Moog Minitaur Analog Bass Synthesizer

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Come al solito, quando sul mercato arriva un nuovo prodotto targato Moog, le antenne di molti musicisti iniziano a vibrare spasmodicamente… Questa volta, è il turno del Minitaur, un analog bass synthesizer che rappresenta il “cervello” della pedaliera Taurus di “progressiva memoria”; un sistema, insomma, interamente dedicato alla produzione di bassi “sintetici”, su cui poggiare l’intera costruzione armonica del gruppo rock o – in alternativa – della costruzione electro sequenced. L’apparecchio, lo diciamo subito, è trionfale nelle sue prestazioni, riuscendo a coniugare giusto prezzo, sonorità micidiali, facilità d’impiego e estrema connettività analogico/digitale.

di Enrico Cosimi

Partiamo subito da cosa non è, ovvero non può essere Minitaur: non si può dribblare l’acquisto di un sintetizzatore analogico pensando di cavarsela con il solo Minitaur. Lo strumento è concepito per lavorare sulle tessiture basse e – attenzione… – non suona note al di sopra del C4 (nota MIDI 72), tanto sotto controllo MIDI/USB vero e proprio, quanto sotto controllo CV di analogica memoria. Insomma: se lavorare solo sulle basse (con fraseggi, pattern, sequenze e tutto quello che vi pare…), Minitaur è pronto a svolgere con completezza il proprio lavoro, ma non potrete mai farlo suonare sulle medio acute e sulle acute. Per quel tipo di comportamento lead, dovrete rivolgervi ad altre apparecchiature analogiche e, senza andare troppo lontano, sicuramente ne troverete di adeguate all’interno del catalogo Moog.

Prima impressione

Moog Minitaur è un apparecchio compatto (opportunamento dotato di velcro, potrebbe trovare posto sulla testata del più piccolo bass amplifier attualmente in commercio…) che ospita una nutrita serie di comandi e connessioni; il punto di forza dello strumento è la possibilità di lavorare in completa autonomia, oppure di offrire un livello addizionale di regolazioni raggiungibili attraverso free editor standalone. Come dire: il 95% delle funzionalità di programmazione è bello e pronto, scodellato sul pannello comandi; quel 5% in più, con cui fare la differenza per applicazioni di synth bass più specialistiche, è raggiungibile con il Minitaur Editor Mac/PC, ilberamente consegnato agli utenti che completano la procedura di registrazione del prodotto; approfondiremo in seguito le sue caratteristiche.

La struttura di voce dell’apparecchio è potente per un bass synth, estremamente semplice se paragonata ad un synth normale (nulla insomma che non possa essere gestito con una decina di minuti di pratica…); ci sono due oscillatori analogici, in grado di generare indipendentemente onda dente di sega (con la caratteristica curvatura firmata Moog Taurus) e onda quadra al 50% (internamente, si può alterare la simmetria delle due quadre agendo su altrettanti trimmer di regolazione, ma al 50% di default lo strumento tira fuori tutta la massima cattiveria e rotondità). Il segnale delle due forme d’onda e di un eventuale input esterno confluisce all’interno del Low Pass Filter Transistor Ladder; dietro questo lungo nome si cela il classico filtro Moog che ha reso – giustamente – famosi innumerevoli modelli di sintetizzatore analogico; il suo comportamento prevede la progressiva eliminazione delle armoniche acute, comprese tra 20 e 20.000 Hz, con possibilità di sfruttare il ricircolo di segnale (in inversione di fase) per produrre l’auto oscillazione di sapore sinusoide. Dal filtro, il segnale passa in un amplificatore controllato in tensione e, successivamente, in uno stadio passivo per la regolazione del volume di uscita. Punto e basta (…non è meraviglioso?).

