Propellerheads Reason 7: nuove funzionalità annunciate

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Recording, Software

A furor di popolo, Reason 7 rinuncia alla sua storica chiusura verso il mondo esterno e, dopo aver incluso le capacità di acquisizione audio sotto forma di campionamento real time, permette ora la gestione di qualsiasi hardware esterno attraverso i moduli di MIDI Out.

Di Enrico Cosimi

reason 7 eq

In questo modo, viene a cadere lo storico muro che vedeva il programma svedese come una sorta di isola felice lontana dal resto del mondo; ora, Reason 7 può sfruttare le potentissime risorse interne, ma può anche essere usato per controllare (e, magari, successivamente acquisire) tutto l’hardware di questo mondo, purchè abilitato a ricevere codici MIDI (in maniera nativa o attraverso interfaccia dedicata).

Non è tutto; è possibile elaborare l’audio acquisito utilizzando un nuovo motore di slice automatizzato, che permette la divisione del segnale in corrispondenza dei transienti più significativi; successivamente, si può intervenire con operazioni di quantizzazione, fino a raggiungere il perfetto allineamento.

reason 7 midi

Le funzionalità di mixaggio sono state potenziate attraverso l’adozione di procedure iper semplificate per la creazione di gruppi di assegnazione, per la duplicazione di canali con identica sorgente (finalizzata al raddoppio del trattamento, magari con risultati differenziati/differenziabili); ogni canale è ora dotato di una pratica runzione di Spectrum Analyzer Window, con sovrapposizione dei punti di equalizzazione in modalità handlebar, facilmente regolabili per variare il profilo grafico della risposta in frequenza.

reason 7 mix

In aggiunta, è stato realizzato l’effect unit Audiomatic Retro Transformer (ulteriori particolari in seguito) e il programma viene fornito con nuove sound library.

Non rimane che sperare nella futura possibilità di caricare audio tabellato anche dentro Malström…

Qui, come di consueto, le notizie e gli approfondimenti.

 

Tags: ,

Trackback from your site.

Comments (13)

  • Gianluca

    |

    Sono così tanto abituato ad usare Reason nella sua logica tradizionale “chiusa”, che non riesco a cogliere la rivoluzione del MIDI OUT. In che modo posso fare interagire REASON con dell’hardware o dei software esterni al programma?
    Usare l’arpeggiatore di REASON in un’altro programma? Usare la modulation matrix di THOR per controllare uno step sequencer hardware? Cose così?
    Credo che mi servirebbe qualche esempio, sto facendo un po’ di confusione.

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      beh, potresti uscire da matrix, o dal sequencer di thor, e – attraverso interfaccia midi del computer – pilotarci una tastiera o un expander esterno; oppure potresti convertire i valori di matrix in CV e Gate con cui pilotare un vecchio analogico e poi catturare il suo suono all’interno di una traccia audio di Reason. é probabile che, in questo caso, dovrai riallineare audio (+latenza di conversione) al midi… 😉

      Reply

  • Emanuele

    |

    Non ho capito bene. Da quanto ho visto dalle demo si possono creare dei virtual rack midi per collegarvi strumenti hardware esterni, possono essere collegati ai virtual cv interni per pilotare via midi strumenti esterni come si farebbecon un sinth modulare hardware e secondo alcuni forum inglesi ci sarebbe pure un cv-out che permetterebbe di convertire le uscite audio della scheda audio del computer in generatori cv.

    In pratica sarebbe la manna per lo strumentista hardware che deve aggiornarsi ai tempi moderni ma che non vuole abbandonare il suo vecchio modo di lavorare.

    La domanda riguarda il nuovo midi out e il rewire: ci sarä modo di memorizzare dati sysex e e pilotare con il midi out parametri o strumenti che non rispecchiano gli standard midi? Si potranno salvare delle pacth di questo tipo? Sarebbe bello usare step sequencer e drum mashine per variare i parametri di strumenti come d550 o ex8000 e ottenere sonoritá cangiantino praticamente utilizzando questi strumenti come fossero rack interni di reason.

    Se non fosse possibile si potrebbe associare una DAW tipo reaper o una economica tipo le versioni base di cubase o dei software della emagic per poter pilotare integralmente gli stumenti esterni?

    volendo programmare dei controller hardware novation e behringer per gestire manualmente tutti i parametri di un pulse, un d550 e un ex8000 pensate sia piü opportuna un accoppiata con mainstage o con una daw e pensate sia in realtä fattibile l’integrazione di vecchi sinteetizzatori non integralmente midi ma senza cv? Sapete rse reason é compatibile col protocollo lan over lan (wlan)?

