Vivere pericolosamente: sfidare la sincronizzazione con Arturia MiniBrute

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Arturia MiniBrute è un piccolo, ma assolutamente esaltante, sintetizzatore monofonico che – complice un’iniziale difficile reperibilità – sta assurgendo a nuova icona delle timbriche acide e particolari, tipiche di molte scuole della programmazione dance oriented. Finalmente in possesso (temporaneo putroppo…) di un apparecchio, ci siamo divertiti a spremere le funzionalità di sincronizzazione & interfacciamento offerte dalla duplice connettività MIDI Din  e Analog CV/Gate. Come al solito, le sorgenti di controllo erano il fedele Doepfer Dark Time Analog Sequencer e, compagna di sventure, l’altrettanto fedele Acidlab MIAMI Analog Drum Machine. Le sorprese non sono mancate.

Di Enrico Cosimi

La struttura messa in piedi era abbastanza semplice: il sequencer Doepfer Dark Time produce il flusso di CV e Gate necessari a pilotare, nel MiniBrute, l’intonazione degli oscillatori, l’articolazione degli inviluppi e (in maniera non documentata dallo schema qui sopra, gli accenti di apertura sul filtro. Una manciata di cavetti patching 1/8″ è sufficiente a garantire la corretta tenuta del sistema.

Ricordiamo, se ce ne fosse bisogno, che MiniBrute, oltre ad essere un sintetizzatore autonomo, è anche in grado di controllare apparecchiature in formato Euro Rack – grazie alla generosa dotazione di connessioni 1/8″ che copre tanto l’accesso ai segnali di controllo (Pitch CV, Filter CV, Amplitude CV, Gate) quanto alle uscite “di tastiera” (Key CV + Pitch Bend, Keyboard Gate); insomma, una vera e propria istigazione a delinquere.

Il Dark Time offre due file da 8 step ciascuna, utilizzabili in maniera indipendente sulle destinazioni CV 1 e CV 2 ritenute più adeguate dal musicista; nel nostro caso, l’uscita CV 1 era collegata all’intonazione degli oscillatori, l’uscita CV 2 era collegata all’apertura del filtro; lavorando sulla tensione programmata in ciascuno step della fila 2, era (ed è) possibile definire le note che risalteranno maggiormente enfatizzate durante l’esecuzione della semplice sequenza.

Fino a questo punto, la connessione prevista è solo di tipo analogico e, come è facile immaginare, non pone particolari problemi; le cose iniziano a diventare più pericolose (e interessanti) quando entra in gioco la batteria elettronica Acidlab MIAMI, un potente 808-clone in grado di fare molto male ai vostri woofer.

MIAMI è utilizzata come sorgente sonora da processare attraverso il peculiare filtro Steiner contenuto nel MiniBrute; in questo modo, i collegamenti necessari sono di due tipi:

  • portare l’audio output della MIAMI all’External Audio Input del MiniBrute, garantendo così l’ascolto della batteria elettronica all’interno del filtro Steiner – ovviamente, il segnale è percepibile solo quando i due inviluppi del MiniBrute sono impegnati dalle tensioni di Gate ricevute sul pannello posteriore… in alternativa – ma non è questo il caso – si può mettere il MiniBrute nelle due condizioni ausiliarie di Hold (inviluppi sempre aperti) o di Audio Trigger (inviluppi innescati dalla Threshold Gate elaborata analizzando il segnale esterno);
  • portare il MIDI Clock generato dal Dark Energy all’ingresso MIDI Input della MIAMI; in questo modo, il pattern precedentemente programmato nella batteria elettronica (un assoluto capolavoro di originalità ritmica…) risulterà correttamente allineato con la sequenza di otto note contenute nello Step Sequencer.

Un vecchio cavo MIDI Din sarà più che sufficiente, ma visto che dopo proveremo a sincronizzare anche altri circuiti a portata di mano, sarà il caso di predisporre un MIDI Thru Box (appositamente tirato giù dalla soffitta…) per poter sdoppiare il MIDI Clock rendendolo disponibile a tutte le apparecchiature che ne avranno bisogno.

Come è facile immaginare, se lo slider Audio In presente nel Mixer del MiniBrute non è alzato, sarà impossibile ascoltare il suono prodotto dalla MIAMI…

Già in questa fase della lavorazione, il musicista può comporre/darsi da fare con le timbriche del MiniBrute ottenute sotto il controllo della sequenza di 8 step, con l’ascolto del pattern ritmico programmato nella MIAMI (e filtrato/distorto/brutalizzato) dal MiniBrute, con la combinazione ritmico/timbrica dei due ingredienti precedentemente elencati.

Ma, alla perversione non c’è mai fine: MiniBrute contiene al suo interno un potente Arpeggiator che (pur non privo di irritanti decisioni operative…) offre flessibilità e, cosa ancora più importante, facilissima propensione alla sincronizzazione MIDI. Questo significa che si possono far convivere, in un complesso meccanismo d’influenza reciproca, le note ricevute dallo Step Sequencer con quelle arpeggiate in base agli accordi premuti sulla tastiera; la monofonia dello strumento metterà a dura prova la tenuta del MiniBrute, ma il divertimento è garantito.