Non mancherà di soddisfare gli utenti più tradizionalisti, quelli legati a Taurus e Model D, la configurazione dei due inviluppi per Filter e Amplifier che offrono controlli indipendenti per Attack, Decay & Release integrati e Sustain; i tempi sono compresi tra 1 millisecondo e 30 secondi – sufficienti per notevoli variazioni d’articolazione – e la loro curva di distribuzione lungo la corsa del potenziometro risulta naturalmente progressiva. Come nel vecchio Minimoog Model D, il Release può essere completamente eliminato dal gioco tramite selettore dedicato.

Le modulazioni cicliche sono prodotte da un LFO, con singola onda triangolare, applicabile in quantità indipendendente sulla frequenza degli oscillatori o sull’apertura del filtro; se Minitaur è sotto controllo MIDI/USB, il segnale di controllo del LFO è scalato per il valore della Modulation Wheel (mod wheel al minimo: nessuna modulazione; mod wheel al massimo: piena modulazione) e i due amount VCO-VCF definiscono i rispettivi valori di massima escursione; quando l’apparecchio è sotto il controllo CV& Gate, la tensione del LFO è attenuata solo dai due controlli di pannello. Non c’è altro, almeno apparentemente.

Connessioni

Minitaur può essere gestito attraverso:

  • MIDI In (con procedura semplificata per il riconoscimento del canale MIDI, ricordato anche a macchina spenta);
  • USB Port Type B, con gestione bidirezionale di tutti i parametri (tranne il volume d’uscita) attraverso messaggi MIDI CC accuratamente documentati sul manuale utente;
  • connessioni CV (su Pitch degli oscillatori, Cutoff del filtro, Gain dell’amplificatore) e Gate (sull’articolazione degli inviluppi).

In aggiunta, è presente l’ingresso sbilanciato per eventuali segnali esterni da filtrare e la coppia di uscite audio mono “principale” e headphone in formato minijack.  L’alimentazione è gestita con power pack esterno regolarmente fornito in dotazione.

Più in dettaglio

I due oscillatori sono regolabili indipendentemente  in volume e forma d’onda (la possibilità di azzerare ambedue le sorgenti sonore interne apre la via per il trattamento di segnali esterni nel filtro passa basso…) e la frequenza del VCO 2 può essere alterata, rispetto al primo, in un range pari a +/- 1 ottava. La precisione del controllo di VCO 2 Freq è a dir poco esaltante e permette, nel corso dell’esecuzione, di atterrare con assoluta precisione sui salti d’ottava desiderati.  A margine segnaliamo come l’impiego dell’onda quadra all’ottava inferiore garantisca un feroce comportamento di suboscillatore che ha più di un precedente storico; da questo punto di vista, l’accoppiamento delle due forme d’onda rampa/quadra, in unisono o su intervalli diversi, apre le porte a differenti voicing per bassi devastanti. Tutti e due gli oscillatori, quale che sia il canale di controllo specificato (CV&Gate, MIDI, USB…) sono sottoposti all’azione di smussamento del Glide; nell’Editor, si può decidere se l’integrazione di glide agisce secondo comportamento lineare a velocità costante (stessa velocità per qualsiasi intervallo), lineare a durata costante (stessa durata per qualsiasi intervallo) o esponenziale (con progressivo rallentamento mano mano che ci si avvicina alla destinazione). Allo stesso modo, si può limitare l’intervento del Glide alla sola esecuzione in Legato Mode.

Nell’editor, si può intervenire sull’accordatura Fine Beat del secondo oscillatore, facendola deviare dei pochi centesimi di tono ritenuti necessari. Si può inoltre pretendere che i due oscillatori lavorino in Note Sync, cioè che la loro emissione di ciclo sia subordinata al Gate di tastiera; in questo modo, quando i due oscillatori sono in sincrono con l’inizio della nota, concentrano tutta la loro energia armonica sul transiente d’attacco, generando una “percussione” altrimenti non ottenibile; con un minimo di attenzione all’ascolto, la differenza tra sincronizzazione e comportamento libero risulta evidente. Quando i due oscillatori non sono sincronizzati, camminano liberamente e ogni nota viene emessa con un diverso rapporto di fase/ampiezza tra i due segnali; tutti e due i comportamenti hanno dei vantaggi che meritano un approfondimento.

