La FM lineare secondo Ableton Operator – terza parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Software, Tutorial

Giunti al terzo e ultimo appuntamento con Operator, è il momento di affrontare le caratteristiche di filtraggio, modulazione ciclica a bassa frequenza e pitch envelope. Sono comportamenti già disponibili in altre strutture FM lineare (il pitch env e il modulo LFO facevano parte della dotazione prevista nella DX-7 MkI) e successivamente confermate da incarnazioni software (basterebbe pensare a FM-7 e FM-8, di Native Instruments).

Di Enrico Cosimi

operator apertura 3

Abbiamo avuto modo di verificare come buona parte dell’espressività propria della sintesi in FM lineare giaccia nella capacità di produrre ampie quantità di armoniche in maniera relativamente controllabile.  Le cose diventano interessanti (ancora più interessanti…) quando si acquisisce la possibilità di sottrarre parte del timbro ricorrendo alla classica, vecchia e sana, tecnica di filtraggio; per questo motivo, il modulo Filter ed il suo inviluppo programmabile sono di sicuro richiamo.

Il filtro di Operator sfrutta una consistente dotazione di comportamenti selezionabili: low 12 e 24, band 12 e 24, high 12 e 24, notch 12 e 24; low, band, high in comportamento state variable; low, high, band ladder. Di fondo, le simulazioni ladder tendono all’attenuazione del segnale in ingresso quando si esagera con i valori di resonance; i comportamenti state variable hanno una caratteristica più liquida e gli altri sono più standard. Inutile dire che pretendere di filtrare una sinusoide, sentendo dei cambiamenti significativi non ha molto senso: per far lavorare bene il filtro di Operator, occorre che il segnale audio prodotto dall’algoritmo dei quattro oscillatori sia denso di armoniche.

oper filters

Una volta scelto il modo con cui il filtro deve lavorare, non rimane che controllare Frequency e Resonance; la schermata grafica visualizza la curva di trasferimento ampiezza/frequenza e usa una pallina draggabile per l’enfatizzazione di Resonance; dal punto di vista didattico, l’impatto è notevole.

oper filter shape

Non solo il filtro

in aggiunta al comportamento di filtraggio, Operator offre anche un waveshaper, un trattamento non lineare (un distorse, insomma) che può intervenire con Drive regolabile (-12/+12 dB), percentuale Dry/Wet e quattro algoritmi selezionabili, diversificati per drammaticità dell’intervento (soft, hard, sine, 4bit).

oper shape 4bit

In tutti i casi, si usa una funzione di trasferimento con cui moltiplicare il segnale in ingresso, arricchendone (o devastandone, a seconda dei punti di vista) il comportamento armonico originale. Il parametro di Shaper Drive (la birra che si vuole dare al trattamento…) è modulabile dinamicamente nella pagina Global di Operator, pertanto se ne può automatizzare l’andamento con Key Velocity, Key Note, Aftertouch, Pitch Bend, Modulation Wheel.

Come fare pratica consapevole con lo Shaper? Partendo da un segnale semplice e inequivocabile; ad esempio, una sana sinusoide priva di qualsiasi armonica superiore. A questo punto, dovreste essere in grado di generare una sinusoide con Operator senza ricorrere a veloci riletture di quanto detto finora…

oper filter env

Filter Envelope

L’inviluppo del filtro  lavora diversamente dagli inviluppi di ampiezza presenti negli oscillatori. La sua struttura è sempre organizzata su tre livelli (Initial, Peak, Sustain) intervallati da tre tempi (Attack, Decay e Release), ma questa volta, per ciascun segmento di tempo, è possibile definire con continuità la traiettoria esponenziale-lineare-logaritmica, con il semplice trascinamento della maniglia dedicata.

In questo modo, i nuovi parametri di Attack Slope, Decay Slope e Release Slope (che sono visualizzati solo quando il musicista agisce sui controlli di curvatura) permettono di regolare concavità, linearità o convessità della traiettoria.

In maniera non del tutto evidente, la quantità d’inviluppo, l’envelope amount di analogica memoria, è celato nel laconico parametro di Envelope, espresso in percentuale numerica -100/+100 %.

Il meccanismo di subordinazione a Gate o Trigger, le ripetizioni sincronizzate al Key On o allineate sul BPM di progetto (comprese le figure ritmiche predefinite), rimangono le stesse precedentemente incontrate negli inviluppi di ampiezza.

oper filter env

Pitch Env

Come è facile immaginare, il Pitch Envelope di Operator deve essere bipolare, deve cioè essere in grado di salire o scendere in rapporto all’intonazione nominale per poter effettuare i trattamenti ritenuti necessari.

