Yamaha MX61: una workstation semplificata

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Dopo aver messo a punto il micidiare motore del MOTIF, Yamaha ha consolidato la propria posizione sul mercato sfornando – con rassicurante regolarità – expander, sintetizzatori e workstation correttamente calibrate sulle necessità del musicista “militante”. Basterebbe controllare statisticamente su quanti palchi è comparsa, compare e comparirà una workstation MOTIF per rendersi conto del preciso riscontro funzionale. Oggi, Yamaha inaugura la serie MX con due modelli a 49 e 61 tasti appositamente disegnati per facilitare la vita  al possessore di project studio con tanto di integrazione DAW.

Di Enrico Cosimi

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Lo strumento – l’apparecchio in nostro (temporaneo) possesso è la versione a 61 note – possiede cinque ottave synth action sensibili alla key velocity, con un motore in grado di gestire sedici parti timbriche indipendenti; di queste, solo due possono agire sotto controllo diretto della tastiera in split/layer; le altre sono raggiungibili attraverso interazione con DAW esterna. Quale DAW? Si può lavorare con il Cubase fornito in bundle (non è un mistero che, da qualche anno, Yamaha abbia acquisito l’intero blocco commerciale Steinberg…), con Sonar o con Digital Performer e Logic Studio 9.

Inutile dire che, per contenere costi e complessità, si è deciso di tagliare molti angoli, ma la collocazione dell’apparecchio è possibile in diversi “slot applicativi”.

Prima di addentrarci nella materia complessa, è però necessario fare una precisazione, desunta dall’attenta lettura di quell’autentica miniera d’oro che è il forum degli utenti Motif : solo i modelli di punta della Motif Series possono accedere al livello di editing timbrico più basso, rappresentato dalla gestione dei singoli Elements; le apparecchiature di fascia intermedia, e ancora di più le macchine entry level come le nuove MX49 e MX61, possono solo fare riferimento a un corredo di parametri ottimizzato per le modifiche più indispensabili, ma negano – tanto a livello di gestione hardware, quanto con eventuali editor esterni – interventi così dettagliati. Probabilmente, in futuro, le cose potrebbero cambiare (un software è un software è un software), ma – per ora – i due modelli MX concentrano l’offerta principalmente sull’integrazione tra hardware e software, nel trasferimento da e per il programma A/V con cui integrarsi, a fronte di un’estesa Voice Library interna che è comunque modificabile (i filtri si possono chiudere, gli inviluppi si possono alterare), ma non riprogrammare ex novo come nelle macchine più aperte del catalogo Yamaha.

Come dire: il focus dell’apparecchio non è nella programmazione timbrica, ma nell’integrazione veloce tra 16 parti timbriche organizzabili nella composizione MIDI/USB.

Detto questo, procediamo per la tombola.

Oltre alla tastiera con capacità split/layer, è possibile evocare un arpeggiatore di bordo o una traccia ritmica indipendente su cui studiare/suonare/divertirsi senza che sia necessario calarsi nell’editor del sequencer e senza annoiarsi troppo. La doppia porta USB garantisce, oltre all’integrazione DAW, anche la possibilità di caricare ed eseguire dati Audio o MIDI prodotti esternamente.

L’interfaccia utente non crea troppi problemi per chiunque abbia accumulato precedenti esperienze in famiglia MOTIF (casomai, potrebbe risultare scomodo navigare nel menu editi per raggiungere – un parametro alla volta – la regolazione desiderata); per tutti gli altri, un minimo di apprendistato permetterà di navigare abbastanza agevolmente nelle funzioni offerte; del resto, le compagnie aeree insegnano, la prima voce che viene tagliata per contenere i prezzi è la comodità… Ci sono quattro potenziometri assegnabili a 10 compiti pre configurati (cutoff, resonance, choruse, reverb, attack decay, sustain, release, volume, pan) e a 2 compiti liberamente definibili; punto chiave della plancia comandi, il display alfanumerico è allineato al centro dello spazio disponibile; al di sotto, una sobria grafica visualizza la possibilità di usare due parti timbriche simultaneamente per il playback di tastiera; non ci sarebbe dispiaciuto – prezzo a parte – avere 16 led con cui attualizzare l’impiego delle parti, rendendo visibile (specie quando si è sotto controllo MIDI esterno) chi sta suonando cosa. Parallelamente, ulteriori particolari in seguito, non ci sarebbe dispiaciuto avere riprodotta sulla serigrafia di pannello la non banale struttura dell’inviluppo: un conto è fare riferimento ad un modello grafico, altro problema è dover combattere con l’inserimento dati sul display alfanumerico.

