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Make Noise Renè – Un instant classic?

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Non è nuovo, anzi ha diversi anni di servizio sulle spalle, ha fatto sognare generazioni di musicisti elettronici, ha dimostrato ai medesimi come sia possibile scrivere musica e fare performance lavorando lontani dai tasti bianchi e neri, componendo per simmetrie, per istinto o per non meglio identificabili stilemi di bilanciamento estetico. Insomma, il primo grande sequencer cartesiano dell’epoca Euro Rack ha dimostrato da subito una significativa validità di comportamento che, oggi, conferma una decisa maturità progettuale. Non è poco.

Di Enrico Cosimi

rene

Dal punto di vista pratico, Renè richiede 80 mA di tensione sul ramo +12V dell’alimentatore, occupa ben 34 HP di ingombro frontale e, come tutte le strutture Euro Rack, se collegato con il flat invertito, conduce velocemente alla disperazione dell’(ex) possessore.

Ripeto quindi sono. I sequencer “cartesiani”

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Uno step sequencer, da che Buchla è Buchla (simpatico terminus post quem…) nasce, vive e sopravvive principalmente per ripetere quasi all’infinito un determinato numero di step precedentemente programmati; il contenuto degli step e la destinazione dei medesimi – parametri lasciati a discrezione del musicista – fanno la differenza nei confronti del risultato finale. Ma, a parte qualche piccola variazione geografica, in tutto il mondo il sistema è piacevolmente prevedibile e ricorrente. Fino a che non entrano nel campo visivo i cosidetti “sequencer cartesiani”.

Di Enrico Cosimi

Con questo neologismo, si intende un numero (invero) ristretto di realizzazioni commerciali che basano la propria natura di sequencer analogico non più sul semplice tragitto/lettura di step unidimensionale da sinistra verso destra (o, a scelta, da destra verso sinistra), ma permettono al musicista un’organizzazione a matrice che garantisce la navigazione tanto da sinistra verso destra e viceversa (asse orizzontale X), quanto dall’alto in basso e viceversa (asse verticale Y), recuperando quindi la ben nota definizione dello spazio cartesiano che tutti noi abbiamo imparato ad apprezzare (o a temere, a seconda delle attitudini personali) durante i lontani giorni delle scuole  medie…