Diciamo subito che, nelle fasi più dense del duplice controllo, la tenuta dell’intonazione e l’allineamento temporale degli eventi tende a vacillare: la velocità con cui i dati ricevuti alla porta MIDI sono interpretati è differente da quella con cui sono interpretate le tensioni analogiche CV e Gate. Insomma: se non state attenti e se esagerate con gli inviluppi percussivi a stecca, lo strumento finisce per fare lo yodel – ma anche questo può essere parte del gioco.

Del resto, l’unica regola è che non ci sono regole…

Buona visione.

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Comments (77)

  • Mattia Frattari

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    Mi ricorda qualcosa…..

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  • Riccardo

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    Anche se in ritardo, mi sto interessando ai sequencer hardware e ti chiedo quale differenza in qualitá e operativitá con il midi e cv/gate offrono il DARK TIME e il CIRKLON con il Cv ( a detta di molti è il migliore). Grazie Riccardo

    Reply

  • Enrico Cosimi

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    beh, sono due oggetti MOLTO diversi: il Dark Time è un sequencer analogico, senza memorie, senza trucchetti interni – anche perché il suo sistema operativo non è ancora del tutto definitivo… – il Cirklon è l’erede del P3, probabilmente lo step sequencer più intricato del pianeta – e, di sicuro, il meno analogico di tutti.

    diciamo che se vuoi suonare sul sequencer mentre la sequenza gira SENZA rete di sicurezza, il Dark Time è preferibile, anche come tipo di investimento; se invece devi assicurarti la ripetibilità e la controllabilità dei risultati, una struttura come Cirklon (o come Manikin o come Genoqs) può essere meglio, perchè hai sempre la certezza di “tornare alla base”…

    😉

    Reply

    • Riccardo

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      Pensi che in un setup come minibrute,minitaur,prophet 08, MF 104M,MF 105M, CP 251, ARP ODYSSEY, MINIMOOG D, possa risultare più compatibile e coerente per meglio sfruttare le capacitá di questi strumenti, il CIRKLON oppure… Grazie

      Reply

  • Enrico Cosimi

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    non mi è chiaro quanti canali di controllo possa coprire l’espansione analogica del Cirklon, comunque con il tuo setup le uniche macchine non midi sono il Mini e l’Odyssey; se risolvi i due problemi – ad esempio, con due interfacce dedicate, il Cirklon potrebbe andare benissimo!!!!

    Reply

    • Riccardo

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      I due sono midizzati. Il CIRKLON a 5 midi in/out e 16 cv e 8 gate con un Box a parte. Ho visto anche l’Octopus. Bello, ma non ho capito come lo si usa. È’ solo midi? Tra i due quale può essere il più probabile? Grazie

      Reply

  • Riccardo

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    Grazie. Ho inoltrato l’ordine e speriamo che lo possa avere presto. A quando uno studio approfondito di collegamenti midi e cv/gate per noi mortali che ci porti a capire meglio come interagiscono e si utilizzano al meglio. Riccardo

    Reply

    • Riccardo

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      In attesa che mi rispondano, volevo chiederti , ho un arranger BK7m roland per le serate, ma cosa consigli come drum machine poco convenzionale? Grazie

      Reply

  • Enrico Cosimi

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    beh, dipende dalla direzione che vuoi intraprendere; puoi seguire strade molto aggressive con la Metasonix D-1000, o andare in direzioni più “commerciali” con i vari modelli Elektron, o ancora recuperare qualche vecchia Electribe; oppure, puoi cercare una Rave-O-Lution Quasimidi e lavorare su comportamenti “torturati” post 808 e 909…

    dipende… :-)

    Reply

    • Riccardo

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      Ti ringrazio del tuo tempo ma mi devi scusare la mia ignoranza in materia. Vengo da una musica rock anni 70 e ora con i miei strumenti di allora vorrei fonderai con quelli di oggi per ampliare i ieri orizzonti musicali. Quindi, aggiungerei il CIRKLON come sequencer, poi, come la vedi l’accoppiata xOxbO mk2 con Rave-O-Lution 309 oppure con una delle due Eletribes Korg EMX1S-ES1SD oppure con Elektron SPS-1UW+MKII. grazie.

