UVI String Machines – seconda parte

Written by Antonio Antetomaso on . Posted in Software

Riprendiamo il discorso relativamente ad UVI String Machines. Nella prima puntata, abbiamo esaminato a fondo le caratteristiche della libreria e concluso la chiacchierata con un’analisi della sezione EDIT che consente (ricordiamo) di intervenire sui parametri timbrici principali delle sezioni A e B (inviluppi, filtri, effetti e via discorrendo).

Di Antonio Antetomaso

COPERTINA

E’ la volta di spolverare per benino la parte più “esotica” dello strumento, vale a dire il ricco step sequencer, denominato step programmer.

Già il nome dovrebbe dirvela lunga….ad ogni modo, per accedere ad esso, basta spostare la levetta in alto a sinistra da EDIT a SEQ per vedersi comparire, al centro dell’interfaccia, la seguente schermata:

FIGURA1

Andiamo a capirci qualcosa. Come si può vedere dalla figura, sono offerti due step programmers indipendenti tra loro, ciascuno di essi offrente fino ad un massimo di 16 steps.
Verrebbe da dire:” E vabbè sai che sforzo….la libreria offre due layers (parte A e parte B), ovvio che il primo step programmer pilota la parte A, il secondo la parte B”. E qui cascherebbe l’asino, dal momento che si può decidere in modo assolutamente indipendente quale step programmer pilota cosa, selezionando in particolare se esso debba intervenire:

  • Sulla parte A
  • Sulla parte B
  • Su entrambi

Il tutto agendo sui comodi pulsantini alla destra di ogni step.

FIGURA2

Inoltre, ciascuno step programmer può influenzare sia il volume dello strumento sia l’apertura del filtro e l’incidenza su ciascuno di essi è regolabile mediante due potenziometri posti accanto ai pulsanti di cui sopra.

Ciascuno step può essere regolato in intensità mediante il mouse (trascinamento o click sul livello desiderato), partendo da 0 e arrivando a 127 (tanto per cambiare).
Ecco perchè non si può proprio parlare di step sequencer, perchè non si ha modo di intervenire sul pitch delle note suonate a creare delle vere e proprie sequenze melodiche. In fondo, stiamo parlando sempre di string machines, che ve ne fareste di uno step sequencer classico?
Vediamo brevemente gli altri controlli offerti per ciascuno step programmer:

FIGURA3

Nella parte alta, al di sopra dell’area dedicata ai singoli steps trovano posto:

  • RES: regola durata di ogni step (sincronizzata al clock di sistema)
  • STEP: imposta numero massimo di steps eseguiti
  • DELAY: regola il tempo di attivazione del primo step
  • RISE: regola il tempo di attacco di ogni step
  • SMOOTH: consente di addolcire il passaggio tra il valore di uno step e quello dello step successivo

Niente male, non trovate? Un discreto grado di libertà per conferire un carattere decisamente più moderno a timbriche classiche, senza che la loro identità venga snaturata.

 

Al dunque
Siamo arrivati alla fatidica domanda:” Come suona?”. Suona bene ragazzi, con una fedeltà e un grado di accuratezza degno di nota. Insomma, la qualità di UVI c’è tutta e anche per quest’altro prodotto non viene smentita. Ovviamente chi scrive conosce parte delle macchine emulate (Solina e VP-330) e quindi inevitabilmente il giudizio non può essere definito esaustivo. Ma inserendo la libreria in un mix essa riempie che è una bellezza, gli effetti sono convincenti e se volete spingervi verso timbriche mai udite da queste macchine il prodotto non vi deluderà di certo.
Le aspettative non vengono tradite neanche se si ricercano le timbriche classiche utilizzate da celebri artisti: personalmente inserisco il VP-330 di UVI ogni volta che devo suonare un brano di tributo a Vangelis, godendo non poco. Cliccando qui, potrete ascoltare la mia cover di “Blade Runner closing titles”, nella quale è esibito il VP-330 di cui sopra nel tema principale.
Qualche piccolo appunto, a voler spaccare il pelo nell’uovo, mi sento di farlo sul numero di presets offerti: decisamente pochi. Come pure, passi per gli effetti di UVI workstation, ma forse qualcun altro direttamente accessibile dall’interfaccia della libreria e programmato con i settaggi tipicamente usati per queste timbriche non avrebbe guastato (es. Solina con Chorus è come dire pane con marmellata).

Vi lascio con un paio di video per darvi saggio ulteriore delle potenzialità della libreria:
Uno e due.

Sul sito di UVI, nella sezione dedicata al prodotto trovate tutte le informazioni di dettaglio.
Alla prossima.

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