VCVRack. Appunti di viaggio – I moduli Audible Instruments

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Software, Tutorial

Giunti al terzo appuntamento, è ora di occuparci del nutrito blocco di moduli costruiti sopra i modelli hardware prodotti da Oliver Gillette per Mutable Instruments. Sono moduli non proprio leggerissimi, che – già nella loro versione hardware – incarnano disinvoltamente parecchi vantaggi del dominio digitale e, per questo motivo, si sono da tempo fatti la fama di veri e propri Swiss Army Knife del sintetista modulare.

Di Enrico Cosimi

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La difficoltà principale, con questa categoria di moduli, consiste nel ricordare tutto ciò che è possibile fare individualmente: ogni modulo, infatti, svolge diversi compiti selezionabili e questo obbliga il musicista ad una frequentazione più intensa per raggiungere velocemente un compito/risultato che, altrimenti, può sembrare irrealizzabile o ottenibile solo attraverso collegamenti ben più dispendiosi. You pay what you got.

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MACRO OSCILLATOR

È modellato sulle funzioni dell’oscillatore Braids, recentemente tolto di catalogo, ma famoso nella comunità Euro Rack per la grande quantità (29 algoritmi diversi nella rev 1.5) di modelli di sintesi disponibili al proprio interno. Mancano tutte le funzioni raggiungibili, nella versione hardware, cliccando con l’encoder, compresa la possibilità di selezionare a distanza l’algoritmo da utilizzare, con tutte le conseguenze timbriche grottesche/gutturali del cambio in tempo reale, ha reso Braids un must nel setup di diversi musicisti elettronici). Per certi versi, l’hardware ha ancora senso…

La struttura dell’oscillatore è molto logica, ancorché non priva di alcune scorciatoie: dopo aver deciso l’algoritmo timbrico desiderato, se ne controlla la frequenza attraverso i comandi di pannello COARSE e FINE (o via segnali di controllo esterni 1V/OCT e FM – quest’ultimo, con attenuatore bipolare). In base all’algoritmo scelto, i due parametri genericamente indicati come TIMBRE e COLOR assumeranno compiti via via diversificati, tanto nella regolazione di pannello che nel controllo a distanza attraverso tensioni CV collegate alle due porte omonime; la Timbre MODULATION è regolabile bipolarmente attraverso attenuverter dedicato; il controllo su COLOR non è attenuabile localmente e richiede, quindi, un modulo esterno per la scalatura/inversione.
A seconda del modello caricato, può essere necessario ricevere un TRIG per innescare – ad esempio – le timbriche percussive; in mancanza (attualmente, nella versione 0.3.1) di una sorgente di Trig, basta collegare una qualsiasi tensione di Gate che verrà interpretata nel suo fronte ripido positivo.

Attenzione! Imodelli presenti nella versione hardware sono disponibili in diverso ordine nella modellizzazione virtuale: in certi casi, specie per i comportamenti più facilmente realizzabili con altre strutture presenti dentro RACK, si è preferito evitare…

Come è facile immaginare, tutto il core del modulo giace nella scelta degli algoritmi di generazione e nella loro personalizzazione TIMBRE/COLOR. Anche non volendo riscrivere il manuale originale M.I., è quasi inevitabile dilungarci in elenchi interminabili (l’algoritmo si sceglie con il controllo EDIT).

Algoritmi disponibili

Di seguito, l’elenco dei possibili comportamenti timbrici, con le funzioni assegnate ai comandi TIMBRE e COLOR:

