MAG Organ

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Da tempo, Massimo Ghirardi sta riscrivendo diversi parametri che, ormai dati per scontati, tengono in piedi il mondo che ruota attorno ai cloni Hammond e, in generale, agli organi doppio manuale da cinque ottave. I suoi strumenti, commercializzati sotto il marchio MAG Organ, usano una potente FPGA programmata in Germania e già oggetto di interesse da parte nostra. A fronte di tre modelli (un manuale, due manuali, due manuali con ottava preset) disponibili, i suoi strumenti hanno fatto breccia presso la top series degli utilizzatori; un nome per tutti: Don Airey dei Deep Purple. Abbiamo avuto modo di ascoltare il MAG Organ in occasione della recente giornata demo, ospitata da Your Music a Roma.

Di Enrico Cosimi

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I tre modelli, dicevamo, hanno identico cuore sonoro e differiscono per configurazione dei manuali: la versione più semplice è a singolo manuale cinque ottave, utile per il tastierista rock che voglia accesso ai drawbar, ma che non necessiti delle comodità esecutive del doppio manuale; immediatamente sopra, la versione upper/lower con cinque ottave secche offre un’ottima trasportabilità (manca l’ottava extra per il richiamo dei preset) a fronte di una dotazione standard di drawbar e controlli dedicati. Il modello top, quello qui sopra, ha l’ottava in più per il recall veloce dei preset e, ovviamente, ha dimensioni maggiori.

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L’ottava in più permette di richiamare al volo preset configurati in precedenza e, in corrispondenza del Si Bemolle e del Si, richiama i due gruppi di 9 drawbar presenti sulla plancia di comando. Sul Si, e solo su quest’ultimo, del manuale Swell, si innesca la percussione.

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Il preset richiamato è visualizzato dai led di segnalazione; non c’è blocco meccanico del tasto preset – come nello strumento vero – ma il sistema è sufficientemente chiaro. A sinistra dei due manuali, trovano posto i controlli di personalizzazione timbrica (drive, reverb, volume, tono, eccetera) per il manuale superiore e i controlli del rotary simulator per il manuale inferiore. La simulazione rotary è generata attraverso Ventilator: la sua elettronica è ospitata nell’organo e permette l’ineccepibile simulazione del 122, con in più la possibilità del Brake. L’interruttore a placchetta selezione i due tipi di timbrica più o meno spinta del Ventilator e con gli altri controlli si accede ai parametri (pochi, ma buoni) del rotary. E’ possibile comandare unioni, split e accoppiamenti di pedale su manuale inferiore.

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Il posizionamento dei comandi espressivi è ineccepibile: percussione a destra e vibrato/chorus a sinistra. L’hammondista talebano non avrà problemi.

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I drawbar hanno il corretto scatto meccanico e il cappuccio del tirante rispetta colori e dimensioni delle regolazioni originali. Tutte le dimensioni sono quelle della consolle classica, al millimetro (anzi, al sottomultiplo di pollice), tolleranze comprese.

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Ogni musicista elettronico sa bene quanto siano importanti i fianchetti in legno: MAG Organ usa eccellente acero colorato nelle tinte più fenomenali. Don Airey ha ottenuto una colorazione ovviamente Purple, ma può essere possibile – con un minimo sovrapprezzo – ottenere, per dire, anche un color marzapane.

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Passo, corsa e gestione dei tasti sono ineccepibili. Come è facile immaginare, il suono parte alla chiusura del primo contatto.

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Il corredo di connessioni prevede Send/Return per un eventuale processore esterno, ascolto in cuffia, uscita indipendente dei due manuali del pedale, coppia di uscite left/right, porta MIDI e USB, porta seriale per il collegamento con il programmer esterno opzionale (ma lo strumento suona già benissimo con le regolazioni di default), connettori multipolari per i Leslie (configurabili e selezionabili a discrezione del cliente).

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Quantità o tipo dei connettori rotary è argomento di decisione tra cliente e costruttore.

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Lo strumento suona in maniera assolutamente convincente anche nelle ottave più acute, offre un timbro rotondo, facilmente personalizzabile per venire incontro a tutti i peggiori eccessi di talebanesimo dell’hammondista tipo.

Da provare. Qui, per saperne di più.

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