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“Paranoid Cyborg” il grande ritorno di Omid Jazi, l’ex Verdena

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Paranoid Cyborg” è il nuovo singolo di Omid Jazi che ha deciso di lanciare come tributo per il ventesimo anniversario di Ok Computer dei Radiohead. Un brano in cui l’esplosione chitarristica abbraccia un tappeto sonoro caldo e dinamico e si innesta perfettamente con i suoni elettronici prodotti dai sintetizzatori che generano gradevoli visioni di luoghi pieni di colori e multi culture che non hanno barriere dove lo stesso Omid oggi vive e si confronta.

Di Angelo Barraco

bar

Il videoclip è stato diretto da Omid Jazi e Mariusz Gajdzik ed è stato girato a Londra a Westminister, Waterloo, Lambeth North e Elephant&Castle. Un video che evidenzia i tratti somatici di una città sommersa nella sua quotidiana vitalità espressa nei volti e nei gesti dei suoi abitanti, che cercano di schiacciare attraverso i colori e la tranquillità apparente, quel male chiamato terrorismo che sta mettendo in ginocchio la stabilità di una popolazione, rendendo quei colori e quella eterea tranquillità in paura costante che macchia di sangue le strade della città, ma la voglia di vivere domina su tutto e la risposta dei londinesi davanti agli attacchi terroristici è sempre coraggiosa e suona sempre con dolci note.

Bologna Violenta. Intervista esclusiva a Nicola Manzan

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Bologna Violenta è il nome dietro il quale si cela Nicola Manzan, classe 1976, polistrumentista e produttore trevigiano diplomato in violino al Conservatorio che negli ultimi anni ha suonato dal vivo e in studio con i più importanti artisti del panorama musicale italiano e non solo. Un progetto che è nato in origine come one-man-band nel lontano 2005 e che vedeva il solo Manzan cimentarsi in misture sonore in cui la sua passione per i film polizieschi si fondeva con le chitarre graffianti filtrate attraverso un mixer e i pedali.

Di Angelo Barraco

bologna violenta

Un percorso musicale che sin da subito ha ricevuto consensi positivi in tutto lo stivale e non solo, con un primo disco ispirato ai film polizieschi anni 70, dalla breve durata ma adornato di campionamenti e da un’intensità che riporta appieno la sua filosofia espressivo-musicale che ruota intorno al concetto che sta alla base della musica dello stesso, ovvero di riuscire ad esprimere o descrivere una determinata circostanza anche attraverso un brano di breve durata.

Enzym al MainOFF di Palermo

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Enzym è il nome dietro il quale si cela Louis Pierre-Lacouture, musicista parigino classe 1987, che in data 7 gennaio ha calcato con grazie ed eleganza il prestigioso palco del Teatro Santa Cecilia di Palermo per la terza e ultima giornata del MainOFF. Un corpo esile quasi fanciullesco, barba incolta, zaino in spalla e occhi puntati costantemente in alto per scrutare con silenzio e attenzione lo splendido Teatro con le sue pareti in pietra antica e la sua maestosa eleganza fatta di un’architettura che si intreccia perfettamente con il classicismo atipico proposto dal musicista parigino.

Di Angelo Barraco

Enzym

La musica di Enzym spicca in originalità e versatilità grazie ad elementi di carattere tecnico-compositivo che rendono il prodotto sorprendentemente unico poiché i classicismi prodotti con il pianoforte e/o un organo, ispirati a Chopin, si miscelano con i tappeti sonori dei synth e creano una mistura che lentamente assume forme e colori diversi. Ritmiche e melodie che inaugurano le suite con giri in loop, costituiti da una navata centrale classicheggiante –proprio come le antiche cattedrali- che lentamente vengono frammentate in architetture sonore che smussano gli angoli con innesti elettronici e numerosi campionamenti de “Il Gattopardo”, in lingua italiana. Tali intro hanno fatto da apripista per i brani presentati nel corso dell’esibizione al MainOFF.

Massimo Ruberti al MainOFF

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“L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è” disse il famoso pittore tedesco Paul Klee. Un concetto di una profondità d’animo indefinibile poiché rappresenta la trasposizione del microcosmo dell’Io in un macrocosmo in cui l’interazione con il prossimo, mediante una linea comune, rappresenta l’elemento essenziale che si frappone tra gli imperscrutabili labirinti interiori e l’ascoltatore passivo. La rassegna musicale MainOff organizzata a Palermo da Brusio Netlabel, il 5/6/7 gennaio, ha ospitato numerosi artisti provenienti da tutto il mondo che hanno piacevolmente messo in atto il sopracitato concetto di Paul Klee, ovvero la riproduzione in musica di una forma artistica resa visibile attraverso le vibrazione, come la musica appunto e la manipolazione del suono, rendendola oggettivamente concreta grazie alle immagini che nel corso delle tre serate hanno accompagnato le piacevoli esibizioni live degli artisti, adornando il tutto con colori e suggestioni.

Di Angelo Barraco

Massimo Ruberti

Encomiabile il lavoro dell’organizzazione e soprattutto di etichette come la Nostress Netlabel, che ha portato sul palco artisti del calibro di Tau Ceti, Massimo Ruberti ed Enzym. Synth, pedali, testiere, pianoforte, batteria con effetti: sono questi gli elementi che hanno colorato un suggestivo contenitore a cui hanno piacevolmente partecipato artisti come Massimo Ruberti, che si è esibito il 5 gennaio all’Old School, locale situato poco distante al Teatro. Con la valigia in mano e un grazioso cappellino in testa è arrivato da Livorno il “trafficante di suoni e immagini”, come ama definirsi, portando in Sicilia un live set dinamico ed energico in grado di far ballare simultaneamente un locale stracolmo di gente, attraverso vibrazioni e suoni dove l’amalgama perfettamente equilibrato tra briose linee di basso e sintetizzatori ha entusiasmato i presenti. Massimo Ruberti ci ha concesso un’intervista dove ha raccontato la sua esperienza al MainOFF.