      Reply

      • Enrico Cosimi

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        tieni presente che per la raveolution possono chiederti cifre significative in quanto “vintage”… fatti un giro su YT e vedi se, effettivamente, quello che senti è ciò che cerchi 😉

        Reply

        • Riccardo

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          Ho rivisto i tuoi video del minibrute con acidlab, con 104m e altro e un’idea sarebbe: CIRKLON,acidlab bassline 3 e forse la Tempest. Che ne dici. Grazie

          Reply

          • Enrico Cosimi

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            perchè no? alla fine, il Cirklon potrebbe risultare “sottoutilizzato”, ma in futuro potresti agganciarci altre cose – calcola che la bassline3 puoi usarla tanto come macchina “autonoma” con il suo step sequencer interno (scomodo, ma efficace) quanto come midi expander…

            Reply

          • Riccardo

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            Perchè dici sottoutilizzato. Mi puoi fare un esempio di setup con gli strumenti seguenti: minitaur, minibrute, cp251, 104m, 105m, prophet 08, Arp, Minimoog D, eventuali CIRKLON, bassline 3, e o tempest o d1000 o Miami. Grazie

            Reply

          • Enrico Cosimi

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            dico “sottoutilizzato” perchè il Cirklon, da quello che appare leggendo il manuale utente, basa molta della sua validità sulle possibilità d’intervento relative alla manipolazione dei dati contenuti nei pattern, ma i pattern della miami sono su griglia di sedicesimi – o di dodicesimi – e la sua gestione della key velocity è talmente limitata (accent on/off) da rendere ridondante cotanta flessibilità esterna (tra l’altro, pagheresti inutilmente le capacità di memorizzazione native della miami…)

            stesso discorso per la bassline: quello che devi farci lo puoi fare comodamente da pannello frontale (note, ottave, slide, accenti, pause…) senza necessità di imparare (e pagare) ANCHE il circklon

            prophet 08, arp midizzato e mini midizzato possono essere tranquillamente programmati in altrettante tracce del cirklon (e comunque, ti avanzerebbero DECINE di altre tracce, mi sembra siano 16 + 16… hai voglia a comprare strumenti per metterli sotto il suo controllo! :-) )

            non sono sicuro che la D1000 possa essere sincronizzata MIDI, forse si può sfruttare l’interfaccia opzionale CV/Gate per pilotare i suoi sei canali attraverso i gate out di una traccia drum machine di cirklon, ma in ogni caso è sempre materiale in più da comprare…

            insomma, potrebbe dimostrarsi una scelta impegnativa; ma se ormai sei perdutamente innamorato del cirklon, perchè lottare con i sentimenti? :-)

            Reply

          • Riccardo

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            So cosa intendi per sentimenti. Non sono innamorato del CIRKLON. Mi interessava qualcosa di nuovo da utilizzare col minitaur e minibrute e altro e ho pensato a un sequencer (semplice e potente)+ batterie elettroniche ( 2 diverse tra loro per alternarle). Certamente, non potendo provare questa idea, ci si accontenta di chiedere consigli a chi ne sa di + e andare su YT e ascoltare. I miei compagni di sempre sono il piano,organo e synth e ora ho sentito la necessitá di ampliare il range di orizzonti. Potrei fare a meno anche del sequencer se le due batterie (bassline e Miami) creano quel range che interagisca coi miei compagni di sempre. Cosa ne pensi. Grazie

            Reply

  • Enrico Cosimi

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    io direi, prima di investire capitali significativi in un QUALSIASI step sequencer: fatti un periodo di rodaggio con le macchine sotto controllo o delle loro memorie interne – attraverso sync – e/o pilotandole con un qualsiasi cubase “da guerra” craccato o meno

    se vedi che ti funziona tutto, hai risparmiato i soldi del sequencer hardware, se invece strada facendo ti rendi conto che hai necessità di spippolare sui controlli di step “fisici”, allora acquisisci lo step sequencer con maggior convinzione e soddisfazione 😉

    diciamo che la chiave per prendere la decisione è: quanto mi serve poter smanettare/modificare/alterare la sequenza DURANTE la sua esecuzione?

    se la priorità è bassa, puoi lavorare con un qualsiasi sequencer “lineare” di tipo daw, uno qualunque tanto ormai sono tutti notevolissimi; se invece vuoi fare i tangerine dream o schulze prima maniera e vuoi “suonare la sequenza”, allora devi procurarti un maq 16/3 o un cirklon o un manikin, non si scappa…

    Reply

  • Riccardo

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    Non mi interessa da vivo usare il computer. Infatti ho un setup hardware, e a questo punto potrei usare il sequencer del prophet 08 e l’arpeggiatore del minibrute e potrebbe essere interessante usare la bassline 3 e la Miami insieme per movimentare il sound. Forse aggiungere anche i DARK energy affiancando li al minitaur. Che ne pensi. Grazie

    Reply

  • Enrico Cosimi

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    perchè no? l’ìmportante è costruire una struttura che sia funzionale per le proprie necessità…

    Reply

  • Riccardo

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    Come mettere insieme la bassline e la Miami e mandarle a tempo insieme? Come collegamenti intendo. Grazie

    Reply

  • Enrico Cosimi

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    Sync Out in Sync In… :-)

    Facile, facile, facile… :-)

    Reply

  • Riccardo

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    Ok. È usuale che il sync out sia della Miami o viceversa o non c’è alcuna differenza? A tuo parere la Miami come i contraddistingue dalle jomox e dalle mfb? Grazie

