Nord Electro 5

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Giunto alla sua quinta incarnazione, il coltellino svizzero del tastierista offre oggi un’interessante sintesi del know how messo in movimento da Nord/Clavia in anni di paziente dialogo con i tastieristi “militanti”. Come i precedenti modelli, N.E. 5 offre tutto quello che serve per affrontare una serata con competenza, timbriche professionali e il corredo di strumenti indispensabili alle esecuzioni non strettamente EMPRO.

Di Enrico Cosimi

Model-Nord-Electro-5-HP-73

Stiamo parlando, per chi si fosse sintonizzato solo ora, di una tastiera che offre – embedded – timbriche di pianoforte, strumenti storici a tastiera del repertorio pop/jazz/blues/rock, organo, sample playing e synth preconfezionato. Il tutto, finalmente, con flessibili possibilità di split/layer, accesso a drawbar slider fisici e un nuovo display OLED che facilità le operazioni di programmazione e configurazione.

Model-Nord-Electro-5D-61

L’apparecchio è disponibile nei consueti tre tagli a 61 e 73 note; quest’ultima versione può essere ordinata con tastiera waterfall semipesata SW o hammer action portable HP; nel primo caso, il profilo arrotondato del tasto bianco e nero, unita alla velocità di risposta, faciliterà l’esecuzione di parti hammondistiche, o di synth e campionamento; nel secondo caso, la risposta della meccanica a peso lanciato risulterà più controllabile a quanti abbiano nel proprio bagaglio studi di tipo classico. In tutte e tre le versioni, si può installare l’interruttore half moon esterno per facilitare i cambi slow/fast/brake della (eccellente) simulazione rotary interna.

Model-Nord-Electro-5D-73

Queste, le caratteristiche più importanti della nuova famiglia di strumenti:

  • configurazione in split e layer regolabile dal musicista: piano/organ, piano/sample, sample/organ; la sezione sample può essere sfruttata anche per generate timbriche di “sintetizzatore semplificato”; l’architettura prevede due layer indipendenti di configurazione split in posizione upper e lower simultanea;
  • un giga di memoria RAM interamente dedicato al suono del pianoforte acustico; è implementata la tecnologia Sympathetic String Resonance;
  • 255 Mb di memoria RAM per la gestione della Nord Sample Library; ricordiamo che l’accesso alla libreria è gratuito e si riferisce ad un patrimonio di timbriche in costante crescita;
  • sezione sample e synth con comandi dedicati di Attack, Decay/Release e controllo della risposta alla key velocity; i campionamenti caricati sono organizzabili con il Nord Sampler Editor scaricabile gratuitamente;
  • display OLED per la programmazione e l’organizzazione delle performance;
  • 6 punti di split con indicatori LED per la rapita conferma visiva su palco;
  • Program Section interamente ridisegnata, con Set List per la velocizzazione dei cambi e dell’organizzazione di palco; grazie all’Organize Mode, si può sopravvivere ai più astrusi cambi di scaletta senza annaspare sul pannello comandi;

Nord Electro 5-OrganSection

  • Organ section con simulazione Nord C2D B3 Tone Wheel, slider drawbar fisici, timbriche alternative di organo a canne, B3 Bass, Farfisa Compact Duo, Vox Continental; simulazione Leslie 122, predisposizione per l’interruttore a mezza luna esterno;

Nord Electro 5-EffectSection

  • sezione effetti in full stereo, con tube overdrive, vibe, reverb e delay indipendenti, tremolo, panpot, ringmod, wah controllabili da pedale; in aggiunta, ci sono phaser, flanger, chorus; il delay è sincronizzabile con tempo tap; equalizzazione a tre bande, compressore e simulazione di amplificatore; cinque algoritmi di riverberazione.

L’apparecchio può funzionare con i pedali Fatar, Yamaha FC7, Roland EV-7, KORG EXP2 e XVP10.

