Arturia iMini – Il MINIMOOG arriva su iPad

Written by Antonio Antetomaso on . Posted in Software

La data è questa: 26 febbraio 2013, Arturia, sotto al cui marchio sono stati rilasciati fior di prodotti virtual analog sia hardware che software e grazie alla quale possiamo godere di emulazioni fedelissime delle macchine da musica che hanno fatto la storia, si butta nel mondo “mobile” con un porting su iPad del suo virtual synth più famoso, il Minimoog V (ora Mini V).

Di Antonio Antetomaso

COPERTINA

Il prodotto può essere scaricato comodamente dall’Apple store mediante consueta procedura e, terminato il breve processo di download (non ci sono campioni naturalmente) e avviato, si presenta con un’interfaccia che fa sentire l’utente subito a casa, specie se egli è abituato all’emulazione virtuale per PC/MAC.

FIGURA1

Sono tante le prerogative ghiotte di questo oggettino… ma procediamo per ordine analizzando cosa esso porta nelle mani del musicista “mobail”. Il prodotto, ovviamente ancora alla versione 1.0, si articola sostanzialmente in tre schermate accessibili da altrettanti pulsanti di selezione in alto a destra.

FIGURA2

La schermata principale presenta una ricostruzione assai fedele dei controlli a disposizione sulla controparte analogica vera e, naturalmente, sulla emulazione desktop.  Naturalmente il tutto in funzione dello spazio a disposizione sullo schermo dell’iPad e delle novità aggiunte.

 

Ricordiamo brevemente le sezioni del pannello, da sinistra verso destra:

  • Intonazione principale dello strumento, quantità di glide e crossfader per il dosaggio della modulazione ad opera dell’oscillatore 3 degradato a LFO o ad opera del rumore;
  • Sezione VCA: tre oscillatori offrenti le forme d’onda classiche minimoog, regolabili in frequenza per piedaggi di ottava e per semitoni (fine tuning):
  • Sezione mixer con i classici potenziometri per il dosaggio del volume dei tre oscillatori, del rumore (bianco o rosa, a seconda della selezione) e (UDITE UDITE) dell’external input!! Ebbene si, pure la sorgente audio esterna hanno ricreato (naturalmente dovete avere una opportuna interfaccia per portare dentro un segnale audio…);
  • Sezione VCF con il relativo generatore di inviluppo (regolabile in ADS o ADSR con rilascio uguale al decadimento). Il relativo pulsante di selezione è posto sulla barra di legno immediatamente sopra la tastiera virtuale ed accessibile mediante quella minuscola rotellina dentata accanto alla scritta “iMini”;

FIGURA3

  • Sezione VCA con il relativo generatore di inviluppo (regolabile in ugual maniera di quello del filtro);
  • Volume principale dello strumento, dosaggio del chorus, dosaggio del delay e pulsante di innesco della modalità polifonica (questa sezione è stata proprio ridisegnata…il pulsante “poly” potevano proprio risparmiarselo a mio avviso, se l’intento era un’emulazione fedele) ;

FIGURA4

Procediamo velocemente con la seconda schermata, appositamente concepita per l’utilizzo live dell’App, sfruttando appieno la superficie dell’iPad:

FIGURA5

La sezione offre un funzionale e classico arpeggiatore multimodo sulla sinistra, con i controlli di selezione della modalità di arpeggio, della velocità, del sync ad un clock esterno (non male), del numero di ottave ricoperte dall’arpeggio e dal numero di ripetizioni per ottava.

Al centro, in pompa magna, due aree di sliding, mediante le quali è possibile regolare filtro e amplificatore a colpi di ditino sullo schermo dell’iPad.

Niente male!!

 

Passiamo alla terza e ultima schermata, la semplice ma efficace sezione effetti, anch’essa completamente disegnata ex-novo:

FIGURA6

Come si nota, le sezioni di sinistra e di destra rimangono invariate al variare della schermata operativa. Due gli effetti offerti, chorus e delay, di cui è possibile regolare i consueti parametri (depth e rate per il chorus, feedback e time per il delay).

 

Uno sguardo al numero di preset offerti e alle modalità di caricamento. Ai preset si accede, come è facile intuire dalle figure, dalla sezione in alto, cliccando sul nome del timbro scelto o scorrendo con le frecce. E’ offerta una comoda navigazione per autore e per categoria, un po’ come è presente nel Mini V. Le timbriche, pressochè le stesse e….UDITE UDITE….la possibilità di caricare timbriche custom della versione DESKTOP!!  Questo dimostra che il motore di generazione audio è lo stesso, come documenta Arturia parlando della tecnologia TAE (True Analog Emulation) anche per questo prodotto.

FIGURA7

Parliamo delle modalità di pilotaggio dell’app e dell’integrazione con il mondo esterno. Forse qui si vede che siamo ancora alla versione 1.0 dell’applicazione. Per il controllo dell’applicazione due sole modalità offerte:

  1. Midi over WI-FI
  2. Camera connection kit

Se utilizzate una di queste due modalità, è possibile effettuare il midi learn di ogni parametro dell’App per adattarlo al vostro fido midi controller. Di altre schede MIDI nulla viene detto. Provato con una Midi Mobilizer 1 e non c’è verso di farlo andare, neanche adoperando l’ottimo MIDI BRIDGE e lavorando di collegamenti virtuali a destra e a manca. L’app non viene proprio vista dal bridge.

