Radikal Technologies Accelerator. Un polifonico da (ri)scoprire – Prima parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Diciamo ri-scoprire perchè Accelerator è una macchina concepita più di dieci anni orsono, ingiustamente sottovalutata all’epoca nonostante le potenti implementazioni messe in atto al suo interno. Del resto, basterebbe ripercorrere velocemente il portfolio di progetti realizzati da Jörg Schaarf (attuale boss Radikal Technologies e, precedentemente, forza trascinante di Quasimidi) per capire che la qualità deve esserci per forza.

Di Enrico Cosimi

Accelerator side

Accelerator è un polysinth virtual analog con tastiera synth action di fascia alta, lunga cinque ottave, carrozzato con un sobrio look facilmente gestibile; la matrice dei parametri di edit è navigabile con il classico sistema riga/colonna e, sulla destra del pannello, è possibile sfruttare il potente sequencer di bordo. Perchè Accelerator? perchè, al suo interno, trova posto un accelerometro in grado di convertire i movimenti che il musicista impartisce allo strumento (sollevamento, inclinazione, traslazione, rotazione… attenti ai cavi e attenti a non farlo cadere) in controlli continui liberamente assegnabili alle destinazioni prescelte. In questo modo, un certo tastierista di un certo gruppo hip del nord ovest italiano potrebbe avere buon gioco con le oscillazioni che lo hanno reso celebre nella comunità dei keyboard player nostrani. :-)

La comprensione della struttura di sintesi non è insormontabile, allo stesso modo, la gestione del sequencer – pur in un’epoca monopolizzata dalle DAW su Mac/PC – non risulta inavvicinabile; è chiaro che, accettando la sfida dell’hardware dedicato, occorre mettere in preventivo un minimo di apprendistato per “fare i conti” con le grafiche di display, con l’organizzazione in menu di parametri e con l’architettura gerarchica dell’intero strumento. Del resto, quando nello stesso cabinet trovano posto un motore di sintesi, una sezione effetti, un arpeggiatore, un sequencer e un controller di performance, è chiaro che da qualche parte occorrerà iniziare per imparare a far funzionare il tutto. 

 

Accelerator

Lo strumento

Polifonia di base a otto voci e divisione timbrica in due parti indipendenti; la struttura originale può essere espansa alloggiando all’interno dell’apparecchio voice card opzionali, fino a raggiungere 32 voci di polifonia e otto parti timbriche indipendenti.

La struttura di sintesi, in breve, sfrutta tre oscillatori con complesse logiche di generazione e waveshaping, tre filtri multimodo, sei inviluppi, quattro oscillatori a bassa frequenza, una linea di ritardo accordabile (con la quale simulare corde pizzicate e tubi sonori); il tutto è posto sotto il controllo di una densa matrice di modulazione. La sezione effetti è non banale: apparentemente, ci sono “solo” due effetti simultaneamente, ma per garantire morbide transizioni tra una condizione e l’altra, sono fatte lavorare in doppio parallelo due più due unità indipendenti, in modo da non troncare mai alcun tipo di trattamento audio durante il program change.

Arpeggiatore polifonico e step sequencer permettono la gestione polifonica e multi timbrica (nei limiti delle risorse residenti); è garantita una significativa interazione tra strutture di automazione e real time performance.

L’apparecchio è dotato di un generoso corredo di connessioni: oltre all’uscita cuffia, ci sono due coppie di uscite Sum L/R e Direct 1/2, una coppia di ingressi In L/R per la gestione dei segnali esterni, un’uscita digitale in formato SPDIF ottico. I dati possono essere ricevuti e trasmessi attraverso porta MIDI (con connessioni In, Out, Thru) e Porta USB; possono essere collegati due pedali indirizzabili Sustain ed Expression.

Il suono: Accelerator è uno dei VA più credibili in circolazione nel mercato internazionale. Se ve ne capita uno a tiro, nuovo o second hand, non fatevi scrupoli di chiedere un giro di prova. Potrebbe scoccare amore a prima vista, specie se il suono carnoso e una sana automazione Arp/Seq hanno su di voi un “fascino teutonico”.

 

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Struttura di voce

Ciascuna voce ha tre oscillatori principali VCO 1, 2, 3, accoppiati ad un Ring Mod che processa il segnale di VCO 2 e 3, e un Noise Generator dotato di filtro dedicato. Il VCO 2 e il VCO 3 lavorano come sorgente di modulazione per la phase del VCO 1 e del VCO 3 (in quest’ultimo caso – Osc 2 che modula Osc 2 e Osc 3 che modula Osc 3 – si innesca un meccanismo di feedback modulation particolarmente feroce).

