Roland JD-XA: ciò che è indispensabile sapere – Prima parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Complice la squisita cortesia di Roland Italy (con la dinamica disponibilità di Max Fattori/Roland Europe e Giovanni Mangione/Roland South Europe), abbiamo a tiro un raro esemplare di Roland JD-XA crossover synthesizer; in attesa di approfondire verticalmente il funzionamento della macchina, dipanandolo in una serie di articoli qui su Audio Central, mettiamo a fuoco le conoscenze indispensabili, tutto quello – insomma – che non può essere ignorato prima di affrontare un prodotto che, insieme agli altri dell’infornata 2015, sembra destinato a riportare alla grande il nome Roland in prima fila nel settore dei sintetizzatori e della produzione elettronica.

Di Enrico Cosimi

Schermata 07-2457207 alle 18.25.26

Roland JD-XA è uno strumento oculatamente ibrido: al suo interno, trova posto tecnologia analogica di generazione audio e, in parallelo, tecnologia digitale organizzata con lo stesso scopo; il musicista, quindi, siede al centro di due mondi (digitale e analogico) che può usare in alternativa, in sovrapposizione split/layer o in crossover –  e questa è una delle cose interessanti… – facendo confluire, per dire, l’uscita della voci digital all’interno dei filtri analog o usando i segnali digital per modulare parametri significativi della sezione analog. Non è tutto: c’è un sequencer a sedici parti, otto delle quali lavorano con altrettante sezioni interne (4 Analog e 4 Digital, con diversa dotazione di polifonia) mentre le rimanenti otto escono sul mondo esterno attraverso connettore MIDI o USB. In aggiunta, due tracce/canale MIDI possono essere ruotati al controllo di apparecchiature vintage, dopo essere state convertite in CV Out e Gate Out. In egual misura, sono supportati MIDI Over USB e Audio Over USB. La dotazione di pannello, nero glossy (attenti alle ditate…) evidenziato in un indimenticabile rosso squillante, è logicamente organizzata per facilitare l’uso dell’apparecchio anche ai meno esperti.

Schermata 07-2457207 alle 21.51.40

La struttura

E’ la cosa più impegnativa da capire, ma dopo aver dato un’occhiata allo schema a blocchi, le cose potrebbero migliorare. Partiamo da…

 

Schermata 07-2457207 alle 21.55.11

Digital Section D1, D2, D3, D4

La sezione digitale è costruita attorno a quattro parti timbriche in tecnologia SuperNatural (compatibile con la sound library sviluppata per Integra a livello di motore virtual analog e basta… non vi venga in mente di mandare in pensione il modulo Integra). Ciascuna delle quattro parti D1, D2, D3 e D4 può essere accesa On/Off per il funzionamento, richiamata in Select per l’editing di pannello.

Ci sono sessantaquattro voci di polifonia Digital a disposizione, che sono allocate dinamicamente in base alle richieste ricevute attraverso tastiera, sequencer di bordo, porta MIDI e porta USB (non c’è voice reserve: chi prima arriva, prima si pappa le voci).

Ogni voce Digital è articolata su tre livelli Layer indipendenti (da questo punto di vista, chi ha fatto esperienza con il vecchio GAIA potrebbe trovarsi a proprio agio); ciascun Layer ha il proprio tasto di accensione On/Off e quello di richiamo Select, con il quale sintonizzare il pannello comandi.

I tasti di accensione/selezione hanno un codice colore facile da afferrare: tasto On spento = parte disabilitata; tasto On rosso = parte accesa e pronta all’uso; tasto On che lampeggia in verde = visualizzazione dell’attività MIDI (e non solo); tasto Select spento = parte o layer non selezionato; tasto Select blu = parte selezionata per l’editing di pannello e di display. 