Anche il volume della sorgente sonora esterna può essere gestito attraverso Editor, raggiungendo il 200% rispetto al livello originale.

In aggiunta alle tre regolazioni di pannello (Cutoff, Resonance, Envelope amount bipolare), sotto al cofano è possibile controllare il Keyboard Tracking (che, ancora una volta, stupisce per l’accuratezza della possibile regolazione 0/200% all’interno di una struttura analogica…) e la subordinazione della frequenza di taglio alla MIDI Key Velocity. Ovviamente, la dinamica di tastiera non è gestita sui connettori analogici di controllo: dovrete provvedere voi a ruotarla, se disponibile, direttamente all’ingresso CV Filter. Allo stesso modo, anche l’amplificatore può essere subordinato alla dinamica di tastiera ricevuta attraverso connessione MIDI.

Particolarmente interessanti, le possibilità di controllo offerte dall’Editor sulle funzionalità di base del LFO: oltre alla regolazione di frequenza e amount indipendente VCO-VCF, si può sincronizzare il ciclo del LFO al Gate di tastiera (tutte le note avranno la modulazione in passo… come avere un inviluppo AD in più), si può sfruttare il MIDI Sync per la velocità di modulazione, con una serie di divisori preconfigurati che offrono densità di trattamento variabili tra i sessantaquattresimi terzinati e quattro battute da quattro quarti.

Anche il Pitch Bend può essere regolato indipendentemente nelle due escursioni Up e Down; il range massimo copre +/- 24 semitoni.

Interazione con le DAW

Nel corso delle prove, abbiamo verificato come sia possibile scrivere, e successivamente leggere, le automazioni di tutti i parametri di pannello disponibili su Minitaur: dopo aver collegato l’apparecchio al computer con un cavo USB, basta aprire una traccia per external instrument e Minitaur compare come uno dei possibili MIDI devices cui inviare i dati generati dalla periferica di controllo. In questo modo, le connessioni tipiche comprendono:

  • Computer – periferica di controllo USB: connessioni monodirezionale diretta con cavo USB, per scrivere nelle tracce tutte le informazioni di nota e controlli che creano la performance;
  • Computer – Minitaur, attraverso cavo USB; connessione bidirezionale che trasmette dal computer il playback della traccia MIDI e trasmette verso il computer tutti gli editing di pannello eseguiti sul Minitaur (gli stessi spostamenti saranno poi ripetuti durante il playback della traccia ed eseguiti da Minitaur insieme alle note MIDI);
  • Minitaur Audio Out – Computer Interface Audio In; per catturare opzionalmente l’audio analogico prodotto da Minitaur immagazzinandolo all’interno di una traccia audio dedicata (che, probabilmente a seconda della piattaforma utilizzata, sarà poi necessario allineare con la massima cura sui dati MIDI).

In uso

Come dicevamo in apertura, Minitaur suona la nota corrispondente alle informazioni che riceve alle tre porte di controllo: i tre codici CV, MIDI e USB sono sommati insieme e definiscono la tessitura dell’esecuzione; se la somma supera il valore MIDI Note 72, Minitaur clipperà l’intonazione sul C4, senza eseguire alcun intervallo superiore a quella nota.

In un sistema tastiera-Minitaur o pedaliera-Minitaur, le cose funzionano al primo colpo: lo strumento, per quanto si voglia pompare sulla dicitura bass synthesizer, è un sintetizzatore analogico con tutte le carte in regola per essere smanettato e suonato in lungo e in largo: basterà aprire l’Editor per raggiungere i parametri nascosti e configurare ancora più “di fino” il suo comportamento.