I cinque segnali sono regolabili in livello e in bilanciamento alla volta del VCF 1 e/o del VCF 2; tra i due moduli di filtraggio, è previsto un collegamento seriale che presenta – in posizione intermedia – lo String Filter, ovvero la linea di ritardo accordabile per la produzione di timbriche Karplus-Strong.

I segnali emessi dai due filtri (quale che sia la connessione in serie o in parallelo) raggiungono ciascuno un amplificatore e un panpot dedicato. La somma stereo dei due segnali finisce nell’equalizzatore a 3 bande programmabile.

Oscllatori

Oltre alla regolazione di frequenza e alla scelta di forma d’onda sinusoide, triangolare, rampa e impulsiva, per il solo VCO 1 è possibile definire il valore di Time Linearity Modulation, cioè la variazione percentuale applicata alle porzioni di valore positivo e negativo della forma d’onda (consideratela afferente, dal punto di vista, ad una sorta di “super pulse width modulation” applicabile a tutte quante le forme d’onda disponibili); il solo segnale dell’Osc 1 è invertibile in polarità. Tutti e tre gli oscillatori ricevono due segnali di Phase Modulation per realizzare timbriche ad alta densità armonica, clangorose quanto basta, metalliche e dinamiche.

Noise Generator

Produce il classico segnale unpitched ottenuto per somma simulanea di tutte le frequenze disponibili; il suo timbro è perfezionabile attraverso filtraggio low, band, high e notch (tutti a 2 o a 4 poli); la frequenza di taglio può essere influenzata attraverso keyboard scaling.

Multimode Filters

I due filtri principali sono regolabili in frequenza di taglio e resonance; possono lavorare in modalità low, band, high e notch a 2 o a 4 poli selezionabili, hanno keyboard scaling e envelope amount dedicato. Una porzione assegnabile di Filter 1 Out può essere ruotata all’ingresso del Filter 2. La frequenza di taglio è articolata, di default, da Envelope 3 (Filter 1) e Envelope 4 (Filter 2). Il formato degli inviluppi è il classico Attack, Hold, Decay, Sustain, Release.

String Filter

Di fatto, è una linea di ritardo sufficientemente corta da poter essere utilizzata per produrre segnali pitchati. Il Delay Time è inversamente proporzionale all’altezza della nota prodotta ed è controllabile in Frequency Coarse e Fine; la quantità di feedback governa il Decay Time della nota; la presenza di acute nel segnale di eccitazione (cioè proposto all’ingresso del delay) definisce l’energia del segnale e l’eventuale assimilazione muted palm/ringing del suono prodotto (è regolabile con la coppia di parametri String Damping e Low Damping); in aggiunta al modello accademico, è possibile governare l’initial pitch bend in escursione e velocità.

VCA & EQ

Ciascun filtro è governabile in volume e in posizione panpot; l’automazione degli amplificatori è demandata ad una coppia di inviluppi Env 1 (su AMP 1) e Env 2 (su Amp 2). I comportamenti degli amplificatori sono influenzabili attraverso Voice Trim (per equiparare i volumi delle diverse patches) e Key Vel Sensitivity.

Il modulo EQ prevede Lo Freq/Q/Gain, Mid Freq/Q/Gain, High Freq/Q/Gain.

LFO 1-4

tre oscillatori a bassa frequenza polifonici, cioè generati indipendentemente in fase voce per voce e un quarto oscillatore a bassa frequenza monofonico, cioè generato in comune per l’intero blocco di polifonia disponibile. Tutti possono essere sincronizzati al Clock interno o MIDI; i primi tre sono disponibili come sorgente di modulazione nella matrice dedicata, il quarto è raggiungibile solo attraverso le pagine di display.

Le regolazioni comprendono: forma d’onda (sine, triangle, saw, rectangle, random), velocità (libera o agganciata tra 4/1 e 1/32), dept modulation, phase start point offset. L’uscita degli LFO può essere sagomata dalla posizione della mod wheel (può influire anche sulla velocità), dal valore di channel aftertouch, dalla posizione dell’expression pedal.

Envelopes 1-4

In realtà, gli inviluppi sarebbero sei: due sui filtri, due sugli amplificatori, due disponibili nella modulation matrix.

Gestione della polifonia e della monofonia

Acclerator può lavorare in monofonia o in polifonia, con logiche low, last, high note priority, supporto del Legato Mode, Reset per l’inviluppo e Complete Retrigger (restart from zero). Anche il Glide può essere subordinato all’esecuzione positiva.

Le voci di polifonia possono essere impilate in Unison.

E, la prossima volta, parleremo della  della modulation matrix…

 

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Comments (1)

  • Giovanni

    |

    Che dire? Il suono che si sente in rete è proprio bello!

    Reply

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