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  1. CSAW; è la caratteristica rampa generata dallo Yamaha CS-80, personalizzabile in notch lungo il fronte progressivo di salita (si sposta con TIMBRE) e in polarità/profondità (con COLOR).
  2. da triangolare a rampa, a quadra, a impulsiva; escursione progressiva, in stile Moog Voyager, per intenderci, della forma d’onda. TIMBRE sposta la forma d’onda; COLOR apre o chiude un filtro tilt HP/LP -6dB/Oct per il controllo timbrico.
  3. dente di sega più PWM; somma un’onda impulsiva e una dente di sega indipendente in fase. TIMBRE controlla lo sfasamento, COLOR regola la transizione tra le due forme d’onda. Se COLOR è completamente spostata sull’onda impulsiva (posizione oraria), la modulazione TIMBRE agisce come la classica PWM.
  4. Schermata 2017-09-16 alle 17.07.54 FOLD; il ripiegamento della forma d’onda è una nobile tecnica di sintesi teorizzata, tra i primi, da Jean-Claude Risset e portata a conoscenza di molti nel monofonico Arturia Minibrute. A seconda delle regolazione COLOR, una sinusoide o una triangolare possono essere ripiegati sempre più drasticamente in base al valore TIMBRE, generando armoniche aggiuntive e caratteristiche assai aggressive. @
  5. Schermata 2017-09-16 alle 17.37.08da sinusoide a pettine Dirac; ruotando il controllo TIMBRE, si aggiungono nuove armoniche alla sinusoide di base; le armoniche risultano equidistanti tra loro, distanziate da un intervallo T compreso tra –T/2 e T/2; con il comando COLOR, si anima il segnale variando il detune tra oscillatore principale e sua clonazione scordabile.
  6. triple oscillator; tre denti di sega o tre quadre miscelabili tra loro con diverse variazioni di intonazione; COLOR sposta il secondo oscillatore rispetto al primo, TIMBRE sposta il terzo rispetto al primo.
  7. SUB Square; produce un’onda quadra che, spostando COLOR dalla posizione di default centrale, viene arricchita con un’ottava sotto (movimento orario) o due ottave sotto (movimento anti orario) ad ampiezza proporzionale alla rotazione del controllo; TIMBRE regola la simmetria della sola componente quadra originale, lasciando invariate le simmetrie delle due ottave ricavate.
  8. SUB Ramp; come sopra, ma questa volta le ottave inferiori combattono contro un’onda rampa.
  9. SYNC Square; hard sync con un oscillatore master fantasma; COLOR regola il livello dello sweep armonico, TIMBRE regola la frequenza dell’oscillatore square wave schiavo.
  10. SYNC Ramp; come sopra, ma con una forma d’onda rampa.
  11. Ramp x 3; genera tre onde rampa detunabili in un range +/-2 ottave rispetto al segnale principale; TIMBRE sposta la frequenza della seconda rispetto alla prima, COLOR sposta la frequenza della terza rispetto alla prima.
  12. Square x 3; come sopra, ma con tre onde quadre.
  13. Triangle x 3; come sopra, ma con tre onde triangolari.
  14. Sine x 3; come sopra, ma con tre onde sinusoidi.
  15. RING;tre sinusoidi in ring modulation; TIMBRE e COLOR controllano le frequenze della seconda e terza sinusoide rispetto alla prima.
  16. SuperRamp a sette rampe; sette oscillatori rampa virtuali, detunabili tra loro con TIMBRE e filtrabili tilt Lo/High con COLOR.
  17. Feedback Oscillator; la rampa generata dall’oscillatore è inviata in una short delay line (molto corta, praticamente un filtro a pettine) che traccia la frequenza dell’oscillatore, ma può essere detunata/trasposta con TIMBRE e controllata in feedback positivo/negativo con COLOR.
  18. TOY*; comportamenti timbrici chiptune, regolabili in clock rate (TIMBRE) e in errore (COLOR).
  19. ZLPF; come nel Casio CZ, la costruzione del comportamento ottenibile filtrando lowpass una forma d’onda analogica, ottenuto senza filtro; TIMBRE controlla la banda passante, COLOR la forma d’onda – da dente di sega, a quadra, a triangolare.
  20. ZPKF; come sopra, ma con comportamento Peak.
  21. ZBPF; come sopra, ma con comportamento BandPass.
  22. ZHPF; come sopra, ma con comportamento HighPass.
  23. VOSM; Voice SiMulation è una tecnica di sintesi sviluppata in Olanda da Werner Kaegi e Stan Tempelaars per simulare il tratto vocalico e la fonazione umana; sfrutta tre oscillatori in ring mod/hard sync. COLOR e TIMBRE controllano le intonazioni delle due formanti che caratterizzano le diverse vocali. Il modulo non parla, ma azzeccando le formanti giuste, può vocalizzare in maniera convincente.
  24. WOWL; generatore di vocali in stile Early Computer Music, con possibilità di scegliere la vocale (TIMBRE) e il gender/spostamento delle formanti (COLOR).
  25. VFOF, restituzione delle vocali attraverso FOF-Fonction d’Onde Formantique sviluppata da Xavier Rodet. Come sopra, TIMBRE sceglie la vocale e COLOR lo spostamento delle formanti.
  26. HARM; TIMBRE genera le 13 armoniche superiori all’onda sinusoide pura o alla somma di armoniche ottenute con COLOR.
  27. FM; FM lineare a due operatori; TIMBRE controlla l’indice di modulazione, COLOR controlla la frequenza del modulante. A ore 11, COLOR raggiunge la condizione C:M = 1:1.
  28. FBFM; come sopra, ma con in più il feedback sul carrier per un suono più buzzoso…
  29. WTFMC; come sopra, ma con due percorsi feedback: da carrier a modulator e, come prima, da carrier su se stesso. Paura…
  30. PLUCK, algoritmo Karplus-Strong di corda pizzicata virtuale con tre sovrapposizioni in decay (per cambiare l’intonazione senza code, è necessario richiamare tre volte la nuova nota); l’algoritmo viene innescato dall’impulso di Trig ricevuto alla porta omonima (va bene anche il Gate…) ed è controllato in decadimento con TIMBRE e in pluck position con COLOR:
  31. BOWD; algoritmo di corda confricata con archetto; TIMBRE regola l’attrito e COLOR la posizione dell’archetto lungo la corda.
  32. BLOW; algoritmo di ancia; TIMBRE regola la pressione dell’aria, COLOR la geometria del tubo sonoro (rozzamente, si passa dalla semplice insufflazione al registro di chalumeau tipico del clarinetto).
  33. FLUT; con modello ottimizzato per generare il flauto; TIMBRE dosa la preponderanza del rumore rispetto alla colonna d’aria in vibrazione, COLOR dosa l’energia, e quindi il salto d’armonica.
  34. BELL; sviluppato da Jean-Claude Risset, il suono è controllabile in inarmonicità con COLOR e in decadimento energetico con TIMBRE. Deve essere innescato da un Trig (o un Gate) ricevuto alla porta TRIG e, per fornire la giusta durata, occorre regolare accuratamente il Release dell’eventuale inviluppo d’amplificazione (altrimenti, si rischia di tagliare la coda al suono). Il timbro risultante è meno aperto – cioè con minor quantità di armoniche – rispetto ad altre restituzioni commerciali del suono originale Risset.
  35. DRUM; imparentato con il precedente, genera suoni percussivi assimilabili a tamburi in metallo; COLOR gestisce la brillantezza (non aspettatevi i 20 kHz…) e TIMBRE l’assorbimento energetico/decadimento.
  36. KICK; modellazione della classica kick analog 808 ottenuta attraverso T-Bridge; TIMBRE regola il Decay, COLOR regola il bilanciamento Tone/Click. Per un buon risultato, è necessario centrare l’accordatura giusta con il parametro COARSE.
  37. CYMB; modello non esaltante di metallic noise utile per la simulazione 808 di hat e cymbal; TIMBRE dosa la percentuale noise/tuned pulses, COLOR rende progressivamente più instabile il suono. Anche in questo caso, il COARSE tune è molto importante.
  38. SNAR; rullante analog-style 808, con bilanciamento fondamentale/seconda armonica (TIMBRE) e snappy amount&decay (COLOR).
  39. WTBL; oscillatore tabellato, con scelta della Wavetable (COLOR) non interpolata e navigazione tra le diverse forme d’onda/frame in tabella (TIMBRE) sottoposta a interpolazione. Ipnotico alle frequenze medio basse, con un pizzico di riverberazione.
  40. WMAP; la tabella normale presuppone un andamento monodimensionale dalla prima all’ultima o viceversa; una mappa è una “supertabella” bidimensionale in griglia 16×16, che può essere navigata con interpolazione tanto nello spostamento orizzontale asse X (TIMBRE) quanto nello spostamento verticale asse /Y (COLOR).
  41. WLIN; prende tutte le forme d’onda in tabella disponibili dentro al modulo e le organizza in un’unica sequenza lineare di suoni che può essere navigata con TIMBRE; COLOR definisce il tipo di interpolazione e/o la playback resolution. Se il valore non supera “ore 7”, non c’è interpolazione; quando il valore raggiunge “ore 10”, si applica l’interpolazione tra i campioni, ma non tra le forme d’onda; a “ore 12”, si interpola tutto; da “ore 12 in avanti”, l’interpolazione è affiancata ad una progressiva riduzione della risoluzione audio.
  42. WTX4; versione quadrifonica del meccanismo precedente: un’unica tabella navigabile con TIMBRE, ma eseguita da quattro voci indipendenti che possono essere allontanate tra loro con COLOR. A partire da un lieve detune/chorus, fino a raggiungere numerosi accordi. Sottoponendo COLOR a modulazione esterna, si raggiunge il modo instant Terry Riley
  43. NOISE; noise filtrato in una sezione state-variable. La frequenza di taglio è COARSE/FINE, la resonance è TIMBRE, il bilanciamento HiPass/LoPass è COLOR.
  44. TWNQ; noise filtrato in una doppia sezione Peak Filter risonante; la sovrapposizione del profilo twin peak è personalizzabile in cutoff (COARSE/FINE), resonance (TIMBRE) e spaziatura del secondo picco risonante rispetto al primo (COLOR).
  45. CLKN; il modello genera un numero di sample regolabile con TIMBRE (minimo 2 sample) e livelli di quantizzazione con COLOR (da 2 a 32 livelli); la frequenza è ovviamente regolabile con COARSE/FINE. Glitch, noise, minimal non troppo minimal… è tutto qua.
  46. CLOU; la nuvola (cloud) sfrutta piccoli grani/frammenti di onda sinusoide di frequenza gestita COARSE/FINE, densità e sovrapposizione controllabile con TIMBRE e randomizzazione/spread regolabile con COLOR.
  47. PRCT; le particelle di impulso sono mandate in granulazione. Come sopra, si regola “l’intonazione centrale” con COARSE/FINE, la densità/sovrapposizione con TIMBRE e lo spread/randomizzazione sul tune con COLOR. Consigliato il riverbero per la drone glitch ipnotica o il dry purissimo per gli amanti delle sensazioni minimal strong.
  48. QPSK; simula il suono ottenibile in telecomunicazione attraverso phase-shift keying. Probabilmente, non ha alcun impiego pratico, se non la curiosità timbrica del segnale glitchato in modo imprevedibile per gli umani. COLOR definisce il valore 8 bit che è modulato nel portante; TIMBRE definisce la bit rate e COARSE/FINE è l’intonazione del portante. Ogni volta che il modulo riceve un Trig, emette un frame di sincronizzazione 16 bit.

