Archive for dicembre, 2012

MOTU Track 16 Breakout

Written by Redazione Audio Central Magazine on . Posted in Recording

Segnalazione velocissima! Dopo l’affermazione dell’interfaccia Track 16, è il momento di provvedere alle connessioni; la nuova Track 16 Breakout è – come dice il nome – una breakout box con cui provvedere a tutti i collegamenti hardware in un colpo solo.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

Schermata 12-2456290 alle 12.24.17

Utilizzando lo stesso multiconnettore DB25 previsto per ll serpente della Track 16, la scatola può essere saldamente collegata all’interfaccia vera e propria.

KNAS Ekdahl Polygamist

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Knas (lui lo pronuncia Kà-nas…) è un chitarrista di Baltimora che, da molto tempo, produce interessanti hardware dedicati al trattamento non convenzionale dell’audio. Prossimamente, parleremo del suo fenomenale spring reverb Moisturizer, ma la notizia da stop press è l’effettivo avanzamento del nuovo sintetizzatore Polygamist, destinato a creare parecchio rumore (e il caso di dirlo…) negli inner circles delle più esclusive community di electro-noise maker. Insomma, una macchina che, a fronte di un costo al limite dell’impegnativo, può divenire irresistibile.

Di Enrico Cosimi

polygamist 0

Polygamist non è ancora del tutto messa a punto: la struttura analogica di sintesi è completa, così come la struttura di controllo; mancano alcuni dettagli sulla gestione MIDI e USB, ma auspicabilmente saranno sistemati nei prossimi due mesi. Nel frattempo, si può aderire alla politica di pre-order direttamente su Knas mentre, per noi europei, ancora non c’è traccia della disponibilità attraverso il noto “spacciatore di hardware” Schneidersladen.

Doepfer Dark Energy MkII… quale è il migliore?

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Come al solito, quando uno strumento importante giunge ad una revisione significativa, ci si pone di fronte al dubbio: ma è meglio la nuova versione o era meglio lo strumento originale? L’unico modo per trovare la risposta giusta consiste nel verificare, in base alle proprie necessità, funzionalità, timbriche, caratteristiche dei due apparecchi. Complice la consueta disponibilità di Alex Cecconi di New Groove, siamo riusciti a mettere a confronto diretto il venerabile Doepfer Mk I CEM based e il nuovo MkII, interamente realizzato con componentistica discreta. Le sorprese non sono mancate…

Di Enrico Cosimi

de mk2

Non rifaremo ex novo la storia delle modifiche e delle differenze tra le due versioni: per queste informazioni, potete tranquillamente dragare nell’archivio di ACM e trovere tutto quello che vi serve; concentriamoci sul confronto diretto.

KOMA Elektronik SFV-201 EuroRack State Variable Filter

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Dopo aver prodotto pedali a impostazione modulare, con cui trattare il suono in completa integrazione funzionale, è il momento dei moduli EuroRack… il nuovo filtro SVF-201 targato KOMA Elektronik è, come si evince dalla sigla, un filtro a stato variabile, cioè un circuito di filtraggio significativamente ispirato alle esperienze di Tom Oberheim, che offre trattaemnti simultanei di passa basso, passa banda, passa alto.

Di Enrico Cosimi

svf201_backlight

Il circuito di filtraggio sfrutta i Vactrol per la gestione dei segnali di modulazione, garantendo una risposta inerziale alle tensioni esterne che parla dritta al cuore di quanti siano affascinati dal classici comportamenti degli antichi modulari banana plug.

MakeNoise DPO – i video di Natale (???)

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Chi ci conosce sa quanta disperazione ci causa il festeggiamento del santo Natale e le conseguenti – interminabili – sessioni di Tombola. A titolo di puro esorcismo, vogliate gradite (eh eh eh) altri due video sul comportamento abitualmente ottenibile con il MakeNoise DPO posto sotto controllo di un sequencer esterno, con funzioni percussive e, in alternativa, utilizzato come generatore di drone.

DPO front

Di Enrico Cosimi

Come si usa dire: musicista avvisato, musicista mezzo salvato…

MakeNoise DPO Dual Primary Oscillator

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Tony Roland, la mente dietro MakeNoise, ha saputo intercettare desideri e tendenze musicali di una nutrita fascia d’utenza che ha fatto del formato EuroRack il proprio cavallo di battaglia. A differenza di altri produttori, MakeNoise produce un numero di apparecchi quantitativamente ridotto, ma qualitativamente molto concentrato sulla ricerca del suono non convenzionale, con una strizzata d’occhio alle antiche realizzazioni Buchla – senza ricalcarne i prezzi spropositati e la costruzione a volte spiazzante… – che sono garanzia di timbriche diverse dal solito. Dopo mesi di attesa, assiema al già incontrato Echophon, è giunto il momento di provare il complesso oscillatore DPO, anzi i complessi oscillatori DPO, perchè la sigla nasconde un “Dual Primary Oscillator”. Come volevasi dimostrare, il debito nei confronti di Buchla è elevato.

