Hanno chiuso il DalVerme…

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L’immagine che apre questo articolo è, inequivocabilmente, presa da Google Maps e – altrettanto inequivocabilmente – dietro all’albero, si vede una serranda abbassata. Quella serranda è del DalVerme, uno dei posti dove, da diversi anni, più è attiva la scena elettronica (e non solo) romana. Il locale, piccolo, per certi versi scomodo, ha ospitato i fermenti più interessanti del suono elettronico di questo periodo. Da qualche settimana, il DalVerme è stato chiuso d’impulso dall’autorità costituita, senza che si capisse bene il motivo di tale decisione. Abbiamo deciso di chiedere informazioni direttamente a Toni Cutrone, una dei referenti nel DalVerme, che – per certi versi – ha chiarito quanto sia poco chiara la situazione stessa. Speriamo di saperne presto qualcosa in più; qui, di seguito, l’intervista con Antonio.

Di Enrico Cosimi

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Il DalVerme è uno dei posti storici romani dove si suona elettronico (e non solo) nella più totale libertà espressiva; vuoi raccontarci come è nata questa realtà?
Il DalVerme prende vita come idea nel 2008: il bisogno di avere uno spazio dove organizzare concerti senza stress e nervosismi e casini tipici da locale, fuori dalle solite dinamiche di denaro ed incassi, e concentrati sulla qualità della proposta, per quanto ostica o estrema o non facilissima! Suoniamo ed organizziamo eventi a Roma da ben più di un decennio e abbiamo sempre cercato di portare ciò che ci piace (e che altrimenti  non arriverebbe) qui in Città.
Realtà che scopriamo andando in tour, o che scoviamo nei meandri di internet: un quartier generale per la sperimentazione a tutto tondo e per la scena musica DIY, oltre ogni genere. Si parla di attitudine principalmente. In più, siamo grandi appassionati del bere bene: infatti il DalVerme è conosciuto, oltre che per la programmazione, per il suo fantastico bar (tra birre di piccoli produttori, vini naturali e cocktail “marziani”), considerato parte effettiva della proposta culturale al fianco di quella musicale.

Dalla TV analogica a quella digitale – Seminario gratuito

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Dalla TV analogica a quella digitale: la storia e la tecnologia del futuro nella generazione e riproduzioni di immagini televisive. Seminario sponsorizzato; 17 Maggio 11:30 
Dipartimendo di Ingegneria Eletteronica In collaborazione con la RAI.

A cura della Redazione di Audio Central Magazin

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Il seminario partirà dalla esposizione dei concetti di base sui segnali Segnali analogici e dalla descrizione del funzionamento del tubo catodico come origine della evoluzione tecnologica nella riproduzione delle immagini fisse o in movimento. Si passerà quindi a definire il Rapporto di aspetto e la Risoluzione. Verranno introdotti i segnali digitali e le modalità di conversione dei segnali analogici in formato digitale (A/D).

Il patrocinio dell’IMSTA per il Torino Synth Meeting

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Riceviamo e pubblichiamo con grande piacere.

Dopo il patrocinio del Comune di Torino e del DAMS, è ora la volta di un’importante associazione internazionale che ha voluto attestare in questo modo la sua adesione e il sostegno al Torino Synth Meeting: la International Music Software Trade Association (IMSTA).

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

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Con questo accordo, il presidente di IMSTA Ray Williams e il responsabile per l’Italia Andrea Pozzi, hanno voluto conferire un importante riconoscimento al TSM, in considerazione soprattutto dell’apertura di questa edizione 2016 all’ambito software con la presenza di marchi di prestigio come Ableton, Arturia, u-he e Softube.

PAR TIBI, ROMA, NIHIL

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Dal 24 Giugno al 27 Novembre, la Città Eterna vedrà un’irresistibile contaminazione tra spazio archeologico imperiale e arte contemporanea. Nello specifico, sarà possibile assistere alle sempre preziose performance di Alvin Curran e, separatamente, Sabina Meyer con Elio Martusciello. Sono due occasioni da non perdere.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

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L’impegnativa manifestazione, PAR TIBI, ROMA, NIHIL. Patrimonio storico e creazione contemporanea, messa in essere grazie agli sforzi congiunti del Ministereo dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, con la Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’area archeologica centrale di Roma, con – ancora – il Roma Europa Festival 2016, insieme a Electa e alla Nomas Foundation (pant pant pant…) interesserà aree di planetario prestigio: Colosseo, Crypta Balbi, Palatino, Palazzo Altemps, Terme di Diocleziano, Villa Borghese, Villa Farnesina, Villa Medici.

Di seguito, tralasciando il ghiotto programma generale – cui comunque vi rimandiamo – segnaliamo gli appuntamenti “musicali”.

