Roland System-8 PLUG-OUT Synthesizer

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Comunicato alla massa degli utenti attraverso un sapiente, ancorchè prevedibile, meccanismo di spolier and leaking, è ora ufficiale il lancio del nuovo System-8 PLUG-OUT Synthesizer targato Roland.

Di Enrico Cosimi

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Per chi si fosse messo in ascolto solo oggi, ricordiamo che PLUG-OUT è l’architettura Roland che permette di caricare entro un hardware generico, uno o più “programmi di espansione” dedicati alla riproduzione fedele di iconici modelli timbrici del prestigioso marchio giapponese. Insomma, come i Plug-In sono ospitati all’interno di una DAW; i Plug-Out sono caricabili all’interno di un “sintetizzatore ospite hardware”. Il tutto è stato inaugurato con un precedente modello System-1 che offriva un’interfaccia utente dettagliata ma generica, personalizzabile – a colpi di retro illuminazione verde acido – in base, appunto, al PLUG-OUT caricato. Nel vecchio sistema, c’era un solo caricamento e il passaggio da un sistema all’altro era laborioso; nel nuovo System-8, ci sono tre slot personalizzabili (ad oggi, è attivo e in dotazione il PLUG-OUT Jupiter 8 e lo sarà presto quello dedicato al Juno-106); di più, il passaggio tra P.O. 1, 2 o 3 è indolore e non precede transizioni per i cicli di accensione/spegnimento.

 

In breve, queste le caratteristiche operative del nuovo sintetizzatore: tecnologia ACB, tastiera 49 tasti full size, filtro multimodo indirizzabile (compreso il raffinato algoritmo Side-Band già sperimentato nel V-Synth), interfaccia utente ricca di controlli dedicati, Step Sequencer polifonico, Arpeggiatore, Vocoder, Chord Memory, uscita UB, uscita CV/Gate. Interessa l’articolo?

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La polifonia dichiarata è pari a 8 voci, con tre oscillatori (due main e un sub) gestibili diversamente a seconda del PLUG-OUT utilizzato (per ora, si parla di Jupiter-8, Juno-106 nel 2017, SH-2, SH-101, Promars, eccetera, a seguire). Il motore di Step Sequencer copre 64 passi, con polifonia accettata in caricamento e Motion Recorder integrato per i comandi di pannello. L’Arpeggio ha diversi menu di personalizzazione.

 

LFO

  • Variation: 1 (Single LFO), 2 (Dual LFO), 3 (Resonanced Pulse LFO)
  • Waveform:
  • VARIATION 1: SINE, TRIANGLE, SAW, SQUARE, Sample&Hold, Random
  • VARIATION 2: 6 types
  • VARIATION 3: 6 types
  • Knobs: FADE TIME, RATE, PITCH, FILTER, AMP
  • Controllers: KEY TRIGGER, TRIGGER ENVELOPE

OSCILLATOR 1

  • Variation: 1, 2
  • Waveform:
  • VARIATION 1: SAW, SQUARE, TRIANGLE, SAW2, SQUARE2, TRIANGLE2
  • VARIATION 2: 6 types
  • Knobs: COLOR, MODULATION Source (MANUAL, LFO, P.ENV, F.ENV, A.ENV, OSC 3), OCTAVE (64, 32, 16, 8, 4, 2), COARSE TUNE, FINE TUNE
  • Modulation: CROSS Modulator

OSCILLATOR 2

  • Variation: 1, 2
  • Waveform:
  • VARIATION 1: SAW, SQUARE, TRIANGLE, SAW2, SQUARE2, TRIANGLE2
  • VARIATION 2: 6 types
  • Knobs: COLOR, MODULATION Source (MANUAL, LFO, P.ENV, F.ENV, A.ENV, OSC 3), OCTAVE (64, 32, 16, 8, 4, 2), COARSE TUNE, FINE TUNE
  • Modulation: RING Modulator, Oscillator SYNC

OSCILLATOR 3/SUB OSC

  • Variation: 1, 2
  • Waveform: SINE (-2 octave), SINE (-1 octave), SINE, TRIANGLE、TRIANGLE (-1 octave)、TRIANGLE (-2 octave)
  • Knobs: COLOR, TUNE