La mancanza di un controllo di trasposizione (cioè del classico selettore 32’, 16’, 8’, 4’…) rende indispensabile la possibilità di trasporre l’esecuzione direttamente dalla periferica di controllo (sia essa analogica CV/Gate o digitale MIDI/USB): in mancanza di questa capacità, Minitaur esegue fedelmente le intonazioni richieste, ma potrebbe non scendere mai sufficientemente in basso per fare il suo compito “tellurico”.  Una volta che l’apparecchio è portato a 16’ o 32’, inizia il divertimento vero e proprio: il suono analogico esce in tutta la sua grassezza, la sua organica potenza e – con il sync tra gli oscillatori – la sua impressionante precisione; l’importante è avere il controller giusto.

Assolutamente consigliato.

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Comments (50)

  • Claudio Bertoncini

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    Ottimo servizio per un bellissimo strumento.
    Domanda secca: con un Voyager, al di là della differenza di prezzo, non si riescono ad ottenere le stesse prestazioni sulle note gravi?

    Reply

    • Enrico Cosimi

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      non è una risposta facile facile, cerco di stringare al massimo:

      a) gli inviluppi del Voyager sono ADSR “classici”, quelli del Minitaur sono A, D/R, S come nel Model D… sembra una sciocchezza, ma quando programmi le timbriche percussive, il comportamento è diverso – il minitaur, come il Model D, mena come un fabbro…

      b) se ci perdi tempo, e se hai tutte e due le macchine a disposizione, puoi programmare nel Voyager lo stesso comportamento del Minitaur, ma avrai sempre un qualcosina in meno dal punto di vista dell’energia sulle basse… ho provato coinvolgendo amici e parenti in un blind test e tutti quanti hanno sempre riconosciuto la differenza di bass boom tra Minitaur e Voyager.

      c) ovviamente, col Minitaur non vai sopra a C72, quindi non è un sintetizzatore con cui fare i lead – di fatto, è l’elettronica del Taurus…; con il Voyager fai tutto quello che ti passa per la testa

      insomma… alla fine servono tutti e due
      (sono stati bravi, eh?) :-)

      Reply

  • Claudio Bertoncini

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    Grazie Enrico, temevo questa risposta..! :-)

    Reply

  • Enrico Cosimi

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    ah ah ah ah (rido, ma ho gli occhi pieni di lacrime…)

    Reply

  • Riccardo

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    Ufff.. proprio adesso che sto cominciando un eurorack!!!

    Reply

      • Riccardo

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        E’ solo che la settimana scorsa ho ordinato il primo modulo, il Cwejman Vco 6, e adesso pensandoci un attimo il minitaur costa meno del doppio di quello che ho preso io, che comunque alla fine resta solo un oscillatore, prima di avere un qualcosa che suona ci vorrà ancora un bel pò… e mi sa che ho fatto un pò una cazzata….

        Reply

        • Claudio Bertoncini

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          Però Riccardo, sei partito in pompa magna vedo :-) Anch’io dovrò cominciare a breve, però pensavo a un qualcosa di più “popolare”..anche per far prima 😉

          Reply

          • Riccardo

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            credo che ordinerò ancora un paio di cwejman (quando avrò venduto un paio di cose) e poi sicuramente moduli più economici anch’io.. Dobbiamo trovare un modo per far soldi, Claudio….
            Come si inseriscono gli emoticon? volevo mettere un sorrisino…..

            Reply

          • Claudio Bertoncini

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            Io partirò con qualcosa di Doepfer, Livewire e PlanB, poi dirotto sul digitale: The Harvestman, Synthesis Technology, TipTop e magari Metasonix. Questa è l’idea, poi chissà…
            Gli emoticon li fai con i due punti oppure il punto e virgola, seguiti dal trattino e la parentesi tonda, come sul telefonino.. :-)

            Reply

          • Riccardo

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            :) Sì, poi dipende sempre da cosa ci vuoi fare… Sicuramente qualcosa di harvestman la prenderò anch’io.. adesso sto ancora verniciando il cabinet…

            Reply

          • Enrico Cosimi

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            beh, cwejman è un poco la rolls royce del formato euro rack; sicuramente, non ti deluderà come comportamento!
            alla peggio, troverai sempre chi te li comprerà usati…

            Reply

  • Riccardo Galatolo

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    Ciao Enrico…in definitiva, quante ottave di estensione ha?

