Quattro passi con il Buchla Skylab 200e

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Dopo un periodo di relativa instabilità operativa  – culminato con un pressoché completo cambio di teste pensanti – Buchla è tornato saldamente in sella e ha ripreso la produzione full quality del prestigioso sistema 200e, uno dei pochi, se non l’unico modulare che permetta la memorizzazione di configurazioni per l’impiego live non convenzionale. Grazie alla disponibilità di un fortunato possessore – che unisce squisita musicalità a generosa disponibilità – siamo riusciti a mettere velocemente e in condizioni di fortuna sopra il piccolo, ma denso, sistema Skylab. Quello che segue è una semplice panoramica, cui più avanti (speriamo) farà seguito il giusto approfondimento. 

Di Enrico Cosimi

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Il sistema Skylab è alloggiato in doppio boat a cinque posti, per un totale di dieci slot occupabili con altrettanti moduli singola profondità o doppia profondità, come nel caso del modulo di uscita quadruplice.

Questo è l’elenco dei moduli suggeriti da Buchla per la configurazione Skylab di default:

  • 1 x  207e        Mixer / Microphone Preamp
  • 1 x  223e        Multi-Dimensional Kinesthetic Input / Tactile Input Port
  • 1 x  225e        MIDI Decoder / Preset Manager
  • 1 x  251e        Quad Sequential Voltage Source
  • 1 x  259e        Twisted Waveform Generator
  • 1 x  261e        Complex Waveform Generator
  • 1 x  267e        Uncertainty Source / Dual Filter
  • 1 x  281e        Quad Function Generator
  • 1 x  285e        Frequency Shifter / Balanced Modulator
  • 1 x  292e        Quad Dynamics Manager

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A differenza di quanto suggerito, l’esemplare a nostra disposizione ha:

  • Quad Function Generator (il quadruplice inviluppo AD/AR con capacità di loop e funzionamento in quadratura)
  • Quad Dynamic Manager (il quadruplice LoPass Gate vactrol based)
  • Control and Signal Router (lo smistatore audio e controllo con attenuazioni e incroci programmabili)
  • System Interface Module (mixer audio d’uscita quadrifonica, con integrazione swirl/panpot)

Nella fila inferiore, sono disponibili:

  • Twisted Waveform Generator (con doppia tabella passabile in scansione e in crossfade)
  • Complex Waveform Generator (doppio inviluppo Mod/Carrier)
  • Tactile Input Port (per gestire la porta d’inserimento dati multimensionale kinestetica)
  • Source of Uncertainty (per gesture generazione casual smooth/stepped)
  • Quad Sequential Voltage Source

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Qualche considerazione

Il manuale operativo è scritto in maniera diabolica: non ci sono attenuanti, specie per uno strumento di questo costo – e di complessità non indifferente, specie per talune scelte peculiari, è impensabile limitare a un semplice testo (generico e svolazzante) la descrizione delle procedure di programmazione e personalizzazione.

Finalmente, la qualità costruttiva è tornata allo stato dell’arte: gli articolatori di segnale/timbro chiudono in maniera inesorabile, c’è tanta dinamica in uscita, i vactrol tirano fuori tutto il loro liquido timbro; la differenza con i circuiti analoghi (un nome per tutti:Makenoise…) è sensibile, non tanto nella filosofia, quanto nella densità dei risultati. Del resto, visto il rapporto di prezzo 4:1, qualcosa deve anche variare…

La gestione del flusso audio è semplice, per chiunque abbia un minimo di esperienza con le strutture modulari; la differenziazione dei percorsi audio/controllo sui formati minijack/banana è aggirabile con piccolo sforzo e la gratificazione timbrica è notevole.

Diverso è il discorso per la gestione dei controlli: non tanto nelle sorgenti di articolazione AD/AR, ben configurate e logicamente collegate alla vecchia serie 200, quanto per le funzionalità di automazione e configurazione numerica proposte per la multi porta kinestetica, dove alla complessità di fondo si affianca l’insufficienza della manualistica. Alcune cose sono veramente difficili da indovinare e possono portare ad una spiacevole frustrazione per l’utente.

La superficie multipla kinestetica di controllo può essere configurata per convertire la gestualità in impulsi di trigger, tensioni di gate, lettura della posizione, della superficie, della pressione e dello spostamento. Non male.

Da applauso, la spazializzazione quadrifonica semplificata nella gestione del modulo d’uscita. Comodo, semplice, ben congegnato per la performance. Basta solo trovare quattro monitor amplificati…

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In attesa dei futuri approfondimenti, buona visione.

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Comments (30)

  • Francesco

    |

    …fortunatissimo possessore…

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  • francesco

    |

    scusa enrico, ma l’esemplare a tua disposizione non ha semplicemente il 227e al posto dei 225e/207e della configurazione skylab?

    Reply

  • francesco

    |

    ah fra l’altro, 266e al posto di 267e, no?

    Reply

  • francesco

    |

    e 210e al posto di 285e

    Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    è la configurazione skylab che è stata in offerta – per dieci giorni – con uno sconto pazzesco, sul sito buchla…

    Reply

  • francesco

    |

    sì ricordo!!!

