Moog Mother-32. Iniziamo a scavare – quarta parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Come tutte le macchine delle ultime generazioni, anche il Moog Mother-32 è dotato di Step Sequencer integrato. Come tutte le macchine di un certo ingombro, le funzioni di sequenza trovano posto in doppia fila, cioè richiedono da parte del musicista un passaggio intermedio per la selezione dei parametri; in questo modo, si risparmia spazio sul pannello comandi, ma è richiesta una dose appena più alta di pazienza per espugnare i comportamenti forniti.

Di Enrico Cosimi

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Cosa abbiamo a disposizione per le nostre operazioni di sequenza? L’interfaccia utente dello strumento offre un’ottava di tastini disposti in posizione cromatica (vedremo dopo come gli stessi tastini facciano anche altre cose…), due selettori Increase/Decrease per lo spostamento delle ottave, ma anche per il raggiungimento della Location desiderata e per la selezione di diversi parametri attivi. Poi, c’è una nuvola di cinque tastini dedicati (o doppiamente dedicati) che danno accesso ai comandi real time più importanti; il potenziometro di TEMPO/GATE LENGHT (SWING) permette di inserire diversi valori estemporanei lungo le fasi di programmazione.

Queste sono le frecce al nostro arco; ora, bisogna fare amicizia con lo Step Sequencer.

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Step Sequencer

Lo Step Sequencer incorporato nel Mother-32 è di tipo monofonico (altro non sarebbe stato lecito attendersi, vista la struttura di voce dell’apparecchio), e permette l’organizzazione una lista di note raccolte in Pattern. Il Pattern può contenere fino a 32 step di lunghezza (vi diamo una traccia: i tasti neri Do #, Re #, Fa # e Sol # servono rispettivamente per raggiungere i blocchi di step 1-8, 9-16, 17-24, 25-32); ci sono 64 locazioni di memoria nelle quali salvare altrettanti Pattern di sequenza. Il tutto è organizzato in 8 banchi da 8 locazioni ciascuno.

Lo Step Sequencer agisce inviando, a discrezione del musicista, informazioni di CV necessarie all’intonazione dell’oscillatore e tensioni di Gate adatte all’articolazione dell’inviluppo interno; come è facile immaginare, dalla matrice di connessioni presente sul pannello comandi, è possibile prelevare le tensioni analogiche organizzate nello Step Sequencer interno (per pilotare apparecchiature esterne) e collegare segnali di controllo esterni con i quali influenzare il comportamento sequenziato di Mother-32.

Oltre alla gestione di nota e inviluppo (CV e Gate), lo Step Sequencer di bordo può intervenire anche sul comportamento di VCF e VCA se il musicista decide di usare il comportamento di Accent. Ulteriori particolari in seguito.

Prima di addentrarci nelle procedure operative, forniamo  l’elenco dei comandi dedicati/dedicabili:

TEMPO/GATE LENGHT

Il controllo determina la velocità di esecuzione del Pattern, con riscontro diretto sul LED di segnalazione sopra al tasto (SHIFT). Durante le procedure di programmazione, lo stesso controllo di pannello serve per inserire/variare la percentuale di GATE LENGTH di ciascuno step (utile per passare con continuità dal comportamento Legato al comportamento Staccato). Vedremo dopo come, con lo stesso controllo, si possa anche inserire un’eventuale percentuale di SWING.

Ovviamente, per apprezzare le variazioni di GATE LENGHT, è necessario che l’inviluppo abbia il Sustain abilitato…

PATTERN (BANK)

una pressione sul tasto rende visibile (con gli otto LED sotto ai “tasti bianchi” della tastiera) il Pattern attualmente in esecuzione o permette di selezionarne un altro a seconda delle necessità.

L’azione combinata (SHIFT)+PATTERN(BANK) permette di verificare in quale banco ci si trovi o, a discrezione, di selezionare un nuovo banco di Pattern.

RUN/STOP (REC)

Il tasto mette in esecuzione il playback del Pattern correntemente selezionato. Usato in combinazione (SHIFT)+(REC), si abilita la funzione di Record, per programmare i valori di step desiderati.

Se la pressione (SHIFT)+(REC) dura più di un secondo, si innesca la procedura di salvataggio dati per la locazione di Pattern correntemente selezionata.

(SHIFT)

Permette di accedere alle funzioni secondarie dei diversi tasti Sequencer.

RESET/ACCENT

Durante l’esecuzione del Pattern, il tasto permette di far ripartire il playback dallo step 1. Se ci si trova in modalità Record, lo stesso tasto serve per innescare, sullo step corrente, la funzione di ACCENT (con conseguenze timbriche sul comportamento di VCF e VCA).