    Reply

    • Enrico Cosimi

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      dunque: Minitaur suona da nota midi 00 a nota midi 72, che è il do sopra al “do centrale”…
      tanto sotto controllo CV che sotto controllo MIDI

      Reply

      • Cactusound

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        Ma esisterà un modo per “hackare” il Minitaur ed estenderlo per le note superiori al midi 72?
        Mi pare una decisione di fabbrica quella di limitarlo, sia per magari la relativamente bassa resa sulle acute (?) ma anche per non sovrapporre i vari prodotti Moog in listino. Onestamente se questo cosino andasse sopra il do centrale, sarebbe un signor synth dual OSC…

        Reply

        • Enrico Cosimi

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          esisterà sicuramente, ma non so come reperirlo…

          Reply

  • rob

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    Fantastico speciale e fantastico sito 😉
    Arriva la domanda cross mercato/case costruttrici.
    Sono paragonalibili le prestazioni sui bassi del minitaur all’evolver di Dave Smith?
    grazie e ciao :)

    Reply

    • Enrico Cosimi

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      Sui bassi di tipo analogico-grassi-pesanti, é sicuramente superiore a tutto il resto

      Reply

  • alessio

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    Ciao Enrico,
    vorrei porti una domanda da “neofita”:
    secondo te posso memorizzare dei preset del Minitaur e richiamarli direttamente dalla mia Elektron Machinedrum senza utilizzare il pc? Vorrei acquistare il Minitaur per suonare dal vivo, sono attratto dalla possibilità di “smanettare” in real time ma vorrei che ogni Song della Machinedrum cominciasse con un suono già programmato e salvato da casa, piuttosto che scrivermi i parametri su un foglio e cambiare al volo il tutto tra un brano e l’altro.
    Ho scaricato il manuale, il quale mostra i messaggi midi relativi ad ogni controllo, ma non spiega se posso inviare al Minitaur un segnale di Program Change per richiamare al volo un preset specifico.
    In piu’, nel caso potessi fare questa cosa, come si comporterebbero gli encoders del Minitaur dopo il cambio di preset? Rimarrebbero inattivi fino al raggiungimento del parametro impostato o no? Per esempio, se un preset ha il cutoff a zero, e il relativo encoder è in posizione centrale, se lo muovo che succede? Il filtro si apre subito fino a quel livello (coasa fastidiosissima) o devo tirarlo giu’ fino a zero e poi riaprirlo?
    Scusa se mi sono dilungato, ma finora non sono riuscito a trovare una risposta a queste domande e spero tu possa aiutarmi.
    Ti ringrazio in anticipo per la disponibilità e ti auguro una buona giornata!
    Alessio

    Reply

    • Enrico Cosimi

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      Ciao Alessio,
      per quello che ho capito lavorandoci sopra, il Minitaur ha tutti i parametri di pannello (e non solo) mappati MIDI, cioè ogni volta che li usi, trasmetti un MIDI CC di valore corrispondente, che può essere memorizzato e riprodotto con un sistema esterno. Il problema è che mancano I PRESET, cioè non c’è un modo per trasmettere tutti insieme i valori che compongono l’intera regolazione di pannello; quindi anche se tu potessi memorizzare uno, due, dieci o tutti i parametri MIDI CC dentro la Elektron, sicuramente potresti inviarli dalla Elektron al Minitaur, ma dovresti scriverli UNO PER UNO dentro la Elektron, perchè il Minitaur non trasmette AUTONOMAMENTE l’intero blocco di dati che “compone” il preset, ma lo fa solo quando è sollecitato a farlo dall’editor esterno.