Schermata 09-2456556 alle 17.09.48

I parametri operativi comprendono ora:

  • Initial Level; quantizzato in semitoni e con escursione pari a -48/+48 step di distanza dall’intonazione nominale;
  • Attack Time; da 0 a 20 secondi, con curvatura regolabile attraverso il parametro di…
  • Attack Slope; esponenziale (-100%), lineare o logaritmico (+100%) dosabile con continuità attraverso la maniglia draggabile;
  • Peak Level; con 48+48 semitoni di escursione;
  • Decay Time; da 0 a 20 secondi, con identico comportamento regolabile attraverso…
  • Decay Slope;
  • Sustain Level; 96 semitoni, più zero centrale;
  • Release Time; da 0 a 20 secondi;
  • End Level; uno di 96 possibili semitoni su cui far atterrare l’inviluppo.

Le velocità dell’inviluppo sono subordinabili alla dinamica di tastiera.

 

Considerazioni

Oltre che per riprodurre “Take Off” (i vecchi utenti DX-7 sanno a cosa ci stiamo riferendo), il Pitch Envelope deve essere considerato come un efficace meccanismo per modulare l’intonazione, cioè la frequenza, degli oscillatori (con accensione On/Off indipendente) e del modulo LFO, definendo un range d’intervento complessivo.

oper pitch eg dest B

C’è un secondo bus di modulazione, con amount indipendente, che risponde alla percentuale definita in Destination B Amount  e (ovviamente) agisce sulla Destination B selezionata attraverso il contestuale menu a tendina.

Come al solito, se l’oscillatore influenzato dal Pitch EG è un portante, si otterrà una significativa variazione d’intonazione (sirene, antifurti ed effetti particolari sono a portata di mano…); se invece l’oscillatore è un modulante, si otterrà un drastico sweep nelle armoniche generate attraverso percorso di FM lineare. Quando si fa accelerare o decelerare il modulo LFO, si addenserà o si renderà più rarefatto il suo trattamento (ovviamente, contestualizzato a destinazione).

Attenzione! Se il Pitch Env Amount non è al 100%, nei parametri al di fuori della shell centrale, diventerà impossibile rispettare gli amount in semitoni espressi per i livelli.

oper lfo 2 eg

Oscillatore a bassa frequenza

Produce modulazioni cicliche e non solo (con onde sinusoide, quadra, triangolare, rampa, dente di sega, sample & hold, noise) applicabili ai quattro oscillatori (con On/Off indipendenti) e al Filtro; le cinque destinazioni – come già visto per il Pitch EG – condividono lo stesso amount.

oper lfo dest B

Un secondo bus di modulazione è disponibile per raggiungere, con intensità indipendente, una delle destinazioni elencate nel menu contestuale (Volume Osc A, B, C, D; Osc crossfade A/C, B/D; Osc Feedback, Osc Fixed Frequency; FM Drive, Filter Freq, Res, Env Amt; Shaper Drive, LFO Amt; Aux Env Amt, Volume, Pan, Tone, Timbre).

oper lfo 2 eg

Di solito, la modulazione di un LFO è sottoposta a meccanismi che ne permettono il dosaggio nel tempo sotto forma di Fade In o Fade Out; nel caso di Operator, è implementato un vero e proprio generatore d’inviluppo che, con la consueta struttura a tre tempi e quattro livelli) garantisce la massima libertà di configurazione.

I parametri da gestire sono: Initial, Peak, Sustain e End Level, Attack, Decay e Release Time. Il meccanismo, come al solito, prevede la possibilità di funzionamento in modalità standard, con solo riscontro di Trigger, sincronizzato al Key On e al BPM di progetto (con selezione del valore metronomico desiderato), sincronizzato al BPM senza allineamento sul Key On.

La frequenza del modulo LFO può essere modulata bipolarmente con Key Number e Key Velocity.

 

Qualche considerazione

Dicevamo, poco sopra, che non ha senso installare un filtro su strutture armonicamente povere: come si raggiunge la complessità armonica in un regime di FM lineare?

Cosa è possibile fare lavorando con gli inviluppi d’ampiezza di Portante e Modulante, in rapporto all’inviluppo di filtraggio? E cosa succede se, colti da raptus, si inizia a sfruttare creativamente le possibilità di sincronizzazione e loop sul BPM?

Ancora: sovrapponendo l’azione modulante del LFO con le costruzioni ritmiche degli inviluppi in loop, Operator si può trasformare in un complesso creatore di ambient/drone degno dell’utenza più esigente.

Non rimane che salvare la patch e processare il segnale all’interno dei diversi plug-in.

 

Tags: , , ,

Trackback from your site.

Leave a comment

Inserisci il numero mancante: *