Camel Audio Alchemy Mobile: espandere le possibilità delle tracce audio

Written by Attilio De Simone on . Posted in Software

Da qualche settimana la Camel Audio ha proposto per il pluripremiato Alchemy Mobile per ipad un upgrade alla versione Pro. Andiamo a vedere cosa possiamo fare con questo “giocattolino”. Per quei pochi che non conoscessero Alchemy, consiglio di leggere l’ottima recensione del prodotto realizzata da Antonio Antetomaso.

di Attilio De Simone

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Innanzitutto la versione Pro introduce una serie di funzionalità tali da rendere Alchemy una macchina in grado di trattare qualsiasi file audio con molteplici tecniche di trattamento dei campioni e di farlo in modo così efficace da poter arrivare a competere con acclamati strumenti hardware.

Cosa offre in più la versione Pro rispetto alla versione gratuita (la quale è poco più di un semplice expander in grado di gestire le librerie sonore gratuite e commerciali proposte da Alchemy modificando in tempo reale alcuni parametri)? Le seguenti funzionalità:

  • salvataggio song,
  • esportazione delle esecuzioni salvate in formato wav e midi,
  • gestione fino a 8 songs,
  • pitchbending per singole note da touchscreen,
  • controllo MIDI virtuale da parte di altre apps,
  • opzione di quantitazzione aggiuntiva comprese le terzine,
  • funzione di cancellazione note,
  • scale addizionali,
  • auto sync per tempo MIDI esterno,
  • gestione della polifonia e della latenza,
  • remote control di Alchemy Player per computer desktop,
  • 75 suoni e 25 loop aggiuntivi,
  • possibilità di creare proprie patches importando tracce audio.

Per info…

E’ proprio quest’ultima funzione che ha solleticato la mia fantasia. Le varie tecniche di trattamento dei campioni offerte dal programma assieme alle possibilità di morphing in tempo reale grazie agli 8 pad che offrono configurazioni differenti dei comandi rappresentano sicuramente un’occasione troppo ghiotta per non essere attratti dall’idea di mettere alla prova questo strumento lasciandogli trattare campioni da me creati con altri software.

L’idea è partita dal fatto che molti software disponibili su computer sono in grado di generare sonorità molto ricche ed affascinanti (ho pensato immediatamente alle possibili iterazioni tra Alchemy e soundscapes e sequenze create dai synth della Native Instruments come FM8, Absynth, Massive e Reaktor o con le sonorità tridimensionali di U-He Diva) e quindi mi sarebbe piaciuto provare ad aggiungere ulteriori trattamenti in tempo reale sfruttando sia le peculiarità uniche di Alchemy Mobile che la praticità di potere gestire un arsenale sonoro con l’ipad.

Il primo passo da fare, pertanto, è stato quello di creare una libreria di campioni utilizzando i propri plugin preferiti. Sono partito realizzando una decina di suoni, soundscapes, pad, rumori, effetti sonori, sequenze. Ho sperimentato senza cercare soluzioni sonore banali, perché in Alchemy, tra librerie freeware e a pagamento, l’offerta di sonorità più o meno convenzionali è già ricchissima.

Ho utilizzato più plugin, anche in multilayer, aggiungendo effetti. In questa fase l’unico limite è stato solo la capacità di calcolo della nostra CPU. Una volta ottenuto un suono interessante, l’ho esportato registrando una sola nota (ho realizzato un’ampia libreria scegliendo come nota di riferimento il Do anche per le sequenze e gli arpeggi) e poi all’interno di un wave editor (va benissimo anche il freeware Audacity) ho provveduto ad effettuare un paio di operazioni di perfezionamento del file (rimozione di eventuali momenti di assenza di suono prima e dopo l’esecuzione della nota, normalizzazione della traccia) e poi ho salvato in  formato wav o aiff il campione così ottenuto.

Ovviamente, nulla mi vietava di utilizzare sintetizzatori hardware o di creare combinazioni sonore creando dei layer sofisticati utilizzando suoni hardware e software contemporaneamente, ma ho preferito sperimentare solo con i software. Va da sé che durante questa fase di costruzione del suono possiamo sperimentare qualsiasi idea e lavorare con qualsiasi tecnologia.