      I comandi di pannello sono realizzati con potenziometri, quindi se – per dire – fisicamente il controllo punta al valore 5, ma via MIDI riceve il valore 8, c’è una zona di “non corrispondenza” che è meccanicamente non risolta; è il problema che hanno tutte le macchine hardware quando montano potenziometri e non encoder (e per questo motivo, molti musicisti e diversi costruttori preferiscono gli encoder).

      a presto!
      enr

      Reply

      • alessio

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        Grazie mille per la risposta, anche se mi conferma che il Minitaur non è adatto ai miei scopi.
        Un saluto e buona giornata!
        Alessio

        Reply

  • Dino Tagliaferri

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    Ciao,
    a parità di configurazione (OSC, FILTRO, ecc..), c’è molta differenza con il sound del Little Phatty?

    Grazie 1000
    Dino

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      beh, se decidi di NON usare le cose in più presenti nel Sub Phatty (reset sugli oscillatori, offset in hertz sulla frequenza, sub oscillatore, tipo di distorsione lievemente diversa, inviluppi con il loop, eccetera), puoi farli suonare in maniera simile 😉

      Reply

  • Dino Tagliaferri

    |

    E rispetto al Minitaur?

    Ho il LP STAGE I e mi trovo molto bene sui bassi (sonorità reggae/dub molto rotonde, molto sub, pulsanti). Volevo appunto il tuo parare se per quel sound passare al Minitaur/SubPhatty potrerre fare la differenza (significativa).

    Grazie
    Dino

    Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    mio parere da 2 cent: se ti trovi bene (e ti credo!) con il LP Stage I, non c’è motivo di cambiare modello; casomai, un domani puoi collegarlo al delay moogerfooger, tanto per giocare a fare qualche incastro ritmico 😉

    Reply

  • Dino

    |

    Grazie 1000

    Gentilissimo

    Dino

    Reply

  • Manfredo

    |

    Egregio Dott. Enrico, mi permetta innanzi tutto di complimentarmi con Lei per le sue esaustive e profonde recensioni.
    Le spiego brevemente il mio piccolo problema.
    Da tempo piloto il Dark Energy con il MAQ16/3 via CV/gate (macchine fantastiche)
    Da qualche giorno ho acquistato Il Minitaur.
    Ho notato (premetto non ho fatto prove midi) che pilotandolo da MAQ via CV/gate, non è intonato.
    Per farlo suonare intonato (provato con un accordatore) debbo aumentare di un semitono le righe del MAQ e giocare con il potenziometro del minitaur.
    Da che dipende, penso che al minitaur non arrivino le tensioni giuste.
    Grazie mille anticipatamente.

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      Carissimo Manfredo,
      possono esserci diverse spiegazioni:

      a) la scheda CV/Gate del MAQ non tira fuori perfettamente 1V/Oct, ma qualcosa di meno; in questo caso, però, risulterebbe scordato anche il Dark Energy
      b) il circuito di lettura tensione nel MiniTaur non è perfettamente regolato in rapporto ai segnali esterni; probabilmente, è una cosa che si regola con un semplice giro di cacciavite sul trimmer giusto, ma eviterei di stare ad aprire la macchina per una cosa che in fondo è solo fastidiosa e non impossibile da superare; del resto, tutte le macchine analogiche hanno sempre risposte diverse tra loro nei confronti delle tensioni esterne

      (c’è un motivo per il quale, ad un certo punto, si è passati ad usare il MIDI) :-)

      a margine, perché non usare il MIDI Out del MAQ per controllare intonazione e articolazione (cioè Pitch e Gate) del MiniTaur, magari usando un’altra linea analogica del MAQ per controllare Filter e Volume?

      a presto

      Reply

  • LKZ

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    Ciao ragazzi, ho acquistato da poco um moog mini taur, e ho già un problema da risolvere…
    Praticamente lo uso pilotato da um akai mpc 2500, il problema si presenta quando voglio far suonare delle note super basse siccome l’akai non va sotto l’A0 … suonando il moog con una tastiera midi riesco andare in un ottava basssissima, attaccando l’akai nn ottengo lo stesso effetto..
    C’è qualche modo per tirare giù di un ottava il minitaur?
    Grazie per l’aiuto..

