Novation Bass Station II – Il manuale utente in italiano. Prima parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Grazie alla generosa liberalità di Novation e di Midiware, possiamo pubblicare – a puntate, secondo le migliori tradizioni del romanzo di appendice… – la traduzione italiana di buona parte del manuale utente che accompagna il nuovo Bass Station II, sintetizzatore analogico che coniuga prezzo contenuto, suono da sballo e facilità di utilizzo. Dopo i doverosi ringraziamenti (estesi anche all’autore – ignoto – del testo originale), passiamo al dunque.

Di Enrico Cosimi

BS II front 2

Perchè tradurre in italiano proprio il manuale di BS II? Perchè lo strumento ha una naturale vocazione didattica che lo candida a strumento su cui è facile imparare le tecniche di sintesi sottrattiva analogica. Mentre la versione originale dell’apparecchio era concentrata sulle timbriche di basso, con BS II si può veramente realizzare una gran quantità di sonorità analogiche che esulano dal semplice synth bass e possono lavorare con efficacia all’interno di diverse produzioni musicali. Bene, apriamo le danze…

Attenzione! I numeri tra parentesi tonda che identificano i comandi di pannello fanno riferimento alle illustrazioni originali del manuale utente in inglese. Per chiarezza – visto che compariranno molto più avanti, nel corso del testo – si consiglia di scaricare il pdf originale del manuale, in modo da poter confrontare A/B quanto riportato. 

 

PARTENZA

Bass Station II può essere utilizzato come sintetizzatore autonomo, o con le connessioni MIDI da/per altri moduli timbrici o tastiere. Può anche essere collegato – con la sua porta USB – ad un computer (Windows o Mac). La connessione USB può fornire alimentazione al synth, trasferire dati MIDI da/per un’applicazione di MIDI sequencer e consente di salvare le patches in memoria.

La maniera più semplice e veloce di partire con Bass Station II consiste nel collegare le prese del pannello posteriore marcate LINE Output (7) all’ingresso di un amplificatore, mixer audio, monitor amplificato, interfaccia audio di terze parti per computer o altri mezzi con cui monitorare l’uscita.

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Nota: Bass Station II non è un’interfaccia MIDI per computer. Il MIDI può essere trasmesso tra synth e computer via connessione USB, ma non può essere trasferito tra il computer e apparecchiature esterne utilizzando le porte MIDI DIN della Bass Station II.

Se si usa Bass Station II con altri moduli sonori, collegare MIDI OUT (4) sul synth al MIDI IN del primo modulo sonoro, e poi collegare in cascata gli altri moduli nella maniera consueta. Se si usa Bass Station II con una master keyboard, collegare il MIDI Out della master keyboard al MIDI IN sul synth, ed assicurarsi che la master keyboard sia impostata per trasmettere sul canale MIDI 1 (che è il canale di default del sintetizzatore).

Con l’amplificatore o il mixer spento o messo in mute, collegare l’adattatore AC alla Bass Station II (1), e collegarlo alla presa di corrente. Accendere il sintetizzatore spostando l’interruttore (2) nel pannello posteriore sulla posizione ext DC. Dopo aver completato la sequenza di accensione, Bass Station II caricherà la Patch 0, e il display LCD confermerà il numero. Per una lista delle regolazioni iniziali del synth che non sono conservati dalla sessione precedente, fare riferimento, nell’Appendice, alle regolazioni del Synth non salvate dalla sessione precedente.

Accendere il mixer/amplificatore/monitor amplificato e ruotare il controllo Volume [10] fino a raggiungere un livello sonoro salutare dai monitor quando suonate.

 

Usare le cuffie

Invece dei monitor e/o di unmixer audio, potreste voler usare un paio di cuffie. Queste possono essere collegate nella presa per uscita cuffie del pannello posteriore (8). L’uscita principale è ancora attiva quando le cuffie sono collegate. Il controllo Volume [10] regola anche il livello delle cuffie.

 

Nota: L’amplificatore per cuffia del Bass Station II è in grado di emettere un segnale ad alto livello; per favore, regolate con cautela il volume. 

