PAR TIBI, ROMA, NIHIL

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Events

Dal 24 Giugno al 27 Novembre, la Città Eterna vedrà un’irresistibile contaminazione tra spazio archeologico imperiale e arte contemporanea. Nello specifico, sarà possibile assistere alle sempre preziose performance di Alvin Curran e, separatamente, Sabina Meyer con Elio Martusciello. Sono due occasioni da non perdere.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

curran

L’impegnativa manifestazione, PAR TIBI, ROMA, NIHIL. Patrimonio storico e creazione contemporanea, messa in essere grazie agli sforzi congiunti del Ministereo dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, con la Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’area archeologica centrale di Roma, con – ancora – il Roma Europa Festival 2016, insieme a Electa e alla Nomas Foundation (pant pant pant…) interesserà aree di planetario prestigio: Colosseo, Crypta Balbi, Palatino, Palazzo Altemps, Terme di Diocleziano, Villa Borghese, Villa Farnesina, Villa Medici.

Di seguito, tralasciando il ghiotto programma generale – cui comunque vi rimandiamo – segnaliamo gli appuntamenti “musicali”.

Alvin Curran

Banda della Scuola Popolare di Musica di Testaccio

Maritime Rites (Riti Marittimi)

25 Settembre, 12.00 – Laghetto di Villa Borghese

Maritime Rites  è un progetto iniziato nel 1979, quando Alvin Curran realizzò un concerto al Laghetto di Villa Borghese insieme ai suoi studenti dell’Accademia Nazionale di Arte Drammatica. Da quel momento, sono seguite decine di versioni “live” in tutto il mondo, nonchè una serie radiofonica di brani e improvvisazioni, incentrati sulle sirene e su altri suoni marittimi della East Coast degli Stati Uniti, con la partecipazione, oltre allo stesso Curran, di musicisti di fama internazionale quali, tra gli altri, John Cage, Steve Lacy, Paoline Oliveros e George Lewis. Per l’apertura di Romaeuropa Festival 2016, e in versione inedita, Riti Marittimi, verrò eseguito dalla Banda della Scuola Popolare di Musica di Testaccio, con alcuni studenti del Conservatorio di Santa Cecilia, sotto la direzione di Silverio Cortesi e di Alvin Curran.

Sabina Meyer

Ninfa in lamento

29 Settembre / 1 Ottobre, 21.00 – Villa Farnesina

Serbatoio di spericolate avventure musicali, il Barocco rappresenta anche un luogo contemporaneo di sperimentazione per linguaggi e personalità artistiche diverse. E’ il caso di Ninfa in lamento di Sabina Meyer, soprano (e raffinata thereminista) che si divide tra la musica contemporanea e la prassi barocca. Da questo ricchissimo repertorio del Seicento, Meyer ha attinto oltre che da Monteverdi (il Lamento della ninfa), anche da Barbara Strozzi e Girolamo Kapsberger, per poi raggiungere il Novecento di Giacinto Scelsi. Nel concerto, i brani saranno presentati in veste inconsueta: dove alla prassi musicale antica della soprano Sabine Meyer, accompagnata alla tiorba da Simone Colavecchi, interprete di musica barocca, si aggiunge il trattamento elettronico realizzato da Elio Martusciello, compositore e improvvisatore radicale.

E’ un baroco in bilico, perchè il materiale contemporaneo non offrirà solo una cornice alla musica antica, ma si esprimerà anche in un continuo movimento improvvisatorio che unisce le diverse isole compositie, sicchè i linguaggi della prassi barocca e dell’elettronica contemporanea siperdono in una ricerca che, con le dovute differenze, ha contraddistinto il tempo di Monteverdi.

Alvin Curran

Endangered Species ossia The Alvin Curran Facebook

25 Novembre, 19.00 – Accademia di Francia Villa Medici

Alvin Curran, nato negli Stati Uniti, ma ormai romano di adozione, è una figura di spicco del panorama musicale contemporaneo, grazie alla sua inesauribile curiositàà che lo ha portato a sperimentare le più varie possibilità di produzione musicale, senza mai cedere a suggestioni spettacolari o divistiche, ma al contrario creando a sua affascinante musica in un’atmosfera rilassata e collaborativa. In occasione della trentunesima edizione del Romaeuropa Festival, porterà in scena, nella cornice dell’Accademia di Francia Villa Medici, il suo Facebook; un’autobiografia atipica, in forma di composizione sonora, un viaggio attraverso il suo pensiero e la sua poetica.

Come dice lo stesso Curran: “un cinema per le orecchie – un vasto paesaggio sonoro – nel quale racconto una storia senza tempo, orchestrando in tempo reale i suoni del mondo intero sotto le mie dita”.

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