ME & MY MODULAR 07 – Prendere ispirazione da qualche sistema preconfigurato

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Grosso modo, ora le idee dovrebbero essere più chiare, perlomeno per quanto riguarda pregi e difetti dei diversi sistemi modulari. Facendo astrazione sulle caratteristiche e sulle difficoltà di scelta tra sistema 5U e Frac Rack, facendo finta che il mondo sia buono, proviamo a ragionare su qualche configurazione precostituita, cioè analizziamo le logiche che sono dietro alle decisioni del costruttore per proporre un sistema ottimizzato per un compito piuttosto che per un altro.

Di Enrico Cosimi

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Per partire, useremo un sistema molto tradizionale, ma non privo di sorprese, come il Pittsburgh Modular Foundation 3.1. Quando il dollaro era buono, prima che – con ineffabile saggezza – si preferisse privilegiare chi vende piuttosto di chi compra, affrontare il Foundation 3.1 significava spendere solo 1999 dollari americani. Oggi, significa spendere ben 1999 dollari americani; la differenza non è tanto sottile. Sia come sia, concentriamoci sulle sue caratteristiche e vediamo di arrivare al perché certi moduli sono stati inseriti in un sistema che dovrebbe essere adatto a svolgere compiti molto differenziati, ma non eccessivamente caratterizzati.

 

 

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Catena audioGeneratori di segnale

Ci sono due oscillatori Waveforms. Ogni oscillatore sfrutta il classicissimo sistema a rilassamento, generando per carico e scarico del condensatore un’onda dente di sega che è poi processata per elaborare impulsiva a simmetria variabile, triangolare, sinusoide e deformazione blade ottenuta generando una rampa all’ottava superiore. In aggiunta, è disponibile l’onda quadra di sub oscillazione ottenuta attraverso componente CMOS.

 

Un oscillatore solo suona; un oscillatore con sub suona di più; un oscillatore con sub e sovrapposizione blade suona ancora di più… ma la frequenza generata è sempre quella, per quanto spalmata su tre ottave. A questo punto, la presenza del secondo oscillatore apre un mondo di timbriche ottenibili semplicemente per battimento o per intervallo parallelo.

 

Abbiamo parlato lungamente di cosa significhi, dal punto di vista timbrico, far lavorare due generatori non perfettamente in passo, rendendo il bilanciamento tra velocità di battimento e “pompaggio” ritmico sul livello una delle chiavi per sfruttare creativamente la saturazione in ingresso al filtro. Anche l’accordatura per quinte, o per quarte, può essere sfruttata al fine di ottenere hook, riff e fraseggi particolarmente pesanti e incisivi. Ovvio che, con un solo oscillatore, tutte queste belle cose ve le scordate.

 

Se ci sono due oscillatori, è altrettanto ovvio che servirà un meccanismo per sommare i segnali prodotti, in modo da congiungerli con la struttura di filtraggio (è possibile incontrare qualche filtro dotato di due ingressi audio indipendenti, ma la stragrande maggioranza dei circuiti ha un solo ingresso e una sola uscita). Insomma, da qualche parte deve esserci un mixer audio…

 

Tutto qui? No, c’è anche un Noise Generator annidato all’interno del modulo Toolbox. Ne parleremo in seguito…

 

Catena audio – Modificatori di segnale: Mixer & Mixer Mult

E, infatti, di mixer ce ne sono ben due (e non si tratta di mixer “semplici”, ma di circuiti particolarmente sfiziosi).

Il primo che incontriamo è il modulo Mixer “nominale”, che può gestire quattro sorgenti audio indipendenti proponendone tanto la singola attenuazione sull’uscita indipendente quanto il bilanciamento sull’uscita di somma. Detto in maniera meno antipatica, il Mixer Pittsburgh può attenuare indipendentemente i segnali 1, 2, 3 e 4 proponendoli – in scalatura arbitraria – alle quattro uscite corrispondenti, o può livellare/bilanciare/dosare i segnali 1, 2, 3 e 4.

 

Segnaliamo, ma in questa fase potrebbe essere sorgente di confusione, piuttosto che di chiarezza, che il mixer può gestire non solo segnali audio, ma anche segnali di controllo. Archiviate quest’informazione in un angolino; ci torneremo sopra più avanti.

 

Il secondo mixer è il Mix Mult, che riunisce possibilità di mixare/attenuare tre sorgenti sulla stessa uscita o tre segnali indipendenti su altrettante uscite e offre due multipli passivi a tre connessioni ciascuno.

 

Cosa è un “multiplo”? Visualizzate la ciabatta che vi permette di distribuire la corrente elettrica a tutti gli apparecchi presenti nel vostro studio… il multiplo è la stessa cosa: prende un segnale e ne fornisce, due, tre o più copie identiche affinchè il musicista possa inviarle ai punti ritenuti significativi del circuito.