 

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MODAL OSCILLATOR

È modellato su Elements, la struttura in sintesi modale sviluppata da Oliver Gillette per Mutable Instruments; manca l’ingresso stereo per il segnale audio esterno, ma ce ne faremo una ragione. L’apparecchio è composto da due sezione, a sinistra il blocco di eccitazione, a destra quello del risonatore, e permette di personalizzare l’oggetto sonoro modellato: si decide se si vuole suonare con l’archetto (BOW), o soffiare (BLOW), o colpire (STRIKE), variando parametri contestuali come Contour e Timbro per l’archetto, Contour, Flow/flusso e Timbro per l’insufflazione, Densità/Mallet e Timbro per la percussione. I tre modi possono convivere simultaneamente, cosa impossibile – come è ovvio – nel mondo reale, a meno di non compiere autentiche acrobazie meccaniche.

Bow

Confricare, con un archetto o con altro sollecitatore esterno, un corpo sonoro mette in movimento l’energia sonora; l’energia impartita è regolata alzando il valore del parametro BOW; il suo TIMBRE regola l’omogeneità o la “rugosità” nella superficie virtuale dell’archetto; in questo modo, il suono può essere vellutato (rotazione antioraria del parametro) o più ricca di armoniche acute (rotazione oraria); il valore di CONTOUR permette di selezionare un profilo d’inviluppo (percussivo, statico, progressivo, evolvente) tra quelli presettati.

Blow

Regola la quantità di energia impartita al modello attraverso insufflazione; con FLOW, si sceglie il tipo di rumore usato come segnale d’eccitazione; anche in questo caso, è disponibile il preselettore d’inviluppo CONTOUR. Con TIMBRE, si regola ulteriormente la densità acuta/rugosità del generatore di rumore.

