Novation Mininova Synthesizer – prima parte

Written by Antonio Antetomaso on . Posted in Gear

Mininova, ovver il mini synth-vocoder di casa Novation, uscito sul mercato ormai da un po’ di tempo, è una macchina che ha trovato sin da subito il favore di schiere di musicisti, complici (si dice in rete e in giro), la elevata versatilità, l’ottimo rapporto qualità prezzo, l’ottima qualità timbrica e una manifattura di tutto rispetto.

di Antonio Antetomaso

COPERTINA

Non nego che tale apparecchio abbia suscitato di recente un interesse sempre crescente da parte del sottoscritto, fino a rendere i livelli di GAS  così poco sostenibili da costringere il medesimo sottoscritto ad approvvigionarsene.

Dato che ormai è un pochino che la uso come parte integrante del mio setup compositivo, penso di conoscerla abbastanza da propinarvi, se vi va, una bella passeggiata nei meandri delle sue prerogative, se non altro per capire se la fama di questo giocattolino è davvero ben giustificata.

Inutile dirvi che di roba da dire ce n’è tanta, forse troppa per chiudere la questione in un’unico appuntamento. Pertanto, vorrei proporvi il seguente tour guidato:

  1. Caratteristiche di massima del synth, organizzazione dell’interfaccia e delle connessioni;
  2. Filtri, inviluppi e sorgenti di modulazione;
  3. Vocoder, arpeggiatore/step sequencer, editor VST/AU, considerazioni finali.

Il tutto ovviamente corredato con tips’n tricks, video, demo audio e, se fate i bravi, un piccolo regalino. Vi aggrada il tutto? Benissimo, zaini in spalla, seguite la bandierina.

Direi di rompere subito il ghiaccio parlando di come si presenta la confezione e cosa contiene, che ne dite?

 

FIGURA1

 

Per 400 euro e spicci vi portate a casa un box contenente: sintetizzatore, alimentatore (e non è da tutti), manuale cartaceo (e non è da tutti), cavo USB, microfono per il vocoder e, scusate se è poco, una discreta carrellata di software a corredo:

  1. Software per gestire le patches (Mininova Librarian)
  2. Editor VST/AU (e non è da tutti)
  3. Ableton Live! lite
  4. 1GB di loops Loopmaster
  5. Bass station software

Non è tutto: date un’occhiata qui. Sissignore, la Novation mette a disposizione dell’utente diverse librerie di suoni aggiuntivi da scaricare e caricare sulla macchina a vostro piacimento… Il set è in continua espansione e come se non bastasse, essendo il motore di sintesi (di cui parleremo) lo stesso dell’Ultranova, potete scambiarvi suoni con i possessori di quest’altra tastiera, altrettanto valida.

 

FIGURA2

Iniziamo a segnalare le specifiche tecniche dello strumento, rimandando all’apposita sezione sul sito Novation, non vorrete mica farmi fare copia e incolla dell’elenco brutale, vero?

Come primo punto di approfondimento, partiamo senza indugio con l’analisi dell’interfaccia offerta al musicista. A proposito, se ancora non si dovesse essere capito stiamo parlando di mini tasti: se avete la mano di Lizard (acerrimo nemico di Spiderman), lasciate perdere…

 

Da sinistra verso destra:

 

FIGURA3

Quello che risalta subito all’occhio è il generoso (a dispetto delle dimensioni dello strumento) display di colore azzurro, dai caratteri ben leggibili e definiti. Il prezzo da pagare per leggere bene sul display è un numero di caratteri ridotto, cosa che induce inevitabilmente allo scorrimento e che potrebbe infastidire gli accaniti utenti dal vivo dove vale la regola del “tutto e subito”.

Alla sua sinistra troviamo l’alloggiamento per il microfono con cui comandare il vocoder, i controlli dell’arpeggiatore (velocità, on/off e abilitazione modalità latch ovvero il perdurare delle note anche dopo il rilascio dei tasti corrispondenti), e i selettori di ottava per un massimo di 4 ottave in su e in giù.

Ogni pulsante si illumina alla pressione e in taluni casi assume colori diversi ad indicare uno dei possibili stati della funzionalità comandata; ad esempio il selettore di ottava assume 4 colori diversi secondo se si sale/scende di un’ottava, due, tre o quattro.

Spostandoci più a destra, immediatamente sotto al display abbiamo i i pulsanti per accedere ai parametri di editing offerti dallo strumento: selettori di categoria, sotto categoria e parametro, abilitazione della modalità di editing (MENU), tasto di conferma (OK), tasto di salvataggio.

 

FIGURA4

Le patches sono organizzate per categoria e mediante il generoso controllo rotativo di ottima robustezza è possibile selezionare la categoria desiderata. Mediante il selettore metallico è possibile ordinare in ordine alfabetico o per numero di locazione di memoria. I pulsanti “avanti” e “indietro” nonchè il controllo rotativo “Data” consentono di scorrere le patches in modo rapido. Inutile dirvi che i pulsanti di selezione patches di cui sopra operano all’interno della categoria selezionata. Abbastanza classico come meccanismo e ormai consolidato.