    Reply

  • Enrico Cosimi

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    può anche essere il contrario: sync out dalla bassline a sync in della miami…

    se non ricordo male, la jomox ha meno canali/strumenti e la mfb è meno “autentica” come timbriche; però, l’autenticità va sempre controllata di persona, perchè molto spesso si cerca una conferma sonora a un timbro che abbiamo in mente…

    comunque, se cerchi nell’archivio di ACM, dovresti trovare un video in cui ci sono una TR808 vintage e una MIAMI messe a diretto confronto, con lo stesso pattern programmato e con la possibilità di ascoltare gli strumenti uno per uno… le uniche differenze erano sulla scelta di accordare alcuni suoni a un semitono di distanza

    (ma potrebbe anche essere un calo d’intonazione nella 808 vintage…….)

    Reply

  • Riccardo

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    Riferendomi ai sequencer analogici ho trovato un tuo articolo su di loro dove dicevi che il Maq 16/3 demandava molta della sua immediatezza al remote midi control che al cv control; che l’Oberkon ha la possibilitá di scombinare l’ordine numerico con cui vengono eseguiti gli step grazie ad una serie di controlli Cv esterni; quindi, riferendoci al CIRKLON si potrebbe dire che rappresenta un sequencer full analog, e “aperto” rispetto al panorama attuale, tanto da sfruttarlo come semplice unitá di controllo che da pilotarlo dai suoi controlli sensibili? Una macchina sia da studio che da live, sia da programmazione che da utilizzarlo nella sua immediatezza e divertendocisi. Penso che tra tanti strumenti che si comprano solo per utilizzarli e poi rivenderli perchè inutili, questo potrebbe rientrare in quelli che se lo hai è meglio e se no ti manca, anche se lo useresti poco. Sei d’accordo?

    Reply

  • Enrico Cosimi

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    uhmmm… secondo me, cirklon è molto potente (e non potrebbe essere altrimenti, visto che buona parte del suo sistema operativo è maturato dal precedente P3 Sequentix), ma è tutto fuorchè aperto e immediato.

    Intendiamoci: occorre mettersi d’accordo sui termini e, peggio ancora, SUL MODO con cui si vuole “suonare il sequencer”; cerco di spiegarmi, anche se è una materia abbastanza scivolosa: uno step sequencer full analog, completamente privo di qualsiasi memorizzazioni (tipo il Doepfer Dark Time o il Moog/Cotk/Dot.com 960) è fatto apposta per essere controllato in tempo reale, smanettando sui sui controlli mentre la sequenza gira; quando lo fermi e sposti qualcosa, la sequenza di prima non c’è più e non puoi memorizzare nulla.

    (il massimo della scomodità, ma il massimo dell’immediatezza “obbligata” dall’assenza di rete di salvataggio/memorizzazione)

    quando, dentro un QUALSIASI step sequenze, inizi a prevedere la possibilità di memorizzare qualcosa, automaticamente prevedi la possibilità di “sentire una cosa mentre – di pannello – ne vedi un’altra” e, a quel punto, l’immediatezza va a farsi benedire, in maniera inversamente proporzionale all’incremento della potenza operativa dell’apparecchio.

    cercherò di essere ancora più diretto: il già citato 960 – che, per gli standard attuali è uno scassone di sequencer 8×3 senza alcun tipo di ausilio esterno – è sicuramente il più diretto, il più immediato, il più creativo dei sequencer a step proprio perchè TI OBBLIGA a sporcarti le mani durante il playback; per di più, la sua interfaccia utente (il pannello comandi) ha un controllo per ciascuna funzione, senza display, senza menu, senza sotterfugi… niente trucchi, niente comodità, massima trasparenza – a patto di sapercisi giostrare in tempo reale (e non è facilissimo…)

    il Circklon, il Manikin, il modello MAQ 16/3, i vecchi Doepfer Schaltwerk e Regelwerk, i Genoqs Octopus e Nemo sono STUPENDI, con tutte le possibilità di memorizzazione di di supporto tecnologico sotto forma di accesso menu, display, trucchi e giochetti vari con il software, ma già semplicemente il fatto di non (poter) avere un controllo per ogni funzione ti limitano TANTISSIMO se vuoi “suonare con il sequencer” in un certo modo; come dire che, se accetti di ascoltare la sequenza con relativamente pochi cambiamenti durante il playback, possono andare benissimissimo (e, in più, hanno anche la memorizzazione e il midi e milioni di quantizzazioni…), ma se vuoi suonare come il vecchio Schulze, o come i primi Tangerine Dream, ti risulteranno “troppo blindati” proprio perchè ti obbligano a passare attraverso il display e i menu di parametri

    insomma, devi decidere:

    – immediatezza assoluta = implementazione spartana = niente memorie = niente comodità di parametri ad accesso display = anni ’70

