Hanno chiuso il DalVerme…

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Events

L’immagine che apre questo articolo è, inequivocabilmente, presa da Google Maps e – altrettanto inequivocabilmente – dietro all’albero, si vede una serranda abbassata. Quella serranda è del DalVerme, uno dei posti dove, da diversi anni, più è attiva la scena elettronica (e non solo) romana. Il locale, piccolo, per certi versi scomodo, ha ospitato i fermenti più interessanti del suono elettronico di questo periodo. Da qualche settimana, il DalVerme è stato chiuso d’impulso dall’autorità costituita, senza che si capisse bene il motivo di tale decisione. Abbiamo deciso di chiedere informazioni direttamente a Toni Cutrone, una dei referenti nel DalVerme, che – per certi versi – ha chiarito quanto sia poco chiara la situazione stessa. Speriamo di saperne presto qualcosa in più; qui, di seguito, l’intervista con Antonio.

Di Enrico Cosimi

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Il DalVerme è uno dei posti storici romani dove si suona elettronico (e non solo) nella più totale libertà espressiva; vuoi raccontarci come è nata questa realtà?
Il DalVerme prende vita come idea nel 2008: il bisogno di avere uno spazio dove organizzare concerti senza stress e nervosismi e casini tipici da locale, fuori dalle solite dinamiche di denaro ed incassi, e concentrati sulla qualità della proposta, per quanto ostica o estrema o non facilissima! Suoniamo ed organizziamo eventi a Roma da ben più di un decennio e abbiamo sempre cercato di portare ciò che ci piace (e che altrimenti  non arriverebbe) qui in Città.
Realtà che scopriamo andando in tour, o che scoviamo nei meandri di internet: un quartier generale per la sperimentazione a tutto tondo e per la scena musica DIY, oltre ogni genere. Si parla di attitudine principalmente. In più, siamo grandi appassionati del bere bene: infatti il DalVerme è conosciuto, oltre che per la programmazione, per il suo fantastico bar (tra birre di piccoli produttori, vini naturali e cocktail “marziani”), considerato parte effettiva della proposta culturale al fianco di quella musicale.

Al dunque: un brutto giorno, siete arrivati e avete trovato chiuso… come è andata la cosa? Quali sono le motivazioni della chiusura? E che possibilità ci sono di riaprire? Si parla di tempi certi?
Sono mesi (diciamo dal termine della scorsa stagione, quindi un anno) che siamo particolarmente pressati da qualunque tipo di controllo. Non sono riusciti a chiuderci (finora) perchè han sempre trovato tutto in ordine e in regola. Al massimo qualcosa da migliorare o cambiare: abbiamo passato la stagione a fare decine di lavori a riguardo, ricevendo anche i complimenti duranti i controlli successivi!
L’unico modo per chiuderci, con esito immediato, era questo articolo 100 del TULPS (rimando per informarci al comunicato ufficiale su www.dalverme.it) che è a dir poco infamante ma soprattutto senza nessun fondamento. Un’accusa infamante, che assimila la nostra associazione di promozione sociale e tutti i soci che ne fanno parte a forme gravissime di illegalità quali narcotraffico, associazione criminale, sfruttamento della prostituzione, eversione, traffico di armi, e che rende, a detta del Questore, necessaria l’immediata sospensione delle attività associative “nell’ottica di un doveroso soddisfacimento delle esigenze di tutela sociale (…) e con finalità dissuasive nei confronti della frequentazione delinquenziale”.
Il locale non è stato chiuso con sigilli: abbiamo appreso da un dispositivo della Questura di essere diventati un problema di ordine pubblico meritevole di chiusura immediata ai sensi dell’art. 100 del TULPS.
La reazione emotiva è stata un mix di grande sorpresa, stupore, tristezza e rabbia. Per chi conosce il DalVerme, sa benissimo che è un piccolo posto in cui l’atmosfera è sempre intima e carina, quasi da salotto di amici, pieno di persone interessate alle nostre proposte e venute esclusivamente per quello che il luogo offre. Una delle accuse è di essere un’attività commerciale travestita da associazione culturale: anche questo, per chi ci conosce, credo sia impossibile da credere. Oltre a DalVerme abbiamo portato avanti negli anni attività parallele sul territorio, concentrandosi sul Pigneto (il nostro quartiere), utilizzando spazi abbandonati o dismessi o poco utilizzati, lavorando con le istituzioni (per quanto spesso molto difficile)  e tenendo vivo il sostrato culturale di una zona attivissima della città ma al momento in una brutta deriva sociale.
La chiusura è imposta per 30 giorni: quindi la riapertura è prevista il 5 Giugno. Ma nel frattempo è partita un’indagine che punta a far luce su questi efferati crimini e, magari, chiuderci definitamente.
Per questo stiamo cercando di tenere vicine le persone che ci conoscono e stimano il nostro lavoro: amici, soci, band e musicisti che sono passati da noi, stampa e media. Manteniamo più possibile alta l’attenzione su quello che sta succedendo per non rimanere soli e permettere che un luogo di vitale importanza per la vita culturale della città venga chiuso come un qualunque baraccio utilizzato da criminali per i loro infimi scopi!
Non è fondamentale “solo” riaprire ma è necessario che accuse del genere vengano ritirate (o perlomeno ci dicano su cosa sono fondate) e chi di dovere faccia un passo indietro sulle diffamanti affermazioni fatte contro il DalVerme.
#riapriamoildalverme
Ci auguriamo che, presto e bene, la questione sia risolta e che il DalVerme ritorni ad essere vivo. Roma ha bisogno di tante cose, sicuramente ha bisogno di elettronica e di posti dove si fa musica.

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Comments (2)

  • OutOfMap

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    Come si può supportare oltre al tweet? facciamo una petizione

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    • Enrico Cosimi

      |

      contattali sulla pagina Facebook e coordinati con loro 😉

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