Keith McMillen QuNeo

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

QuNeo è una periferica di controllo concepita per lavorare in maniere non convenzionali; come altre unità prodotte da McMillen, sfrutta un’ingegnerizzazione in grado di coniugare economia d’esercizio e buona funzionalità. Già dall’installazione, si capisce come – accettando la sfida – QuNeo possa invitare il musicista a percorrere strade poco battute…

Di Enrico Cosimi

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Una superficie di controllo, a parte i tasti bianchi e neri, può essere utilizzata premendo, strusciando, tamburellando, avvicinando le dita ai sensori o, in maniera macroscopica, interagendo con gli eventuali sensori di accelerazione/movimento/presenza contenuti al suo interno. In tutti i casi, come dicono nei bassifondi della Capitale, gli anni passati ad esercitarsi con Bach e Clementi possono tranquillamente andare a farsi benedire: qui, si suona in un altro modo.

Ci sono 27 pad, sotto forma di slider elongati, piazzole quadrate con quattro posizioni sensibili, rilevatori di pressione, velocità e locazione; delle 27 strutture sensibili, 17 sono abilitate alla lettura di pressure e velocity. Nella parte destra della plancia comandi, 16 pad quadrangolari interpretano 127 livelli di dinamica (perfetti per la programmazione di pattern ritmici) e rilevano la posizione in cui avviene – sugli assi NS/EO – il tapping. Il collegamento con Mac/PC (ma anche in ambiente Android…) avviene attraverso presa USB, l’apparecchio è fornito di cavo lungo un metro; per la configurazione, non ci sono problemi particolari. Come per gli altri hardware McMillen, si può andare lisci o sfruttare l’hardware KMI MIDI Expander, con cui convertire i dati USB in tradizionali codici MIDI senza dover ricorrere al Mac/PC.

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Le superfici di controllo

Oltre alle 16 pad quadrangolari, ci sono un long slider (perfetto per la mappatura in modalità crossfade), quattro vertical slider, due superfici rotary, quattro horizontal slider, un tasto rhombus, due coppie up/down, tre tasti transport, quattro increase/decrease left/right e, per finire, un tasto mode.

Di massima, le superfici sono in grado di trasmettere dati di Nota On/Off specificabile, con o senza Key Velocity; Key Pressure; valore CC assegnato allo spostamento sull’asse orizzontale X e verticale Y delle superfici abilitate (con o senza memorizzazione latching dei valori raggiunti); comportamento increase/decrease 0/127 in modalità rotary encoder (sulle due superfici circolari); direzione e ampiezza della superficie impegnata (sul long slider orizzontale).

Le quattro coppie di frecce left/right possono lavorare come selettori di banco; in determinate condizioni, i 16 tastoni quadrangolari possono servire per selezionare velocemente una locazione preset espressa tra 1 e 16.

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In che modo programmare il tutto? Se non si vuole utilizzare l’editor liberamente scaricabile  e lavorare comodamente a video, si può entrare in CoMA, cioè in Controller Mapping Assistant mode e, successivamente, interpretare i diversi segnali visivi corrispondenti (per illuminazione e blink rate) alle conferme ricevute. Inutile dire che il QuNeo Editor Software V 1.2.2 semplifica molto le operazioni, dalla gestione dei preset pronti all’uso, alla programmazione di nuove configurazioni.

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Preset?

QuNeo è pronto per lavorare come MIDI Note controller già mappato per Serato, per mappature drum note, in grid mode, Live Drum Rack e Live Clip Launch per Ableton, in LaunchPad Emulation, LogicPro (con mappature per UltraBeat Sequence Launch e Bank Switch, Mixer & Track Select & Send), Traktor, Reason, Battery, Korg iMS20 (con automazione dei selettori di pannello e dei controlli più importanti), BeatMaker iPad.

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Considerazioni

QuNeo può fare tante cose: già alternando i comportamenti di risposta bistabile (due pressioni per innescare e abortire i controlli) e momentaneo, si può rendere viva la superficie d’esecuzione; in base alla pazienza, al tempo libero e alla disponibilità di software da pilotare, il musicista può trarre notevole giovamento dall’impostazione assolutamente performativa dell’apparecchio.

Non è una struttura per timidi, ma chi – prima o poi – non sente arrivare il momento delle sfide?

Da provare.

 

 

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