L’organizzazione delle sonorità rispetta la classica architettura per categorie. Oltre a MIDI e USB, le connessioni prevedono l’impiego del Damper e del Foot Pedal, con ingresso audio Aux Stereo su mini jack e uscita stereo su coppia di connettori jack ¼”.

La costruzione, in plastica, privilegia la trasportabilità e – a fronte di un peso inferiore ai cinque chili – invita al fare musica ovunque. Basta avere l’alimentazione.

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Prima impressione

Come è facile immaginare, con cotanta ascendenza, il patrimonio di timbriche ROMpler è calibrato su prestazioni professionali; in aggiunta, si può sfruttare – non senza qualche acrobazia – il passaggio tra una parte e l’altra (delle 16 disponibili) per ottenere cambi di suono senza brusche interruzioni: mentre il passaggio da una parte all’altra, delle due ufficiali, non può avvenire senza tagliare l’emissione, lo scivolamento tra uno slot e l’altro dei 16 disponibili, garantisce la completa indipendenza del motore di sintesi e dell’allocazione voci. In questo modo, a patto di accettare lo spostamento con i tasti di navigazione left – right, si possono lasciar decadere naturalmente le vecchie timbriche mentre si caricano i nuovi suoni per l’esecuzione. Non male…

La vocazione al veloce impiego live è confermata dalla simultanea presenza di tasti dedicati alla trasposizione e allo spostamento di ottava: quale che sia la tonalità in cui accompagnare (o con cui inserire dati nel computer), sarà facile posizionarsi sul valore desiderato.

Per le esibizioni dal vivo, la capacità di leggere SMF type 0 e dati audio .wav 44.1 kHz/16 bit, oltre alla gestione del bus stereo Aux, può fare la differenza, specie in organici volontariamente ridotti per motivi di budget.

 

Struttura di base

MX61 organizza il proprio funzionamento su cinque blocchi operativi intercomunicanti: il generatore di suoni invia il proprio segnale alla sezione effetti (due effetti insertion per parte, max quattro insertion aperti simultaneamente, un effetto system chorus/reverb e uno stadio di equalizzazione) e, da questo, al sistema di amplificazione; ma prima, c’è il triplice blocco di song/pattern playback, realtime controller (tastiera, wheel, potenziometri…) e arpeggio che si contendono le risorse di sintesi offerte dalla macchina – ricordiamo che ci sono 16 parti timbriche indipendenti, due delle quali possono lavorare simultaneamente sotto controllo tastiera.

L’insieme delle 16 parti è organizzabile attraverso Performance; ogni parte lavora su un canale MIDI indipendente; per tradizione, la parte numero 10 è dedicata alla gestione delle timbriche percussive di batteria. Tanto le singole timbriche di parte che il comportamento collettivo di performance sono tranquillamente modificabili, sovrascrivibili o programmabili da zero.

In aggiunta, si può evocare il modo DAW Remote, per sintonizzare MX sul dialogo bidirezionale con la DAW collegata tramite cavo USB; appena stabilito il contatto, e riconosciuto il template corrispondente MX convertirà automaticamente le mappature di pannello sui controlli con cui pilotare a distanza la DAW Audio/Video. In questo modo, MX61 può divenire la scheda Audio e MIDI del PC/Mac, con possibilità di affiancare il playback delle tracce di computer alle sedici parti eseguibili dalla tastiera; non è prevista la possibilità di processare l’audio proveniente dal computer all’interno del motore effetti di MX. L’eventuale audio riprodotto da penna USB non possono raggiungere il Mac/PC eventualmente connesso sull’altra porta USB – ovviamente, è possibile trasferire i file in quanto tali sul desktop del computer.

Altrettanto ovviamente, è possibile ri-catturare il flusso audio generato dalle sedici parti timbriche, che suonano sotto istruzioni MIDI provenienti dal computer,  acquisendolo/registrandolo via connessione USB sotto forma di file audio stereo “già mixato”. In maniera non priva di utilizzi pratici – ad esempio, per studiare incastri e altre sottigliezze MIDI – si possono catturare le note MIDI eseguite dal motore di arpeggio trasferendole, attraverso connessione MIDI, alle tracce di registrazione abilitate nella DAW (come è ovvio, MX lavorerà sotto external MIDI clock generato dal computer); successivamente, sarà possibile visualizzarle sotto forma di score (o di edit event list) per capire chi, cosa, dove, come, quando…

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Cosa ci fanno modificare nei due modelli MX a 49 e 61 note? Una scelta (molto) ragionata di parametri, con i quali – a fronte di una quantità impressionante di voci pronte all’uso – si può comunque raggiungere il proprio obiettivo, o perlomeno ci si può avvicinare molto.

