Strymon Time Line Digital Delay – prima parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

La comunità dei geetaristi è, da tempo, in fibrillazione per la potenza e la carnosità timbrica dei prodotti Strymon: il marchio statunitense ha esordito diversi anni orsono con una fenomenale modellazione fisica del comportamento sonoro ottenibile con il nastro magnetico e ha proseguito per la sua strada senza compromessi, producendo diversi apparecchi che coniugano costruzione hardware robustissima, prestazioni più che professionali, facilità d’utilizzo e fun factor particolarmente elevato.

Di Enrico Cosimi

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Da sempre, compulsivamente, sensibili all’argomento delay, non potevamo farci sfuggire l’occasione di provare il “grande” digital delay che riunisce, in un’unica macchina, tutto il know how de El Capistan, del Brigadeer e di altri modelli assai entusiasmanti di comportamento ripetitivo… ivo.. ivo… ivo.

Le (piacevoli) sorprese non sono mancate.

Costruito attorno a un DSP Shark talmente potente da essere ridicolo (citazione testuale), TimeLine offre dodici algoritmi di delay differenti per funzionamento, concezione timbrica e controlli. Ci sono 100 locazioni di preset, ogni locazione è articolata in preset A e B velocemente alternabili (200 configurazioni diverse) tramite tastoni dedicati; c’è un looper indipendente da 30 secondi, che può essere posizionato a monte o a valle del motore di delay; l’implementazione MIDI è completa e permette il controllo simultaneo di tutti i parametri ritenuti necessari via PC/Mac, controller esterno o quello che si preferisce. In aggiunta, si possono mappare sulla corsa di un expression pedal opzionale i limiti min/max di tutti i parametri di pannello, per gestire tutto attraverso l’escursione punta-tacco del pedale.  Il segnale in feedback può essere processato attraverso apparecchi esterni eventualmente collegati in Send/Return.

 

Dal punto di vista della bieca tecnologia, il benchmark è entusiasmante:

  • convertitori A/D e D/A 24 bit @ 96 Khz;
  • rapporto S/N tipico 115 dB;
  • percorso di segnale analogico dry per latenza zero, senza conversioni indesiderate;
  • comportamento 32 bit a virgola mobile;
  • bypass meccanico vero con relay switching;
  • suddivisioni Tap e +/-3dB Boost regolabili indipendentemente per ciascun preset;
  • Kill Dry per l’impiego in barra effetti;
  • Global Tap Tempo o Preset Tap Tempo.

 

TimeLine ha ricevuto recensioni entusiasmanti dalla stampa specializzata di mezzo mondo e, senza fatica, è divenuto uno standard timbrico trasversale ai diversi generi musicali: cosa c’è di meglio che metterlo alla prova con pianole e sintonizzatori? 😀

 

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L’apparecchio

TimeLine è concepito per sopravvivere ad anfibi e Doc Martens, TimeLine è ospitato in una robusta scatola di alluminio anodizzato; tutti i controlli sono organizzati sul pannello comandi – compreso il display billboard a sei caratteri – e le connessioni stereo in/stereo out sono raggiungibili sul pannello posteriore; l’alimentazione esterna è fornita in dotazione (clap clap clap).

Tramite porta Exp, si può collegare un expression pedal opzionale o un tempo tap esterno; in tutti e due i casi, il connettore deve essere di tipo TRS (il tap esterno non è necessario: uno dei tre tastoni di bordo è normalmente mappato sulla funzione tempo tap e, avendo l’accortezza di tenere il pedale a portata di piede, si può tranquillamente lavorare con il comando “ufficiale; diverso è il discorso se, per vari motivi, si decide di posizionare TimeLine sopra un sintetizzatore, cioè troppo in alto per poter essere usato con i piedi…).  Il segnale audio può entrare in mono/stereo e uscire, simmetricamente, in mono/stereo; alternativamente, si può lavorare in mono auralità e convertire una coppia di prese per il send/return con cui influenzare timbricamente il feedback a colpi di processori esterni: un selettore a due posizioni offre le opzioni Stereo In/Out o Feedback Loop. La porta MIDI In/Out e la connessione per l’alimentatore completano la dotazione.

Sul pannello comandi, sono disponibili il selettore di algoritmo Type (dTape, dBucket, Digital, Dual, Pattern, Reverse, Ice, Duck, Swell, Trem, Filter, Lo-Fi… si possono fare cose assai sfiziose); l’encoder/push Value e i comandi dedicati Time, Repeats, Mix, Filter, Grit (grana), Mod Speed e Mod Depth. A seconda dell’algoritmo caricato, gli ultimi quattro comandi possono cambiare funzione rispetto alle serigrafie di pannello. Tre tastoni con led di conferma permettono di richiamare le memorie A e B per le 100 locazioni di banco, avanzare o indietreggiare da un banco all’altro, definire il Tempo Tap.