    – vita comoda secondo i criteri attuali di indispensabile comodità e sicurezza = lascia perdere le macchine “antiche” e buttati su cirklon et similia…

    😉

    Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    ci sono alcuni errori di battitura (sequenze per sequencer, eccetera) che derivano dal mefitico correttore automatico… 😉

    Reply

    • Riccardo

      |

      Ti sono grato della pazienza che dimostri per le persone che come me sono alla ricerca di quel qualcosa che sentono gli manchi e che vagano… fino a quando incontrano te che, superando la nostra difficoltá, si sforzano di spiegarci. Allora, mi serve un sequencer full analog, immediatezza assoluta e senza memorizzazioni. Di attuale c’è forse solo il dark time senza andare a cercare un vintage? Grazie.

      Reply

      • Enrico Cosimi

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        se questo è EFFETTIVAMENTE quello che ti serve – ed è una gran bella meta da raggiungere, puoi optare per Dark Time usato attraverso il MIDI, oppure – rischiando qualcosa di carattere economico – prendere un Moon Modular sequencer, o un dotcom Sequencer 960 e convertire i dati CV/Gate in flussi di dati MIDI usando il convertitore Moon Modular….

        :-)

        Reply

        • riccardo

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          il dark time quanti synth può pilotare contemporaneamente? mi piace il video con il Dark time e i 2 energy. come sono i collegamenti? grazie

          Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    ti ho già risposto nell’altro commento.. :-)

    comunque, da un punto di vista “funzionale”, il dark time ha due canali indipendenti CV e Gate, quindi puoi controllare fino a due macchine analogiche per fargli fare cose diverse simultaneamente

    dal punto di vista “quantitativo”, fintanto che il segnale elettrico non si disperde troppo per eccessive suddivisioni, puoi sempre sdoppiarlo, triplicarlo, quadruplicarlo per raggiungere simultaneamente diverse macchine analogiche – che, ovviamente, faranno tutte la stessa parte musicale in unisono…

    un poco come la ciabatta delle spine che prende la 220 V dal muro e la rende disponibile per 2, 3, 4 o più apparecchi da tenere accesi simultaneamente…

    Reply

    • riccardo

      |

      Mi puoi spiegare come raggiungi simultaneamente più macchine analogiche? Grazie

      Reply

    • riccardo

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      mi puoi consigliare i possibili collegamenti tra il minibrute e il dark energy, così da provarli in azione. Grazie

      Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    Inizia con:

    MB Gate Out – DE Gate In
    MB CV Out – DE VCO Freq IN

    buon divertimento!

    Reply

  • riccardo

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    E i collegamenti tra minitaur e dark energy? Grazie

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      beh, qui è meno immediata la cosa, nel senso che nessuno dei due ha la tastiera e, al massimo, puoi usare l’uscita LFO 1 del DE per controllare il filtro del Minitaur, ma – in generale – come connettività tra i due apparecchi non è proprio che si possa spremere più di tanto…

      Reply

  • vincenzo

    |

    ciao enrico, innanzitutto grazie per la tua disponibilita e omnipresenza su moltissimi forum!
    ora.. vorrei chiederti se il minibrute ha la possibilita di diventare “slave” tramite il clock esterno impartitogli da un korg er 1.

    perdonami una seconda richiesta ma davvero non ci dormo quasi la notte :http://www.youtube.com/watch?v=BAe05x32gdE nel link che ti ho inviato arnaud rebotini oltre a sincronizzare la 707 e l sh 101, preimposta tempo e note dell arpeggio della 101 precisamente dal minuto 7.40 in poi. la domanda è : posso giocarci alla stessa maniera con la mia minibrute e il korg er 1?
    vincenzo

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      ciao Vincenzo,
      con una certa cautela, l’arpeggiatore del Minibrute può essere sincronizzato a un MIDI clock ricevuto dall’esterno; la cautela è dovuta al fatto che, diciamo, in questa revisione soft la prontezza di risposta non è proprio delle più immediate… :-)

      Reply

  • vincenzo

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    la prontezza di risposta del minibrute?

    Reply

  • Enrico Cosimi

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    la velocità con cui il circuito si adegua ai cambi di midi clock…

    Reply

  • vincenzo

    |

    ti ringrazio!! perdonami ma non vorrei trattenerti a lungo visto la tua miriade di impegni.. ma, nel link che ho postato prima ti chiedevo se come dal minuto 7.40 anche io potessi scegliere le note da “buttare” nell arpeggio (come mostrato nel video e non semplicemente come l arpeggiatore del minib mi costringe a fare) con il mio minibrute che riceve il clock dal korg er 1
    ps ho ricevuto da un paio di giorni il minibrute e sono in fase di approccio diciamo.. ti ribadisco la mia richiesta perche mi servirebbe sapere se potessi eseguire propio questo giochetto mostrato in video in quanto mi sarebbe di vitale importanza in molti live e produzioni che sto svolgendo!

