Komplete 9: le librerie di Kontakt- Parte prima

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Software, Tutorial

Tra i prodotti più appetitosi di Komplete 9, troviamo sicuramente la collezione di librerie per Kontakt 5 (attenzione: è da poco disponibile l’update che, oltre a risolvere svariati bug, aggiunge un nuovo effetto di feedback compressor… correte a scaricare l’update).

Di Attilio De Simone

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Questo pacchetto raccoglie il meglio delle ultime produzioni di campionamenti per  Kontakt, offrendo una palette timbrica ricchissima e che va a coprire praticamente qualsiasi esigenza sonora. A circa dieci anni di distanza dall’esordio di Kontakt è importante sottolineare il fatto che questo software ha letteralmente spazzato via la concorrenza, sia software che hardware, ed è diventato l’unico standard rilevante di riferimento.

Grazie alla possibilità di intervento approfondito sulla programmazione (che aggiunge maggiore flessibilità e profondità rispetto all’impiego dei moduli standard offerti dal campionatore), definire Kontakt un semplice campionatore è quantomeno riduttivo.

Kontakt puó essere considerato, a tutti gli effetti, una stazione di lavoro completa, una sorta di sintetizzatore digitale basato su una palette sonora infinita, personalizzabile ed in continua espansione (grazie anche al contributo di sviluppatori terzi che mettono a disposizione, in formato commerciale o free, librerie sempre più sofisticate) con cui gestire qualsiasi sonorità, acustica, sintetica, analogica, digitale.

 

Factory Library

La libreria interna di Kontakt 5 è composta da una serie di strumenti in grado di coprire quasi tutti i suoni di uso comune. La libreria è grande complessivamente oltre 20 GB. Abbiamo, quindi, di tutto un po’ con una buona qualità, ma non, ovviamente, con la profondità e la ricchezza sonora che otterremo da una libreria dedicata ad una specifica famiglia di suoni. La prima categoria sonora della libreria è denominata “Band”,

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Ospita i classici strumenti che vengono utilizzati da una band rock/jazz: strumenti a fiato (sassofoni, trombe, tromboni), pianoforti acustici ed elettrici (piano a coda, verticali, ragtime, fender, wurlitzer, clavinet), organi (varie configurazioni di Hammond, ispirate a brani famosissimi del repertorio rock/jazz), chitarre (classiche, acustiche ed elettriche, con alcuni preset strutturati per essere suonati ad accordi), bassi (contrabbasso e bassi elettrici ispirati ai modelli più famosi), drum kit (classici suoni acustici più qualche libreria di drum elettroniche).

I suoni sono gestibili tramite schermata Instrument contenente parametri e funzioni che differiscono a seconda della categoria sonora; per i fiati ad esempio esiste la possibilità di armonizzare i suoni creando delle polifonie armonizzate secondo una chiave a una scala impostabile. Comune a tutte le famiglie sonore è la sezione Master FX, da cui potremo selezionare un riverbero, un amplificazione, o un delay, e un EQ) e Options (dove potremo impostare il Key Range, la velocity, eventuali trasposizioni e l’intonazione dello strumento).

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La seconda famiglia di suoni è denominata “Choir”, con voci soliste di  soprano,  contralto,  tenore e  basso, oltre che ad un ensemble corale con interessanti preset basati sulle vocali. Questi ultimi sono disponibili anche con  funzione di morphing,  ci per passare da una vocale all’altra a colpi di modulation wheel o di aftertouch. I suoni sono ben fatti e all’interno di un mix escono davvero bene. È possibile selezionare varie tipologie di riverbero, anche se il Chatedral è senz’altro quello più indicato per questo suono. Attenzione: con alcune tipologie di processori conviene disattivare il riverbero, dato che il suo impiego provoca, in fase di esecuzione, dei fastidiosissimi clip dovuti al sovraccarico sulla potenza di calcolo.

 

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La navigazione continua con la famiglia “Orchestral” che ci fa accedere alle timbriche orchestrali: archi, ottoni, legni, percussioni orchestrali, strumenti a tastiera. Per gli archi, i legni e gli ottoni molto interessante è la sezione denominata Articulation, che  consente di variare l’articolazione dell’esecuzione in tempo reale, richiamando una determinata esecuzione premendo una nota predeterminata, mentre stiamo eseguendo una sequenza. Le articolazioni disponibili per gli archi sono: sustain, fortepiano, sforzando, staccato, tremolo, pizzicato. Per i fiati e gli ottoni abbiamo invece: sustain, fortepiano, sforzando, staccato, sustain 2 e sustain 3. Anche se le librerie commerciali dedicate ai suoni della famiglia orchestrale sono ormai tantissime e ricchissime di sfumature (sono disponibili librerie dedicate che superano i 150 GB), questa libreria di default è in grado di fornirci un suono di base orchestrale credibile.

 

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In una band che si rispetti non possono mancare le sonorità della categoria “Synth”. I gruppi  disponibili sono suddivisi in pad, cori sintetici, bassi, lead, mallet, synth drums, suoni arpeggiati e sequenze. Tutti i suoni sono di ottima qualità e spaziano dalle grasse sonorità analogiche alle timbriche digitali più moderne. I controlli disponibili  consentono di accedere ai classici controlli di un filtro a due modalità (LP e HP), a un doppio inviluppo (per il filtro e il volume) e una sezione effetti (riverbero, chorus e delay).