Strike

La quantità di percussione noise usata come segnale eccitatore; superato il valore “posizione ore 2”, parte del rumore inviluppato è inviata anche all’uscita del modulo, per rendere più cattivo il segnale. Il tipo di percussione è selezionabile con MALLET (campionamenti di stick e mazzuoli, modellazione fisica dei medesimi senza perdita energetica, modellazione dei plettri, modellazioni di rimbalzi). TIMBRE incrementa brillantezza e velocità dei rimbalzi…

Il segnale generato dalla sezione di eccitazione (innescato dall’ngresso Gate e personalizzato dall’eventuale controllo esterno di STRENGTH), alla frequenza definita con i parametri COARSE/FINE, pilotato da segnali esterni 1V/OCT ed eventuali modulazioni esterne FM (attraverso attenuverter dedicato), sono processati nella sezione risonatore, che permette una distribuzione dell’energia generata altamente personalizzabile, sconfiggendo i limiti delle architetture fisiche.

I parametri chiave della personalizzazione sono:

  • Position; il punto nella superficie o lungo la corda, o nel tubo sonoro, dove si immette energia. Se il parametro è modulato in tempo reale, il risultato ricorda il trattamento attraverso filtraggio comb o phaser; una posizione di percussione centrale a una “membrana energetica” privilegia, per cancellazione delle armoniche pari, le sole armoniche dispari.
  • Damping; l’attenuazione delle armoniche acute attraverso velocizzazione del loro decadimento; l’esempio più banale è il palm muting sulle corde, per ottenere il classico suono stoppato.
  • Geometry; cambiando la forma dell’oggetto sonoro (quale che esso sia, corda, tubo, membrana, ibrido…), cambierà il modo con il quale l’energia impartita si trasmette, rimbalza, si redistribuisce. È un altro parametro impegnativo da modulare.
  • Brigthness, la persistenza/trasmissione delle armoniche più acute, correlata alla rigidità simulata del medium utilizzato; più il materiale è rigido (vetro, metallo), maggiore sarà la persistenza delle acute; più il materiale è inerte (nylon o legno), minore sarà la sua brillantezza.

Il segnale elaborato dal Modal Oscillator viene arricchito da una densa e lunga coda di riverbero stereo regolabile con il comando SPACE; anche questo, come tutti gli altri, è modulabile dall’esterno attraverso tensione processata con attenuverter dedicato.

In alcuni casi, specie se si esagera con la lunghezza del riverbero, dopo aver esaurito una lunga coda di decadimento, il motore di spazializzazione può smettere di funzionare (perlomeno, nella v. 0.3.1); nel caso, basta variare il valore del controllo per fargli riprendere vita…

 

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TEXTURE

È modellato direttamente sopra le caratteristiche del Mutable Instruments Clouds Texture Synthesizer; come già visto, a proposito del Macro Oscillator, anche in questo caso alcune funzioni di personalizzazione del modo Advanced non sono, per ora (v. 0.3.1) presenti.

Il modulo riceve un segnale audio stereofonico e lo sottopone a granulazione realtime, con possibilità di catturare in Freeze il flusso audio, continuando la riproduzione anche quando la sorgente ha smesso di suonare.

Impostazioni preliminari

Il segnale stereo in ingresso può essere regolato attraverso controllo IN GAIN (nella versione hardware, con un’escursione -18/+6 dB); per facilitare la comprensione del modulo, è meglio preparare una sorgente sonora pronta alla granulazione: un oscillatore può andare benissimo; un file audio ricevuto a due porte audio (if any) del vostro PC – e gestito agli INPUTS 1 e 2 del Fundamental Audio Device andrà ancora meglio.

Blend

Il bilanciamento tra ingresso dry e trattamento di granulazione è regolabile col comando BLEND; una tensione di controllo, non attenuabile, ricevuta alla porta omonima permette la gestione a distanza del parametro.

Subordinazione a TRIG esterni e regolazione di densità

Il flusso audio in uscita al modulo può essere costante – in modo compatibile con le regolazioni di pannello e la persistenza in FREEZE (vedi sotto) – o subordinato alla ricezione di uno o più impulsi esterni collegati alla porta TRIG.

In assenza di sollecitazioni esterne, con il controllo DENSITY in posizione “ore 12” non c’è generazione di grani; se si aumenta il valore del parametro in senso antiorario, aumenta la densità dei grani emessi a intervalli regolari di tempo (fino a raggiungere la torrenzialità); se si aumenta il valore del parametro in senso orario, aumenta la dimensione dei grani generati a intervalli di tempo irregolari. Anche in questo caso, al massimo valore, si raggiunge il flusso ininterrotto.

Dimensione e intonazione dei grani – conseguenze timbriche

I grani ricavati dal segnale audio sono eseguiti con dimensione SIZE e intonazione PITCH regolabile attraverso i due controlli; una dimensione molto ridotta facilita la produzione di tessitura glitch con eventi isolati (se, alla porta TRIG, si mandano sporadici impulsi per la generazione).

Un grano molto corto produce un evento audio difficilmente riconducibile al segnale originale; dimensioni/lunghezze più rilassate possono facilitare il riconoscimento, fino a replicare, con opporture regolazioni di DENSITY e TEXTURE, il comportamento ottenibile con uno short/mid delay con una buona quantità di feedback.

Se l’intonazione del grano viene allontanata da quella del segnale originale (attraverso controllo di pannello PITCH – con escursione +/-2 ottave – o con tensione esterna 1V/Oct – ovviamente non attenuabile), il risultato audio può guadagnare fascino e caratteristiche inedite.

