Modellare il Roland Juno 106 – terza parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Eravamo rimasti con un semplice oscillatore DCO che generava onda rampa; la sua frequenza era controllata dalla tastiera (attraverso portamento), dal selettore di ottave/range, dall’oscillatore a bassa frequenza e dal pitch bend.

Di Enrico Cosimi

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Ora, è il momento di generare gli altri segnali audio.

Dalla rampa all’impulsiva

Per tradizione, si produce un’onda impulsiva comparando il segnale della rampa contro una soglia di valore reso variabile; se il valore corrisponde alla metà dell’escursione concessa alla rampa, si ottiene un’onda quadra in uscita al comparatore; variando il valore di soglia, si possono raggiungere tutti i rapporti di simmetria contenuti nella famiglia delle onde impulsive. 

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La prima cosa da fare, quindi, è creare un comparatore, collegare al suo ingresso principale l’uscita dell’onda rampa, collegare al secondo ingresso una soglia variabile (con escursione bipolare) ottenuta attraverso generazione di costante.

Putroppo, o per fortuna, la soglia di comparazione deve prevedere un comportamento statico (ottenuto, cioè, attraverso generatore di costante) e dinamico (ottenuto attraverso modulazione ciclica a bassa frequenza prodotta attraverso l’onda triangolare del modulo LFO).

Non è finita: il controllo statico di simmetria è sempre attivo, anche quando la modulazione della PW è ottenuta ciclicamente (in regime di PWM, quindi) attraverso l’oscillatore a bassa frequenza.

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A questo punto, diventa necessario prevedere, in ingresso secondario al comparatore, il segnale elaborato attraverso selezione di due possibili sorgenti “da comparare”:

  1. il valore “puro” del generatore di costante;
  2. la somma del generatore di costante e del segnale prodotto dal modulo LFO.

Per fare questo, occorre usare selettore a due ingressi (lo rinomineremo PWM), cui collegheremo da una parte, l’uscita del generatore di Constant utile per impostare il rapporto di simmetria “statico” o “di partenza” per le successive modulazioni; dall’altra, collegheremo la somma del segnale LFO attenuato attraverso Mixer lineare più Constant.

 

Scendere all’ottava sotto

E’ un gioco da ragazzi: si prende il segnale dell’onda rampa e lo si sottopone a semplice divisione di frequenza. Un segnale diviso due produce l’ottava inferiore, inevitabilmente con un’onda quadra (quasi inevitabilmente… potrebbe essere disponibile anche un’onda impulsiva; ma, per ora, faremo finta di nulla).

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A questo punto, abbiamo tre dei segnali necessari alla corretta ri-modellazione del DCO presente nel Roland Juno 106. Manca il Noise Generator.

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Noise Generator

Nelle macchine più semplici prodotte all’inizio degli Anni 70, si faceva credere al musicista che il Noise fosse una delle possibili forme d’onda disponibili nell’oscillatore. In realtà, il circuito che lo produce è completamente indipendente da quello che genera le forme d’onda pitchate… In ogni caso, per i nostri scopi, basterà recuperare un modulo di Noise Generator che poi collegheremo al Mixer con il quale sono dosati i quattro segnali audio.

 

Con una certa pignoleria, segnaliamo che – in questo modo – stiamo sprecando cinque generatori di rumore: nessun progettista doterebbe uno strumento a sei voci di polifonia di sei noise generator indipendenti, uno per voce… purtroppo, è una delle “licenze poetiche” che dovremo prenderci per combattere agevolmente con le impostazioni di Clavia Nord Modular G2Non sarà l’ultima.

 

La prossima volta, ci occuperemo del meccanismo di filtraggio e amplificazione. Stay Tuned.

 

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Comments (2)

  • pierpaolo

    |

    Professor Cosimi, le volevo Augurare i più sinceri Auguri di Buon Natale e Felice Anno nuovo a Lei e Famiglia!!!….

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