Bitley Fairlight CMI Refill

Written by Antonio Antetomaso on . Posted in Software

Gli anni ‘80 a portata di mano. Tra le macchine vintage più affascinanti e impossibili predomina senza ombra di dubbio il Fairlight CMI (Computer Musical Instrument), creato da Peter Vogel (Dio lo conservi …) nel lontano 1979.

di Antonio Antetomaso

Copertina

Fu di fatto il primo campionatore ad irrompere come un titano nel panorama musicale di quell’epoca, suscitando l’attenzione di musicisti come Peter Gabriel, Jean Michelle Jarre, Herbie Hancock, Bruce Springsteen e molti altri. Chi non ricorda questo brano?

Il suono di cori del tema principale è appunto uno dei biglietti da visita di questa macchina e si chiama SARRARR. Per la generazione sonora e l’elaborazione dei campioni, lo strumento faceva pesante ausilio di una workstation esterna dalla potenza che, per quell’epoca, rasentava l’inverosimil. La macchina era inoltre dotata di un controller ad 88 tasti, una tastiera da computer e un monitor a “fosforoni verdi” corredato di light pen per le elaborazioni e programmazioni del caso.

Il parco di suoni di base era organizzato in una suite di 38 floppy disks da 5.25 e comprendeva timbri di ogni genere, da pianoforti acustici ed elettrici a drum kits, a pads, a suoni orchestrali, a sound fxs. Nella sua versione più diffusa il IIx, il Fairlight CMI era capace di offrire all’utente uno step sequencer assolutamente degno di nota (la fantomatica Page R del software di base) e, cosa più importante, la capacità di campionare mediante un microfono esterno, con risoluzione di 8 bit (che oggi fanno ridere, ma a quei tempi..) corredando il tutto con un sapiente editing visuale mediante light pen.

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Per maggiori dettagli e soprattutto per non rischiare di uscire fuori tema vi rimando all’ottima voce Wikipedia, segnalandovi questo video che mostra Herbie Hancock all’opera con il mostro sacro.

Oggi, trovare una macchina originale IIx e, peggio ancora, in buone condizioni è impresa ardua e tutt’altro che economica. Nell’occasione del trentennale della Fairlight instruments lo strumento originale è stato riportato in vita e ne è stata creata una versione commemorativa in linea con lo stato dell’arte, il Fairlight CMI 30A. Il prezzo ovviamente, proibitivo. 20.000 dollari…(ma regalano anche la custodia).

FIGURA2

 

Qui trovate tutti i dettagli. E per i poveri mortali che vogliono ancora usare quelle timbriche cosa resta? Beh, diverse cosette assolutamente degne di attenzione, come ad esempio l’oggetto del nostro articolo, se mi consentite! Tale Patrick Fridth si è divertito a campionare in modo assai accurato TUTTO ma proprio TUTTO il set originale di suoni di fabbrica di un Fairlight CMI IIx, a realizzarne un ReFill per Reason  e ad offrirlo in diverse “configurazioni” per le varie versioni del software presenti sulla scena, a partire dalla 4.

Ciascuna configurazione altro non è che un insieme più o meno nutrito di presets per i vari strumenti virtuali offerti dal rack di casa Propellerheads più un insieme di songs composte utilizzando esclusivamente tali presets, quasi ad emulare la Page R del Fairlight (naturalmente con molta differenza rispetto a quanto si poteva fare all’epoca).

Seguo il progetto di Patrick Fridth (aka Bitley) con un certo interesse, sin dalle prime versioni del ReFill e debbo dire che, benchè non sia proprio un Reason user, trovo il suo lavoro assolutamente degno di nota. Ragion per cui mi piacerebbe raccontarvi nel dettaglio come esso è stato organizzato e cosa viene offerto, anche perchè le versioni della libreria sono parecchie e non è proprio immediato capire cosa è più adatto alle nostre esigenze e alle nostre tasche.

Per esigenze di tempo e spazio non entrerò nel dettaglio di cosa fa ciascuno strumento di Reason “toccato” dal ReFill di Bitley e vi rimando al sito di Propellerheads per i dettagli.

FIGURA4

 

La prima versione del ReFill vede la luce nel 2010 sotto il nome di Fairlight CMI Legacy ReFill. Essa comprendeva, sotto forma di presets per il campionatore NN-XT, tutto il set di suoni originali di fabbrica del Fairlight CMI IIx, organizzati per numero di floppy disk. Ecco come si presentava una volta data in pasto a Reason.

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Nel ReFill vi erano anche alcune songs (poche) ad emulare la Page R.

FIGURA3

Nella versione immediatamente successiva, il ReFill è cambiato più che altro nella sua organizzazione dei suoni per “strumento Reason” e non più per numero di floppy, vedendo comparire presets e drum kits anche per altri strumenti, come ReDrum (batteria elettronica) e Combinator, a creare timbriche decisamente più esotiche e complesse nonchè un po’ estranee al mondo Fairlight CMI 2x originale, se vogliamo.

