The GAIA Project – Programmare un Synth Bass

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Tra le tante timbriche che è possibile programmare con un sintetizzatore analogico standard, quella di basso è tra le più immediate, se non altro per la grande varietà di modelli cui fare riferimento; questo significa che, a fronte di una relativa velocità nel raggiungere un buon risultato, il musicista si trova poi di fronte a tantissime possibilità di variazione e personalizzazione tra cui scegliere.

 

di Enrico Cosimi

Non è questa la sede per scegliere al posto degli altri, ci limiteremo a tracciare la sequenza di passi necessari al raggiungimento di una sonorità di synth bass “plain vanilla”; buona un poco per tutto, verificando e identificando, da quel punto in poi, le possibili vie di approfondimento e caratterizzazione timbrica.

Synth Bass in pochi passi

La prima cosa da fare è, ovviamente, sintonizzare la frequenza degli oscillatori su una tessitura “bassa”, scendendo di una o due ottave rispetto all’intonazione nominale: se lo strumento è dotato di piedaggi tradizionali, le regolazioni devono essere poste su 16’ o 32’; se invece lo strumento, come GAIA, è dotato di regolazione per semitoni, occorrerà spostarsi a – 12 o -24 semitoni rispetto al valore di partenza.

Ma quanti oscillatori sono necessari? Molti meno di quanto si possa pensare: tanti oscillatori, specie se analogici e poco accordabili, tendono a produrre nel segnale una costante, rollante, variazione dìntonazione-fase-ampiezza che, se da una parte rende “rombante” il suono (adatto al classico fraseggio prog di wakemaniana memoria…), dall’altra rende il suono difficile da trattare in termini di mixaggio e di accoppiamento con altre timbriche. Meglio concentrare le proprie energie sopra un solo oscillatore, al limite rinforzato da un sub all’ottava inferiore.

Che forma d’onda scegliere? Per iniziare, senza compromettersi troppo, meglio usare una classica sawtooth; l’onda dente di sega è dotata di tutte le armoniche – pari e dispari – e produce di base un timbro pieno, che il fitro sarà ben felice di sagomare a discrezione del musicista. Ma, con un minimo di calma, rimanendo in tema di synth bass, anche le altre forme d’onda possono riservare piacevoli sorprese; fermo restando che a maggior contenuto armonico corrisponderà maggior efficacia della sezione di filtraggio, è facile ricordare che:

  • l’onda a dente di sega ha dentro tutto e quindi, 90 volte su 100, torna utile e applicabile nei più diversi contesti;
  • l’onda quadra, con simmetria al 50% tende a risultare più presente all’ascolto, specie se accordata sulle tessiture da synth bass; un suono più minaccioso e – per certi versi più liquido che non deve essere sottovalutato;
  • se l’onda quadra perde la simmetria, e rientra nella più ampia famiglia delle onde rettangolari, si otterrà un timbro progressivamente più nasale e penetrante, fino a perdere (con le regolazioni estreme, ad esempio al 95 % di pulse width) quasi del tutto il senso della fondamentale; un trattamento da non sottovalutare è quello in cui la simmetria di un onda rettangolare è modulata, in tempo reale, dalle stessa curva d’inviluppo che modula il filtro low pass;
  • un’onda triangolare, apparentemente poco energetica, può comunque portare qualcosa di buono al synth bass, specie se il musicista sta andando alla ricerca di timbriche “gommose”, dove è più importante il disegno ritmico dell’intellegibilità del fraseggio melodico. Un synth bass costruito attorno all’onda triangolare ha molta energia sulla fondamentale, ma occupa poco spazio in mixaggio, perchè l’onda triangolare ha poca energia sulle armoniche acute… quindi si sente poco, ma rinforza piacevolmente la cassa;
  • un’onda sinusoide, che è praticamente inutile da filtrare low pass, servirà principalmente per rinforzare il brano sulle ottave basse e presenterà all’estrrema potenza i pregi e i difetti dell’onda triangolare.

Dopo la forma d’onda, è necessario impostare l’inviluppo dell’amplificatore – facendo tesoro del’esperienza per poi programmare anche l’inviluppo del filtro. In linea di massima, esistono due tipi di articolazione synth bass:

  • il comportamento percussivo, in cui il suono ha un decadimento veloce e una durata “finita”. Utilissimo per veloci sequenze ritmiche, ha nella mancanza di sustain il limite maggiore (come dire che serve per fare dum dum dum dum alle più diverse velocità, ma non rimane nulla anche tenendo premuta a lungo la nota sulla tastiera);
  • il comportamento prolungato, in cui si sfrutta il sustain diverso da zero, per avere un andamento da bass pedal di sapore quasi organistico (tanto tengo premuto, tanto durerà la nota…); l’apparente mancanza di percussività e articolazione è controbilanciata dalla possibilità di groovare con il fraseggio. Ovviamente, l’arrangiamento del brano deve prevedere questo tipo di andamento, altrimento è meglio rimanere su timbriche corte composte da solo decay.