MIXER

  • Level: OSC 1, OSC 2, OSC 3/SUB OSC, NOISE
  • Noise: WHITE Noise/PINK Noise

PITCH ENVELOPE

  • Knob: ENVELOPE Depth
  • Envelope: ATTACK Time, DECAY Time

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FILTER

  • Variation: 1, 2
  • Filter Type:
  • VARIATION 1: LPF (-24 dB), LPF (-18 dB), LPF (-12 dB), HPF (-12 dB), HPF (-18 dB), HPF (-24 dB)
  • VARIATION 2: 6 types
  • Knobs: CUTOFF, RESONANCE, VELOCITY SENS, ENVELOPE Depth, KEY Follow, HPF CUTOFF
  • Envelope: ATTACK Time, DECAY Time, SUSTAIN LEVEL, RELEASE Time

AMPLIFIER

  • Knobs: VELOCITY SENS, TONE, LEVEL
  • Envelope: ATTACK Time, DECAY Time, SUSTAIN LEVEL, RELEASE Time

EFFECTS

  • Type: OVER DRIVE, DISTORTION, METAL, FUZZ, CRUSHER, PHASER
  • Knobs: TONE, DEPTH
  • Type: DELAY, PANNING DELAY, CHORUS 1, CHORUS 2, FLANGER, DELAY + CHORUS
  • Knobs: TIME, LEVEL
  • Type: AMBIENCE, ROOM, HALL 1, HALL 2, PLATE, MODULATION
  • Knobs: TIME, LEVEL

OTHER

  • Knobs: PORTAMENTO, TEMPO
  • Controller: LEGATO, TEMPO SYNC
  • Key Mode: MONO/UNISON/POLY
  • VOLUME, INPUT volume, ARPEGGIO, CHORD MEMORY, VOCODER, KEYHOLD, VELOCITY OFF, TRANSPOSE, OCTAVE

STEP SEQUENCER

  • Track
  • 1 per Patch (step pattern is saved as a patch)
  • 1 – 64 steps
  • Step recording, Realtime recording
  • SCALE, PLAY MODE, GATE, SHUFFLE, FIRST STEP, LAST STEP

CONTROLLER

  • Pitch bend and modulation lever, BEND SENS PITCH, BEND SENS FILTER, MOD SENS PITCH, MOD SENS FILTER

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CONNECTORS

  • PHONES jack: Stereo 1/4-inch phone type
  • OUTPUT (L/MONO, R) jacks: 1/4-inch TRS phone type
  • INPUT (L/MONO, R) jacks: 1/4-inch phone type
  • CV/GATE OUTPUT jacks: Miniature phone type
  • (CV: This jack supports OCT/V (Hz/V is not supported). GATE: This jack outputs +10 V.)
  • TRIGGER IN jack: Miniature phone type
  • PEDAL (HOLD, CONTROL) jacks: 1/4-inch phone type
  • MIDI (IN, OUT) connectors
  • USB port: USB type B (Audio/MIDI)
  • DC IN jack

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Comments (13)

  • Gabriele

    |

    Roland continua a buttare fuori macchine molto interessanti ma quei keybed giocattolo che ci montano mi mettono un nervoso….

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  • Cactusound

    |

    Roland merita il premio “azienda controcorrente” del momento.
    Il popolo chiede a gran voce analogici e loro invece insistono con la loro politica di software venduto come hardware (la serie Boutique è “scandalosamente” un VSTi esterno a 44.1khz con (micro) controller dedicati).
    Magari alla lunga va a finire che hanno ragione loro, boh… ma sinceramente non vedo cosa ci sia di più in questi plugout rispetto i già esistenti vistual-analog su DSP come Access, Sonic|Core, Korg, Nord, ecc. L’unico che ha veramente un senso, a mio modesto avviso, è la versione rack x modulare Aria System-1m.
    Per fortuna che ci sta pensando Behringer a rifare una sorta di Juno 60. E a che prezzo!
    Se avessero fatto il 303 analogico ne vendevano a vagonate. (per quanto ormai quel genere comincia ad avere 20-30 anni…)
    Intanto korg gongola con i profitti. E noi perché finalmente il mercato del vintage si sta ridimensionando un poco.
    Un boo alla solita Moog che rifa (finalmente) il Mini a un prezzo però pari quasi al vintage.