 

Play Mode

Comprende i parametri che influenzano il comportamento esecutivo della Part, cioè della Voice assegnata a una delle 16 possibili unità timbriche: Volume, Panpot, Note Shift, Detune, Choruse Send, Reverb Send, Dry Level, Insert Effect On/Off, Mono/Poly, Portamento Switch On/Off, Portamento Time, Pitch Bend Upper Range, Pitch Bend Lower Range, Controller 1 Assign Value, Controller 2 Assign Value (cosa è assegnato al parametro sarà deciso in Control Set…).

Filter/EG

Gestisce i parametri per variare il contenuto armonico e l’articolazione timbrica del segnale: Cutoff, Resonance, Filter Envelope Attack, Decauy, Sustain, Release,Envelope Depth (confrontate questi parametri con quelli che sarebbero disponibili accedendo direttamente all’Element di programmazione…), Amplifier Envelope Attack, Decay, Sustain, Release.

Arpeggiator Select

Le funzioni che permettono di personalizzare il comportamento di Arpeggio: Arpeggio On/Off (quale delle due parti simultaneamente controllabili da tastiera sarà arpeggiata? La Upper? La Lower? Tutte e due?…), Arpeggio Hold, Category Select, Arpeggio Type, MIDI Out (la trasmissione dei dati di arpeggio in uscita).

Receive Switch

Tutte le funzioni che possono essere abilitate o disabilitate indivualmente alla ricezione dei codici MIDI di controllo: Bank Select, Program Change, Control Change, Volume/Expression, Panpot, Sustain, Pitch Bend, Modulation Wheel, Controller Assign 1, Controlelr Assign 2, Footswitch, Foot Controller 1, Foot Controller 2, Breath Controller, Ribbon Controller, Channel Aftertouch.

Voice Insert Effect

Select Preset, Effect parameter.

Voice LFO

I parametri di gestione per l’oscillatore a bassa frequenza disponibile indipendentemente per ciascuna delle parti timbriche: Wave, Speed, Tempo Sync (sincronizzazione tra LFO, Arpeggio e Sequencer esterno), Tempo Speed (il valore ritmico utilizzato per la sincronizzazione), Play Mode (cycle o one shot), Key On Reset, Random Speed, Initial Delay, Fade In, Hold, Fade Out, Destination 1, 2, 3, Depth 1, 2, 3.

Voice Control Set

Si possono mappare fino a sei controller esterni su altrettanti parametri interni; il menu permette di definire Source, Destination, Depth… ovviamente per sei volte.  Quali sono le destinazioni disponibili? Parecchie, tropper per essere elencate qui; comunque, la lista comprende tutti i parametri di inviluppo (dei tre inviluppi di pitch, filter e amp), i parametri di filtraggio, l’intonazione/trasposizione, le mandate e le regolazioni del modulo LFO.

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Arpeggiatore

L’esecuzione automatica delle note impostate dal musicista può avvenire in latch/Hold On (l’arpeggio continua anche sollevando le mani dalla tastiera) o in Sync-Off (il motore di arpeggio continua ad andare a tempo anche quando sollevate le mani e riaggancia le note in battuta appena rimettete le mani sulla tastiera); in aggiunta, l’inserimento/disinserimento delle note può agire in modalità trigger o toggle; nel secondo caso, una pressione accende la nota che è calcolata nell’arpeggio, una seconda pressione spegne la stessa nota…

I cambiamenti impostati possono divenire operativi immediatamente o alla battuta successiva; si può definire un range operativo di arpeggio contenuto tra due valori di key velocity e tra due note della tastiera.

Come devono essere interpretate le note premute (in accordo o meno) dal musicista? E’ presto detto: sort mode (esattamente nell’ordine con cui sono state premute), thru mode(usando l’accordo come unità di trasposizione calcolata sul pattern in memoria), direct  mode (l’arpeggio lascia passare solo i control change, non le note), sort + direct, thru + direct. La key velocity può essere rispettata o scalata in base alla dinamica di tastiera (tutte le note suonano più basse o più forti in base all’interpretazione dell’esecuzione); si possono definire le ripetizioni per ottave e la compressione/dilatazione degli eventi calcolati sull’asse del tempo (un arpeggio al 50% dimezzerà il playback time, ma raddoppia il tempo metronomico).