 

Quanto durano i delay di TimeLine? Dipende dall’algoritmo selezionato: in molti casi, si sale fino a 2500 millisecondi, ma nel caso di dBucket (la simulazione di BBD analog delay) si rimane ancorati a 400 o 800 msec. 

 

Parametri in comune e parametri “di algoritmo”

Il funzionamento di TimeLine è suddiviso in regolazioni globali (ne parleremo successivamente) e regolazioni di effetto; queste ultime caratterizzano il funzionamento dei 12 diversi algoritmi, ma – come è facile immaginare – in alcuni casi, ricorrono costantemente tra un algoritmo e l’altro.

 

Regolazioni in comune tra i diversi algoritmi

Quale che sia l’algoritmo selezionato, sarà sempre possibile regolare:

  • Tap Division; definisce la figura ritmica presa in considerazione per intepretare la velocità “battuta” dal musicista sul Tap Tempo control; si possono scegliere: Quarter Note, Dotted Eight Note, Eigth Note, Triplets, Sixteenth Note. Probabilmente, il tap ai quarti è il più naturale nella pratica quotidiana.
  • Boost regolabile; +/- 3dB di pompaggio sul livello audio, per facilitare il level matching tra effetti presenti in catena, o per far uscire meglio un determinato fraseggio.
  • Delay Persist; è lo spillover di Moog… se richiesto, si può far “scavallare” la coda di ribattute al momento del bypass.
  • Name; fino a sedici caratteri alfanumerici – appaiono a rotazione sul billboard a 6 caratteri – per identificare velocemente l’effetto programmato.
  • Expression Pedal On/Off; parlando in “terminologia Clavia”, l’expression pedal opzionale – va benissimo un M-Audio, probabilmente funzionerà anche uno Yamaha FC-7…) può essere considerato come sorgente di morphing per qualsiasi controllo di pannello in qualsiasi combinazione. Dopo aver abilitato la lettura dell’expression pedal, si assegna alla posizione Heel/Punta la rotazione di valore massimo desiderato e poi, ripetendo la stessa procedura, si assegna alla posizione Toe/Tacco la rotazione per il valore minimo desiderato. Ogni controllo può coprire escursioni differenti.
  • Tap Mode; il tempo tap deve essere globale per l’intero strumento, o deve essere specificabile in maniera indipendente per ciascuna delle locazioni preset di memoria?

 

Gli algoritmi disponibili

Sono 12, uno diverso dall’altro per sapore, comportamento, potenziale ispirativo e fun factor.

 

Digital

Un classico digital delay Anni 80, pulito quanto basta per crepare lo smalto dei vostri denti, ma configurabile come si vuole grazie ai parametri di Filter, Grit (grana), Smear (ammorbidisce il transiente d’attacco delle ribattute), High Pass (reglabile tra 20 e 900 Hz), Repeat Dynamics (decadimento lineare o esponenziale nel volume delle ribattute). Con Grid, Filter e High Pass, si possono simulare decine di comportamenti all digital – hybrid – full analog; provare per credere.

 

Dual

Come avere due digital delay collegabili in serie o in parallelo. Il delay time può essere regolato fino a un massimo di 2500 msec per la prima delay line e su un rapporto compreso tra ⅛ – 8/1 per la seconda; in questo modo, accelerando o decelerando, gli incastri ritmici rimarranno costanti tra le due linee. Oltre alle regolazioni di pannello, che sono tutte dedicate alla linea 1, si può intervenire su Repeats Level 2 e Mix Level 2. High Pass governabile (20-900 Hz) e Configuration Series/Parallel completano la dotazione.

 

Pattern

Se quello che interessa è l’incastro delle ribattute, con particolare risalto alla valenza ritmica del risultato, questo è l’algoritmo da prendere in considerazione: ci sono 16 pattern selezionabili (dal semplice ping pong alle cavalcate più selvagge ottenute sfruttando ritmo, ribattute e spostamenti di panpot left/right). Si possono regolare i transienti d’attacco delle ribattute, con Smear, o ammorbidire le basse con il filtro High Pass.  Quando si seleziona un pattern particolarmente denso, e si regola quasi al minimo il delay time, è possibile ottenere uno pseudo riverbero frutto della sovrapposizione tra le early reflection ammorbidite a colpi di Smear. Provare per credere.

 

Reverse

Il segnale in ingresso viene scritto nella RAM e letto all’indietro; thump diventa pmuht, eccetera. Le regolazioni di Time e Repeats sono critiche per azzeccare l’incastro ritmico desiderato. Il suono può essere personalizzato, come al solito, con Smear e High Pass.

