TOM OBERHEIM Two Voice Pro Synthesizer: qualche anticipazione

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Dopo il doppio naufragio di Oberheim (prima) e di Oberheim ECC (dopo), Tom Oberheim è passato attraverso il periodo di transizione Marion System per poi tornare finalmente alle proprie radici riproponendo lo storico modulo SEM- Synthesizer Expander Module tanto caro alla memoria dei musicisti elettronici di tutto il mondo. Da qualche tempo, hanno iniziato a filtrare in rete interessanti informazioni relative al futuro progetto della versione due voci che, non a caso, si chiama Two Voice Pro Synthesizer. Le righe che seguono sono quindi non una prova, ma una serie di hilights su quello che (si spera) potrà diventare il nuovo strumento bifonico targato Oberheim.

di Enrico Cosimi

Diciamo subito che, come ogni volta quanto c’è in ballo parecchio hardware (tastiera, wheel, case, eccetera) le cose diventano più complesse, di realizzazione meno immediata e di prezzo non sempre indolore; per il Two Voice Pro Synthesizer si parla di 3495 dollari americani – una cifra per certi versi superiore alla valutazione di un Two Voice vintage reperibile (più o meno avventurosamente) sul circuito ebay e simili, ma comprendente – per fortuna – nuove prestazioni relative ai versanti del MIDI e del minisequencer incorporato. Andiamo per ordine.

Lo strumento è costruito nel tradizionale cabinet a parallelepipedo, tagliato in diagonale per favorire l’accesso ai pannelli comando e alla tastiera; la tastiera  a tre ottave, bifonica  (sensibile alla dinamica ed al channel aftertouch), ed è coadiuata da due wheel dedicata alla trasmissione di bend e modulation; il voltaggio di tastiera può essere trasposto +/-2 ottave rispetto all’intonazione nominale.  Nello strumento, oltre ai due moduli SEM tradizionali, trova posto il nuovo modulo Mini Sequencer e il modulo Sem Outputs. Sulla fascia alta della plancia comandi, sono state alloggiate tutte le connessioni analogiche per l’accesso diretto al controllo delle funzionalità di sintesi.

Ciascun modulo SEM, alla base della struttura di sintesi, comprende due oscillatori analogici, in grado di generare onde rampa e impulsiva a simmetria variabile; la frequenza è regolabile non più con il dual concentric pot, ma con due potenziometri indipendenti per fine e coarse tuning; il segnale dei due oscillatori raggiunge – con due mixer dedicati alle forme d’onda – il filtro state variable Oberheim, che può lavorare in modalità high, band, notch e low pass; il comportamento band pass è abilitato con un interruttore separato di pannello;  dal filtro, il segnale passa nell’amplificatore controllato in tensione e, da questo, raggiunge l’uscita del modulo.

I controlli sono forniti da un LFO con onda triangolare (applicabile con dosaggi separati sulle frequenze di oscillatori e filtro o alle simmetrie delle onde impulsive) e da una coppia di inviluppi A, D/R, S dedicati a filtro e amplificatore.  Fino a qui le prestazioni del modulo SEM che, per quanto realizzato in tecnologia SMD – a differenza delle vecchie strutture in macro componentistica discreta – mantiene ampia compatibilità elettrica, meccanica e funzionale con le vecchie apparecchiature.

Comune alle due unità di sintesi, il generatore di Vibrato LFO è dislocato nella plancia a sinistra della tastiera ed offre velocità ed amount regolabili indipendentemente; nella stessa posizione di pannello, è dislocata la coppia di controlli relativi al fine tune generale e al VCO 2 detune offset.