Torino Synth Meeting – Ancora altri dettagli

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Molti brand presenti nella precedente edizione hanno ri-confermato la loro presenza, tra questi ACCESS,APOGEE, ARTURIA, DAVE SMITH INSTRUMENTS, ELEKTRON, EUTERPE SYNTHESIZERS LABS, FRAP TOOLS, GRP SYNTHESIZERS, MOOG, MOTU, NOVATION, RADIKAL TECHNOLOGIES, ROLAND e WALDORF ai quali si affiancono nuovi brand di eccellenza M-AUDIO, MOTU, RELOOP, NONLINEAR LABS, YAMAHA e lo storico JOMOX dalla Germania. Altri brand sono in arrivo; il meeting si terrà nei giorni 28-29 Maggio 2016.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

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Queste le anteprime più succose della manifestazione…

Erick Blackmer: un seminario a Tor Vergata

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Organizzato in collaborazione con il Prof.  Marco Re, docente di elettronica digitale e Digital Signal Processing e promotore del Master in Sound Engineering presso il Dipartimento di Ingegneria Elettronica dell’Università di Tor Vergata a Roma, ed il consulente audio Francesco Passarelli, Midiware è annuncia il seminario “It’s About Time” che sarà condotto da Eric Blackmer per spiegare la filosofia di progettazione di suo padre David E. Blackmer sul modello di coerenza temporale dell’udito umano.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

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Si partirà dal concetto che l’udito umano utilizza un duplice meccanismo con notevole sensibilità nel dominio del tempo e quindi l’udito umano “percepisce” qualcosa oltre la capacità di ascoltare i famosi 20kHz! I principi alla base di questo modello funzionale sono la filosofia di progettazione dei prodotti Earthworks.

Past and Presence: ascolti e visioni

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L’associazione culturale Live Arts Cultures in collaborazione con Electronicgirls e S.a.L.E. Docks annuncia  “Past and Presence: ascolti e visioni“, due appuntamenti in due weekend di Aprile dedicati alla scoperta della contemporaneità tra danza e musica elettronica.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

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Sabato 9 e sabato 30 Aprile, gli spazi di S.a.L.E. Docks accoglieranno un aperitivo che traccerà l’evoluzione delle avanguardie elettroacustiche ed elettroniche grazie ad una playlist di ascolti a cura del brasiliano Astronauta Pinguim. Le ‘visioni’ ruoteranno invece attorno alla storia della danza nel contemporaneo con interventi curati e introdotti da Margherita Pirotto.
Entrambi gli appuntamenti vedranno la partecipazione della danzatrice Marianna Andrigo, che porterà sul palco “Il sacrificio della Vergine” da “La sagra di primavera” musiche di Igor Stavinskji con coregrafie di Vaslav Nijinsky, e di Lecri (electronicgirls) con un dj-set da lei curato.
Bertrand Rossa, altro artista legato alla netlabet veneziana, presenterà invece sabato 30 aprile un live set elettronico.
Durante le due serate, da non perdere, dedicate alla ri-scoperta degli innovatori del XX secolo nella danza e nella musica sperimentale, sarà presente anche un piccolo bookshop dedicato alle pubblicazioni a tema musicale della case editrice Auditorium Edizioni.

Intuitive Music and More With Electronics

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Questo è il titolo dell’interessantissimo seminario che Markus Stockhausen terrà dal giorno 11 al giorno 13 di Luglio 2016 presso il Forte Marghera di Venezia.

A cura della Redazione  di Audio Central Magazine

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Il seminario – dalle ore 10 del primo giorno, fino alle 23 dell’ultimo giorno, verterà sull’esplorazione della Intuitive Music, usando principalmente strumenti elettronici, ma anche strumenti convenzionali manipolati attraverso strattamento elettronico.

Spring Attitude VII Edizione

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Dal 19 al 21 maggio, la VII edizione del festival internazionale di musica elettronica e cultura contemporanea riparte dal successo dello scorso anno – oltre 12.000 presenze – per ospitare musicisti, artisti visivi e performer da tutto il mondo. Performance (dj set, live e concert), Arts&New Media e Educazione (workshop e conference) le sezioni attraverso le quali si articola Spring Attitude 2016.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

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Con il ritorno al MAXXI – Museo nazionale delle Arti del XXI secolo e a Spazio Novecento, e la novità dell’ex Caserma Guido Reni si rinnova la scommessa, ampiamente vinta nel 2015, di rendere Roma ancora più internazionale attraverso una gioiosa invasione, fatta di suoni e visioni, di spazi museali e spazi riconvertiti. Punta di diamante di una line up come sempre di altissimo valore artistico – che mescola storia e innovazione, grandi nomi e straordinarie scoperte – gli AIR: nome storico della scena elettronica mondiale, fra i fondatori di quel ‘french touch’ che ha segnato in profondità la ricerca degli ultimi anni. Spring Attitude 2016 sarà l’occasione per assistere al ritorno live del duo francese, assente dai palcoscenici di tutto il mondo dal 2010.