    perdonami tutta sta pappardella ma vorrei essere il piu chiaro possibile per non trattenerti ancora..
    vincenzo :)

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      ma quello è uno step sequencer, non è un arpeggiatore… 😉

      Reply

      • Enrico Cosimi

        |

        quel giochino li puoi farlo con il synthex, con il jx3p, con sh101, con il pro one, con tutti i sequencer che abbiano il caricamento step by step…

        Reply

  • Riccardo

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    Ma, che differenza sostanziale c’è tra la tr 808 e 909. Potrei utilizzare la bassline 3 con la BK 7m oppure si accoppia solo con la 808 o 909. Grazie

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      detto MOLTO velocemente, la 808 utilizza esclusivamente circuiti analogici per generare le proprie timbriche; nella 909, ci sono anche campionamenti per generare “i ferri” della batteria… i due apparecchi hanno parecchie differenze timbriche e, per molti versi, sono complementari – ovviamente, se non ci sono limiti economici 😉

      la bassline 3 può essere tranquillamente sincronizzata al MIDI Clock trasmesso dal BK7m…

      Reply

      • Riccardo

        |

        La BK7m potrebbe sostituire la Miami , utilizzando la con la Bassline 3. Inoltre hai qualche anticipazione importante per il namm 2013?

        Reply

        • Enrico Cosimi

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          la prima risposta è:

          dipende (da quello che fa la BK7m, se ci senti dei timbri da TR-808, la risposta è si

          la seconda risposta è:

          ancora niente…

          Reply

  • vincenzo

    |

    ecco.. non sapevo che l sh 101 fosse anche sequencer, infatti non mi spiegavo quel giochetto e ipotizzavo che fosse la 707 a dare la disponibilita di impartire la sequenza di arpeggio steep by step
    grazie mille enrico!! ti seguo da un bel po e sei il guru della sintesi del suono di tutta italia praticamente!!
    stanotte dormiro sulla seta :)
    vincenzo

    Reply

  • riccardo

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    Che ne pensi della Midibox 808 soprattutto del suo sequencer, rispetto alla Miami.

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      vedo differenze significative, che mi rendono difficile dare una risposta:

      Midibox 808 è un prodotto che devi ordinare in kit, o quantomeno devi aspettare sia stato costruito più o meno su ordinazione;
      Miami è pronta sullo scaffale, la ordini, la paghi e suoni

      altra considerazione: a che cosa ti serve Miami o un qualsiasi altro clone 808? ovvero, che tipo di complessità nella gestione dei timbri organizzati in sequenza è lecito aspettarsi, se si deve fare riferimento a un comportamento originale (quello della TR-808) che, di sicuro, non era il massimo della flessibilità?

      Da questo punto di vista, forse sarebbe più saggio bloccare tutto il processo di configurazione preliminare e interrogarsi SERIAMENTE su quello che si vuole fare; specie tenendo conto che, per dire, i suoni residenti nella Miami possono essere programmati e gestiti con un livello di comodità ENORMEMENTE SUPERIORE da qualsiasi sequencer MIDI esterno che sia semplicemente collegato MIDI Out – Midi In.

      Se ti leggi la prova della Miami, si fa riferimento alla procedura di accensione da rispettare per usare Miami come un semplice expander MIDI.

      😉

      Reply

      • riccardo

        |

        quindi, se si ha un expander con i drumkit 808 o 909 e un sequencer esterno collegato via midi si potrebbe fare a meno della miami? O NO.

        Reply

    • RICCARDO

      |

      volevo sapere se le connessioni eurorack 1/8″ del minibrute possono essere utilizzate anche con quelle da 1/4″ come quelle utilizzate dalla MOOG, facendo dei cavi 1/4″-1/8″. Grazie

      Reply

  • Riccardo

    |

    Ho visto in alcuni tuoi video che hai usato una 25 SL e volevo sapere se la modwheel integrata col pitchbend ha la stessa escursione di una modwheel a rotella separata. Graze

    Reply

  • Enrico Cosimi

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    calcola che la mod wheel tira fuori un MIDI CC con valore 0-127; l’escursione assegnata a quel valore è decisa “a destinazione”, quindi la risposta generica alla tua domanda è “si, l’escursione è la stessa”; ma poi, approfondendo, occorre tenere presente il margine di manovra che ti concede l’apparecchio ricevente…

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    • RICCARDO

      |

      Scusa non mi riferivo al valore Midi 0-127, ma alla escursione fisica della modwheel-pitchbend della 25 SL, rispetto ad una modweel a rotella separata dal pitchbend. Grazie

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      • Enrico Cosimi

        |

        in tutti e due i casi, si tratta di “un pezzo di plastica” ancorato all’alberino del potenziometro contenuto all’interno della tastiera; il potenziometro per default ha una corsa di 270 gradi; la mod wheel ha un’escursione di 180 gradi in condizioni di montaggio ottimale; è probabile che l’asse del joystick perda qualcosa, magari arriverà solo a 170 gradi…

        in tutti i casi, le variazioni di corsa meccanica nel controller sono azzerata dalla mappatura di escursione “elettrica” del controllo, quindi non mi preoccuperei…

