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Club Of The Knobs C1621WF

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Il modulo Morphable Wavefront Oscillatos contiene due oscillatori analogici tra loro identici, che possono essere usati indifferentemente come modulante uno nei confronti dell’altro. Il primo può sincronizzare il secondo.

Di Enrico Cosimi

COTK

Il segnale prodotto può essere ricombinato collegando tra loro parti della forma d’onda estratte dai percorsi classici sine, triangle, rectangular e saw. Il comportamento Wavefront è ottenuto utilizzando tre oscillatori di modulazione dedicati per ciascun VCO del modulo. In aggiunta, è presente un sub oscillatore che lavora alla metà della frequenza. Ciascun oscillatore ha l’uscita Wavefront post elaborazione e fornisce, in completa indipendenza, i segnali saw e rectangular; sono disponibili ingressi dedicati per controllo di frequenza esponenziale e lineare, il Morpheus CV, la PWM.

Cotk C1621 Morphable Wavefront Oscillators

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Due oscillatori indentici tra loro, ma indipendenti come comportamento, che possono essere controllati in frequenza e range. Ciascuno può diventare sorgente di modulazione per l’altro. Il solo oscillatore 2 può essere schiavizzato in hard sync all’oscillatore 1.

Di Enrico Cosimi

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Il comportamento morphable, gestito dalla coppia di manopole Morpheus, è possibile alterare/combinare le forme d’onda prodotte allontanandosi anche significativamente dal corredo di base.

Club Of The Knobs C911P & C995P

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I due apparecchi, rispettivamente Polyphonic Envelope Generator e Poly Attenuator, sono i punti di forza nella strategia COTK di avvicinamento alla polifonia modulare. Come saprà sicuramente chiunque abbia osato raggiungere comportamenti polifonici all’interno di un sint modulare, il dover moltiplicare tutti i moduli necessari per il numero delle voci di polifonia porta immediatamente l’utente in una condizione di disperata povertà assoluta. Da questo punto di vista, l’approccio COTK è interessante per la sua impostazione di “polifonia indifferenziata”, che ricalca – per parecchi aspetti – quello seguito dai primi, storici, design polifonici del secolo scorso.

Di Enrico Cosimi

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In pratica, si forniscono al musicista con velleità polifoniche, cinque generatori d’inviluppo dotati di ingresso Gate indipendente, uscita CV indipendente (bipolare), controlli T1, T2, T3 e Sustain in comune con predisposizione per la modulazione CV dall’esterno. Basta avere cinque oscillatori, cinque filtri e cinque amplificatori – con una tastiera pentafonica o con altro opportuno controller – per articolare indipendentemente le linee di polifonia, che condivideranno le stesse regolazioni Attack (T1), Decay (T2), Sustain (Esus), Release (T3). Limitato? DIfficoltà di accettare la stessa regolazione per tutti e cinque gli inviluppi? Del resto, lo stesso comportamento omogeneizzato sull’articolazione era stato pionierizzato negli storici ObX, Prophet 5, eccetera.

Club Of The Knobs C 958 Dual Quantizer

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Quantizzare” un segnale, perlomeno nel dominio delle tecniche di sintesi, significa arrotondarne più o meno drasticamente il valore facendolo coincidere con una griglia di possibili grandezze ritenute adatte dall’utilizzatore. Detto in maniera meno antipatica, un segnale quantizzato, ad esempio la tensione di controllo che definisce l’intonazione di un oscillatore, può essere forzato con esattezza sul dodicesimo di volt che garantisce la perfetta tenuta dei semitoni all’interno del meccanismo 1V/Oct messo in piedi da Bob Moog. Come dire che, dopo la quantizzazione, tra Do e Do Diesis non c’è nulla

Di Enrico Cosimi

Ovvio che, nel mondo della sintesi analogica, modulare o meno, la possibilità di quantizzare i propri valori di controllo risulti assai appetibile, specie se messa a confronto con la tradizionale difficoltà – ad esempio – di centrare la nota voluta con i potenziometri dello step sequencer di turno. Per questo motivo, diversi fabbricanti, negli Anni 70 come oggi, hanno devoluto energie e mezzi alla produzione di quantizer modules con cui tenere sotto controllo il funzionamento dei loro apparecchi. Allo stato attuale, quasi ogni standard elettro meccanico di apparecchiature modulari offre un discreto numero di moduli, prodotti da ditte differenti, adatti a questo scopo. Oggetto di questa prova è il modulo Club Of The Knobs C958 Dual Quantizer, prodotto a Lisbona dal valente team di ricercatori analogici capeggiato da Kazike, mastermind del marchio COTK.

CLUB OF THE KNOBS C980 Dual Waveform Monitor

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Meno agguerrito dal punto di vista quantitativo del sovraffollato formato Euro Rack, il mondo modulare di tagio 5U (quello, per intenderci di Moog, DotCom, eccetera), può contare sulle periodiche e affascinanti illuminazioni di Club Of The Knobs, il gruppo di realizzatori che, sotto la direzione del tedesco Kazike (ormai portoghese d’adozione), ha arricchito il proprio catalogo di un’interessantissima serie di moduli.

di Enrico Cosimi

Partiti come COTK all’inizio degli Anni ‘2000, dopo essersi fatti una discreta fama come clonatori fedeli dei vecchi sistemi MOOG, presentano ormai da diversi anni realizzazioni modulari originali che arricchiscono significativamente le potenzialità del sintetitista patch cord based.  L’ultimo arrivato, da questo punto di vista, è il modulo C 980 Dual Waveform Monitor, un hardware che integra – grazie a un efficacissimo display OLED – funzioni d’oscilloscopio direttamente all’interno del sint modulare vero e proprio.

L’apparecchio è la combinazione di due circuiti indipendenti: un oscilloscopio tempo/ampiezza e un generatore di funzioni autonomo dal resto del sintetizzatore; l’elettronica dell’oscilloscopio permette la gestione simultanea di due segnali, in configurazione doppia traccia, con possibilità di agganciare il trigger di visualizzazione in modalità Normal, Single, Auto o Free, con regolazione indipendente di livello per i due canali audio.