 

Caricare le Patches

Bass Station II può salvare 128 Patches in memoria. 0 – 63 sono pre-caricate con diversi grandi suoni fatti in fabbrica. 64 – 127 sono previsti per salvare le Patches dell’utente, e sono pre-caricate con la stessa Patch “iniziale” di default (vedi “Patch Iniziale – tabella dei parametri” a pagina 20 ).

Una Patch viene caricata semplicemente ruotando su o giù il numero di Patch con i bottoni Patch [8]; la Patch è attiva immediatamente e il display LED mostrerà il numero della Patch corrente. I bottoni Patch possono essere tenuti premuti per lo spostamento veloce.

Nota: quando cambiate Patch, perdete la regolazione corrente del synth. Se la regolazione corrente era una versione modificata di una Patch memorizzata, queste modifiche andranno perdute. Quindi è sempre consigliabile salvare le vostre regolazioni prima di caricare una nuova Patch. Vedi, sotto, Salvataggio Patch. 

 

Salvataggio Patches

Le Patches possono essere salvate in una qualsiasi delle 128 locazioni di memoria (0 – 127), ma ricordate che se salvate le vostre regolazioni su una qualsiasi delle Patches 0 – 63, cancellerete uno dei preset di fabbrica. Per salvare una patch, premere il tasto Save [9]. Il display LED  cmeh mostra il numero di patch corrente – lampeggerà. Per sovrascrivere questa Patch con le vostre regolazioni attuali, premere nuovamente il tasto Save. Il display LED indicherà brevemente che la patch è stata salvata.

Per salvare le regolazioni attuali in una differente memoria al numero di Patch sul display (come nel caso in cui avete cariato una Patch, l’avete modificata in qualche maniera e poi volete salvare la versione modifiata senza sovra scrivere la versione originale), premere il tasto Save, e poi, mentre il display lampeggia, usare i tasti Patch per selezionare una memoria di Patch alternativa. Una volta selezionata, è possibile ascoltare la patch di destinazione (usando la tastiera) per assicurarsi che vada bene sovra scrivere su quel suono. Premere ancora una volta il tasto Save per memorizzare la patch. Il display LED indicherà brevemente che la patch è stata salvata.

Potete abortire la procedura di salvataggio mentre i LED lampeggiano premendo il tasto Function/Exit [5]. La procedura di salvataggio verrà cancellata e Bass Station II tornerà alla patch precedentemente editata.

Nel caso venissero accidentalmente sovra scritte, le Patches di fabbrica della Bass Station II possono essere scaricate dal sito web Novation. Vedi “Importare Patches attraverso SysEx” a pagina 19 (del manuale originale)

 

Operazioni di base – modifica del suono

Una volta che avete caricato una Patch e vi piace il suo suono, potete modificarlo in diversi modi usando i controlli del synth. Ciascuna area del pannello controllo è descritta con maggiore dettaglio più avanti nel manuale, ma qui saranno discussi alcuni punti fondamentali:

 

Il display LED

Il display alfanumerico a tre segmenti normalmente mostrerà il numero della Patch correntemente caricata (da 0 a 127). Appena cambiate un qualsiasi parametro “analogico” – ad esempio, ruotando un controllo rotativo o aggiustando una funzione On-Key, passerà a visualizzare il valore di parametro (molti sono compresi tra 0 e 127 o tra -63 e +63), con una o due frecce illuminate (sulla parte destra del display). Queste frecce indicano che direzione deve essere seguita con il controllo per farlo coincidere con il valore memorizzato nella patch. Quando il controllo è rilasciato, il display torna a visualizzare il numero della Patch.

 

Il potenziometro Filter

Nel synth, la regolazione di frequenza del filtro è probabilmente il tipo di modifica più comune. Per questo motivo, la Filter Frequency ha il proprio grosso controllo rotativo [34] sulla destra in alto nel pannello. Sperimentate con diversi tipi di patch per ascoltare come cambiando la frequenza del filtro si alterino le caratteristiche di differenti tipi di suono.