FIGURA8

Non ho idea se con una interfaccia Core Midi (come iRig) l’applicazione possa essere pilotata, la documentazione parla solo di Camera Connection KIT.

Niente VirtualMidi, per cui scordatevi  l’integrazione con DAW di terze parti come Cubasis o con step sequencers esterni come l’ottimo StepPolyArp, almeno per la versione 1.0.

Trovando eccessiva la limitazione imposta in merito alle modalità di integrazione con protocolli che stanno diventando uno standard de facto, ho scritto ad Arturia chiedendo lumi: I’m lookin forward to hearing from them!

Stesso discorso dicasi per l’eccelso bus virtuale AudioBus, casomai vi fosse venuta la voglia di registrare l’audio di questa applicazione in una DAW per iPad.

Arturia ha optato per l’integrazione con un altro prodotto, Tabletop  che ha l’innegabile vantaggio di essere gratuito. Si tratta di uno studio virtuale modulare in cui integrare app musicali predisposte per esso. Naturalmente, il prodotto offre strumenti suoi di partenza ed è possibile acquistarne degli altri a parte.

FIGURA9

Altra modalità di integrazione prevista con il mondo esterno è offerta dall’implementazione del protocollo WIST di Korgiana natura, mediante il quale è possibile sincronizzare due applicazione musicali. Qui maggiori dettagli.

 

Dunque, dunque…

Arriviamo ai giudizi. Che dire: la qualità di Arturia c’è tutta. Il numero di preset è significativo (svariate centinaia) e la possibilità di caricare i propri salvataggi effettuati con la versione desktop non ha prezzo, anche se l’idea non è nuova (ci aveva già pensato Camel Audio con Alchemy…).

Come accennato, la poca integrazione con il mondo esterno è dura da digerire: escludendo strategie di mercato cui non abbiamo  (ovviamente) accesso, non rimane che pensare a una scelta di tipo step by step nel futuro potenziamento del prodotto. Anche perchè rinunciare ad Audiobus o VirtualMIDI potrebbe essere veramente difficile… specie se fuori c’è una pletora di prodotti di pari livello e funzionalità che lo implementano.

Ad ogni modo, sono sicuro che una casa come Arturia avrà di certo già messo un cantiere una roadmap che porterà questi miglioramenti con le venture versioni, tempo al tempo. In fondo siamo solo alla versione 1.0.

E poi, per 8.89 euro vi portate un minimoog sull’iPad pronto a rombare per la gioia delle vostre orecchie, che volete di più?

 

Al link qui collegato,  trovate tutti i dettagli e le demo audio/video che volete.

 

A presto.

 

 

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Comments (6)

  • Antonio Antetomaso

    |

    Riporto la risposta di Arturia ai miei quesiti:”
    At the moment we are looking into supporting background audio and audiobus. There are no plans to create midibridge compatibility though. However, I’ll make sure to pass it on as a feature suggestion.”

    Reply

  • Antonio Antetomaso

    |

    Per dovere di cronaca segnalo che ieri Arturia ha reso disponibile la versione 1.1 dell’app che introduce (finalmente) le seguenti nuove features:

    1) Compatibilità con Audiobus
    2) Supporto CoreMIDI
    3) Possibilità di processare input esterni
    4) Nuovi preset
    5) Miglioramento nella stabilità e nel motore audio.

    All’indirizzo http://www.arturia.com/evolution/en/products/iMini/intro.html trovate maggiori dettagli.

    Iniziamo a ragionare!!

    Reply

  • Marco Bassi

    |

    Salve,
    Vorrei segnalare l’impossibilità di collegare l’app a degli speaker bluetooth.
    Anche da ricerche effettuate in rete, il problema pare senza soluzioni.
    L’app “scarta” gli speaker bluetooth e continua ad uscire dagli altoparlanti iPad.
    Avete soluzioni in merito?

    Reply

    • Attilio De Simone

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      Purtroppo Arturia non sta dedicando molto tempo alle app per ipad e quindi prevedo tempi lunghissimi prima che il tuo problema possa essere risolto. Da ormai tantissimi mesi ho segnalato un bug gravissimo di iprophet che lo rende il synth di fatto un’app inutilizzabile, al pari di un’app demo (in pratica tutto il lavoro di programmazione dei suoni si perde improvvisamente dopo qualche giorno/settimana, tutti i propri preset salvati non funzionano più). Ho mandato tantissime segnalazioni, non si sono degnati nemmeno di rispondermi. Anche un gravissimo bug di imini (nel momento in cui si salvano dei propri preset non è più possibile gestire dal rotella della modweehl modulation da controller midi) ha trovato una risposta dopo mesi di segnalazioni, nel senso che all’ennesimo messaggio che ho inviato e dopo che mi sono apertamente lamentato sul loro forum, mi hanno detto che il bug era stato catalogato e che gli sviluppatori ci avrebbero lavorato su. ovviamente i bug, di imini e iprophet, permangono fastidiosamente a distanza di mesi….. eppure si tratta di bug gravi.

      Reply

      • Attilio De Simone

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        Comunque se hai l’app Audiobus, puoi risolvere lanciando imini da Audiobus e selezionando da Audiobus gli speaker bluetooth

        Reply

        • Marco Bassi

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          Perfetto Attilio, ottima idea.
          Peccato per tutt i difetti che hai elencato.

          Grazie

          Reply

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