Gli eventi di arpeggio possono essere quantizzate, con una forza di quantizzazione variabile; allo stesso modo, si può impostare un valore di swing che devia dal perfetto allineamento ritmico.

Velocity, Gate e Octave possono essere sottoposte a offset liberamente impartito.

 

Effetti

Ogni parte prevede l’impiego di due Insertion Effect A o B (possono lavorare in modalità parallela, A in B, B in A) o può devolvere la doppia potenza di calcolo per sfruttare l’algoritmo Vocoder.

L’insieme delle sedici parti è processato nei due motori di Chorus e Reverb, con due mandate indipendenti e la possibilità di dosare Chorus to Reverb. Prima di uscire, si possono correggere eventuali problemi nel suono di base attraverso la sezione di equalizzazione configurabile (2 bande, boost 6, boost 12, boost 18, parametric).

Il motore di Reverb sfrutta 9 algoritmi, mentre il Delay può lavorare con sette diverse modalità; chorus, flanger, phaser, tremolo & rotary, distortion, compresso, wah, lo-fi, ring mod, isolator, slice, vocoder, pitch change, enhancer, talking modulator, noise gate… completano la lista dei possibili trattamenti. Di sicuro, Yamaha non ha problemi a pescare nel suo know how per la realizzazione di algoritmi d’effetto credibili…

 

Timbriche residenti

Tante, più di quanto si possa girare ed ascoltare in una normale giornata libera; sono organizzate in sedici categorie che facilitano la navigazione: Piano, Keyboard, Organ, Guitar, Brass, Strings, Brass, Sax/Woodwinds, Syn Lead, Pad/Chords, Syn Comp, Chromatic Perc, Drums/Percussion, Sound FX, Musical EFX, Ethnic.

Per ogni categoria, sono disponibili decine e decine e decine di variazioni, rigorosamente elencate in un file pdf di 69 pagine; the MOTIF heritage non è passata invano…

 

Integrazione e mappature

Se si usa MX come controller per la gestione della DAW USB, è possibile utilizzare la fila inferiore delle categorie timbriche per sintonizzare velocemente il funzionamento su AI Knob Jog e Lock, Advance Track, VST Window focus, Edit Channel Set, Automation Read, Automation Write, Delete. Il grosso data entry di pannello può essere bloccato per la gestione parametrica del controllo desiderato, permettendo l’inserimento di valori richiesti. In aggiunta, è possibile innescare i comportamenti di Play e Stop. Ci mancherebbe…

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Impressioni d’uso

MX61 si può usare – e si può valutare – su due piani diversi: l’impiego come tastiera ROMpler con cui coprire le parti tastieristiche durante l’esecuzione live o l’impiego come extended controller/generator/audio-midi board per la struttura di programmazione project studio. In tutti e due i casi, il parametro più importante, quello da cui non si può svicolare è il prezzo di acquisto. Senza faticare troppo in ricerche esoteriche, in rete il modello a 49 tasti si trova a quattrocento ottanta e spicci euro, quello a sessantuno note è quotato seicento e spicci euro. Chiarito il costo, il target dell’operazione appare evidente, ed è più facile accettare le inevitabili limitazioni sulla gestione editing dei timbri interni. Ancora una volta, MX non è lo strumento giusto per fare ricerca e programmazione timbrica crom stratch… per quella, nel catalogo Yamaha ci sono fior di macchine più adeguate. Ma se cercate uno strumento dotato di (tanti) suoni interni, ben differenziati, adatti a coprire le esigenze tradizionali strings – brass – piano, che possa essere utilizzata in piena integrazione Cubase (fornito a costo zero), con funzionalità di gestione Audio e MIDI su USB (anche solo in uscita), beh… la cosa prende forma e ha un senso ben preciso. Per la cifra richiesta, una DAW originale come Cubase AI 6, un controller a 5 ottave, 128 voci di polifonia su 16 parti timbriche, meno di cinque chili di peso possono innescare più di un ragionamento.

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Fateci un giro…

Certo, qualcuno potrebbe chiedersi qualcosa sulle effettive funzioni di programmazione previste nel motore MOTIF full function… quanto è potente – a pieno carico – il motore di sintesi messo in piedi da Yamaha per il proprio meccanismo timbrico?

Qualcuno potrebbe trovare risposte nei prossimi giorni…  :-)

 

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Comments (50)

  • Giovanni

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    Che voto dareste a questa nuova Yamaha MX 61 (da 1 a 10) per quanto riguarda i suoni ? E paragonata alla Yamaha MM6 ?