 

Ice

Qui, le cose iniziano a farsi interessanti. Tanti anni orsono, c’era uno storico algoritmo Lexicon che si chiamava Multi Band Delay: era in grado di differenziare per frequenze le ribattute, operando una selezione preliminare a colpi di equalizzazione e trattamento per bande. In questo caso, Ice permette di “fare a pezzi” il segnale in ingresso, differenziandolo per frequenza di trasposizione (da -1 ottava a +2 ottave), dimensione delle fette (short, medium, long), Blend tra segnale diretto e effettato, Smear e High Pass. La trasposizione è applicata a ogni ribattuta. Lexicon a parte, i possessori del vecchio SPX90 Yamaha potrebbero sorridere sotto ai baffi…

 

Duck

Il “ducking” è la regolazione automatizzata di volume in base al livello di un segnale “chiave”: quando il DJ parla, il volume della musica si abbassa; quando il geetarista infila i duecentocinquantaseiesimi, le ribattute si fermano. Quanto il tastierista fraseggia, il delay non affolla l’uscita con ribattute indesiderate, che riprendono alla prima pausa utile. Si può regolare la Sensitivity del meccanismo, il Release Time che definisce il mascheramento prima dell’emissione delay (da 0.01 a 1.00 secondo), il Ducking Feedback (per differenziare l’assenza/presenza di ribattute solo sull’ultima nota eseguita…); come al solito, con High Pass, si processa il contenuto armonico del segnale.

 

Swell

Il progressivo incremento nel livello delle ribattute può essere progettato con Rise Time regolabile tra 0.10 e 4.00 secondi; come al solito, si può influenzare il timbro a colpi di Smear e di High Pass.

 

Trem

Delay (con Time e Repeat regolabili) che può essere rinforzato da un tremolo ottenuto sincronizzando un LFO a 1/32-32/1 della velocità principale. L’oscillazione d’ampiezza può avvenire con onda triangolare, quadra, sinusoide, rampa, dente di sega. L’effetto è regolabile in profondità Depth e filtraggio High Pass. Con suoni sufficientemente dotati di sustain – nei limiti consentiti dal Delay Time – si ottengono risultati particolarmente interessanti.

 

Lo-Fi

Si può distruggere il proprio suono dosando la Sample Rate (750-96 kHz) e la Bit Depth (32-4 bit) fino a raggiungere il risultato desiderato. Se il trattamento deve essere statico, si mette al minimo il Delay Time e si lavora “nell’immediato”; il dosaggio Mix wet/dry e la presenza di un algoritmo Vinyl rendono le cose divertenti. Si può sfruttare una collezione di otto filtri differenziati (Vintage Amp, Vectrola Phonograph, 70 Clock Radio, Bullhorn Megaphone, Cheerlader’s Plastic Megaphone, Antique Telephone, Cell Phone, Apartment Intercom).

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dTape

E’ una delle simulazioni che hanno portato fama e fortuna a Strymon; dopo anni di lavoro, e dopo un’esauriente White Paper che racchiude tutta la documentazione necessaria, è possibile sfruttare la virtualizzazione del comportamento timbrico ottenibile con i classici echi a nastro.

Le regolazioni comprendono Time, Repeat, Mix e le nuove assegnazioni per i parametri di pannello sottostanti: Tape Age (la risposta in frequenza del nastro nuovo o progressivamente consumato), Tape Bias (per definire range dinamico e headroom del segnale, schiacciato con l’over bias, più aperto con l’under biasing), Tape Crinkle (le spiegazzature del nastro contribuiscono alle irregolarità di funzionamento), Wow & Flutter (le irregolarità nel trascinamento e nelle micro variazioni di velocità).

 

Mancano, rispetto all’implementazione disponibile nel più piccolo modello El Capistan, la selezione dei triplici modi Fixed Head, Multi Head e Single Head (in pratica, ci si limita alla single head con regolazioni Normal 60-2500 msec o Fast 30-1250), e mancano le tre configurazioni A, B, C disponibili per ciascuno dei tre comportamenti. La lettura del White Paper, la verifica delle caratteristiche tecniche per il delay El Capistan potranno chiarire diverse cose. Del resto, sarebbe stato commercialmente poco saggio “uccidere” un prodotto funzionale, un vero self seller, per inglobarlo in toto all’interno del TimeLine.

 

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dBucket

E’ la seconda simulazione blasonata – e documentata a colpi di white paper – che ha dato molto lustro a Strymon. Il comportamento timbrico delle delay line BBD è riprodotto in fedeltà tridimensionale, con lunghezza regolabile short/long 400/800 millisecondi. Oltre a Time, Repeat, Mix, è possibile lavorare con Filter  (per la perdità progressiva di acute) e Bucket Loss (per la progressiva distorsione e abbassamento della dinamica sulle ribattute).

 

La prossima volta, ci occuperemo del Looper e delle altre funzioni a disposizione.

