In viaggio con KORG Prologue 8

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, no-categoria

Grazie alla cortese sollecitudine di EKO, ai buoni auspici di Guido Mazzella e all’ospitalità di Gabriele Brisinello/Your Music, siamo riusciti a mettere le mani sul KORG Prologue 8 e a spupazzarcelo per un bel periodo di tempo.

Di Enrico Cosimi

 prologue 8 panel

Ricordiamo, per chi si fosse distratto ultimamente, che Prologue è il nuovo polifonico analogico prodotto da KORG aggiornando le già significative prestazioni del Minilogue. Questa volta, l’apparecchio è disponibile in due tagli, denominati Prologue 8 e Prologue 16, differenziati per la polifonia di bordo (come evidenziato dalla sigla numerica che li contraddistingue), da una maggior ricchezza nella dotazione di comandi a pannello e dalla tastiera a 5 ottave – passo standard – disponibile nel modello superiore.

Punti fondamentali dell’apparecchio

A differenza dei precedenti modelli (Minilogue e Monologue), questa volta il design analogico originale è stato spalmato senza scorciatoie, offrendo uno strumento che può risultare appetibile al professionista e –attenzione…- al musicista che non voglia combattere con strumenti eccessivamente complicati. Proprio l’impostazione semplice, con funzioni di base e soluzioni divertenti, è la chiave di lettura più adeguata per interpretare il fenomeno Prologue.

 prologue 8 rear

Oltre alla normale dotazione di sintesi, tipica della struttura polifonica targata KORG, possiamo elencare:

  • Polifonia a otto o a sedici voci, nei due modelli disponibili.
  • Alimentazione incorporata.
  • Tastiera sensibile alla sola dinamica, con tasti di passo standard, nei tagli a quattro o a cinque ottave.
  • Dispoibilità del Multi Engine, cioè di un terzo oscillatore digitale che offre tre comportamenti selezionabili per noise e VPM di default, con un terzo modo in futuro caricabile dall’utente. Per ora,fornisce lettura di forme d’onda digitali residenti.
  • Doppia sezione effetti con trattamenti indipendenti di Short Modulation e Delay/Reverb sincronizzabili.
  • Doppia struttura timbrica Main/Sub per suddividere la polifonia in comportamenti Split, Layer, Crossfade.
  • Compressore Low Frequency (disponibile solo sul modello più grande), per il trattamento delle frequenze.
  • Cinquecento locazioni timbriche; 250 già piene e altrettante disponibili per il musicista.
  • Connessione Sync In/Out in formato Volca.
  • Display OLED che funziona anche come oscilloscopio.
  • Arpeggiatore realtime indirizzabile.

 

prologue 8 schema

Canale di sintesi

Un sintetizzatore è un sintetizzatore è un sintetizzatore. Per apprezzarne il funzionamento e decidere se è la macchina giusta per le nostre esigenze, occorre approfondire il suo percorso audio e di modulazione. Nel caso del KORG Prologue, questo discorso deve muoversi su un doppio binario: struttura di sintesi vera e propria e gestione della polifonia di bordo. Andiamo per ordine.

 

Sorgenti sonore: Oscillatori

Prologue offre tre oscillatori, due analogici di taglio classico-ma-non-troppo e uno digitale, denominato Multi Engine, che potrà in futuro caricare algoritmi sviluppati direttamente dal musicista attraverso un SDK-Software Development Kit di prossima distribuzione.

 

Oscillatori 1 e 2

Squisitamente analogici, vanno in autotune all’accensione dell’apparecchio e possono richiedere una periodica procedura di riaccordatura (basta premere simultaneamente SHIFT + EXIT).

Ciascun oscillator produce forme d’onda triangolare, rampa e dente di sega; ogni forma d’onda è regolabile in frequenza (+/-1200 centesimi di semitono con comando PITCH, eventualmente quantizzabile per semitoni attraverso SHIFT) e ottava (quattro ottave di escursioni). In aggiunta, è possibile regolare lo SHAPE della forma d’onda modificandone il profilo grafico (la dente di sega si arricchisce di una componente quadra, la quadra varia simmetria dell’impulso, la triangolare si ripiega in waveshaping).