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      puoi tirare giù il secondo oscillatore di un’ottava rispetto al primo; ma il primo suonerà sempre all’ottava sopra

      possibile che nella MPC non ci sia un transpose?

      Reply

      • LKZ

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        Giuro che nn lo trovo,sull’akai ho il sistema jjos, che nn sia quello… boh..
        Però mi chiedo perchè nn hanno messo un selettore di ottava (per quel che costa).. Grazie Enrico per l’attenzione.. buona musica a tutti 😀

        Reply

        • Enrico Cosimi

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          c’è solo l’accordatore per il secondo oscillatore…

          loro danno per scontato che uno mandi “da fuori” le note sull’ottava giusta

          quelli della AKAI pensano, forse, che uno possa cambiare “da dentro” le ottave…

          :-)

          Reply

  • Lorenzo Ferrando

    |

    Una domanda stupida….è possibile pilotare il pitch dell’oscillatore del Minitaur attraverso il segnale audio di input esterno ( una cosa tipo Mogerfooger mf 107 )? :)
    Saluti

    Reply

  • Enrico Cosimi

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    non si può fare; ti serve un pitch to voltge converter…

    Reply

  • Graz

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    Buongiorno , innanzitutto complimenti per il sito e al Dr. Cosimi.
    Da neofita e possessore di analog four vorrei chiedere se sia possibile sequenziare il minitaur con il sequencer dell analog 4 via cv. Grazie

    Reply

    • Enrico Cosimi

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      certo che è possibile!!! :-)

      in rete, c’è più di un tutorial a riguardo; si tratta di collegare le uscite di controllo della A4 agli ingressi CV/Pitch e Gate del Minitaur; elettricamente, sono compatibili, a patto di selezionare – non scendo nel dettaglio perché non ho vicino le macchine e non potrei essere sufficientemente preciso… – il formato 1V/Oct per la tensione degli oscillatori in uscita alla Elektron

      ah, servirà un cavo a Y di tipo TRS da una parte e due TS dall’altra 😉

      Reply

  • Marco Frattini

    |

    Buongiorno signor Enrico, piacere di conoscerla sono un suo fan, seguo con passione i suoi video tutorial! Vorrei chiederle un consiglio gentilmente, stavo valutando l acquisto di Moog minitaur, Arturia minibrute o novate Station v2, lei che le ha provate tutte, potrebbe consigliarmi la più completa? Perché vorrei avere un synth analogico nel mio setup ma non vorrei buttare soldi in un acquisto sbagliato. Produco musica totalmente elettronica e dance. Grazie mille davvero

    Reply

    • Enrico Cosimi

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      il più versatile è il BassStation 2 (a dispetto del nome); il Minitaur suona solo le note “sotto” al MIDI 72, quindi niente melodie; il Minibrute è quello dotato di timbrica più “personale e riconoscibile”, quindi è un acquisto che va valutato attentamente, magari dopo aver già acquistato qualche altro strumento “più normale”… :-)

      Reply

  • Camillo

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    Ciao Marco, come mai non hai considerato un Moog SubPhatty?
    Come timbriche Moog si avvicina al Minitaur, ma é molto piú flessibile per le melodie.