    E’un programma molto esigente di risorse o potrei riuscire a gestirvi con un macmini ultraespanso con ram e processore i7 reason, native komplete e una qualche DAW o mainstage per gestire in modo itegrato i controller dedicati alla gestione degli strumenti hardware esterni? lo scopo sarebbe riuscire a integrare nel rack di reason 1 d550, un ex8000, un fs1r un pulse con dei controller programmati per avere sotto mano tutti i parametri dei synth come si faceva con le vecchie pg1000.

    Mi interesserebbe trovare un modo oltre che per salvare le varie configurazioni hardware e software integranti reason, qualche vsti particolare e gli strumenti hardware sotto forma di preset di reason anche ruscire a programmare dei controller behringer bcr/f o dei novation zero a mo’di programmer pg1000:per gestire alternandosi gli strumenti veri, dei virtual instruments o reason.

    Sapete se reason é compatibile con i monitor multitouch per una gestione come uno strumento reale ed é vero che puö inviare segnali cv-out come volta della motu?

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      inevitabilmente, le risposte saranno laconiche e limitate alle (pochissime) notizie che per ora filtrano dalla casa costruttrice; da questo punto di vista, solo il futuro potrà chiarire – ad esempio – il problema dei sistemi esclusivi, da molti giustamente sentito come fondamentale; comunque, cerco di rispondere per quello che ho capito dalle informazioni in mio possesso:

      a) la gestione di eventuali apparecchi analogici sotto CV/Gate è sempre subordinata alla conversione del MIDI Out in CV e Gate, ovviamente attraverso interfacce terze parti, tipo philip rees, doepfer, kenton, roland, eccetera; non penso sia implementata una logica tipo MOTU Volta, con generazione diretta di tensioni CV/Gate alle porte dell’interfaccia audio – perlomeno, MI AUGURO non sia come Volta, vista l’oggettiva difficoltà di farla funzionare in maniera sufficientemente stabile… 😉

      b) non so nulla del sysex e, conseguentemente, sulla possibilità di salvare patch di macchine esterne; è probabile che, perlomeno nella fase iniziale, tutto si limiti a emettere messaggi midi di canale e di CC generati da Reason, non a ricevere bulk dall’esterno per il loro immagazzinamento. Spero di sbagliarmi…

      c) in ogni caso, Reason funziona correttamente sotto ReWire, quindi quello che non si può/potrà fare con lui è assegnabile ad altre DAW che già ora prevedono ReWire; pur essendo molto più pigro di quanto non si possa pensare, nei mesi precedenti ho sperimentato – sporadicamente, ma con successo – il ReWire con ProTools e, se non ricordo male, anche con Logic. Funziona.

      d) non credo per ora ci sia compatibilità LAN.

      e) non mi sembra che ci siano funzionalità con cui mappare controller dedicati ad hardware esterni; a quel punto, tutto è nelle mani di Dio: puoi programmarti un qualsiasi Behringer da corsa, mandare i CC alle tracce di Reason e farle uscire da Reason verso gli hardware MIDI “d’annata”. Un controllo MIDI è un controllo MIDI è un controllo MIDI. :-)

      f) Reason è MOLTO efficiente sulla CPU e, finora, anche MOLTO stabile; i problemi, di solito, nascono quando i programmi si aprono verso l’esterno… nessuno può garantire per plug-in/rack extension o altri codici scritti da terze parti. 😉

      g) temo che, per ora, sia troppo ottimista voler “incarnare” nel Reason Rack apparecchi esterni come quelli che hai elencato; di sicuro, si possono canalizzare i flussi di dati MIDI indirizzandoli ai vari D-550, EX-8000, eccetera. Come sopra, un controllo MIDI è un controllo MIDI è un controllo MIDI. Se garantiscono l’apertura verso l’esterno, quello che c’è attaccato al cavo MIDI per loro è indifferente 😉

      h) non penso sia GIA’ compatibile con i vari multi touch… tra l’altro, sarebbe carino avere una versione per iPad. 😉

      staremo a vedere…

      Reply

  • Emanuele

    |

    Grazie Enrico.
    Mi allaccio a chi chiedeva delle daw.
    Nell’ottica di utilizzare la DAW in rewire nel modo da te suggerito, quindi in un contesto il piü intuitivo possibile e il meno pasante possibile per un computer che potrebbe essere benissimo un portatile in una situazione live quali software potrebbero essere considerati?