E’ possibile selezionare e accendere simultaneamente tutti e tre i layer per editing comuni (ad esempio, per aprire tutti e tre i filtri). E’ possibile selezionare e accendere tutte e quattro le parti Digital (ad esempio, per influenzare in un colpo solo le 3 x 4 = 12 componenti di suono attivabili ogni volta che si preme una nota sulla tastiera). 

Ciascun Layer comprende:  un generatore Digital OSC, un Digital Filter sdoppiato in MultiMode e High Pass, un Amplifier. Per le modulazioni, ci sono due LFO su Pitch, PWM, Cutoff, Amplitude, un Filter Envelope, un Pitch Envelope, un Amplifier Envelope.

L’uscita del Digital Oscillator Layer 2 è combinata in Ring Modulation con il segnale del Digital Oscillator Layer 1.

Una volta bilanciati i livelli di uscita dei Layer 1, 2 e 3, il segnale raggiunge il processore d’effetto MFX (sessantasette algoritmi selezionabili ed editabili da display) e il circuito Part EQ (tre tagli, con medi parametrici e low/high semi parametrici). Le quattro parti Digital D1, D2, D3 e D4 hanno quindi quattro processori MFX e quattro Part EQ indipendenti.

I segnali in uscita viaggiano verso il resto della sezione effetti, ne parleremo in seguito, ma – ed ecco perché siamo partiti con la descrizione delle quattro sezioni Dgital, è possibile prelevare il segnale digitale e usarlo in modalità Crossover inviandolo all’ingresso AUX del Pre Filter Mixer presente negli slot analogici. 

Chiaro che, a questo punto, occorre parlare delle…

 

Schermata 07-2457207 alle 21.56.46

Analog Section A1, A2, A3, A4

Quattro sezioni analogiche A1, A2, A3, A4 monofoniche. Il musicista può accenderle individualmente On/Off, può selezionarle Select una alla volta o più di una. Come per la precedente sezione Digital, vale lo stesso codice colore (nero = spento; blu = selezionato; rosso = acceso; verde = in esecuzione).

Quattro parti analogiche monofoniche, come confermeranno gli utenti di Analog 4 e Analog Keys, possono diventare un polifonico monotimbrico a quattro voci. Basta schiacciare il tasto Poly Stack e JD-XA “copia” le regolazioni della parte Analog selezionata imponendola alle altre quattro; in questo modo, si raggiunge la quadrifonia analogica desiderata. Ma cosa c’è dentro ciascuna parte Analog? E’ presto detto.

Ciascuna parte è composta da due oscillatori OSC 1 e OSC 2, con Hard Sync, Cross Mod e Ring Mod; un terzo segnale Aux può essere selezionato scegliendo tra Pink Noise, White Noise, Digital Part Output (eh eh eh) o Microphone.

Il bilanciamento mixato dei tre segnali raggiunge un modulo Drive e, da questo, entra nel filtro Analog Multimode; secondo le migliori tradizioni Roland, dal primo filtro si passa allo stadio HPF High Pass non risonante e poi si arriva all’Amplifier.

Le modulazioni sono fornite da una coppia di LFO indirizzabili su Pitch, PWM, Cutoff, Amplitude, un Pitch Envelope, un Filter Envelope e un Amplifier Envelope.

L’uscita della sezione Analog è disponibile – in monoauralità – sul connettore dedicato Analog Out saltando a piedi pari tutti i trattamenti FX digitali dell’apparecchio. Il musicista può decidere se eliminare dal Main Out il segnale Analog quando lo preleva alla porta dedicata o lasciarlo anche sull’uscita stereo complessiva.

Torniamo all’Amplifier che conclude il percorso audio Analog: da questo, il segnale di ciascuna parte A1, A2, A3 e A4 entra nel proprio processore MFX dedicato e nell’altrettanto dedicata sezione di Parte EQ. (con queste, sono otto unità MFX e otto unità Part EQ che lavorano, simultaneamente, sugli otto blocchi timbrici del JD-XA).