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      relativamente ai suoni, per quello che mi riguarda il voto è molto alto, specie se considerato in rapporto al prezzo richiesto; il punto da chiarire è quanto può o non può tornare utile un approccio di tipo “plug, select and play” in una macchina del genere: se ti sta bene, è perfetta, altrimenti devi ricorrere ai modelli più aperti e editabili all’interno del catalogo Yamaha… 😉

      Reply

      • Giovanni

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        Su YouTube si inizia a vedere qualche Demo piu’ specifica dello strumento e credo proprio che fa per me, andrebbe infatti a completare una palette di suoni, specialmente digitali, in aggiunta a quelli Virtual Analog del mio Clavia Nord Rack 2 X. Grazie per la tua recensione, e alla prossima.

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  • giorgio ev

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    Quando Casio ha presentato i sui synth XW dai prezzi sbracati pensai che avrebbe dato uno scossone al mercato.
    Chissà se l’apparire di questi prodotti economici nell’involucro ma con motori dignitosi derivati da genitori illustri (vedi anche Krome) è in effetti una risposta ai Casio XW?
    Ma MX, Krome e XW sono poi in concorrenza tra loro o c’è troppa disparità?

    Reply

  • Enrico Cosimi

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    mah, di sicuro nel mondo ora girano meno soldi di prima e questo – in un modo o nell’altro – ha fatto cambiare i progetti dell’industria musicale (bada bene, sempre e solo per la fascia media… i prodotti “di lusso” o di fascia alta non hanno MAI flessioni);

    per quel poco che poisso dirti – sto provando in questi giorni XW – si tratta di filosofie differenti;

    Krome è una workstation “classica” come avrebbe potuto essere classica negli Anni 90 o 2000, ottenuta semplificando il motore poderoso del Kronos

    MX è una performance keyboard molto più blindata, con i suoni dell’altrettanto poderoso Motif, ma impostata per dare al musicista tanti timbri “subito”, senza perdere tempo in programmazione e basandosi su un sequencer esterno da integrare

    XW è un sintetizzatore multi livello, con delle cose MOLTO interessanti e altre cose inevitabilmente ottimizzate con un occhio al costo finale.

    comunque, spero a breve di poter essere più preciso… :-)

    Reply

  • giorgio ev

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    grazie, l’attesa è promettente…
    è un filone interessante quello dedicato agli strumenti più prosaici (con tutto il rispetto per i prodotti e per i progettisti che li hanno realizzati) e il loro potenziale creativo (arte povera?)

    Reply

  • Enrico Cosimi

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    ah ah, di sicuro le limitazioni acuiscono l’ingegno… :-)

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  • dino

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    domanda secca:oltre cubase è possibile utilizzare senza problemi anche Ableton?
    Grazie per le preziose info.

    Reply

  • Enrico Cosimi

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    se la tastiera trasmette i midi cc e tutto il resto, perchè no? per sicurezza, meglio scaricarsi i manuali e vedere l’implementazione midi…

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  • alberto

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    volevo cortesemente sapere se c’e’ differenza timbrica tra le mm6 e le mx appena uscite scusate l’ignoranza ma per me e’ importante saperlo perche volevo cambiare quindi non vorrei avere le stesse cose comprando un sinth che sicuramente piu’ moderno quindi presumo che i suoni siano migliori grazie per la cortese attenzione alberto campobasso

    Reply

    • Enrico Cosimi

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      Il motore è lo stesso del Motif, con meno editing… Quindi, dovrebbe essere diverso dal sint che hai. Quantomeno, più sbilanciato verso la performance.

      Reply

  • Marco

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    Buon giorno, sto considerando l’acquisto della MX e ho fortunatamente trovato il suo articolo. Le vorrei chiedere informazioni (mi rendo conto che è passato un anno) sulla parte cito:
    in aggiunta, si può sfruttare – non senza qualche acrobazia – il passaggio tra una parte e l’altra (delle 16 disponibili) per ottenere cambi di suono senza brusche interruzioni.
    La prima domanda è appunto … che tipo di acrobazia?
    La seconda è pilotando da una master con un preset per ogni canale midi è come se avessi 16 suoni in fila per ogni performance?
    Il cambio tra l’uno e l’altro mi pare sia immediato essendo su canali diversi, conferma?
    La ringrazio per l’attenzione.