Fairlight Supremacy ReFill fu il nome scelto per la versione 1.2 del lavoro di Bitley.

 

FIGURA7

L’ultima versione a lavorare per Reason 4 e la prima a presentare l’organizzazione dei suoni adottata per la versione finale fu la Fairlight CMI Legacy II. Con i suoi 2000 e passa presets e drum kits è la versione più completa del ReFill che potete far girare sotto Reason 4.

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Per gli utenti che acquistarono l’upgrade alla versione II, Bitley rilasciò gratuitamente un upgrade bonus, con alcuni presets per NN-XT e Combinator, tratti da campionamenti effettuati su un CMI III (una versione più evoluta del campionatore originale). L’ultima versione a vedere invece la luce per Reason 5 è stata la Fairlight XXL, ancora comprensiva di tutti i campionamenti della macchina originale più una tonnellata di suoni e songs in più, per un totale di 3000 presets pronti all’uso. Ovviamente la maggior parte della libreria è composta da suoni costruiti, ovviamente, sulla base dei campioni originali del Fairlight ma che sfruttano a dovere le capacità elaborative di Reason.

FIGURA9

L’ultima versione della libreria, quella più ampia di tutte è la Fairlight Platinum che necessita però di Reason 6, dato che parecchi dei presets offerti fanno uso dei synth che sono peculiari solo di questa versione del rack.

Se volete avere un’idea più precisa di cosa trovate all’interno del ReFill e, in particolare dei synth toccati da esso, è presto fatto:

● 900 patches per Combinator

● 1100 patches per NN-XT, comprensive delle sonorità originali del Fairlight

● Svariati kits per ReDrum e Kong

● Patches per Subtractor, Malström & Thor per un totale di 3340 patched, 340 in più della Fairlight XXL.

 

Oltre ai suoni sono state sapientemente customizzate anche le interfacce di Combinator, allo scopo di avvicinare quanto più possibile il look & feel di Reason a quello vintage del mondo Fairlight. Non vi aspettate i fosfori verdi del monitor del Fairlight però eh? Reason non lascia troppo spazio alle customizzazioni, questo si sa.

FIGURA10

Concludiamo con il prezzo e i giudizi su tutto il pacchetto. Qui  trovate le informazioni relative al prezzo delle varie distribuzioni.

Se siete dei puristi del Fairlight e preferite assemblare da soli le vostre timbriche, la versione base è quella che fa per voi: al prezzo di 19$ vi portate a casa tutto il set di suoni della macchina originale. Se invece volete tutto, ma proprio tutto il lavoro di Bitley, il prezzo sale a 79$, abbastanza contenuto nonostante tutto e considerato cosa si ha tra le mani.

Io mi sono fermato alla versione XXL della libreria perchè non posseggo Reason 6 per cui posso esprimermi in merito alla resa timbrica di quest’ultima (e quindi delle versioni precedenti): nulla da dire, i suoni ci sono tutti e fanno il loro lavoro. I capionamenti a 8 bit danno proprio l’impressione di avere a che fare con la macchina originale ma se volete un sound decisamente più adeguato ai livelli attuali la libreria non vi deluderà di certo. Le timbriche custom sono ugualmente ben fatte ma, ripeto, esulano di parecchio da quello che si poteva fare con un vero Fairlight quindi i puristi potrebbero storcere il naso. Essendo un ReFill, manca la parte di campionamento e uno step sequencer paragonabile a quello originale (che non ha naturalmente nulla a che vedere con il sequencer di Reason), per cui se quello che state cercando è una ricreazione in virtuale di quello che era il vero Fairlight, meglio propendere per altre soluzioni come la Fairlight App per iPad  con meno suoni ma molto fedele alla macchina originale nonchè dotata di possibilità di sampling. Oppure propendere per l’ottimo Darklight IIx di UVI Sound Source, basata sulla UVI Workstation e dal costo decisamente più impegnativo. Se invece volete avere semplicemente quei suoni al massimo del rendimento e della fedeltà e non è un problema il protocollo ReWire, non potete avere di meglio, specie a quel prezzo. Vi lascio segnalandovi anche che Bitley sta conducendo il progetto del porting della sua libreria in ambiente Kontakt, ma il tutto è ancora a livello molto embrionale, benchè fruibile: i suoni ci sono tutti ma le interfacce sono quelle standard del campionatore. Qui trovate i dettagli.

La cosa bella è che Bitley offre la possibilità di contribuire alla programmazione delle interfacce per Kontakt, per cui se siete dei draghi in ambiente di scripting potrebbe essere un’occasione. Patrick è una persona squisita, se vorrete scrivegli egli sarà lieto di darvi tutte le indicazioni del caso.

Ad maiora.

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