 

Schermata 07-2457207 alle 18.25.04

Il trattamento delle otto parti timbriche

Opportunamente livellate attraverso Amplifier Level Control, gli otto segnali generati possono raggiungere la catena di effetti o, in alternativa, essere usati come Carrier per il Vocoder di bordo. Nel secondo caso, forniranno intonazione e pasta sonora al segnale Modulator desunto dall’ngresso microfonico catturato da JD-XA; nel secondo procederanno verso la catena effetti complessiva, che è articolata in:

  • Reverb, regolabile da display nei parametri più significativi e, da pannello, nel rapporto wet/dry.
  • TFX1 e TFX2; due processori in cascata, che – da pannello –  offrono 28 algoritmi liberamente selezionabili, regolabili nel parametro principale e attivabili indipendentemente. L’editing più approfondito è demandato al display alfanumerico.
  • Delay; fino a 1300 msec, editabile da display.
  • Master EQ: tre tagli di intervento, con medi parametrici e low/high semi parametrici.

Fermiamoci un momento, perchè insieme alle 4 parti Analog e alle quattro parti Digital, al modulo di uscita finale, arriva anche il segnale acquisito attraverso…

 

Mic Input

JD-XA è dotato di un ingresso microfonico con connettore Combi XLR+TRS che può essere usato per acquisire segnali dall’esterno. Dopo aver regolato il volume in ingresso (non c’è phantom power, quindi dovrete usare prevalentemente microfoni dinamici…), si decide cosa fare con il segnale:

  • processare il segnale microfonico nel filtro analogico;
  • usare il segnale microfonico come modulante per il Vocoder di bordo;
  • estrarre dal segnale microfonico un controllo di envelope follower, con il quale modulare le destinazioni selezionate;
  • andare direttamente nel riverbero dedicato e, da questo, raggiungere l’uscita generale dello strumento.

Il segnale del microfono passa attraverso un Noise Gate dedicato, regolabile in accensione, Threshold e Release Time; la riverberazione dedicata può sfruttare sei algoritmi di riverbero veri e propri, un algoritmo di delay e uno di pan delay; ci sono regolazioni di time e level.

Il Vocoder è molto “blindato” nei parametri e consente solo di selezionare una velocità di risposta reattiva o letargica (in quattro incrementi diversi) e regolare il livello del segnale Carrier. Tutto il resto è preconfigurato e non modificabile; sia come sia, funziona alla grande e non ha bisogno di altri ritocchi. Ce ne fossero, di vocoder così…

Il segnale audio ricevuto sul Main Stereo Bus (le quattro parti digitali, le quattro parti analogiche, il microfono con o senza effetti) è disponibile anche in formato digitale per la trasmissione Audio over USB.

Solo il segnale delle quattro parti analogiche, senza effetti che non siano i quattro MFX di parte e i quattro blocchi Part EQ è disponibile all’uscita mono aurale Analog Dry Out.

 

Schermata 07-2457207 alle 18.24.51

Tutto qui? No, occorre fare i conti con:

  • lo Step Sequencer di bordo a 16 parti (otto interne e otto MIDI);
  • l’organizzazione di pannello;
  • la struttura di tastiera e dei controller indirizzabili;
  • la dotazione di connessioni, comprese le ghiotte porte Out CV1, CV2, Gate1, Gate2;
  • la gestione delle porte USB per lo scarico dati.

Ma, per tutto questo, avremo a disposizione una seconda “puntata preliminare”.

Stay tuned.