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Una volta ottenuto il campione ho collegato l’ipad al computer, da cui ho lanciato il programma iTunes, e, nella sezione “App” dell’ipad, ho selezionato Alchemy tra le applicazioni, da qui “Aggiungi file” e dalla finestra che si è aperta ho importato i files che mi interessavano.

 

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Abbandonato il computer mi sono spostato sull’ipad. Lanciato Alchemy, ho aperto il menu a tendina dei preset. La versione pro consente l’accesso alla sezione “User”, all’interno della quale è possibile importare i files audio per creare i propri suoni.

 

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Nella sezione user è possibile selezionare i presets già creati oppure scegliere l’opzione “Create new preset” per crearne di nuovi.

 

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Come prima cosa  ho selezionato il campione tra quelli che ho importato. Nella schermata “Sample” si accede, innanzitutto alla libreria “Factory” contenente i campioni che Alchemy mette a disposizione, estrapolati dalla libreria gratuita o dalle librerie commerciali che sono state eventualmente acquistate.

 

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E’ però dalla sezione “iTunes Docs” che ho avuto accesso ai campioni che avevo importato tramite i iTunes. Non resta altro da fare che selezionare il campione con il quale lavorare.

 

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A questo punto ho dovuto riflettere sulla la tecnica di sintesi da selezionare per farle trattare il campione importato. Per ogni differente tecnica di sintesi sono a disposizione dei parametri differenti che intervengono sul campione in tempo reale. Scorrendo il menu a tendina in alto a sinistra è possibile scegliere tra ben 26 tecniche di trattamento suddivise per famiglie tematiche (Arpeggiated, Bass, Drum Kits, Keys, Leads, Pads, Soundscapes e Synths). Si va da trattamenti molto semplici e old school per simulare la sintesi a wavetable, ideale per creare pad semplici, dove la qualità del materiale creato di partenza è decisiva per la resa sonora, a tecniche ottimizzate per realizzare arpeggi, per creare drum kits one-shot, soundscapes o per lavorare con i loop.

Inutile dire che le tecniche più interessanti per chi voglia provare a creare dei suoni con una propria personalità sono quelle più sperimentali, come quelle basate sulla sintesi granulare o sullo stretch estremo dei campioni.

 

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Una volta selezionata la tecnica di trattamento sonoro, è possibile gestire otto fader nella schermata a sinistra e due piccoli pad x/y in alto al centro, oltre ad un inviluppo ADSR che agisce sul volume.

Al centro si trova il rettangolo ad otto pad, per ognuno dei quali è memorizzata una configurazione differente di tutti i parametri. In questo modo, trascinando il dito da un pad all’altro otterremo un morphing morbido del suono, con i singoli parametri che si sposteranno verso la configurazione successiva con una velocità determinata dalla velocità di spostamento del nostro dito sul touchscreen dell’ipad. Per memorizzare una configurazione di parametri assegnandola ad uno degli otto pad basterà cliccare sull’icona della macchina fotografica e poi…

 

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…selezionare uno degli otto pad. Impostate le otto configurazioni non resta altro da fare che salvare il preset creato cliccando sulla spunta a forma di “V” in alto a destra dandogli infine un nome dopo aver selezionato anche la categoria sonora di appartenenza.

Creando una libreria molto precisa e dettagliata sarà sempre possibile andare a pescare rapidamente il suono giusto.

Cliccando qui…

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potrete ascoltare un esempio delle sonorità che si possono ottenere.

Come già evidenziato, la qualità di partenza dei campioni è importante, ma non solo. Le tantissime possibilità di trattamento di Alchemy ci consentono anche di stravolgere in profondità il contenuto armonico dei campioni ottenendo sonorità di tutti i tipi. Oltre a pad e soundscapes di tutti i tipi, in poco tempo riusciremo a tirare fuori anche sonorità glitch e noise. Chi ama la musica elettronica e soprattutto la musica drone apprezzerà sicuramente Alchemy trovando il modo di utilizzarlo nel modo appropriato all’interno del proprio setup abbinandolo a strumenti hardware per integrare quelle sonorità che sono un po’ difficili da creare in tempo reale.

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