 

Le rotelle di Pitch e Modulation

Bass Station II è fornita di un paio di rotelle di controllo da synth [2] adiacenti alla tastiera, Pitch e Mod (Modulation). La rotella Pitch è caricata a molla e torna sempre nella posizione centrale.

Tutte le volte che si muove la Pitch, l’intonazione della nota eseguita si alzerà o si abbasserà. L’intervallo massimo operativo è pari a 12 semitoni a salire o a scendere, ma può essere modificato usando la funzione On-Key Oscillator:Pitch Bend Range (sul Do # più alto).

La funzione precisa della rotella Mod varia con la patch caricata; genericamente, è usata per aggiungere espressività o vari elementi al suono sintetizzato. L’impiego compune è per aggiungere vibrato al suono.

È possibile assegnare la rotella Mod al controllo di vari parametri che creano il suono – o a una combinazione simultanea di più parametri. Questo argomento è discusso in maggior dettaglio in altre parti del manuale. Vedi “Funzioni On-Key (rotella Mod) a pagina 17.

 

Spostamento d’ottava

Quest due bottoni [3]  traspongono la tastier asu o giù di un’ottava ogni volta che sono premuti, fino ad un massimo di quattro ottave a scendere o cinque ottave a salire. Il numero di ottave di spostamento per la tastiera è indicato sul display LED. Premendo i due tasti contemporaneamente (Reset), si riporta la tastiera all’intonazione di default, con la nota più bassa della tastiera corrispondente a un’ottava sotto al Do centrale.

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Trasposizione

La tastiera può essere trasposta su o giù di un’ottava, in incrementi di semitono.

Per trasporre, tenere premuto il tasto Transpose [4] e premere il tasto che corrisponde all’intervallo di trasposizione desiderato. La trasposizione è relativa al Do centrale. Ad esempio, per spostare la tastiera più in alto di quattro semitoni, tenere premuto Transpose e premere il Mi sopra al Do centrale. Per tornare all’intonazione normale, compiere le stesse azioni, ma questa volta selezionando il Do centrale come tasto di destinazione.

 

Arpeggiatore

Bass Station II include un arpeggiatore, che permette la modifica in tempo reale durante l’esecuzione di arpeggi di varia compessità e ritmo. L’arpeggiatore è abilitato premendo il tasto Arp ON [42]; il suo LED si illuminerà.

Se viene premuta un solo tasto, la nota sarà ripetuta dall’arpeggiatore, alla velocità determinata dal controllo Tempo [44]. Se eseguite un accordo, l’arpeggiatore identifica le sue note e le esegue una per una in sequenza con la stessa velocità (questo si definisce un pattern di arpeggio o “arp sequence”); pertanto, se suonate una triade di Do maggiore, le note selezionate saranno Do, Mi e Sol.

Regolando i controlli di Rhythm [45], Arp Mode [46], e Arp Octave [47] si altererà in diversi modi il ritmo del pattern, il modo con cui la sequenza è eseguita e la sua estensione. Vedi “La sezione Arpeggiator” a pagina 16 per tutti i dettagli.

 

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Funzioni On-Keys

Per ridurre il numero dei controlli sulla Bass Station II (e quindi rendere il synth più piccolo e ordinato!), un certo numero di configurazioni e opzioni di regolazione è stato assegnato direttamente alla tastiera. Considerate i tasti come se avessero una funzione Shift (o Ctrl, o Fn), come su una tastier adi computer; le funzioni On-Key sono abilitate tenendo premuto il tasto Function/Exit [5] e poi una nota. La funzione On-Key di ciascun tasto è stampata sul pannello comandi immediatamente sopra la tastiera.

Alcune funzioni On-Key sono “bistabili” – cioè, abilitano o disabilitano qualcosa, mentre altre sono parametri “analogici” e comprendono un’estensione di valori. Una volta che si è scelta la funzione On-Key, si possono usare i tasti Patch/Value [8] per alterare il suo stato o definire il suo valore.