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Comments (9)

  • synthy

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    come sempre le rosse di svezia centrano il target, l’obiettivo: una macchina funzionale per l’esigenza di palco, spesso uno stretto angolo di un pub, leggera abbastanza da non rompere la schiena e al contempo offrire una palette di suoni ideale per le più svariate situazioni rock-pop.
    quello che non capisco è perchè tengono in produzione due linee, la Nord Electro e la Nord Stage che differiscono solo in una sezione sintetizzatore più manipolabile anzi smanettabile on stage per il NS.
    a questo punto perchè non fare un nord electro solo organi e sinth, che vedo meglio utilizzabile nel contesto musicale pop-rock e che non pone l’ardua scelta tra tastiera waterfall e hammer, che non è poca cosa in quanto suonare il piano sulla waterfall toglie un bel pezzo di sensibilità feeling e dinamica e fare le svisate lordiane sulla hammer toglie letteralmente la pelle…
    mah non riesco a capire la logica di mercato, che volete sono duro de coccio, oppure pensare ad una sola linea di NS2 ridotta di
    prezzo così da inglobare anche gli utenti NE.
    a parte queste considerazioni personalissime la ritengo una validissima macchina di utilizzo molto vario, con sonorità giuste e molto migliorate negli anni, molto bella e pratica la scelta di punti di split fissi ma ben posizionati e di una facilità a prova di idiota (detto da ex possessore di nord stage prima versione). ah molti diranno: “ma la tastiera pianistica è scarsa”: bene se volete il tasto vero con tutti gli scappellamenti del caso potete scegliere tra kawai MP11 (32 kg) o il vecchio yamaha CP 80 (200 kg) e poi mi dite come ve li portate in giro nei locali che sono proprio curioso (io sono morto dopo un’estate con una misera 24 Kg + flight=36 Kg)

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  • Efrem

    |

    Secondo voi qual’è stata la novità davvero interessante a questo NAMM 2015 per quanto riguarda i synth ? Avete notato qualcosa che può dare il la a qualche cambiamento significativo oppure, niente di eccezionale, se non qualche aggiunta alle “solite funzioni di sintesi” ? Grazie

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    • Attilio De Simone

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      la sintesi sottrattiva quella è, di novità in questo ambito non ce ne possono essere. più di lavorare per migliorare il rapporto tra il musicista e lo strumento per ottimizzare la performance e avere una migliore gestione (comprese le automazioni dei controlli e le sincronizzazioni) non si può fare. di cambiamenti significativi in certi ambiti di sintesi non ce ne possono essere, i suoni quelli sono e quelli restano. si può lavorare solo nell’ambito del controllo della catena di sintesi, lì c’è molto da fare ancora.

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      • Efrem

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        Ok, grazie 😉

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    • Enrico Cosimi

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      Mi sembra ci sia un sacco di roba; la “novità davvero interessante” dipende dagli interessi personali, dalle preferenze musicali, dal modo come si lavora e da talmente tanti altri parametri che diventa impossibile, se non offensivo, tirare fuori il coniglio dal cilindro…

      Allo stesso modo, reputo riduttivo – se non preoccupante – aspettare come la manna dal cielo un qualcosa non meglio identificato che possa giustificare, in quanto “diverso dalle solite funzioni di sintesi”, un nuovo impulso di creatività. Le cose sono quasi sempre quelle da 115 anni a questa parte: quello che cambia, è il modo come diverse teste pensanti decidono di sfruttarle a proprio vantaggio.

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      • Attilio De Simone

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        Concordo, i mondi sonori possibili quelli sono e quelli restano. Sta al soggetto che utilizza i mezzi tecnici mettere in piedi l’impalcatura sonora su cui lavorare. Le tecnologie vanno sempre avanti (e indietro….) ma più di offrire maggiore potenza, flessibilità e capacità di interazione con il musicista non si può fare.

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  • Fabuloso

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    “una svedese è una svedese”
    ora, dichiarata l’ovvia tautologica doverosa devozione, avrei una domanda:
    è possibili governare via midi (penso ad un rd-64) la sezione piano senza impostare la NE5 in layer/split?

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  • Enrico Cosimi

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    uhmmmm, ho paura che sia necessario ricorrere alla configurazione lager/split; per sicurezza, controlla sul manuale

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