Post Scriptum: lo schema a blocchi generale dello strumento, che apre l’articolo è presente nel manuale preliminare pdf dell’apparecchio, ma è spezzato in due pagine separate. Per facilitarne la comprensione, abbiamo pazientemente riunito tutte le sezioni a colpi di editor grafico, raggiungendo un file di dimensioni imponenti. Talmente imponenti da dover essere drasticamente ridotto nella gabbia di 700 punti concessa dall’architettura di Audio Central Magazine. Se pensate che vi possa fare comodo, dietro richiesta – preparate banconote usate e di piccolo taglio, con numeri seriali non consecutivi… – possiamo inviare il file grafico “grande” così elaborato.  Magari, può essere utile per afferrare, in un colpo d’occhio, la struttura generale del JD-XA…

Tags: , , , ,

Comments (7)

  • mike

    |

    CIAO A TUTTI… COMPLIMENTI PER IL SITO…vorrei acquistare il mio primo synth. JD-XI di Roland (la versione bonsai del JD-XA qui descritto) mi sembrava una buona macchina. Del JD-XI apprezzo il fatto che c’è anche un oscillatore analogico, il fatto che c’è il drum kit con sequencer e queste due caratteristiche mi garbano perché penso potrebbero darmi la possibilità di suonare in autonomia e farmi dei pezzi miei senza bisogno di altri strumenti. Navigando su audiocentralmagazine ho visto recensioni entusiastiche su novation mininova… del mininova mi garba il prezzo( aspetto di primaria importanza) le facile trasportabilità e il fatto di poter gestire i suoni anche col pc… questo però mi sembra uno strumento che dia meno autonomia e quindi forse lo userei di più per suonare nella mia band (suono il basso) ma sarei più limitato nella produzione autonoma…
    inoltre mmi sembra che i suoni del mininova si possano effettare e modificare con più fantasia e flessibilità rispetto al JDXI che mi sembra sia più “rigido” insomma meno versatile e con meno potenziometri dedicati ai suoni e fx…
    voi che ne pensate?… li avete provati?… avete altri suggerimenti per il primo synth? che ne pensate del microkorg?

    Grazie a tutti quelli che mi aiuteranno

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      io prenderei il jd-xi, che mi sembra più “indipendente” dal pc di quanto non possa risultare in pratica il mininova; il microkorg è un progetto MOLTO vecchio… magari, puoi prenderne uno di seconda mano, più avanti…

      Reply

  • Cristian

    |

    Ciao.
    Volevo chiedere se il Mic Input (a dispetto del nome) può ricevere anche segnali di linea.
    Grazie.

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      sicuramente; si tratta solo di stare attenti ai livelli…

      Reply

  • Salvatore

    |

    Enrico, eccomi a “disturbarla” nuovamente! Ma spero che non sia così! Mi è sembrato di capire che del jd xi Lei sia entusiasta! È un azzardo considerare tale “macchina” l’erede delle mitiche groovebox o più un’evoluzione della eg 101? E soprattutto, può “pilotare” via midi il jp08? I suoni sembrano di buona fattura! Drum machine incorporata, insomma, da` l’impressione di essere completa! Cosa può dirmi? Un saluto!

    Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    l’entusiasmo, come l’articolo, sono datati 2015… in un epoca tecnologica come la nostra, due anni sono un tempo lunghissimo per pretendere costanza e immutabilità nelle valutazioni. Diciamo che, nel 2015, il meccanismo della JD era molto interessante, con l’accoppiamento di analogico + digitale, il sequencer e gli effetti; oggi, la stessa Roland ha messo in cantiere macchine altrettanto interessanti, ancorché esclusivamente digitali (penso al System-8), quindi le cose vanno sicuramente ridimensionate e rivalutate. Per certo, QUALSIASI TASTIERA dotata di MIDI OUT può essere usata per pilotare il JP08 😉

    Reply

  • Salvatore

    |

    Ha perfettamente ragione! Perdoni la mia disattenzione! Si va avanti! E`così in tutti i settori! Certo, la scelta di un’apparecchiatura per creare ritmi e melodie oggigiorno è davvero complicata, il mercato è a dir poco saturo! C’è troppa roba, non so se concorda! Io da appassionato di musica elettronica devo ammettere che non è facile scegliere! Se ha da darmi qualche consiglio, non mi offendo! La saluto e buona serata!

    Reply

Leave a comment

Inserisci il numero mancante: *