 

Catena audio – Modificatori di segnale: Lopass Gate e Filter

Tanta ricchezza timbrica senza possibilità di trattamento sottrattivo è nulla. Per questo motivo, di solito, nelle strutture preconfigurate c’è un solo filtro particolarmente versatile, un “multi modo” che può lavorare come passa basso, passa banda e passa alto a discrezione del musicista. Nelle strutture ancora più basiche, c’è solo un filtro low pass, buono per ogni occasione. In Foundation 3.1, i filtri sono 2: uno stato variabile abbastanza tradizionale e un Lopass Gate che rispecchia gli antichi fasti in stile Buchla; chiaramente, la presenza di quest’ultimo potenzia in maniera significativa le funzionalità raggiungibili con l’apparecchio.
Il filtro più immediato da comprendere è il Filter a stato variabile: il segnale in ingresso (un unico ingresso, tanto c’è il mixer che miscela i segnali degli oscillatori) è disponibile tanto nel procedimento low pass (perdita delle acute), high pass (perdita delle basse), band pass (perdita delle basse e delle acute), più un raffinato comportamento che, partendo dal collegamento parallelo low-high, permette di bilanciare a piacere le componenti low pass-high pass in configurazione respingi banda. La resonance è controllabile in voltaggio, cosa non eccessivamente comune.

 

L’altro filtro parte dalla configurazione lopass gate (cioè simultaneamente passa basso e amplificatore) ottenibile con il controllo Vactrol, ma offre un ingresso ausiliario appositamente dedicato a far pingare (cioè risonare) il filtro stesso se sottoposto ad un impulso sufficientemente energico. Il comportamento classico del Vactrol based è, da sempre, abbastanza insufficiente sulla resonance, quindi poter mandare in confusione il sistema dietro sollecitazione esterna è un vantaggio non da poco.

Perché due filtri? Non solo per offrire una differenziazione timbrica di trattamento (caratteristica assolutamente da non sottovalutare), ma anche per garantire possibilità d’intervento particolarmente raffinate attraverso collegamento in serie delle due unità, usano uno dei due filtri in maniera “statica”, cioè non inviluppandolo, in modo da garantire un picco risonante naturale con il quale caratterizzare pesantemente il suono.

 

Catena audio – Modificatori di segnale: Dual VCA

A meno che non facciate Drone Music, l’amplificatore è una componente indispensabile nelal catena di sintesi: vi permette di controllare e articolare il volume del segnale emesso dal sintetizzatore. Perché mettere due amplificatori nello stesso modulo? Semplicemente, perché c’è spazio e il circuito è relativamente economico da implementare.

 

È ovvio che, con due filtri, si può usare un amplificatore per ciascun ramo timbrico del segnale, magari indirizzandoli verso canali left – right di uscita sufficientemente panpottati; ma, nel caso del Dual VCA, non bisogna sottovalutare l’azione sotterranea di mixaggio applicato ai due segnali amplificati: l’uscita MIX OUT fornisce, infatti, la somma di IN 1 e IN 2 in un perfetto bilanciamento definito dal musicista.

 

Due segnali diversi articolabili simultaneamente? Un segnale audio e un vibrato articolato attraverso generatore d’inviluppo? Un controllo e un segnale audio? Con due sezioni AMP, i giochi possono essere parecchi.

 

Catena Audio – Modificatori di segnale: Outs

Da sempre, il problema del sistema Euro Rack è uscire per entrare nel mixer di sistema; il passaggio da jack piccolo a jack grande può essere risolto di ripiego usando un cavo format converter, tipo quelli prodotti da Doepfer, oppure affidandosi ad un particolare modulo di interfacciamento audio.

 

OUTS fornisce la gestione di due segnali Left-Right rendendoli disponibili simultaneamente su un jack TRS per l’ascolto in cuffia (con volume indipendente) e su una coppia di connettori TS da ¼” per uscire in piena dignita e arrivare al mixer di sistema. Anche in questo caso, c’è un volume indipendente. Se si usa solo il segnale left, quest’ultimo è collegato automaticamente anche all’uscita right.

 

Già in questo modo, c’è parecchio da ragionare. Mancano ancora tutti i moduli relativi alle sorgenti di controllo e ai modificatori di controllo; ovvero: MIDI 3 Interface, LFO 2 Low Frequency Oscillator, Toolbox Multi Function; 2 X Envelope. Ci torneremo la prossima volta.

Intanto, fate pratica studiando il manuale operativo.
Dove? Qui

 

 

 

 

 

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