Il filtro è, senza troppa fantasia, un low pass, con inviluppo dedicato che può riprendere in pieno le regolazioni del suo collega applicato all’amplificatore. Per differenziare il trattamento, si possono contrarre i tempi del filter envelope, avendo cura di lasciare nell’ascolto porzioni di nota in cui il filtro è già stato parzialmente chiuso dal suo inviluppo.

Buona parte dell’efficacia timbrica (configurabile letteralmente in centinaia di diversi possibili risultati timbrici) giace nel rapporto tra frequenza di taglio e envelope amount: i risultati ottenibili sono assolutamente dipendenti dal funzionamento peculiare di ciascuno strumento; l’unica chiave per raggiungere un buon risultato è – come al solito – la sperimentazione.

Altro punto critico, per i coefficienti di gommosità, organicità, selettività e cattiveria del timbro (tutti altamente scientifici, come si evince dai loro nomi…) giace nel rapporto tra frequenza di taglio e resonance: un filtraggio bass synth completamente privo di resonance è molto duro, organico, netto e privo di qualsiasi enfatizzazione corrispondente al punto d’intervento; ma se il filtraggio acquisisce una quantità progressivamente crescente di resonance, si tende alla maggior gommosità, alla caratterizzazione timbrica che arriva fino all’esasperazione auto oscillante in stile Tom Sawyer, per intenderci.

Bene, a questo punto, lasciate scorrere il video e sforzatevi di riprodurre le timbriche sul vostro strumento; come al solito, sperimentazione e monte ore accumulato sullo strumento sono aiuti insuperabili per raggiungere risultati di tutto rispetto.

 

 

Ah: non sottovalutate le peculiarità didattiche offerte dal’Action Recorder presente nel GAIA Editor… può tenere traccia di ogni operazione e regolazione effettuata sul pannello comandi, realizzando un vero e proprio “storyboard sonoro” con cui ragionare, azione per azione, sulle conseguenze di ogni spostamento di parametro.

 

 

Il listato qui sotto è l’esportazione in formato testo delle operazioni effettuate durante la realizzazione del video.

[TITLE]
synth bass standard

[CREATED BY]
Enrico Cosimi

[DATE]
2012/03/16 19:48:57

[ACTION LIST] (Show Parameters in 100 Steps)
TONE1
+— OSC
+— PITCH : -12
+— FILTER
+— MODE : LPF
+— CUTOFF : 85
+— ENV DEPTH : +27
+— SUSTAIN LEVEL : 0
+— DECAY TIME : 67
+— CUTOFF : 27
+— DECAY TIME : 55
+— AMP
+— SUSTAIN LEVEL : 0
+— DECAY TIME : 58
+— FILTER
+— DECAY TIME : 60
+— AMP
+— SUSTAIN LEVEL : 39
+— DECAY TIME : 65
+— SUSTAIN LEVEL : 91
+— FILTER
+— CUTOFF : 5
+— ENV DEPTH : +39
+— DECAY TIME : 40
+— CUTOFF : 8
+— RESONANCE : 28
+— OSC
+— WAVE : SAW 2
+— FILTER
+— RESONANCE : 0
+— CUTOFF : 5
+— ENV DEPTH : +31
+— DECAY TIME : 56
+— CUTOFF : 14
+— SUSTAIN LEVEL : 53
COMMON
+— PATCH_COMMON
+— MONO SW : ON
SYSTEM
+— OPERATION
+— TONE COPY : 1>2
TONE2
+— OSC
+— DETUNE : +10
COMMON
+— PATCH_COMMON
+— TONE2 SW : OFF

COMMON
+— PATCH_COMMON
+— TONE1 SELECT : ON
TONE1
+— OSC
+— WAVE : PW 2
+— PULSE WIDTH : 0
+— WAVE : SUPER SAW 2
+— FILTER
+— CUTOFF : 0

La prossima volta, prima di abbandonare l’argomento synth bass, ci occuperemo delle peculiarità sonore ottenibili distorcendo un segnale, sommando volutamente diversi oscillatori fino a fare contenti i cultori del prog rock, o facendo lavorare due oscillatori in regime di hard sync, sperimentando tra i due diversi tipi di articolazione tutto decay e tutto sustain.

Stay tuned.

 

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