Di Enrico Cosimi

DPO front

Nella notte dei tempi, Don Buchla produceva il suo Programmable Complex Wafeform Generator Model 259 che offriva, in un unico corposo modulo, due oscillatori dedicati alla produzione timbrica (uno) e alla generazione dei segnali di controllo (l’altro); in questo modo, il sistema poteva essere usato – tra i tanti modi – come una coppia di super operatori Modulator/Carrier per lavorare in FM.

Modart Pianoteq 4.2.1 aggiunge il clavicordo Neupert

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Software

Il clavicordo è l’antenato del pianoforte: uno strumento a corde percosse da tangenti saldamente collegate al leveraggio di tastiera. Ogni volta che si abbassa una nota, c’è una tangente in ottone o altro materiale rigido che blocca la corda in un punto predeterminato, definendone l’intonanzione; se il musicista, a tasto abbassato, varia la pressione in punta di dito, impone alla corda un vibrato di squisita matrice “chitarristica” che, nella letteratura classica, prende il nome di bebung.

di Enrico Cosimi

clavichord

Ovvio che, per dare senso completo al funzionamento del clavicordo virtuale, Pianoteq abbia dovuto implementare l’impiego del poliphonic aftertouch, con il quale intervenire, tasto per tasto, nota per nota, con la debita quantità di pressione necessaria a generare il bebung già illustrato.

Altrettanto ovvio che, nel mondo di oggi, ben poche tastiere siano in grado di generare la pressione polifonica che, nello scorso decennio, era esclusivo retaggio di tre master keyboard rispettivamente targate Roland, Kurzweil e Akai.

action

Comunque, se riuscite a superare le difficoltà di approvvigionamento, potete sempre sfruttare le nuove prestazioni dell’add-on gratuito che offre:

  • la timbrica del clavicordo modellato da Hanns Neupert nel 1941 sul modello Philip Emauel Bach attualmente in visione presso lo Kremsegg Schloss Museum a Kremsmunster in Austria;
  • possibilità di gestire graficamente la curva di poly aftertouch;
  • possibilità di controllate su schermata di gestione – attraverso click and drag – l’interazione con l’aftertouch polifonico;
  • accesso a timbrica spalmata su 88 note – un clavicordo mostruoso.

Come accennato in precedenza, l’upgrade è gratuito per gli utenti Pianoteq registrati.

Qui, sono reperibili ulteriori informazioni.

 

Model D – il tocco finale

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Concludiamo questa lunga cavalcata nella rimodellazione del Model D – ma, ricchi e spietati come il Conte di Montecristo, torneremo presto alla carica utilizzando Reaktor 5.x… – mettendo a punto gli ultimi particolari rimasti.

Di Enrico Cosimi

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Una delle caratteristiche più oltraggiose del Model D è il suono potente, aggressivo e caratterizzato da sottili (e non tanto sottili…) distorsioni che si verificano in punti chiave del circuito.

Model D: ricostruzione – Terza parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Stringiamo qualche bullone prima di addentrarci nella bieca materia di (ri)progettazione. Il circuito originale del Minimoog Model D prevede  – ovviamente – il controllo di tastiera monofonico, con priorità alla nota più bassa. Per questo motivo, lavorando nella piattaforma Clavia Nord Modular G2, sarà necessario utilizzare il modulo Mono Key e limitare l’impiego della normalizzazione di tastiera sugli oscillatori.

Di Enrico Cosimi

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Inoltre, come è facile immaginare, il comportamento di tastiera è subordinato alla possibilità di smussamento ottenute attraverso modulo Glide; in questo modo, i bruschi salti di intonazione tra un tasto e l’altro sono integrati dallo spostamento progressivo d’intonazione garantito dal Glide stesso. Anche se, in alcune versioni dello strumento originale, il Keyboard CV ai danni del filtro non è sottoposto a Glide, nella nostra ricostruzione, provvederemo a fornire, tanto agli oscillatori quanto al filtro, la versione addolcita con l’integrazione di Glide.

Un lampone targato Pisa

Written by Luigi Agostini on . Posted in Recording, Software

Cosa c’entra un lampone con l’audio 3D? C’entra, c’entra, ora vi spiego tutto. Il Lampone PI è un computer implementato su una sola scheda elettronica dalla Raspberry Pi Foundation. Il suo lancio al pubblico è avvenuto alla fine del mese di febbraio 2012. La fondazione prevede di distribuirlo in due versioni, al prezzo di $25 e $35 dollari statunitensi, con il nobile intento di fornire un dispositivo economico, concepito per stimolare l’insegnamento di base dell’informatica e della programmazione nelle scuole. Sarà targato Pisa fino a quando non si renderanno conto dell’errore commesso e cambieranno il nome del ben più elegante Raspberry LI…

Di Luigi Agostini

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Scherzi a parte, il progetto ruota attorno a un System-on-a-chip (SoC) Broadcom BCM2835[2], che incorpora un processore ARM1176JZF-S a 700 MHz, una GPU VideoCore IV, e 256 o 512 Megabyte di memoria. Il progetto non prevede né hard disk né una unità a stato solido, affidandosi invece a una scheda SD per il boot e per la memoria non volatile. Se ancora non vedete il nesso, considerate che i lampone offre otto canali digitali full band su connettore HDMI, ed è soltanto la punta di un iceberg.

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