    Reply

    • Enrico Cosimi

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      Carissimo, non sono sicuro che lei sia stato tanto fortunato nel trovare l’articolo… :-)

      Scherzi a parte: la struttura della MX61 prevede l’impiego in poli timbricità sotto controllo di un software esterno, come potrebbe essere il Cubase semplificato con cui viene venduta; in pratica, le si possono far suonare diverse tracce, ciascuna con un timbro differente generato da una delle “parti timbriche” previste al suo interno.

      Diverso è il discorso per l’esecuzione dal vivo: occorre controllare sul manuale – in rete, si trova la versione pdf in inglese – QUALE E’ il numero massimo di timbri simultaneamente gestibili attraverso la tastiera; onestamente, dalla prova è passato tanto tempo e non ricordo con precisione il dettaglio; ho però il ricordo di come la procedura richiedesse diversi comandi e conferme sul display… insomma, se facevo riferimento a “acrobazie”, probabilmente c’era qualcosa da controllare con attenzione.

      La cosa migliore è andare presso il proprio negoziante di fiducia e, armati di cuffia, verificare DI PERSONA se l’impostazione della tastiera rispetta le necessità timbriche e di esecuzione.

      a presto!

      Reply

      • Marco

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        Grazie per la risposta, purtroppo nel mio caso dovrei armarmi di cuffia e di master keyboard per testare il funzionamento …. ARGH :)

        Reply

  • arduino

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    Buonagiornata.
    Vorrei approfittare anche io della competenza dimostrata, per chiedere un consiglio: Ho un piccolo studio amatoriale sopratutto ad uso personale per la realizzazione di arrangiamenti e basi musicali. La strumentazione è composta dai Due Synt Yamaha 76 tasti EX5 e SY99 e da un Piano Kawai MP8II; MacBook pro 17″ con Logic Studio 9 con Virtual Legacy Korg (Wavestation, M1, ecc), Omnisphere, FM8.
    In questi ultimi tempi ho qualche piccolo impegno esterno per cui necessito di una tastiera da portarmi dietro e non penso alle mie visto il peso, e pensavo di acquistare la MX61, ma ho qualche dubbio se, invece, pensare di prendere una mox6 usata (avevo pensato anche ad una MM6 usata…). Il dubbio mi viene dal fatto che potrei anche incrementare i suoni (con quelli del motif, appunto) del mio studio e quindi chiedevo se i 355MB (when converted to 16-bit linear format), 2,670 waveforms del mox sono importanti rispetto ai 166 MB (when converted to 16-bit linear format) dell’MX per un’utilizzo non da programmatore, ma solo per l’immediatezza di avere tutto pronto. Che cosa cambia, in sostanza?
    Grazie.
    Arduino

    Reply

  • Nick

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    Salve a tutti, ho acquistato la macchina in oggetto qualche mese fa. La trovo molto soddisfacente sia come timbri che come immediatezza nei passaggi da un preset all’altro. Si possono regolare molte impostazioni su ciascuna delle due voci quindi renderle esattamente come si desidera e salvare tutto. L’unica cosa che non sono riuscito ancora a fare è banalmente modificare (o meglio, annullare) la key velocity, caratteristica che sicuramente un pianoforte acustico deve avere ma che è estremamente fastidiosa quando suono ad esempio un fraseggio rapido con un sintetizzatore (i timbri di synth peraltro in questa macchina sono molto buoni e abbastanza customizzabili). Il mio problema è quindi banale ma non riesco a risolverlo. Davo per scontato che in una macchina come questa fosse possibile regolare la curva di key velocity o quantomeno escluderla ma a questo punto non so se sia possibile… help please! :(

    Reply

      • Nick

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        Non ho trovato nulla sul manuale ma ho avuto la risposta da un utente di una pagina Facebook dedicata ai tastieristi a cui sono iscritto, c’è l’impostazione della velocity nelle Utility, però si tratta di un controllo globale mentre io avrei preferito poterla regolare in modo diverso per ciascuna voce. Poco male!
        Ne approfitto per farti i complimenti per la tua immensa competenza, ho visto tutto il giro dei sintetizzatori in 80 giorni e l’ho trovato ottimo (tra l’altro da laureando in ingegneria elettronica è proprio il mio campo). Complimenti ancora, grandissimo :)

        Reply

        • Enrico Cosimi

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          calcola che MX61 ha un motore volutamente semplificato nell’accesso ai parametri; probabilmente, è loro intenzione indirizzare l’utenza full pro verso la famiglia motif…

          Reply

  • Attilio De Simone

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    Salve, la risposta della velocity dovrebbe essere gestibile. Ho dato un occhio al manuale e c’è scritto: “you can: set the velocity response (normal voice)”. Non ho visto i dettagli, ma l’opzione è prevista. se approfindisci il paragrafo dovresti trovare le info che cerchi.