    Reply

    • Marco M.

      |

      Tutto vero, anche se non trovo particolarmente scandaloso un software venduto come hardware. In fin dei conti anche la serie Reface con la stessa filosofia punta allo stesso mercato. Eppure a livello sonoro preferirei comunque un Reface o un Boutique ad un Microkorg, che con la sua architettura a 16 bit ha comunque tenuto in mano il mercato VA di fascia bassa per anni. Diverso il discorso per questo system-8 che, nonostante l’incredibile potenza di fuoco, ha comunque molta concorrenza.
      Un altro dettaglio ambiguo è che la seconda infornata di Boutique è a 96khz come il resto della serie Aira e il VP-03 ha sei voci di polifonia invece dei canonici 44.1khz a quattro voci. Puntano di più su questi?

      Quello che trovo davvero incredibile è la riedizione digitale della TB a quel prezzo. Oltre al valore ‘boutique’ davvero non capisco come possa avere mercato considerando i prezzi correnti dei cloni analogici.

      Per il resto c’è sempre il system 500 per la nostalgia analogica targata Roland. E i prezzi, ovviamente, salgono. Stesso discorso per il Minimoog, avrà il prezzo del vintage ma è pur sempre nuovo.

      Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    non credere che il mercato sia pronto a ricevere tutto questo analogico di fascia alta..

    allo stesso modo, non pensare che il vintage possa essere in qualche modo ridimensionato, nei prezzi, da queste riedizioni; il korg ms-20 avrà perso si e no 150 euro sulle quotazioni nel passaggio pre/post riedizione contemporanea… 😉

    Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    allo stesso modo, per costruire roba analogica come si faceva un tempo, devi essere pronto a far pagare cifre “come quelle di una volta”, l’esempio moog è perfetto da questo punto di vista, tanto per il model d che per i tre modulari

    Reply

    • Cactusound

      |

      Sì, in effetti è così, forse ho espresso male, intendevo piuttosto che chi anche solo 5 anni fa desiderava un Odyssey o un MS-20, e qualcosa di simile a un Juno, doveva aspettarsi un salasso oltre che pregare di trovarne buoni sul mercato.
      Per quanto riguarda invece il Moog, credo che oggi si possa comunque automatizzare il processo di assemblaggio con robot, ottenendo comunque un suono simile o addirittura identico al vecchio. Io credo invece che la scelta di fare a mano (e pubblicizzarla) faccia parte del progetto “vendere emozioni e non solo suoni”. Una scelta aziendale che non si può cmq biasimare. Ma mi attendo prima o poi un clone Mini a un prezzo (non) umano :)
      Già ho visto dei tentativi, Crowminius e il vecchio Studio Electronics

      Reply

  • Manfred

    |

    Professore salve,
    leggendo le Sue recensioni ed uletriori informazioni sul sito Roland, nonho capito se la tastiera del synth in questione ha possibilità di split e/o layer.
    Grazie mille anticipatamente

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      dovrebbe… ma, per sicurezza, conviene scaricarsi il manuale pdf (quando disponibile) e controllare dettagliatamente.

      Reply

  • lello caliendo

    |

    Enrico sei un grande

    Reply

  • Davide

    |

    Ciao Enrico! Volevo sapere una cosa, come suona questo System8 a tuo parere? seconda domanda: e’ un synth con il quale e’ possibile ricercare qualche sonorità nuova, oppure il fatto che emuli macchine fel passato mi inchioda a sonorità retro?

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      beh, è sempre un polifonico in sintesi sottrattiva… tanto rivoluzionario timbricamente NON potrà essere – se lo fosse, la gente non lo comprerebbe: sperano tutti che suoni come le vecchie e costose macchine analogiche del passato

      Reply

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