    Non sto parlando di editing audio o funzionni di mastering, ma di gestione midi di controller vari, storaggio di sysex, pilotaggio di interfaccie midi, ecc………….in pratica per fare quello che non fa reason.

    Quali alternative ci sono?
    Cubase, logic, reaper? Il nocciolo della questione é la leggerezza e la gestione midi, l’hosting di pochi vst complementari a reason (alcune app di Native komplete, minimonnsta o le app di Scognamiglio) per l’audio ci pensa reason… almeno in contesti live o in cui si suona in tempo reale.

    Se uno volesse rimanere su piattaforma windows per poter sfruttare le potenzialitä dei laptop multitouch come sarebbe samplitude come alternativa? E’una DAW europea, che conoscono in pochissimi, ma che viene recensita benissimo dai suoi utilizzatori….

    Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    Samplitude è una bomba, e su questo non ci sono dubbi; ho il sospetto che voler far fare tante cose a Reason, specie facendolo lavorare in ReWire per ospitare compiti (per ora) non previsti, potrebbe rivelarsi una procedura rischiosa.

    Ripeto, non ho dati precisi; mi baso sulle (poche) informazioni che finora filtrano, nulla di solido, nulla di definitivo, bisogna prima capire quanto apriranno IN INGRESSO al MIDI esterno sotto forma di sys ex, dump e tutto il resto.

    La gestione delle interfacce non dovrebbe essere un grosso problema, anche se la mia esperienza è limitata al facilitato ambiente Mac; per le periferiche di controllo, se uno accetta di lavorare in ReWire, il problema potrebbe trasferirlo paro paro sulla DAW.

    Ho come l’impressione che si voglia “protoolsizzare” (o, se si preferisce, “cubasizzare”) Reason; per ora, loro hanno solo aperto un canale su cui trasmettere il MIDI Out, tutto il resto potrebbero ANCHE essere film che ci stiamo facendo… 😉

    Reply

  • Max

    |

    che dire della discorso GM?
    ho letto da qualche parte che nella versione 7 fosse possibile utilizzarla – ma andrebbe sempre programmato suono per suono, o reason può leggere come fosse un softwer GM in automatico?

    Reply

  • MArco

    |

    Innanzitutto complimenti per l’articolo e anche dell’ulteriore valore aggiunto che danno i rispettivi commenti. La mia è una domanda che assomiglia più ad un consiglio da addetto ai lavori. Sono un informatico e a parte la passione per la musica elettronicha che mi ha fatto spaziare a conoscere (più o meno approfonditamente) i vari sequncer in giro, dovrei “darmi pace”, cercando di approdare una volta per tutte ad un prodotto, affinchè oltre a colmare la mia passione, possa anche nel tempo essere un vero e proprio lavoro. Ho sentito parlare di certificazioni su Reason 7, e qui a Roma ho trovato anche chi eroga questo tipo di corso, ma mi domando, ne vale la pena? Mi spiego meglio.. A fronte di un investimonto non da poco, c’è secondo te/voi una effettiva richiesta per poter lavorare poi in studio come figura referenziata in Reason 7? Chiedo anticipatamente scusa se sono stato impreciso o sono andato fuori tema dall’articolo, e vi ringrazio per le possibili risposte. Buon tutto. Marco.

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      di solito, una certificazione in qualcosa ha senso se si intende “lavorare con quel programma”, cosa che può significare proporsi a strutture professionali come operatore certificato o proporsi come docente altrettanto certificato; ora, Reason 7, per quanto valido, non è ancora un programma adottato dal mondo della produzione A/V conto terzi, quella cioè che assorbe (con sempre maggior difficoltà) figure professionali di operatore certificato… rimarrebbe aperta la strada della didattica a pagamento, ma – mi chiedo – il gioco vale la candela?

      per usare bene un programma, sicuramente complesso, come Reason 7, può andare bene anche un periodo di studio approfondito sulla manualistica e sui vari tips and tricks che pullulano in rete; se poi la cosa deve prendere un verso più ufficiale, si può sempre ricorrere in un secondo momento alla certificazione

      miei 2 centesimi…

      Reply

Leave a comment

Inserisci il numero mancante: *