    Reply

    • Nick

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      Ti ringrazio, ho giusto risposto ad Enrico un secondo fa! Non trovavo il comando perché smanettavo solo sui controlli della singola voce, mentre mi è stato detto appunto che in realtà si trova come impostazione globale della macchina!

      Reply

  • Enrico Cosimi

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    sei sicuro di seguire passo passo la procedura di salvataggio?

    Reply

  • angelomosca

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    ciao

    Reply

  • angelomosca

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    Non riesco a trovare i driver che occorrono per interfacciare la mx61 al logic audio . praticamente il LOgic Audio non la rileva come sorgente midi e la mx61 non comunica per niente con il programma Logic.

    Reply

  • angelomosca

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    il collegamento l’ho fatto usb e to host.

    Reply

  • Camillo

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    Preso l’MX49 da affiancare ad un Sub Phatty.
    Rapporto Qualitá Suono/Prezzo ottimo; certo ci sono delle “macchinine” molto piú performanti in giro, ma si saliva di prezzo. L’ho preferito al Korg Kross (ottime voci, ma il “di piú” non giustificava il prezzo maggiore),ed ai Novation Ultra/Mininova (ottimi ma piú da smanettone). Andavo alla ricerca di voci disponibili senza tanti fronzoli…al limite in Mono lo faró passare dal Sub Phatty per un sapore Analogico.
    L’unica cosa di cui sono preoccupato…la tanta plastica (rispetto al Moog) e il collegamento Audio/Midi con Ableton.
    Speriamo.

    Reply

  • corrado

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    Ciao Enrico
    Ho da qualche giotno acquistato la Mox6. Oggi ho notato che il suono senza motivo tende a scordare…che devo fare.
    Inoltre ieri per la cronaca ho tentato di configurare il pedale d espressione senza esito favorevole. Grazie in anticipo

    Reply

    • Enrico Cosimi

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      Ciao Corrado,
      la scordatura potrebbe (dico POTREBBE) dipendere da un pitch bend erratico… prova a filtrare i dati e vedi se si scorda comunque.

      Che dice il manuale?

      Reply

  • corrado

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    Il problema non è continuo nel senso che se avviene il problema esso persiste anche se spengo la macchina poi magari scompare riavviando e funziona regolarmente. Non può essere un fatto di software?… per cui sarebbe il caso settare la macchina come da fabbrica. considera che il suo firmware dovrebbe essere l’ 1.0 (mentre vi è la nuova versione 1.2)

    Reply

    • Enrico Cosimi

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      ti conviene contattare il servizio di assistenza Yamaha…

      Reply

  • Camillo

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    Prof.Cosimi,
    ho ancora bisogno del suo sapere e dei suoi consigli. Da inizio anno ho usato tantissimo la MX49, in particolare la sezione strings mi é stata utilissima per utilizzare i suoni in ambito Media. Il tutto vá alla grande, ma vorrei buttarmi su qualcosa piú indirizzato al Sound Design…ed ovviamente la MX49 é limitata.
    Per rimanere in famiglia, ho provato nel weekend una nuova Reface DX, sintesi FM (ok, 4 voci ma almeno si posso cambiare le forme d’onda)…sinceramente ne sono rimasto impressionato, malgrado le ovvie limitazioni, si possono creare valide patch malgrado una sintesi FM “limitata” (considerando che utilizzo in primis Operator di Ableton).
    Per concludere, che ne pensa di questa Reface DX? Dove é la linea tra synth FM e “giocattolo”? cambiare o mantere la MX49 considerando prospettive in Sound Design?
    Grazie

    Reply

    • Enrico Cosimi

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      è uno strumento MOLTO potente… non farti trarre in inganno dai “solo” quattro operatori 😉
      ci si possono fare tanti suoni interessanti; se puoi permettertela, prendila tranquillamente

      Reply

      • Camillo

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        La ringrazio Prof; a questo punto, spero che presto, anche Lei possa postare qualche recensione/parere su questa serie Reface della Yamaha….sarebbe interessantissimo.

        Reply

  • massimo

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    buongiorno.
    sono un neo proprietario di una MX61.
    Può dirmi se sia possibile configurare il pedale FootSwitch in modo che tramite lo stesso sia possibile attivare e disattivare l’effetto vibrato (leslie) sulle voci di organo?
    Grazie

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      bisogna vedere se il comando è previsto nell’implementazione midi… che dice il manuale?