    Reply

  • riccardo

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    ciao, non ho trovato un tuo articolo sul Easel. Potresti illustrarmelo tecnicamente e esprimere una tua opinione. Grazie

    Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    appena riesco a metterci le mani sopra… -)

    Reply

  • riccardo

    |

    Ciao, Enrico, volevo chiederti cosa spingeva i musicisti negli anni ’70 a sceglire tra Music Easel e EMS Synthi AKS. Grazie

    Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    Ho il sospetto che, su base puramente numerica, siano stati costruiti molti più AKS e, quindi, più che di una scelta si possa parlare di una localizzazione: i musicisti che si trovavano “a portata di mano” con Buchla avranno avuto modo di optare per l’Easel o – se più facoltosi – per i vari System 100 e 200.

    In Europa, prezzo a parte, penso sia sempre stato più facile reperire un AKS piuttosto che un Easel… 😉

    Reply

  • riccardo

    |

    OK. Ho trovato su Ebay un non AKS degli anni ’70 con ricambi e cavo cv/gate a 7500. Ma la tastiera si può trovare e aggiungerla? Oppure è sufficiente utilizzarlo così. Grazie

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  • Enrico Cosimi

    |

    cioè un Synthi A…

    la KS non la trovi più da nessuna parte; puoi usare il sint da solo, lavorando sul pannello per fare drone ed effetti, oppure puoi vedere sul sito di DIGITANA se è disponibile una qualche interfaccia MIDI

    Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    chiedo scusa, non avevo visto che lo strumento dell’offerta ha GIA’ la connessione CV Gate predisposta…

    Reply

  • riccardo

    |

    Ho trovato un tuo ottimo vecchio articolo sulla storia della EMS su Accordo. La KS aveva mi sembra un sequencer, vero? L’offerta di cui ti parlo dice che non è un remake che Ludwig ha fatto nel 2011. Ha una seconda serie di pins, una card con una patch di memoria, il suo cavo di alimentazione originale rimesso a nuovo e il cavo per pilotarlo con una interfaccia cv/gate. Ha ricambi dei chip motorola (dice rarissimi). Cita che questi chip sono notoriamente rognosi, tipo quelli dell’ampli del reverbero e che non sono più in commercio.Ha il filtro a 18db. Con il cavo cv/gate posso utilizzare una tastiera midi? Cosa ne pensi di quanto sopra? Grazie

    Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    conosco quello strumento dell’offerta cui fai riferimento; se hai il budget, perché non procedere all’acquisto? :-)

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  • Enrico Cosimi

    |

    teoricamente, se CV e Gate sono di tipo standard, non ci dovrebbero essere problemi per una qualsiasi interfaccia MIDI/CV…

    Reply

  • Riccardo

    |

    Dalla foto che mi hanno inviato il cavo cv/gate è composto da 2 jack da 1/4 e 2 da 1/8. Ho poi una kenton pro solo mkII che posso utilizzare per convertirlo. Giusto. Grazie

    Reply

  • Riccardo

    |

    Non avendo conoscenza diretta del synthi A, volevo chiederti quanto è determinante in termini di creatività avere o non avere la KS che tra l’altro ha un sequencer. Grazie

    Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    la KS è solo un sequencer realtime… se non devi farci “on the run”, non ti serve a niente 😉

    Reply

  • riccardo

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    Potrei utilizzare un sequencer esterno usando la Kenton con o senza tastiera? Grazie

    Reply

  • Enrico Cosimi

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    Certo! All’interfaccia basta che arrivi un CV e Gate… se poi sono le tue mani o una macchina che spedisce, non ha importanza :-)

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  • Riccardo

    |

    Scusami se te lo chiedo, ma siccome la cifra è importante e non posso provarlo, conosci perchè lo hai provato e ne confermi la funzionalità o ti riferisce all’offerta. Grazie

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  • Enrico Cosimi

    |

    ho un AKS dal 1984… facendo riferimento alla possibilità di sequenziarlo da fuori, se loro ti danno una connessione regolamentare CV/Gate, è garantito che lo si possa mettere sotto controllo di un qualsiasi step sequencer esterno 😉

    Reply

  • Riccardo

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    Sai su quali sito posso trovare un elenco dei numeri di serie del Synthi?
    In riferimento al caso cv/gate ho visto dalla foto che mi ha mandato l’insersionista che ha 2 jack grandi e 2 piccoli. Grazie

    Reply

  • Enrico Cosimi

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    su nessun sito…
    puoi provare a contattare direttamente Robin Wood presso la EMS, ma aspettati molta molta molta calma per la risposta 😉

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  • riccardo

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    Tempo fa, a proposito della miami come master, mi parlasti del Korg Kms 30 che a tutt’oggi non riesco a trovare. Ho scoperto la Innerclocksystem che fa due modelli simili Sync-shift MKII e Sync-Split 2. Mi potresti indicare quale dei due potrebbe equivalere al Korg, (Thru Box e altro). Grazie

    Reply

  • Enrico Cosimi

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    calcolando che un Innerclock costa da tre a quattro volte il valore di un KMS-30, io continuerei a cercare… 😉

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  • Riccardo

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    Lo Skylab è uno strumento che mi ha colpito e il suo prezzo non è indifferente e per questo spinge a fare domande, per conoscerlo meglio, a chi lo ha toccato con mano e ha conoscenza anche di strumenti simili. La qualità costruttiva è di nuovo quella della migliore tradizione Buchla? La configurazione standard differisce molto da quella del video come espressione musicale? Grazie per la pazienza.

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  • Enrico Cosimi

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    a francoforte c’era solo la configurazione riportata in fotografia…

    Reply

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