d’incastro nella performance.

Ovviamente, non è lecito aspettarsi una sequenza in stile Moroder: mancano gli inviluppi e, ancora di più, i valori sequenziati sono assegnati agli oscillatori che noi ascoltiamo attraverso la modulazione ad anello… insomma, si gode del risultato e dell’interazione, non della pura sequenza.

In questo caso, la paura passa con 280 euro, spese di spedizione incluse.

XMATRIX

 

Xmatrix

Costruzione passiva, senza alcun tipo di alimentazione, Xmatrix è un mixer a matrice 3 x 3. Può, cioè miscelare con qualsiasi rapporto tre sorgenti su altrettante uscite.  Ingegnoso come pochi, praticamente indispensabile all’interno di un qualsiasi network di produzione elettronica hardware based, l’apparecchio può essere sfruttato in contesti molto diversi.

 

Aux Send portatile

Il segnale dello strumento collegato all’ingresso 1 può essere inviato con livelli indipendenti sulle uscite A, B e C; a ciascuna di queste potrebbero essere collegati altrettanti processori effetti per il trattamento del segnale. Le loro uscite saranno raccolte da un mixer principale.

 

Comportamento a matrice

All’ingresso 1, collego un generatore sonoro che esce da A (diretto all’impiato d’ascolto), ma esce anche da B (verso un Delay che rientra in ingresso 2) e anche da C (verso un Reverb che rientra in ingresso 3).  All’uscita 1 posso avere lo strumento dry, la somma di strumento e riverbero, o strumento e delay, o tutti e tre.

Non è tutto, posso – con sprezzo del pericolo – iniziare a far interagire riverbero e delay per creare comportamenti a instabilità controllata – mandando un poco di riverbero nel delay e un poco di delay nel riverbero.

L’importante, è avere un registratore a portata di mano.

 

Sdoppiamento o triplicazione di una sorgente audio

Avete, con fatica, comprato un Electrix MoFX vintage e vi accingete a processarci il vostro Dark Energy… ma, con orrore, scoprite che l’uscita monoaurale del synth non è sufficiente a impegnare tutte e due i canali del MoFx, con il bel risultato di ascoltare metà effetto.

Con XmatriX, potete collegare il Dark Energy all’ingresso 1 e prelevare le uscite A e B verso il multieffetto, in full stereo.

In tutte le condizioni in cui sia necessario clonare un segnale audio mandandolo su tre diverse destinazioni, creare tre diversi mixaggi partendo dalle stesse tre diverse sorgenti, implementare loop di funzionamento sullo stesso hardware, o su due o su tre, questo micidiale apparecchietto vi farà riconciliare con il resto del mondo. Garantito.

L’ultima paura passa con 165 euro, spese di spedizione incluse. Non c’è bisogno di alimentazione.

 

Prossimamente, pubblicheremo qualche video con esempi applicativi “in solitudine” o “in compagnia”; nel frattampo, potete dragare le risorse disponibili sul sito Kinetik Laboratories.

 

Tags: , , , ,

Trackback from your site.

Comments (4)

  • fabuloso

    |

    Anzitutto complimenti per la frizzante recensione.
    Poi: belle bestiole! Se funzionano bene, e sembra proprio sia questo il caso, meritano di essere prese in considerazione, non per suonarci Buxtehude, ma per far ruggire gli animi alle spente trite e ritrite isolazioni decisamente!

    Reply

  • Ciro Urselli

    |

    Maestro, i videozzi sono sempre ben accettati, così ci passa meglio la paura !
    Si ricordi anche del Forty-Five Thousand, siamo in tanti in trepida attesa.
    Grazie anticipate.

    Reply

Leave a comment

Inserisci il numero mancante: *