Dimensione e tessitura dei grani

Il comando SIZE definisce la durata, in millisecondi, dei grani ricavati dal segnale originale in base alla DENSITY (locale o pilotata a distanza con CV).

L’inviluppo, cioè l’articolazione di ampiezza, di ciascun grano è regolabile con il comando TEXTURE (in modalità locale o con CV esterno) facendo riferimento a diversi modelli raggiungibili lungo l’escursione del parametro stesso (square, triangle, Hann, progressivamente più morbidi e privi di transienti); un’articolazione brusca “rettangolare” conferisce al grano una qualità scoppiettante, un’articolazione progressiva o gaussiana rende il flusso audio più morbido. Se il parametro supera la posizione “ore 2”, entra in funzione un ulteriore valore di diffusione per sovrapposizione.

Come è facile immaginare, con valori estremi di DENSITY, SIZE e TEXTURE, l’effetto Riverrun è assicurato.

Da dove catturare il grano – parametro POSITION

Con POSITION, si decide da quale punto del buffer di registrazione (freezato o realtime) inizierà il procedimento di cattura dei grani; la variazione parametrica (locale o sotto CV esterno) ha poco senso se il segnale audio è indifferenziato (ecco perché, nelle fasi iniziali di studio del modulo, ha poco senso collegare al suo ingresso una semplice sinusoide non modulata…), ma diventa fondamentale quando il segnale audio abbia una sua storia e una sua evoluzione, ad esempio nel caso di un breve frammento parlato.

Condizione di FREEZE – far suonare il modulo senza segnali in ingresso

Inviando una tensione di Gate ON (o un CV costante di valore pari a 1 – ad esempio, l’uscita del Befaco A*B+C con il solo controllo C al massimo) alla porta FREEZE, si cattura l’audio in ingresso in un buffer che ne permette l’esecuzione differita incondizionata; la condizione di cattura del buffer audio non si azzera se il modulo – con il click destro contestuale – viene nuovamente inizializzato, ma ovviamente non sopravvive al cambio/reload di patch.

Allo stato attuale dello sviluppo (v. 0.3.1), mancano i parametri di Stereo Spread, Feedback Amount, Reverberation Amount e la possibilità di variare la qualità audio in densità e risoluzione. Allo stesso modo, non è possibile salvare quattro buffer Freeze indipendenti.

 

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META MODULATOR

È modellato sulle funzioni del modulo Mutable Instruments Warps, che concentra al suo interno storici modi di combinazione per i due segnali Carrier e Modulator. Come nella versione harwdare, è possibile contare su un Carrier interno (INT.OSC) in grado di generare sinusoide, triangolare o quadra a frequenza variabile localmente e pilotabile a distanza.

Percorso audio

Se non si usa il Carrier interno, i due segnali Carrier e Modulator (rispettivamente, 1 e 2) sono collegati ai due ingressi in basso a sinistra nel modulo e, dopo la combinazione operata con l’algoritmo scelto, sono presentati alla singola uscita combinata 1&2. In aggiunta, l’uscita AUX propone il segnale puro del Carrier (interno o esterno che sia) non processato.

Controlli

Le due regolazioni sui segnali prevedono la gestione dell’ampiezza (se ambedue i segnali provengono dall’esterno) o la rimappatura al controllo di pitch sul Carrier interno); come è facile immaginare, il grosso comando ALGORITHM cambia drasticamente il funzionamento del modulo e, in base all’algoritmo caricato, la regolazione di TIMBRE varia di significato.

I due livelli (o la frequenza Carrier interno e il livello Modulator esterno), la scelta dell’algoritmo e la posizione di TIMBRE possono essere controllati a distanza con quattro tensioni non scalabili localmente.

Algoritmi disponibili

A partire dalla disponibilità di due segnali, il modulo offre nove possibilità di loro combinazione:

  1. Crossfade; col controllo TIMBRE, si bilancia l’ascolto di Carrier e Modulator.
  2. Crossfolding; il modulo opera la somma di Carrier e Modulator e applica, in base al valore di TIMBRE, una quantità variabile di wavefoldin/waveshaping – ripiegamento della forma d’onda.
  3. Ring Modulation Diode; il comportamento dello storico circuito; C+M e C-M senza presenza dei segnali originali; TIMBRE aggiunge distorsione e clipping.
  4. Ring Modulation Digital; modulazione ad anello più “precisa”, ottenuta attraverso moltiplicazione emulata (come dichiarato nella manualistica M.I.) sul componente AD633. TIMBRE aggiunge gain boost e clipping.
  5. XOR Modulation; è ancora un’altra forma di modulazione ad anello ottenuta, economicamente, con l’operatore logico XOR e utilizzata largamente negli Anni 70 per processare le onde quadre prodotte da due oscillatori (ad esempio, dentro l’ARP Odyssey). TIMBRE seleziona i bit di segnale che vengono combinati XOR. Il segnale risultante può variare sensibilmente.
  6. Comparazione e Rettifica; con il controllo TIMBRE, si passano in rassegna diversi trattamenti di comparazione, sostituzione di valore e rettifica sul segnale Modulator.
  7. Vocoder 1-2-3; i tre algoritmi di vocoder trasferiscono il contenuto spettrale del segnale modulante sul segnale portante, tanto interno quanto esterno al modulo. Il comando TIMBRE altera le corrispondenze tra le 20 bande di analisi e le 20 bande di sintesi, spostando le formanti e variando in modo anche significativo l’effetto percepito. I tre algoritmi sono diversificati per la progressiva elongazione dei tempi di risposta/rilascio degli envelope follower, cioè dei circuiti che analizzano l’energia presente nelle diverse bande di analisi applicate al segnale modulante, per poi trasferirla alla rimodulazione realtime del contenuto armonico sul segnale portante. Quando TIMBRE è completamente in posizione oraria, l’analisi del segnale Modulator è congelata in Frozen Mode.

