Morton Subotnick Live @ Auditorium Paganini di Parma

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Events

Se amate la musica elettronica, non potete perdere questo concerto. Punto. Accompagnato da Lillevans (visuals), Morton Subotnick (Buchla + laptop) offrirà ai presenti Silver Apples of the Moon Revisited; il tutto Sabato 28 Settembre 2013, nella Sala ipogea dell’Auditorium Paganini di Parma, con inizio alle ore 21.

Dai giorni pionieristici del San Francisco Tape Music Center, Morton Subotnick ha incarnato l’altro suono della Musica Elettronica, quello più sperimentale e meno soggetto alle concessioni commerciali. Quale miglior occasione per assistere, in prima persona, ad una performance che si annuncia come epocale?

Di Enrico Cosimi

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Nato a Los Angeles nel 1933, Subotnick ha licenziato alle stampe il seminale album Silver Apples of the Moon nel 1967 – una lunga suite che occupava un intero album prodotto dalla Nonesuch Records; in un periodo in cui la nuova musica si esprimeva principalmente attraverso il taglio e il montaggio su nastro magnetico – o attraverso l’impiego di hardware presi in prestito dai laboratori di fisica acustica – Silver Apples faceva largo uso del Buchla Electric Music Box, il pionieristico sintetizzatore modulare che – anche su suggerimenti e richieste di Subotnick – Don Buchla aveva appena portato a termine.

Con il successivo The Wild Bull (del 1967), Subotnick conferma il proprio vocabolario sonoro e allarga in maniera considerevole il panorama della futura musica elettronica; l’importanza delle sue opere non è sfuggita ai suoi contemporanei: Wendy Carlos, non senza un pizzico di vis polemica, considerava Silver Apples “una eccellente composizione registrata non tanto bene”. Quale che sia la qualità della registrazione, il brano (il cui titolo è tratto da un verso di Yeats) rimane un caposaldo nell’evoluzione del linguaggio musicale elettronico.

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L’esecuzione di Silver Apples of the Moon Revisited sarà accompagnata dal visual act elaborato in tempo reale da Lillevan, video artist berlinese, già parte dei Rechenzentrum tra il 1997 e il 2008, che – come in suoi precedenti lavori – farà ampio riferimento a linguaggi cinematografici delle avanguardie.

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Lo spettacolo sarà proposto in esclusiva nazionale a Parma, nella Sala ipogea dell’Auditorium Paganini; le altre date europee comprendono Parigi e Amsterdam; armato di un semplice Buchla EMS 100 e di un MacBook, Subotnick proporrà la lunga suite storica affiancandola ad altri brani del suo repertorio.

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L’audio sarà diffuso in quadrifonia, con allestimento rigoroso (casse ai quattro angoli del pubblico, proiettore con telo su superficie autoportante, materiale appoggiato sui due tavoli dei musicisti); il livello sonoro è annunciato non invasivo.

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Ovviamente, un’appuntamento da non perdere.

Qui, trovate qualche informazione in più…

The Song of Wandering Aengus 

I went out to the hazel wood,

Because a fire was in my head,

And cut and peeled a hazel wand,

And hooked a berry to a thread;

And when white moths were on the wing,

And moth-like stars were flickering out,

I dropped the berry in a stream

And caught a little silver trout.

 

When I had laid it on the floor

I went to blow the fire aflame,

But something rustled on the floor,

And some one called me by my name:

It had become a glimmering girl

With apple blossom in her hair

Who called me by my name and ran

And faded through the brightening air.

 

Though I am old with wandering

Through hollow lands and hilly lands,

I will find out where she has gone,

And kiss her lips and take her hands;

And walk among long dappled grass,

And pluck till time and times are done

The silver apples of the moon,

The golden apples of the sun.

 

           William Butler Yeats (1865-1939)

 

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Comments (5)

  • scander

    |

    L’acustica del Paganini, è famosa per essere… così così, vabbé speriamo bene, cercherò di esserci, ché l’occasione è effettivamente ghiotta

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    • Enrico Cosimi

      |

      loro parlano di audio quadrifonico tenuto a un livello volutamente basso; forse, si riesce a portare a casa il risultato… 😉

      Reply

  • scander

    |

    Ops! Mi era sfuggito che si parla di sala ipogea, ho esperienza solo di quella principale, magari l’ipogea è comunque meglio a prescindere dai volumi :-)

    Reply

  • Marco

    |

    Scander il concerto era programmato per il Farnese, poi beghe solite della gestione dei teatri in Parma si é dovuto spostare al Paganini.

    Per la sala dipende da quanto pubblico sarà presente. Sotto i 400 sarà in sala piccola mentre in caso contrario sarà nella grande.
    Nella piccola rimarrà il party dopo il concerto che é piuttosto interessante di suo.

    La sala principale é bella visivamente ma hai ragione che ha un’acustica di base senza senso, e in effetti non ha avuto alcun senso Piano o non Piano trasformare in “auditorium” e tra l’altro l’unico grandino presente in città a parte il Regio, un altissimo capannone industriale e dà l’idea di come vengano spesi gli investimenti pubblici relativi la cultura in alcune parti d’Italia.

    Comunque per il pubblico l’acustica é sistemabile investendo il doppio in PA, l’abbiamo fatto più volte, mentre per i musicisti sul palco no. Per fortuna qui é uno.

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