Il Mini Sequencer è stato invece espanso a 16 step lineari, contro gli 8 più 8 di prima e può essere organizzato per la programmazione di sequenze lunghe da 1 a 16 step con quantità variabile. La posizione fisica dei sedici potenziometri è memorizzata in una flash rom che può alloggiare fino a 99 sequenze richiamabili con selettori dedicati. Due sequenze, A e B, possono essere richiamate ed eseguite autonomamente, indirizzandole – come è facile immaginare – al controllo simultaneo dei due moduli SEM presenti nello strumento. In alternativa, il musicista può utilizzare un SEM per il playback delle sequenze e l’altro SEM per il fraseggio di tastiera. Ciascuna sequenza può sfruttare quattro percentuali diverse di ratcheting, cioè di velocità multiple sullo step con cui realizzare rimbalzi e incastri timbrici; allo stesso modo, la percentuale di Gate è regolabile con continuità tra le massime espressioni di legato e staccato.

Le 99 sequenze precedentemente programmate possono essere contatenate in song, sfruttando per ogni song step valori indipendenti di sequenza, trasposizione e numero di ripetizioni; il sequencer è sincronizzabile al clock MIDI.

Come da tradizione Oberheim, il modulo Mini Sequencer ospita un sotto comportamento Sample & Hold applicabile come sorgente di modulazione su due CV Out separati, ciascuno dei quali dotato di LAG regolabile indipendentemente.

L’interfaccia MIDI interna prevede la selezione del canale di ricezione/Trasmissione. La tastiera ed i controller sono configurabili nei valori di bend range, nella logica di assegnazione voci unison/split, nel comportamento retrigger, nel routing della key velocity e della channel pressure.

Il segnale generato dai due moduli SEM è regolabile indipendentemente per livello e posizione panpot sull’uscita stereo.

 

Se non vi sentite a vostro agio con la bifonia, se due sole voci vi sembrano poche, potrete consolarvi con SO4V, cioè con Son Of 4 Voice Polyphonic Synthesizer:.. in questo caso, i moduli SEM saranno quattro, coadiuvati dalla riedizione 2012 del classico Programmer Panel in stile Oberheim. In aggiunta alle antiche funzionalità di controllo frequenza, cutoff, inviluppo, sono forniti due oscillatori LFO indipendenti, sincronizzabili MIDI, con forme d’onda multiple, una coppia di ADSR completi programmabili, portamento polifonico con comportamento lineare o esponenziale, noise generator su filter input 1, generatore di A 400 per tuning reference, mix e pan indipendenti per ciascuna voce.

Attenzione! Come nelle vecchie macchine Four Voice o Eight Voice, alcuni parametri fondamentali rimangono fuori dalla programmazione: non è possibile documentare lo stato della resonance, il modo del filtro o la simmetria dell’onda impulsiva. Come nelle vecchie macchine, infine, non è possibile memorizzare quattro suoni indipendenti simultaneamente per il funzionamento quadritimbrico.

Tanto nella versione a 2 o a 4 voci, se sono rose…

L’importatore italiano è Scolopendra di Bologna.

 

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Comments (2)

  • Claudio Bertoncini

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    E’ di una bellezza incredibile! Il costo è elevato, certo (poi bisognerà capire se sul mercato italiano arriverà a 2700 euro, come da cambio, oppure a 3495 euro…) però il prodotto è eccezionale. Ho già sentito dire che con quei soldi ci si compra un Voyager, il ché è vero! Però se lo confrontiamo con un Old School, visto che non ci sono memorie MIDI, il confronto depone a favore dell’Oberheim, almeno per la dotazione di oscillatori, sequencer e bi-timbricità. Insomma: mica male!

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  • Enrico Cosimi

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    ci sono diverse cose da tenere d’occhio, purtroppo:

    a) ho il sospetto che, come per altre apparecchiature analoghe importate in Italia, alla fine sulla tasca dell’utente (tra una cosa e l’altra) è come se il dollaro fosse cambiato in parità con l’euro, quindi il 4 voice rischia di costare 4000 euro….

    b) la memorizzazione dei parametri è MOLTO parziale nel 4 voice: niente resonance e, se non ricordo male, neanche il modo del filtro, insomma non è un sistema di patch recall paragonabile a quello che ci aspettiamo normalmente nel 2012…

    c) alla fine, costi alla mano, ho il sospetto che il Two Voice, con il sequencerino on board, possa essere più sfizioso e immediato

    comunque, staremo a vedere!!!! :-)

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