HOLD/REST

Durante l’esecuzione del Pattern, il tasto blocca l’avanzamento della sequenza e ripete a tempo lo step corrente; la ripetizione continua fino a che il tasto non viene rilasciato. Durante le procedure di modifica e registrazione, lo stesso tasto serve a inserire una pausa (REST) nello step selezionato.

Funzioni SHIFT: SWING e RATCHET

Le due funzioni SWING e RATCHET possono essere raggiunte attraverso l’azione combinata di (SHIFT)+TEMPO (per variare la percentuale di SWING) o (SHIFT)+GLIDE (per definire il numero dei rimbalzi RATCHET desiderati). La percentuale di swing serve a disallineare ritmicamente gli step pari nei confronti degli step dispari. I rimbalzi di Ratchet possono essere impostati tra 1 e 4, vengono eseguiti suddividendo la durata di step complessiva e, stilisticamente, proiettano immediatamente il musicista nel mondo della Scuola Cosmica Tedesca. Con i rimbalzi di Ratchet, è  assolutamente consigliato l’uso di un Delay esterno sulla sequenza.

Attenzione! Vista la natura fisica dei controlli rotativi GLIDE e TEMPO (usati in combinazione per raggiungere Swing e Ratchet), ci si può trovare in una condizione operativa nella quale “quello che si vede” da pannello non è “quello che succede” nel motore dello strumento. La discrepanza è solo visiva: i valori originali dei due parametri nominali saranno rispettati durante le operazioni con lo (SHIFT).

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Lavorare con lo Step Sequencer

Come è noto, una sequenza contiene un certo numero di valori “di step” necessari a definire quale nota si vuole ascoltare e, entro certi limiti, il modo con il quale la nota deve suonare.

Per ciascuno step – ce ne sono 32 possibili in ogni Pattern, ma non è necessario usare per forza tutte e 32 le note… – lo Step Sequencer emette una tensione CV per controllare il VCO, una tensione di Gate per articolare l’Envelope Generator e, se necessario, una tensione addizionale di Accent, che modifica/apre il funzionamento di VCF e VCA. Ovviamente, il suono usato per la sequenza è quello programmato sul pannello comandi dell’apparecchio.

Come accennato in precedenza, ci sono 64 locazioni di memoria, organizzate in 8 banchi da 8 Pattern; ciascun Pattern può essere elongato fino a contenere 32 note/step.

 

Modi di funzionamento KB e STEP

Lo Step Sequencer ha due comportamenti possibili: KB (Keyboard) e STEP (Step Edit).

Con la combinazione (SHIFT)+(KB), si accede al modo Keyboard, utile per usare l’ottava di tastiera cromatica sul pannello durante le operazioni di programmazione nota/pausa e per trasporre in tempo reale il Pattern durante la sua esecuzione.

Con la combinazione (SHIFT)+(STEP), si accede al modo Step, utile per interagire con il Playback della sequenza e mettere in mute gli Step anche durante l’esecuzione.

Se non siete particolarmente esperti, è meglio muovere i primi passi partendo dal modo KB.

 

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Operazioni comuni con lo Step Sequencer

Creare e memorizzare un Pattern in Keyboard Mode

  • Inizializzare la locazione di Pattern. Con i tasti (SHIFT)+RESET+PATTERN, si pulisce la locazione di memoria che si vuole utilizzare per memorizzare la sequenza.
  • Entrare nel modo KB. Con (SHIFT)+KB, si sintonizza la tastiera sul “modo tastiera”, per inserire le intonazioni richieste in ciascuno step.
  • Entrare in Record. Con (SHIFT)+(REC) si arma la registrazione. Il LED del TEMPO diventa di colore giallo solido e il LED rosso sotto al primo Step lampeggia per indicare che è pronto a ricevere le informazioni.
  • Inserire la nota. Si scegli e l’ottava (facendo su e giù con i tasti KB e STEP fino ad accendere l’ottava desiderata nella fila di LED); poi si inserisce la nota desiderata suonando il tastino corrispondente. Il LED dello Step continua a lampeggiare per indicare che – volendo – possiamo continuare a inserire gli altri parametri che definiscono il comportamento dello Step (Glide On/Off, Ratchet number, Accent On/Off, Rest On/Off ).
  • Inserire le altre note, semplicemente suonandole sul tastierino. L’avanzamento di Step è automatico: se non si vogliono specificare i parametri addizionali (Glide On/Off, Accent On/Off, Gate Time, Ratchet), si può tirare liscio con le note una appresso all’altra, senza preoccuparsi di altro.
  • Inserire pause durante la registrazione. Basta usare il tasto HOLD/REST  sullo Step desiderato: in questo modo, la memorizzazione non cattura un’informazione di nota, ma impiega l’intero Step per depositare una pausa.
  • Dimensionare la lunghezza del Pattern. Semplicemente, si esce dalla registrazione e il gioco è fatto. Non rimane che uscire dal modo Record riperdendo il tasto RUN
  • Salvare il Pattern nella locazione desiderata. Si tiene premuta la coppia di tasti (SHIFT)+(REC) per più di un secondo e si sceglie, mantenendo la pressione, la locazione di memoria desiderata usando i tastini nota/step. Dopo aver scelto la locazione desiderata, si conferma la registrazione premendo nuovamente i tasti (SHIFT)+(REC). Il gioco è fatto.