 

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Un’ulteriore categoria sonora dedicata ai synth è rappresentata dalla libreria denominata “Vintage”, con  sonorità di sintetizzatori che hanno fatto la storia della musica degli ultimi 50 anni. Analog Machines (preset classici di synth analogici), Digital Machines (raccolta di sonorità realizzate con synth digitali, compresa la sintesi in FM e il classico suono di piano della DX7). Drum Machines (808, 909, Lindrum, CR-78, ecc.), Electone Organ (con vari preset campionati da questo organo), Mellotron (oltre una dozzina tra i suoni più classici, campionati e loopati), Memory Moog, Minimoog, MiniKorg 700, Orchestrator e String Melody II.

 

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La libreria si conclude con le categorie World (strumenti a fiato, a corda e percussivi provenienti da tutto il mondo) e Urban Beats (raccolta di percussioni elettroniche mixabili e gestiti da un sequencer/groovebox).

 

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Pianoforti acustici ed elettrici: The Giant

Questo blocco raccoglie due strumenti in uno. Un classico multi campionamento del Klavins Piano Model 370i,  con tutte le sfumature dello strumento e una raccolta di effetti sonori non convenzionali ottenuti dal pianoforte (ideali per l’utilizzo cinematografico): armonici, risonanze, corde pizzicate, suoni di rilascio, colpi, calci, graffi. Grazie al motore di convoluzione FX, è possibile ottenere oltre 100 effetti speciali di pianoforte.

 

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Berlin Concert Grand – New York Concert Grand – Upright Piano – Vienna Concert Grand

Si tratta di uno famiglia di strumenti di grande impatto. Basati sulla vecchia struttura N. I. AKOUSTIK PIANO, sono caratterizzati da una trasparenza strutturale ed equilibrio tra i registri e le ottave. Ognuno di questi strumenti possiede delle caratteristiche peculiari e distintive.

L’intonazione del NY C.G. è ottimizzata per uno stile esecutivo semplice. Anche con semplici sequenze di note viene generato uno spettro sonoro impressionate, con perfette sfumature pianissimo e ricche variazioni; il suono è flessibile in grado di adattarsi al pianoforte solistico, al jazz e alla musica classica.

Il  Vienna C.G. è contraddistinto da un suono che “canta” e da una risonanza piena e rotonda. Queste qualità derivano direttamente dalle riprese in diverse punti della tavola armonica in modo da assicurarsi tutte le sfumature delle vibrazioni delle frequenze basse ed acute; può essere il miglior compagno degli esecutori di musica classica, appartenente al filone ottocentesco dei romantici.

Il Berlin C.G. raccoglie il tipico sound del pianismo moderno. Suono potente, musicale, ricco di espressività e vitalità. Lo strumento si presta al pop, al rock, al jazz contemporaneo e al pianismo solistico.

L’Upright Piano è un pianoforte  è dal suono caldo e compatto, con la  spazialità tipica dei pianoforti verticali e  quel suono che si gonfia e rimane dentro sé stesso. In questo caso, il primo utilizzo che ci viene in mente è il ragtime, anche se la qualità sonora del campionamento è tale da invitarci ad usare la libreria per tutti gli utilizzi, dalla classica al pop, al jazz classico.

 

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Scarbee A-200 – Mark I – Clavinet/Pianet

Contiene i classici del passato: Rhodes Mark I,  Wurlitzer A-200, Hohner Clavinet e Pianet. Il Mark I possiede pochi, ma essenziali, comandi, sufficienti a personalizzare il suono: equalizzatore a due bande (bass e treble),  poi level e release per i rumori di fondo del piano. La catena effetti è composta da  delay e  riverbero in send e da pan, autowah, compressore,  chorus,  distorsore,  phaser e  simulatore di amplificatore nella sezione insert. Tutti gli effetti sono richiamabili contemporaneamente.

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Per tutte le librerie della Scarbee, consigliamo di settare  Kontakt alla massima risoluzione ottenibile dalla propria scheda audio,  perchè l’utilizzo degli effetti in real time potrebbe generare dei fastidiosi click e rumori di fondo innaturali.

Il suono del Mark I è brillante, analogico e ricco di sfumature. A seconda dell’esecuzione, possiamo passare da timbriche calde e dolci a sonorità più metalliche e percussive, arrivando ad ascoltare i tipici bells del Rhodes. Con il Mark I riusciremo a rievocare perfettamente le sonorità di brani famosi ma otterremo anche delle personalizzazioni complete, lo strumento ideale per il jazz, il funk, la fusion e il blues.  L’A-200 raccoglie le sonorità acide del noto piano elettrico del Wurlitzer. La struttura dell’A-200 è identica a quella del Mark I, con la differenza nell’impiego dei campionamenti: oltre 2000 campioni ad alta risoluzione con ben 16 livelli di velocity.  Nell’A-200 manca l’equalizzatore a due bande, sostituito dal comando di intensità del tremolo.  La sezione effetti è la stessa del Mark I. Il Wurlitzer viene ripreso in maniera molto affidabile e tutte le sfumature, compresi i suoi affascinanti difetti, sono riprese in maniera molto fedele.  L’approccio dell’ultima libreria, che riprende i suoni degli Hohner Clavinet e Pianet, è identico.

 

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Anche in questo caso, troviamo pochi comandi (volume delle corde basse e del click per il Clavinet e intensità del tremolo e livello di click per il Pianet) e una catena effetti identica a quella delle librerie precedenti. Per il Clavinet viene dato particolare rilievo ad una sezione di switch dei pickup (che attivano/disattivano campionamenti e riprese differenti) e dei filtri (famoso è l’abbinamento del clavi ai filtri e all’auto wah).

 

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Comments (1)

  • amedeo tommasi

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    commento perfetto. dopo avere visto il nome di chi lo ha scritto, ho capito :) complimenti !

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