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  • RICCARDO

    |

    La richiesta era motivata dal fatto di usare la serie SL MKII con il Gpr A4, perchè in un articolo si parlava appunto che chi possedeva un dispositivo modwheel-picthbend si perdeva un pò di escursione in modulazione rispetto alla modwheel classica. Tu hai potuto verficarlo? Nel video che tu hai realizzato col A4 ho visto che usavi una DX7, mi sembra. Grazie

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  • Enrico Cosimi

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    ma anche in quel caso, se la corsa fisica risultasse limitata – e quindi uscisse meno tensione di controllo, sul sintetizzatore si può aumentare l’indice di modulazione, cioè si può dare “più gas” alla modulazione, in modo da bilanciare la cosa! 😉

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  • vincenzo

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    ciao enrico.. credo di avere un serio problema con la mia minibrute e vorrei sincerarmi dell effettivo “danno” :
    è praticamente scordata a tutti gli effetti, l accendo e la trovo 1\2 o anche tre toni sotto! con il fine tune della macchina riesco ad accordarla solo dopo che metto in hold la nota ed essa col tempo ritorna a circa mezzo tono sotto e poi posso adattarla col fine tune.si accorda anche solo tenendo la macchina accesa. il problema e che (con tutto cio che la faccio “riscaldare”) dopo 10 minuti mi rityorna in detune peggio di prima!
    ho rcentemente acquistato una roland sh 101 propio perche la ritenevo complementare al minib ma ho notatato che anch essa (avendo i suoi 30 anni compiuti) mostra segni di instabilita : accendendola la trovo scordata e delle volte riesco ad accordarla col fine, dopo che si riscalda un po, altre volte pur riscaldandosi non e possibile accordarla col tune xke è molti toni fuori. quando riesco ad accordarla si stabilizza si, ma solo finche rimane accesa poi punto e accapo, insomma, seri ed evidenti segni di instabilitaa che ho riscontrato sia nella vecchia sh sia nella giovinezza(brutale davvero posso confermare)del minib.
    la domanda è: COSA STA SUCCEDENDO?

    ps premetto che la mia strumentazione è collocat in una taverna, si umida ma nn eccessivamente (un tasso di umidita che si aggira intorno al 70%) con appositi strumenti di supporto distanziando le macchine dal suolo.
    é possibile che una macchina con meno di 5 mesi di vita sia cosi sensibile ed instabile?(ripeto, comportamenti piu o meno riscontrati anche nel sh 101)
    se cosi fosse sarebbero praticamente inutili per live e quant altro propio xke sto tentando di inserirle in alcuni live sotto il clock di una tr 707

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    • Enrico Cosimi

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      il punto debole del SH-101 è l’interruttore di alimentazione, che si deteriora e “sporca” la tensione che raggiunge le schede; in rete, si trovano diversi tutorial su come pulire il tutto, ma con macchine così vecchie potrebbe essere meglio far agire un tecnico qualificato

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  • Enrico Cosimi

    |

    Ciao Vincenzo,
    il MiniBrute è un analogico “vero” e, come recita il manuale, occorre pazientare una ventina di minuti abbondanti prima che la tonalità (e – cosa ancora più importante – lo scaling di tastiera) trovi la sua regolazione.

    Se intervieni prima che la macchina abbia raggiunto la normale temperatura d’esercizio, non fai che peggiorare il sistema, perchè impartisci una deviazione alla regolazione “di bordo” che rimane anche dopo il raggiungimento della stabilizzazione; quindi, poi continui a correggere, e la cosa non si recupera più.

    Calcola che se lo strumento è in un posto freddo, non necessariamente umidissimo, ci possono volere DIVERSE DECINE di minuti prima che tutto arrivi a regime operativo; tanto per fare un esempio, quando in invberno con un clavicembalo fai il trasloco per il concerto e sposti lo strumento dall’automobile – o dal furgone freddo – alla sala da concerto riscaldata, devi aspettare dalle due alle tre ore prima di APRIRE lo strumento, altrimenti le corde fanno la condensa e, a lungo andare, butti tutto….

    Io farei una prova drastica: prova a spostare il MiniBrute e/o il Roland dalla taverna al piano rialzato di casa, dove c’è il riscaldamento; ce li lasci una giornata, poi provi ad accenderli verso ora di cena – li lasci stabilizzare per venti o trenta minuti e vedi se fanno ancoro lo stesso difetto…

    Se si intonano più facilmente, devi trovare il modo di tenerli caldi e all’asciutto – al limite, con un deumidificatore nella taverna.