Stay Tuned.

 

 

 

 

 

 

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Comments (13)

  • Ciro Urselli

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    Ottima recensione del maestro Cosimi !. La quantità e qualità delle informazioni citate superano di gran lunga quelle presenti nel manuale d’uso del TimeLine e fanno presupporre che il Maestro stia “spippolando” intensamente su questo prodotto. Sono sicuro che nel futuro saremo allietati da ascolti di grandi battaglie musicali di schiere di droni ! E’ un prodotto che entrerà nel mio armamentario droneggiante!

    Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    commozione (per i complimenti) a parte, è veramente un aggeggio fenomenale…

    Reply

  • Antonio

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    complimenti come sempre per l’esposizione, maestro mi chiedevo se fosse possibile impostare il tempo anche in bpm, o solo in millisecondi?

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      si si, è uno dei parametri global – se ne parlerà nella seconda parte dell’articolo

      Reply

  • mauro

    |

    Buongiorno Meister,
    di primo acchito per quel che riguarda la “qualità” del Delay che impressione ti sei fatto rispetto ad Ev……de?
    Mi sembra di capire che anche a livello di incastri ritmici questo abbia una marcia in più.

    Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    detto fuori dai denti, ev…e è (molto) più freddo: questo ha un suono più organico, anche quando levi tutti i filtri, hai sempre l’impressione di avere uno strumento musicale sotto le dita

    ovviamente, se quello che cerchi è un delay al limite del ghiacciolo, con tutte le frequenze ribattuta dopo ribattuta, forse ev…e è meglio 😉

    Reply

  • Leonardo Vitacolonna

    |

    ottima descrizione! rimpiango solo di non averla letta prima, mi avrebeb aiutato molto…
    Vista la profonda conoscenza del pedale spero di ricevere un aiuto. Espongo il mio problema:
    ho comprato anche il multiswitch strymon per poter controllare la loop senza uscire dalla sezione user del delay. linko un video della strymon dove si vede benissimo come fare (min 00.30) https://www.youtube.com/watch?v=JHd0sZUhDfA
    Il tipo entra in global settings, poi va su EXP MD e li selezione LOOPER. Beh, il problema è che nel mio timeline entrando in EXP MD l’opzione LOOPER non c’è! Ci sono soltanto le opzioni TAP e PEDAL. In realtà anche nel manuale stesso parla soltanto di queste due opzioni quando invece dovrebbero essere 5 vedendo questo video (PEDAL, TAP, BANK, PRESET, LOOPER). È quindi impossibile usare questo footswitch. Come è possibile? Esiste forse un nuovo timeline “aggiornato”? io l’ho preso un paio di anni fa. Spero di essere aiutato in qualche modo perchè mi serve veramente tanto il footswitch (che, tra l’altro, ho pagato 120 euro). Grazie!

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      devi aggiornare il firmware del pedale, altrimenti non ti vede lo switch esterno!!!
      vai sul sito strymon e trovi tutto…

      Reply

      • Leonardo Vitacolonna

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        ho appena risolto tutto, è stato molto semplice! Grazie comunque per la risposta rapidissima!

        Reply

  • Paolo

    |

    Ringrazio per le dettagliate ed utilissime informazioni.

    Sono s chiedere se, utilizzando i2 ingressi e le 2 uscite (left in right in – left out right out) e’ possibile utilizzare il Timeline con due ampli contemporaneamente nel loro send/return.

    Grazie ancora, Paolo

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      puoi usarlo, ma non puoi avere due trattamenti diversi su left e right

      Reply

  • Paolo

    |

    ti ringrazio per la risposta …pre ferragostiana…

    ..chiedo scusa per la mia ignoranza, nel dubbio (non volendo fare errori) preciso che i due ampli funzionano insieme collegati con uno switch tipo aby.

    Se nella sezione left (in ed out) del timeline collego un ampli dopo il suo pre (mediante il send /return dell’ampli) con suono distorto, posso collegare l’altro ampli nella sezione right (in ed out) del timeline dopo il suo pre (mediante il suo rispettivo send /return) con un suono clean e quindi farli suonare insieme ?

    …ovviamente usando lo stesso tipo di delay (uno unico) selezionato sul Timeline (es: il digital con gli stessi identici parametri per entrambi gli ampli)?
    Grazie ancora Paolo

    Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    mi sembra un percorso molto complicato; calcola che, specie con i delay a tempo – ad esempio, con l’algoritmo Pattern – finisci per ascoltare MEZZO EFFETTO su un ampli e MEZZO EFFETTO sull’altro.

    Potendo spendere, ti converrebbe prevedere due processori indipendenti dedicati uno per ciascun amplificatore; oppure ripensare la catena complessiva mandando nello switch ab un segnale già processato.

    Reply

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