Ecco, se oltre a tutti questi selettori avessero trovato il modo di infilarci quattro pulsantini, uno per il banco e gli altri tre per accedere direttamente alla zona di memoria desiderata, sarebbe stato il giusto corredo di un’interfaccia di organizzazione delle timbriche efficiente, a mio avviso. Pazienza.

Il tasto FAVORITE infine consente di memorizzare in 8 locazioni accessibili mediante gli otto pulsanti quadrati sulla destra, 8 timbriche particolarmente da noi predilette. In un contesto live, strumenti come questo possono rivelarsi preziosi, anche se forse nel medesimo contesto live 8 timbriche possono apparire un po’ pochine. Accontentiamoci, non dimenticandoci che comunque si tratta di un mini synth, prezioso, cioè, proprio perchè piccolo e compatto.

 

FIGURA5

All’estrema destra, i controlli veramente peculiari di questo strumento. La sezione in alto, davvero geniale nella sua organizzazione, consente di regolare rapidamente la frequenza di taglio del filtro multi modo e, attraverso il suo meccanismo matriciale, di accedere in modo arci rapido e ultra intuitivo a sei categorie di quattro parametri ciascuna.

Le prime due categorie in alto sono programmabili e consentono di controllare 4 parametri selezionati dall’utente per la patch in oggetto, rispettivamente per il motore di sintesi e per la sezione effetti. La terza sezione consente di controllare il filtro nella risonanza, nel tracking, nel modo di filtraggio e nella quantità di overdrive applicata al segnale in ingresso, per timbriche davvero ruggenti.

La quarta e la quinta sezione controllano gli inviluppi ADSR di amplificatore e filtro rispettivamente e l’ultima sezione controlla i parametri di hard sync e il numero di copie delle forme d’onda generate, relativamente agli oscillatori 1 e 2.

Il selettore di sinistra assegna i quattro potenziometri in basso ad una delle sei categorie. Insomma, tutto quello che serve per fare male tanto e subito ce l’avete in questa sezione. Davvero geniale non c’è che dire.

In basso, 8 pulsanti retro illuminati con cui comandare altrettante variazioni della patch caricata al fine di rendere più interessante e vivace l’esecuzione. I medesimi pulsanti possono essere usati per richiamare uno delle otto timbriche favorite nonchè, rullo di tamburi, per abilitare/inibire gli otto step dell’arpeggiatore/step sequencer interno.

Su cosa operano gli otto pulsanti lo decide il selettore alla loro sinistra, patch piuttosto che arpeggiatore.

 

FIGURA6

La tastiera è a tre ottave e sono offerti i controlli di pitch bending e modulation. Diamo uno sguardo al lato B dello strumento.

 

FIGURA7

Alimentatore, selettore di alimentazione (USB o ESTERNA), attacco USB, MIDI IN e OUT (peccato per il MIDI THRU), pedale di SUSTAIN (niente pedale di espressione e, ahimè, un po’ la mancanza si sente, viste le possibilità di modulazione), cuffie, uscite destra e sinistra e ingresso audio per usare il motore di filtraggio ed editing a danni del segnale audio in ingresso, meccanismo di locking Kensington, a prova di furto.

Lo strumento trasmette MIDI su USB naturalmente, ma non implementa proprio tutto tutto. Qui trovate l’implementazione MIDI al momento supportata dalla versione del firmware disponibile. E’ comunque generosa e, tutto sommato, in linea con lo stato dell’arte per questa categoria di synth.

Caveat Emptor 

Lo strumento allo stato dell’arte non è class compliant con l’iPad: se provate a collegarlo al tablet di casa Cupertino, il dispositivo vi segnalerà il consueto messaggio di eccessivo assorbimento. E allora? Uso l’alimentatore e collego l’USB no? Si potrebbe fare, peccato che lo strumento trasmetta MIDI su USB solo se la modalità di alimentazione è impostata su “USB” nel pannello posteriore.

Comunque, come diceva un vecchio saggio, a tutto c’è rimedio, tranne che alla morte: basta usare due coassiali, un adattatore da coassiale a USB (io uso la ottima ESI MIDI MATE II) e il CCK o il Lightning to USB adapter e la vita tornerà a sorridere al musicista errante, provato di persona.

 

Dimensioni: 22 cm di lunghezza, 2 di altezza, 10 di profondità per un peso di due chili e mezzo.

Prima di lasciarvi vi mostro come si presenta l’editor di patches, il “Mininova Librarian”:

 

FIGURA8

e come si presenta il preziosissimo editor VST/AU

 

FIGURA9

che userò abbondantemente nella prossima puntata quando analizzeremo il motore di sintesi…e ascolteremo qualcosa.

Restate sintonizzati.

 

 

 

 

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