Questi tre algoritmi hanno senso “tradizionale” di vocoder quando, come modulante, viene utilizzato un segnale speech – un parlato, real time o registrato in precedenza – collegato alla porta Input 1 del modulo Fundamental Audio Interface; come è facile immaginare, “rendono meno” quando anche il modulante è un segnale sintetizzato ad andamento statico.

Se si usa come modulante una sinusoide pura, controllata in frequenza con un lento vibrato, il trattamento applicato al Carrier sarà un lento passaggio di frequenze che enfatizza ogni singola armonica presente all’interno di quest’ultimo.

 

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RESONATOR

È modellato sul M.I. RINGS, risonatore fortemente ispirato alle prestazioni del più grande Elements. Un risonatore è un elemento della catena audio che sovrappone a un segnale in transito caratteristiche timbriche riconducibili a precisi modelli acustici; in alcuni casi, come per il nostro modulo, invece di processare il segnale audio esterno, si può innescare l’emissione sonora inviando al circuito un impulso di Trig/Strum sufficientemente ripido.

Polifonia virtuale

Il circuito, come nella versione hardware, produce una, due o quattro note non indipendenti come articolazione, ma organizzate separatamente sulle uscite ODD e EVEN attraverso un raffinato meccanismo di spazializzazione/detune; in questo modo, le code di release possono sovrapporsi e il suono si apre con maggior attinenza a determinati modelli acustici. Il numero delle voci si sceglie con l’interruttore in alto a sinistra nel pannello comandi: quando si accende il LED di colore azzurro, c’è un’unica voce monoaurale; quando si accende il LED giallo, ci sono due voci in ping-pong sulle due uscite, accordate in quinta; con il LED rosso, ci sono quattro voci, due left e due right, con ancora maggior animazione nell’accordatura in quinta.

Modelli di risonatore

Ci sono tre tipi di comportamento selezionabili con l’interruttore in alto a destra nel pannello: Modal Resonator (LED blu), con significativo assorbimento energetico e decadimento veloce delle frequenze più acute (il legno è un esempio tipico); Sympathetic Strings (LED giallo) impiega filtri a pettine per generare vibrazioni di corde che interagiscono tra loro. Modulated/Inharmonic Strings (LED rosso) si basa sull’algoritmo di Karplus-Strong e produce corde pizzicate ampiamente personalizzabili in pizzico iniziale, dispersione armonica e coefficiente inarmonico.

Controlli

È possibile regolare l’intonazione del fenomeno audio con il parametro FREQUENCY, già predisposto per il controllo 1V/OCT e anche una tensione di controllo esterna attenuabile e invertibile.

La struttura armonica può essere alterata con STRUCTURE; il risultato varia a seconda del modello scelto anche se, in tutti i casi, l’intervento è concentrato sui rapporti di frequenza tra fondamentale e le diverse armoniche generate.

Come nei precedenti circuiti di modellazione fisica, BRIGTHNESS decide quanta energia deve girare nel segnale generato e DAMPING definisce lo smorzamento/filtraggio sulle armoniche acute.

 

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TIDAL MODULATOR

È l’incarnazione virtuale del modulo Tides Mutable Instruments. Come questo, condivide funzioni di modulatore transiente o ciclico e di generatore in banda audio; il suo funzionamento non è immediato, ma – una volta afferrati i pochi concetti importanti – risulta pressoché insostituibile all’interno del percorso di sintesi.

Da un punto di vista squisitamente teorico, l’unica differenza tra un generatore d’inviluppo e un oscillatore a bassa frequenza è il comportamento transiente (one shot) del primo e la ripetitività ciclica del secondo; se un circuito offre un inviluppo con loop (o un lfo con one shot), le differenze sono azzerate. Ancora, se un lfo viene fatto girare talmente velocemente da entrare in banda audio, le differenze tra lfo e oscillatore “tradizionale” si azzerano. Questi sono i due principi che governano il funzionamento del Tidal Modulator. A differenza di un circuito di generazione audio tradizionale, il Tidal interviene sulla forma d’onda/segnale generato agendo sulla curvatura dei segmenti di salita (rise) e discesa (fall) attraverso parametro SHAPE, sulla loro percentuale relativa all’interno del ciclo (con il parametro SLOPE ) e sul contenuto armonico – un’ulteriore variazione grafica (con il parametro SMOOTHNESS).

Comportamento one shot o ciclico

Con l’interruttore MODE (in alto a sinistra sul pannello), si sceglie il comportamento AD Envelope one shot (LED verde), ripetizione ciclica (LED spento), AR Envelope one shot (LED rosso).

Per far partire l’inviluppo AD o AR, è necessario collegare un impulso alla porta TRIG. In mancanza di sorgenti TRIG (nella v.0.3.1.), si può usare una tensione di GATE, sopportando il rimbalzo al Gate Off, o si può generare un impulso di Trig “modellandolo” con un cortissimo inviluppo ADSR ridotto al solo Decay e innescato dal Gate.

Se il TRIG rimane collegato anche quando Tidal lavora in banda audio, al segnale prodotto si somma un interessante transiente iniziale che può avere interessanti usi nella sintesi di percussioni analogiche.