 

Controllo Local

Bass Station II ha un’implementazione MIDI molto sofisticata, e quasi ogni controllo e parametro del Synth trasmette dati MIDI verso gli apparecchi esterni; in egual modo, il synth può essere controllato praticamente in tutti i suoi aspetti tramite dati MIDI ricevuti da una DAW o da un sequencer esterno.

Il controllo Local viene abilitato/disabilitato tramite la funzione On-Key Global:Local (sul La più acuto). Tenendo premuto il tasto Function/Exit [5] e premendo la nota corrispondente. Usando i tasti Value [8], si può alternare Local On e Local Off. Il display confermerà la regolazione. Premere Function/Exit [5] per abbandonare la modalità On-Key. La regolazione di default per il modo Local è On, in modo che la tastiera possa funzionare! Se volet econtrollare il synth via MIDI da altre apparecchiature (ad esempio, da una master keyboard), mettere il modo Local su Off. All’accensione, il modo Local torna sempre a ON.

 

TUTORIAL SULLA SINTESI

Questa sezione copre più in dettaglio i principi generali della generazione e trattamento del suono elettronico, compresi (quando necessario) precisi riferimenti alle funzionalità della Bass Station II. Si raccomanda di leggere con attenzione questo capitolo se la sintesi analogica del suono è un argomento poco familiare. Gli utenti che hanno familiarità con questo argomento possono saltare questa sezione e passare direttamente al capitolo successivo.

Per acquisire competenza su come un sintetizzatore genera il suono, è utile guadagnare la consapevolezza  delle componenti che creano il suono, sia dal punto di vista musicale che non musicale.

L’unico modo che abbiamo per distinguere un suono è attraverso le vibrazioni dell’aria che, all’interno dell’orecchio, colpiscono il timbro in maniera periodica e regolare. Il cervello interpreta queste vibrazioni (in maniera molto accurata) in un, tra un numero infinito di differenti tipi di suono.

In particolare, ogni suono può essere descritto principalmente nei termini inerenti tre sue proprietà, sempre presenti in ogni suono. Queste sono:

  • Intonazione
  • Tono
  • Volume

Ciò che rende ogni suono diverso dall’altro sono le quantità relative delle tre proprietà nella loro condizione di partenza e nei loro cambiamenti lungo la durata del suono.

Con uno sintetizzatore, noi definiamo deliberatamente il controllo preciso sopra queste tre proprietà e, in particolare, su come queste devono cambiare durante il “ciclo vitale” del suono. Queste proprietà hanno spesso nomi differenti: il Volume può essere indicato come Ampiezza, Loudness o Livello; l’Intonazione come Frequenza e il Timbro come Tono.

 

Intonazione

Come precedentemente indicato, il suono viene percepito attraverso le vibrazioni dell’aria rilevate dal nostro timpano. L’intonazione di un suono è determinata da quanto veloci sono le vibrazioni. Per un umano adulto, la vibrazione più lenta percepita è pari circa a venti volte al secondo, che il cervello interpreta come un suono di tipo basso; la più acuta è pari a molte migliaia di volte al secondo, che il nostro cervello interpreta come un tipo di suono molto acuto.

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Se si conta il numero di picchi nelle due forme d’onda (le vibrazioni), si vedrà che ci sono esattamente il doppio di picchi nell’onda B rispetto a quelli presenti nell’onda A. (L’onda B è quindi un’ottava più alta dell’onda A). È proprio il numero delle vibrazioni in un determinato intervallo di tempo che determina l’intonazione di un suono. Questa è la ragione per cui l’intonazione certe volte è indicata come frequenza. Per determinare l’intonazione, si fa riferimento al numero dei picchi nella forma d’onda contati durante un determinato periodo di tempo: la frequenza.

 

Tono

I suoni musicali consistono in diverse frequenze, tra loro correlate, simultaneamente presenti. La più alta di volume è definita come frequenza “fondamentale” e corrisponde all’intonazione percepita per il suono. Le altre frequenze chre creano il suono, e che sono correlate alla fondamentale in rapporti matematici semplici, sono definite “armoniche”. Il livello relativo di ciascuna armonica, paragonato al livello della frequenza fondamentale, determina il tono complessivo del suono, cioè il suo “timbro”.