    Un’altra ipotesi è che, per qualche motivo, i due strumenti siano SOTTOALIMENTATI, cioè che nella taverna non ci sia una tensione 220 V, ma arrivi meno corrente… se hai un minimo di pratica, prova a misurare la tensione che esce dalle spine “a muro” e vedi cosa leggi con un tester; calcola che, specie se l’impianto è poco affidabile, la tensione può variare quando si accende un elettrodomestico impegnativo o – a prescindere – quando sulla zona c’è maggior richiesta di carico da parte dell’utenza.

    (per non parlare degli sbalzi e delle instabilità della fornitura…)

    Se riscontri pericolose deviazioni dalla tensione nominale, devi provvedere con uno stabilizzatore – quantomeno, devi far vedere l’impianto ad un elettricista professionista.

    Fammi sapere
    In bocca al lupo!!!!

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    • vincenzo

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      ti ringrazio enrico, come sempre molto esaustivo!
      procedo subito con le prove che mi hai citato..ma, ipotizzando che ambi li strumenti siano ormai deviati permanentemente, e possibile recupererarli con un lavoro di intonazione degli oscillatori effettuato ovviemente da tecnici autorizzati?
      ti faccio sapere a prove eseguite.
      buona giornata!!

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      • Enrico Cosimi

        |

        in caso estremo, bisogna rifare la taratura (e potrebbe essere MOLTO seccante); contatta l’importatore

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  • Enrico Cosimi

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    tranquillo: se non hai “sfruculiato” con i trimmer di regolazione, basta portare gli strumenti in un posto meno umido e con alimentazione stabile per farli lavorare normalmente

    (ovviamente, sempre che il difetto dipenda da temperatura e sbalzi di tensione…)

    Reply

  • vincenzo

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    daccordo ma devo essere sincero.. ce lo da un bel po ormai, e preso dalla smania di raggiungere determinati suoni e timbriche, praticamente quasi mai ho atteso i venti minuti di tempo necessari all autoregolazione operativa della macchina, ma col fine tune ho regolato il tono poco e niente(ci ho smanettattato moltoanche mettendo a rischio i coni del mio impianto (: ), ora che sentivo la discordanza tra le due macchine piu incisiva, in questi ultimi giorni ho tentato di accordarle piu volte.

    ripeto la mia unica preoccupazione e che con il mio intervento abbia deviato permanentemente le macchine e nn sia possibile riportarle all intonazione anche con un lavoro di intonazione a cui spesso ricorre chi come me possiede macvchine “antiche” che con il tempo vanno in detune.

    Reply

  • Enrico Cosimi

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    niente paura: il fine tune di pannello è fatto apposta per quello scopo!

    i trimmer che NON vanno toccati, se non si è più che a conoscenza dei segreti meccanismi, sono quelli corrispondenti ai due buchini nel pannello posteriore…

    Reply

  • vincenzo

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    si certo, citavo la regolazione del tono con il fine tune intendendo che speravo di nn aver deviato troppo la macchina prima del raggiungimento della temperatura operativa.
    cmq ho eseguito la prima prova nello stessa taverna questa mattina e dopo una mezzoretta l sh era tra il do diesis e il do , accordandola sul do, e il minibrute era tra il si e il do.
    una circa mezzo tono sopra ed una sotto. in serata post lavoro procedo con le prove con il tester.

    Reply

  • Paolo

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    Salve Enrico, voglio prendere il DRM1 KM III TRIGGER (cv input) può essere pilotato tranquillamente dal MAQ-16? Cosa mi consigli in alternativa? Grazie
    Paolo

    Reply

    • Enrico Cosimi

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      fermo restando che MAQ 16/3 ha tre canali indipendenti CV e Gate, cioè NON PUO’ controllare più di tre apparecchiature indipendenti analogiche simultaneamente, la cosa è fattibile usando le tre uscite di Gate.

      se invece usi il MIDI, cioè le note MIDI generate dalla sequenza, puoi incastrare nei 16 step di ciascuna riga i codici con cui impegnare tutti i canali della DRM1; ovviamente, non potrai avere mai una polifonia superiore a tre timbri contemporaneamente impegnati…

      forse, sarebbe meglio utilizzare (a trovarlo) il vecchio Doepfer Schaltwerk, che era progettato apposta per funzionare come “matrix sequencer” sulle strutture ritmiche…

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  • Lorenzo

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    Buonasera, vorrei sapere se per sincronizzare il Minibrute ad un Volca Beats l’unico modo è quello di collegare entrambi gli strumenti al PC e impostare un MIDI clock oppure se è possibile farlo anche senza l’utilizzo del PC, grazie.

    Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    di sicuro, la soluzione più semplice consiste nel mandare il MIDI Clock a tutti e due gli apparecchi, inviandolo dal PC

    in alternativa, puoi usare il GATE OUT del MiniBrute per sincronizzare “analogicamente” il Volca; ma in quest’ultimo devi selezionare l’avanzamento di step “al singolo impulso” – ovviamente, il meccanismo funziona solo quando o premi una serie di note sul Minibrute o fai partire il suo arpeggiatore….

    Reply

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