Range e regolazione di frequenza nei modi ciclici

La velocità del Tidal Modulator corrisponde all’intonazione del segnale generato in banda audio o alla densità degli eventi di modulazione ciclica prodotti in banda sub audio. In tutti e due i casi, si interviene con il comando di pannello FREQUENCY (quattro ottave di escursione), con la tensione esterna 1V/OCT non attenuata, con la tensione FM attenuabile e/o invertibile.

In aggiunta, è possibile specificare tre range di frequenza indipendenti con il secondo interruttore a tre posizioni presente nel pannello comandi: low range (LED verde) da 20 minuti a 5 Hz; mid range (LED spento) da 0.05 a 300 Hz; hi range (LED rosso) da 8 a 10 kHz.

Selezione della forma d’onda (o dell’inviluppo)

Si lavora con il comando SHAPE, scegliendo tra sette possibili variazioni. Come è facile immaginare, la forma d’onda arrotondata ha un timbro morbido, che diventa più aspro mano mano che aumentano le increspature e i profili rigidi.

Schermata 2017-09-17 alle 12.57.39 Schermata 2017-09-17 alle 12.57.52 Schermata 2017-09-17 alle 12.58.04 Schermata 2017-09-17 alle 12.58.14 Schermata 2017-09-17 alle 12.58.25 Schermata 2017-09-17 alle 12.58.32 Schermata 2017-09-17 alle 12.58.40

Qui sopra, i sette profili di base, con SHAPE (vedi sotto) in posizione simmetrica.

Sullo SHAPE selezionato, si interviene con lo SLOPE, che deforma il ciclo privilegiando il segmento di salita RISE rispetto a quello di decadimento FALL; l’intervento assume valori diversi a seconda della forma d’onda/SHAPE selezionata.

Schermata 2017-09-17 alle 13.03.58 Schermata 2017-09-17 alle 13.04.05 Schermata 2017-09-17 alle 13.04.12

Qui sopra, il trattamento di SLOPE applicato a un’onda triangolare. (Il procedimento porta a risultati diversi – che devono essere sperimentati e controllati attraverso modulo Fundamental Scope – sulle due diverse uscite UNI(polare) e BIP(olare).

Schermata 2017-09-17 alle 13.05.16 Schermata 2017-09-17 alle 13.05.21 Schermata 2017-09-17 alle 13.05.33

Qui sopra, il trattamento di SLOPE applicato a un’onda sinusoide.

I tre parametri SHAPE, SLOPE e SMOOTHNESS sono controllabili a distanza con tensioni CV non attenuabili.

L’ampiezza del segnale (modulante o audio, indifferentemente) prodotto dal circuito è regolabile a distanza attraverso tensione collegata alla porta LEVEL; ovviamente, il segnale di controllo deve essere unipolare.

Sincronizzazione e inneschi

Quando Tidal Modulator è in comportamento transiente (inviluppo AD o AR), un impulso collegato all’ingresso TRIG fa partire la modulazione; se si sceglie il comportamento ciclico LFO, l’impulso resetta temporaneamente il ciclo e (alle alte frequenze), produce un thump con interessanti implicazioni timbrico percussive.

Un treno d’impulsi collegato alla porta CLOCK permette di sincronizzare il comportamento del Tidal Modulator su una velocità esterna – ad esempio, l’uscita GATES del SEQ-3.

Non è implementato il modo CLOCK/PLL della versione hardware.

Uscite disponibili

Il segnale elaborato è disponibile in formato 0/+1 alla porta UNI(polare) o in formato -1/+1 alla porta BIP(olare); tra i due trattamenti, ci sono significative differenze grafiche che devono essere sperimentate caso per caso.

Se necessario, si possono costruire eventi a staffetta prelevando la tensione “alta” emessa alla fine del segmento RISE sull’uscita HIGH TIDE e alla fine del segmento FALL sull’uscita LOW TIDE.

In condizioni di CPU aggravata, Tidal Modulator può lavorare come sorgente sonora “d’emergenza”.

 

 Schermata 2017-09-17 alle 13.28.37

MULTIPLES

Riproduce le tre sezioni operative presenti nel modulo Links Mutable Instruments; non deve esseree sottovalutato nella sua apparente semplicità.

Sezione superiore – Multiple

È un multiplo 1:3. Il segnale collegato all’ingresso viene reso disponibile sulle tre uscite marcate OUT. Può essere usato per mandare lo stesso segnale alle porte OUTPUT 1 e 2 della Core Audio Interface e anche al modulo Fundamental Scope, ma può tornare utile anche per distribuire nel sintetizzatore controlli 1V/OCT ai vari oscillatori e tensioni di Gate ai diversi inviluppi.

Sezione intermedia – Unity Gain Adder

I due segnali collegati agli ingressi superiori sono sommati tra loro e forniti alle due uscite inferiori. Detto in altro modo: gli ingressi A e B sono disponibili alle due uscite in formato A+B e A+B.

Sezione inferiore – Mixer

I tre segnali IN sono sommati tra loro e portati all’uscita OUT; nella versione hardware, ciascun segnale è scalato ad 1/3 del proprio valore iniziale per evitare clipping; qui, non c’è scalatura…

 

Schermata 2017-09-16 alle 17.55.25

UTILITIES

È il modulo Kinks Mutable Instruments, che contiene tre comportamenti indipendenti di rettificatore, somma logica e Sample & Hold.

Sezione superiore – Rettificatore

Il segnale alla porta IN è disponibile in versione full wave rectifier (con rovesciamento della parte negativa- uscita in basso a destra), positive rectifier (eliminazione della parte negativa – uscita in basso a sinistra) e inversione (uscita in alto a destra).

Sezione centrale – LOGIC

Può lavorare con una coppia di segnali analogici o di segnali digitali (nel primo caso, intendiamo segnali che hanno variazioni di valore continue e fluide; nel secondo, intendiamo segnali di controllo che hanno solo due stadi on o off, 0 o 1).