Keith Emerson è morto

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Apprendiamo dalla stampa internazionale la morte di Keith Emerson. E’ una notizia terribile che non ci sentiamo di commentare. Su richiesta di amici, in memoria del PIU’ GRANDE di tutti, ripubblichiamo la vecchia recensione (stiamo parlando di UNDICI anni orsono) scritta in occasione del suo ultimo concerto romano con la Keith Emerson Band (all’epoca, la rivista si chiama Rec’N’Play… altri tempi). Sad affection. Più che meritato, un enorme ringraziamento a Paolo Dolfini per aver conservato il testo originale. 

Di Enrico Cosimi

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L’immagine in apertura è tratta da Wikipedia; cercheremo – ma non nascondiamo le difficoltà – di recuperare nei prossimi giorni la documentazione fotografica originale dell’evento. 

Keith Emerson Band In Concert

Roma, Auditorium di Via della Conciliazione; 1 Dicembre 2005
La cornice è quella delle grandi occasioni: l’ultima volta che siamo stati all’Auditorium di Via della Conciliazione c’era Rubinstein che eseguiva il beethoveniano concerto “Imperatore” per pianoforte ed orchestra… insomma, è passato qualche anno e la situazione era molto più classica di quella attuale.
di Enrico Cosimi

Che poi anche Keith Emerson possa essere considerato un classico nel suo genere, è un discorso interessante ma che, al momento, non ci riguarda… Comunque; l’auditorium è stato equipaggiato con una installazione di tutto punto: sul palco trova posto il sistema di tralicci con americane che sospendono un nutrito parco luci, ai due lati del palco sono state montate le torri dell’impianto P.A. (che, per dimensioni ed aspetto minaccioso, risaltano abbastanza preoccupanti nella taratura acustica del teatro).

Batteria sul fondo, pedana rialzata, bass rig sulla destra del palco, tre piccoli combo valvolari piazzati davanti al drum riser e, in ampio risalto, sulla sinistra del palco trova posto il setup di Keith Emerson. In fondo, sulla destra, un oggetto misterioso è celato da lunghi veli neri: che si tratti del povero Hammond L100, pronto per essere maltrattato da Keith durante i consueti numeri di wrestling? Vedremo.

 

La strumentazione

In questa occasione, Keith utilizza uno dei due C3 Hammond customizzati da Al Goff; per la cronaca, uno dei due strumenti è interamente originale, l’altro utilizza un premplificatore a transistor modificato; nel corso della serata, abbiamo avuto l’impressione che determinate asprezze timbriche –inedite per il buon Keith- fossero da imputarsi proprio alla natura transistorizzata del famigerato preamplificatore. In mancanza di notizie certe (non potevamo salire sul palco armati di cacciavite…), queste rimangono opinioni più che personali.

Comunque, lo strumento portatilizzato da Al Goff è interamente alloggiato nel cassone superiore e poggia su un supporto metallico che ospita la scatola del pedale di espressione; non è la customizzazione più efficace –per spostare l’apparecchio servono sempre due persone, ma questo potrebbe non essere un problema- ma è quella che semplifica di molto il lavoro. Adiacenti alle zampe metalliche, trovano posto i controlli del leslie tremolo/chorale su footswitch (anche se in certi momenti, abbiamo avuto l’impressione che la velocità del leslie venisse regolata da un tecnico compiacente, boh..). Il rotary speaker, comunque, è celato alla vista, ben lontano dalla postazione del musicista – se ne sente la voce dal retro palco quando il keyboard technician presta gli ultimi controlli prima di iniziare.

Sopra all’Hammond, troneggia –inevitabilmente- la Korg Oasys che, qui come per i Dream Theater, sembra aver incarnato il concetto di tastiera tuttofare di lusso: del resto, 7500 euro per una workstation possono permetterseli in pochi. Alla sinistra dell’Hammond + Oasys, troneggia l’enorme modulare Moog, ormai da anni inscatolato in un contenitore custom metallico che ne facilita il trasporto e la sopravvivenza; la tastiera 5 ottave è messa bella alta da terra, il ribbon controller – con annesso lanciarazzi- è appoggiato per terra pronto all’uso. Completa la dotazione, un Korg Triton Extreme a 88 note. Oltre al pedale di volume dell’Hammond, sono presenti gli switches per il leslie, i damper per Oasys e Triton e altri due foot control misteriosi, che Keith (peraltro) utilizzerà con estrema parsimonia. Ah: c’è anche un accordatore cromatico Boss direttamente collegato al sintetizzatore modulare; vedremo in seguito come il suo funzionamento sia cruciale per la riuscita di determinati brani.