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  • max

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    Dunque …
    considera che stai chiacchierando con uno che, ai suoi tempi, bastava pigiare un pedalino e le “trombe” del Leslie (quello vero …) partivano a tutta birra!
    Lo so, sa tanto di Mesozoico !
    Ma, a parte le considerazioni sulla mia veneranda età, davvero mi faresti un grosso favore se potessi darmi qualche dritta sul “dove” devo cercare quello che mi chiedi.
    I manuali Yamaha non sono così facilmente consultabili e interpretabili per uomini di Neanderthal come me.
    Grazie

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    • Enrico Cosimi

      |

      purtroppo, non ho più lo strumento disponibile…

      Reply

  • Salvo

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    Salve a tutti!!
    Ho acquistato un Mx49 usata e sto a smanettarci già’ da qualche giorno.
    Il mio problema sta nel fatto che non riesco ad effettuare una lista timbri preferita da assegnare alle 16 parti per poter facilmente variare suono ad una scaletta brani. Ho dato un’occhiata al manuale ma e’ veramente spiegato molto alla larga e male. Ho fatto alcune prove ma, nonostante prema il pulsante “STORE” e confermando, dopo aver assegnato i singoli miei suoni alle 16 parti, quando spengo lo strumento e lo riaccendo, e’ come se non avessi fatto nulla. GRAZIE MILLE

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    • Enrico Cosimi

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      purtroppo, sono passati tre anni da quando abbiamo avuto lo strumento a disposizione…
      forse, la cosa più pratica è contattare direttamente il servizio assistenza yamaha
      tra l’altro: sicuro che non ci sia un manuale più dettagliato sul sito yamaha?

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  • federico anzolini

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    pensavo di acquistare questo simpatico synth per leggerezza, costo e dopo aver letto un po’ di recensioni, visto un po’ di video e ascoltato un po’ di suoni e demo. su una recensione in particolare (http://www.soundonsound.com/reviews/yamaha-mx49) si fa voce del fatto che la larghezza dei tasti è ridotta rispetto a quella dei tasti di un normale piano o di un piano elettrico. non ho trovato alcun riferimento a questa caratteristica in giro. mi puoi spiegare meglio? grazie in anticipo

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    • Enrico Cosimi

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      secondo me, era nella testa del recensore… il passo della tastiera yamaha è quello standard synth action, se paragonato a un pianoforte a coda è ovvio che i tasti, specie quelli neri, sembrino più scivolosi o più piccoli, ma la tastiera è “normale”

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  • gaetano

    |

    ciao a tutti, sapete se il tasto Rhythm Patterns è possibile disabilitarlo ?
    il led rimane sempre acceso anche se lo premo non si disattiva .. è normale ?

    grazie

    Reply

    • Enrico Cosimi

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      putroppo, è passato molto tempo da quando era disponibile l’apparecchio per fare le prove… :-(

      Reply

  • Paolo

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    Salve Prof. Cosimi e a tutti. A parte delle nozioni di sintesi sottrattiva che ho studiato e spulciato più per curiosità e deformazione mentale mia che altro, sono completamente digiuno di competenze sulle tastiere. Di più, non so proprio suonare la tastiera (a parte conoscere il nome delle note e avere un minimo di conoscenze musicali da chitarrista/bassista). Non è mai troppo tardi però e sono incuriosito da questa MX 61 per caratteristiche e prezzo. Non ho capito però una cosa di questa tastiera e dei rompler in generale, oltre ai suoni on board è possibile caricare dei campioni esterni e suonarli con la MX 61/49 come si farebbe con quelli di fabbrica? Esempio: se la MX non avesse in dotazione il suono di mellotron di Watcher of the skies dei Genesis, o il coro synthetico di Blue Monday dei New Order, sarebbe possibile trovando i campioni in rete suonarli con la MX? Grazie

    p.s.
    peccato l’assenza di un sequencer, ma forse a quel prezzo era chiedere troppo…

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    • Enrico Cosimi

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      purtroppo, non è possibile aggiungere altri campionamenti a quelli residenti… :-(
      questo tipo di comportamento è possibile su apparecchiature di fascia superiore, ad esempio le workstation “classiche” come Motif o Kronos

      Reply

      • Paolo

        |

        Grazie, pensavo ormai fosse una cosa abbastanza comune, invece evidentemente è ancora un meccanismo complesso. O forse banale differenziazione di marketing :-)

        Reply

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