Lo stesso circuito può essere usato per ottenere:

  • Minimum Out per comparazione tra due segnali analogici o LOGIC AND tra due segnali logici (ad esempio, due Gate prodotti da tastiera e sequencer: l’inviluppo parte solo quando tutti e due sono attivi).
  • Maximum Out per comparazione tra due segnali analogici o LOGIC OR tra due segnali logici (o la prima o la seconda sorgente di clock fanno partire l’inviluppo).

Nell’ultimo caso, occorre ricordare che che in certe condizioni il comportamento OR è meno “utile” del più selettivo XOR…

Sezione inferiore – Sample & Hold con Noise Generator residente

Il Sample & Hold prende il segnale ricevuto alla porta IN, lo campiona quando riceve un impulso di TRIG e prolunga artificialmente il valore campionato (hold) fino al Trig successivo; il risultato dell’elaborazione è disponibile alla porta OUT.
Internamente, il modulo sfrutta una sorgente NOISE, disponibile alla porta dedicata, normalizzato all’ingresso del circuito.

Attenzione! L’ingresso TRIG vuole solamente un Trigger e non un Gate… per farlo funzionare, con la dotazione attuale (v.0.3.1), è necessario usare un ADSR per creare un impulso di decay molto corto, il più possibile simile a un Trigger, pilotato dal Gate “ufficiale” e “ingannare” il circuito del modulo S&H.

 

 Schermata 2017-09-17 alle 15.18.05

MIXER

Recupera le competenze messe a punto con lo Shades Mutable Instruments e offre tre canali di attenuazione indipendenti, ma combinabili.

Il comportamento dei tre regolatori è selezionabile tra semplice attenuazione 0/+1 o inversione-attenuazione -1/+1. In aggiunta, in assenza di segnali o tensioni ai tre ingressi, i regolatori diventano gestori/generatori di costante utilizzabile, previa scalatura, per agire su parametri significativi della struttura di sintesi. La costante generata ha valore 0 in a sinistra se si lavora unipolarmente o valore 0 in posizione centrale se si lavora bipolarmente.
Le uscite del modulo sono normalizzate tra loro: se non si collega l’uscita 1, OUT 2 contiene la somma di Out 1 + Out 2; se non si collega neanche l’uscita 2, OUT 3 contiene la somma di Out 1 + Out 2 + Out 3.

I LED segnalano in rosso valori inferiori allo 0 e in verde valori superiori allo zero.

 

Schermata 2017-09-17 alle 15.21.01

BERNOULLI GATE

La doppia porta di Bernoulli – il modulo Branches Mutable Instruments – permette di inviare un qualsiasi segnale IN all’uscita OUT A oppure all’uscita OUT B su decisionale imprevedibile ma influenzabile spostando il valore del potenziometro (o inviando una tensione di controllo esterna).

Quando il potenziometro è completamente antiorario, il segnale è ruotato solo su OUT A; in posizione completamente oraria, il segnale è ruotato su OUT B.

Inviando una tensione significativa all’ingresso di controllo, ciascuna sezione del modulo si comporta come un electronic switch 1:2 controllabile a distanza (peccato non avere anche la configurazione 2:1… sarebbe stata utilissima per costruire sequenze più lunghe di otto step).

In questo caso, quando la tensione è alta, il segnale in ingresso esce da OUT B, se la tensione è bassa il segnale esce da OUT A.

 

 Schermata 2017-09-17 alle 15.50.43

QUAD VC-POLARIZER

È la versione virtuale del Blinds Mutable Instruments. Contiene quattro sezioni identiche tra loro che possono lavorare come polarizzatore di tensione, o come moltiplicatore a quattro quadranti (quindi, ring modulation o amplificazione con inversione di polarità, a scelta, o – a seconda della tensione di controllo – amplificatore normale).

Come tradizione in questo tipo di modulo, i canali sono normalizzati internamente, quindi l’uscita del blocco 1 è presente nell’uscita del 2 se non la si preleva individualmente, e così via; in assenza di connessioni intermedie, dal blocco 4 escono i segnali 1+2+3+4.

Schermata 2017-09-17 alle 15.55.41

Ciascun blocco permette di scalare, invertire o modulare con una tensione esterna un qualsiasi segnale audio o di controllo. La modulazione di un segnale per l’altro avviene a quattro quadranti, cioè prendendo in considerazione tanto le componenti positive quanto quelle negative di tutti e due i segnali… in questo modo, A*B produce A+B e A-B in perfetto stile ring modulator.
Se, invece, il segnale di controllo è unipolare (cioè ha escursione compresa tra 0 e 1), ciascuna sezione si comporta da amplificatore tradizionale.

 

Schermata 2017-09-17 alle 16.00.16

QUAD VCA

È la versione virtuale del Veils Mutable Instruments.

Ciascun blocco operativo, la cui uscita è, come di consueto, normalizzata ai canali successivi, riceve un segnale audio o di controllo all’ingresso IN e lo moltiplica per la tensione di controllo ricevuta alla porta adiacente o per il valore impostato con il potenziometro di pannello 1 – 2 – 3 – 4.
Una regolazione addizionale permette, canale per canale, di personalizzare la risposta esponenziale o logaritmica del circuito (sono possibili infinite variazioni intermedie). Il LED di segnalazione si accende al passaggio del segnale.

In assenza di segnali esterni di controllo, il canale usa il potenziometro come generatore di costante “per l’ampiezza d’uscita” del segnale presente all’ingresso IN.

 

 

 

 

 

 

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