Consideriamo due strumenti come clavicembalo e pianoforte mentre suonano la stessa nota, con egual volume, sulla tastiera. Anche se hanno lo stesso volume e la stessa intonazione, gli strumenti continueranno a suonare in modo diverso. Questo perché i diversi meccanismi di generazione nei due strumenti generano differenti gruppi di armoniche; le armoniche presenti in un suono di pianoforte sono diverse da quelle presenti in un suono di clavicembalo.

 

Volume

Il volume, spesso definito come ampiezza o loudness di un suono, è determinato da quanto ampie sono le sue vibrazioni. Detto molto semplicemente, il suono di un pianoforte ascoltato da un metro di distanza risulterà più rumoroso di un ascolto da cinquanta metri di distanza.

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Dopo aver mostrato come questi tre elementi possano definire un suono, ora è il momento di verificare come gli stessi tre elementi possano essere collegati a un sintetizzatore. È logico aspettarsi che diverse sezioni del sintetizzatore “sintetizzeranno” (cioè creeranno) questi diversi elementi.

Una sezione del sintetizzatore, gli Oscillatori, forniranno il segnale grezzo della forma d’onda che definisce l’intonazione del suono insieme al suo contenuto armonico grezzo (il tono). Questi segnali sono poi miscelati insieme, in una sezione definita Mixer, e la mistura risultante sarà poi fornita ad una sezione denominata Filtro. Questo rende possibili ulteriori modifiche al timbro del suono attraverso la rimozione (filtraggio) o l’incremento di certe armoniche. Infine, il segnale filtrato è inviato all’Amplificatore, che definisce il volume finale del suono.

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Altre sezioni del sintetizzatore – LFO e Inviluppi – forniscono ulteriori mezzi per modificare l’intonazione, il tono e il volume del suono tramite l’interazione con gli Oscillatori, il Filtro e l’Amplificatore, fornendo cambiamenti nel carattere del suono che può così evolvere nel tempo. Dal momento che l’unico scopo di LFO e Inviluppi è il controllo (la modulazione) delle altre sezioni del sintetizzatore, sono genericamente conosciuti come “modulatori”.

 

Ora, copriremo in maggior dettaglio queste altre sezioni del sintetizzatore.

 

Gli oscillatori e il Mixer

La sezione Oscillator è effettivamente il cuore pulsante del sintetizzatore. Genera una forma d’onda elettronica (che crea le vibrazioni che poi finiscono nello speaker). Questa forma d’onda è prodotta con intonazione controllabile secondo parametri musicali, inizialmente determinata dalla nota suonata sulla tastiera o contenuta nel messaggio MIDI ricevuto. L’iniziale caratteristica tonale distintiva della forma d’onda, il suo timbro, è in pratica determinata dal disegno della forma d’onda.

Molti anni orsono, i pionieri della sintesi musicale scoprirono che un numero ristretto di forme d’onda distinte contenevano la maggior parte delle armoniche più utili per la creazione di timbri adatti all’impiego musicale. Il nome di queste forme d’onda riflette il loro disegno quando sono visualizzate in un apparecchio denominato oscilloscopio; il loro nome è: onde sinusoidi, quadre, denti di sega, triangolare e rumore. Gli oscillatori della Bass Station II possono generare tutte queste forme d’onda.

Ciascuna forma d’onda (a parte il Rumore), ha uno specifico corredo di armoniche musicalmente correlate, che possono essre manipolate dalle sezioni successive del sintetizzatore.

I diagrammi qui sotto mostrano come queste forme d’onda risultano in un oscilloscopio, e illustrano i livelli relativi delle armoniche in esse contenute. Tenete presente che è il livello relativo di ciascuna armonica presente nella forma d’onda che definisce il timbro del suono finale.

 

Fine della prima parte

(eh eh eh)

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