    Reply

  • Nico

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    salve Enrico, mi accodo ai tanti inesauribili complimenti sui video e tutorial che ci dai in pasto :) a me servirebbe un consiglio forse un po’ off topic.. ho fatto un acquisto forse azzardato, essendo il mio primo synth analogico, ho comprato un moog taurus II.. ma mi è arrivato senza cavo per collegare la pedaliera al modulo. i miei dubbi adesso sono:
    1) lo spinotto sembra una presa midi, il cavo da utilizzare quindi è un comune cavo midi?
    2) la pedaliera genera segnale midi o cv/gate?
    3) il modulo nel retro presenta oltre alla presa midi: keyboard in/out, trigger in/out, audio, in audio out. inoltre c’è scritto di usare solo jack stereo. come lo collego quindi ad esempio un sequencer con uscita cv e gate? collegando la pedaliera col midi al modulo posso utilizzare queste uscite per controllare gate e trigger di un altro synth? grazie infinite :)

    Reply

    • Enrico Cosimi

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      ti conviene scaricare il pdf del service manual per verificare i piedini del cavo

      niente midi…

      le connessioni analogiche moog gate potrebbero non essere IMMEDIATAMENTE compatibili con gli analogici moderni… controlla sempre sul service

      Reply

  • Carmine

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    buonasera Enrico
    pensavo di acquistare il Minitaur e controllarlo con l’ Arturia Key Step. andrebbe bene per la questione del controllo di trasposizione a 16′ e 32′ di cui parli alla fine dell’articolo?
    grazie
    p.s. splendido articolo, come sempre.

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      ciao Carmine,
      quale che sia il controller, il Minitaur NON suona sopra alla nota MIDI 72, quindi dovrai rassegnarti a farci solo i bassi. Per il resto, il Keystep è perfetto come possibile controller per il Minitaur. :-)

      Reply

  • Gianluca Niccolini

    |

    Buongiorno esimio,
    sono un felice possessore del “giocattolino” op-1, che mi riempie di soddisfazioni digitali.
    Vorrei integrare il piccolo con un synth analogico che mi permetta sia di costruire suoni più “organici” che di aggiungere un po’ di calore alla macchinetta (far passare l’audio-in nel filtro è l’unica opzione? mi sembra pochino come processing) e su questo mi sto un attimo perdendo. Vorrei anche farci passare la chitarra.
    Sto valutando:
    1) monologue (ok, monofonico e poi drone e tessiture di pad? mi piace la piena programmabilità.)
    2) minologue (ok, ma il basso grasso alla moog?)
    3) minitaur (bello, grasso e grosso, ma estensione limitata?)
    4) mother 32 (un solo oscillatore? la matrice di modulazione sarà utile poi per quello che voglio farci?)

    La mia indecisione è irrisolvibile? O prendo il minitaur e me la pianto?

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    • Enrico Cosimi

      |

      Ho paura che OP-1 sia particolarmente “chiuso” nei confronti del mondo esterno… a parte il filtraggio diretto della sua uscita audio.

      Ciascuna macchina, nell’elenco, ha pregi e difetti, quindi è difficile decidere; diciamo che, come prima battuta, occorre valutare se sia necessaria polifonia o monofonia… poi, si sceglie se è necessario avere anche un ingresso per segnali esterni. A quel punto, la scelta è più circoscritta e semplificata.

      Di sicuro, il Minitaur per fare i bassi è eccellente, ma SOLO per fare i bassi…

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  • Gianluca Niccolini

    |

    Grazie mille della risposta,
    qualche dettaglio in più…
    diciamo che potrei anche fare a meno della polifonia, non dell’ingresso audio, ne del poter controllare tutto da ableton live (quindi senza cc su midi usb non si lavora)…
    solo che mi piacerebbe avere anche il pitchtocv del ms20 mini…
    Se solo fossi sicuro che il korg monotron fornisse la stessa resa timbrica per bassi del minitaur allora non esiterei un attimo, ma sentirei comunque la mancanza del pitchtocv…
    insomma sto cercando una macchina mitologica che non esiste.

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    • Enrico Cosimi

      |

      cerca un clavia nord modular g2 usato e passa la paura…

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