La durata del Pattern è definita dal numero degli inserimenti/step raggiunto prima di uscire dal Record. Vedremo dopo altri modi per definire a priori la lunghezza in step del Pattern.

 

Mettere un Pattern in esecuzione

  • Premere RUN/STOP.
  • Regolare la velocità TEMPO/GATE LENGHT.
  • Mettere in pausa e riprendere il Playback. Se l’esecuzione è interrotta con RUN/STOP, la pressione successiva sul controllo sarà interpretata come Continue. Se, invece, prima di ripartire, il musicista ha l’accortezza di premere il tasto RESET/ACCENT, il Playback ripartirà forzatamente dall’inizio del Pattern.


Operazioni di tipo espressivo durante il Playback

Oltre a giocare con l’intero pannello comandi del sintetizzatore, è possibile intervenire creativamente durante il Playback del Pattern:

  • Si può resettare l’esecuzione allo Step 1 usando il tasto RESET.
  • Si può ripetere incondizionatamente un qualsiasi step, premendo il tasto HOLD.
  • Si può modificare la regolarità ritmica, usando una percentuale di Swing variabile; basta usare la combinazione di tasti (SHIFT)+TEMPO(SWING) per poter usare la manopola TEMPO come regolatore di Swing. Attenzione! Il comando è molto efficiente…
  • Si può inserire una variabile di rimbalzo/ratchet usando la combinazione (SHIFT)+GLIDE; i LED di Octave/Location visualizzano in giallo il numero delle ribattute.
  • Si può trasporre in tempo reale la sequenza semplicemente premendo il tastino di semitono desiderato. Ovviamente, i limiti fisici dell’ottava disponibile impongono l’uso del tasto Do come valore di non transpose anche se la sequenza – per dire – è in Mi maggiore… Se occorre trasporre a scendere, basta prima selezionare l’ottava inferiore e poi premere il tastino corrispondente ai semitoni desiderati per l’intervallo di trasposizione.
  • Si può impostare l’ACCENT in maniera da rendere più grosso il funzionamento di VCF e VCA per gli step desiderati: si entra nel modo (SHIFT)+(STEP) per predisporre gli step alla ricezione dell’accento, si mette in Playback il Pattern, poi con lo (SHIFT)+RESET/ACCENT premuto, si accendono gli step destinati all’accentazione.

Attenzione! Già che ci siamo, segnaliamo come la stessa procedura di selezione degli Step possa tornare utile, oltre che per l’ACCENT, anche per il MUTE estemporaneo di una o più note. 

La prossima – e ultima – volta, affronteremo le procedure operative di programmazione/editing più profonde (il modo, insomma, per personalizzare gli Step già durante la fase di registrazione) e poi ci concentreremo sulle funzioni ASSIGN e sui comportamenti MIDI.

 

 

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Comments (2)

  • Francesco Gianinetto

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    Buongiorno.
    Mi perdoni se le pongo un quesito un po’ OT e non molto tecnico (o forse sì).
    Potrebbe per favore stilare l’identikit di un musicista che compra una coppia di Mother-32 e quello di un musicista che compra un Sub 37?
    La ringrazio in anticipo.
    Francesco Gianinetto.
    PS: non sono titolare, impiegato, o implicato nella vendita di strumenti musicali. Sono un semplice appassionato musicista dilettante. :-)

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    • Enrico Cosimi

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      sono due impostazioni molto diverse: con due Mother 32, hai di fatto un sistema con buone predisposizioni alla modularità; con il sub 37 ti muovi dentro una struttura integrata, con memorie timbriche e tutto il resto…

      Reply

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