Il segnale di controllo prodotto dal Filter Envelope può essere utilizzato come Pitch EG e ruotato al controllo di tutti e tre gli oscillatori (ALL- due analogici e il terzo digitale), solo i due oscillatori analogici (VCO1+2), solo il secondo oscillatore analogico (VCO2, utile per lavorare sotto hard sync); l’escursione del pitch envelope è bipolare; escursioni dall’alto possono tornare utili in hard sync per realizzare il suono della laser harp di JM. Jarre, escursioni dal basso rendono credibili le timbriche di synth stab e synth brass alla Jump.

Il segnale dei due oscillatori può essere combinato in un modulo di Ring Modulation, producendo comportamenti inarmonici di grande clangore. Alternativamente alla modulazione ad anello, si può innescare la CROSS MODULATION tra VCO1 modulante e VCO2 modulato (ovviamente, per apprezzare il comportamento, occorre isolare in ascolto il segnale prodotto dal solo VCO 2); l’intesità del trattamento è regolabile da pannello.

 

Oscillatore MULTI ENGINE

È dotato di un proprio display alfanumerico e di un selettore OCTAVE a quattro posizioni. Può lavorare con tre algoritmi (due di fabbrica, Noise e VPM, e il terzo definibile dall’utente) sotto gestione dei due controlli TYPE e SHAPE a destinazione variabile.

 

Noise

Quando MULTI ENGINE lavora producendo rumore, sono disponibili quattro trattamenti diversi, selezionabili con TYPE, relativi a: High, Low, Peak e Decim. Nei quattro casi, il comando SHAPE agisce sulla frequenza di taglio o centro banda; con il comportamento Decim, si interviene sulla Sample Rate, riducendola fino a 240 Hz.

Se nei vostri suoni trova posto il noise, o il rombo dei dati depauperati di risposta in frequenza, questo è il comportamento giusto.

 

VPM

La Virtual Phase Modulation è un algoritmo che offre risultati molto simili alla modulazione in frequenza lineare, ma che lascia respirare liberamente gli avvocati. Già messa a punto in altri storici modelli KORG, nel Prologue offre accesso a sedici combinazioni diverse.

Come è facile immaginare, la dotazione di soli due comandi a pannello (TYPE e SHAPE) più l’accesso a un numero contenuto di voci display non facilita la programmazione e neppure la concezione di strutture particolarmente complesse in VPM… Nonostante ciò, è possibile tirare fuori suoni interessanti e complementari a quelli normalmente emessi dal tradizionale percorso audio.

 

La struttura teorica prevede la presenza di due operatori Carrier e Modulator, più un generatore Noise utilizzabile come secondo modulante di rinforzo. Il musicista, in un modo o nell’altro, accede ai parametri di:

  • Carrier Pitch – l’ottava della sezione MULTI ENGINE. In plancia comandi.
  • Modulator Pitch Ratio – la distanza in rapporto con la frequenza del portante. In plancia comandi, usando la combinazione SHIFT+SHAPE.
  • Modulator Depth – l’indice di modulazione, la quantità di segnale in uscita al modulante e inviata all’operatore Carrier. Nel menu Edit/Program/7 MultiEngine.
  • Modulator Feedback – l’automodulazione in rapporto 1:1 sul modulante. Nel menu Edit/Program/7 MultiEngine.
  • Modulator KeyTracking – subordinazione dell’out level alla posizione di tastiera. Nel menu Edit/Program/7 MultiEngine.
  • Noise Depth – la quantità di modulazione di rinforzo. Nel menu Edit/Program/7 MultiEngine.
  • Envelope Mod Attack – il tempo di attacco per l’operatore modulante. Nel menu Edit/Program/7 MultiEngine.
  • Envelope Mod Decay – il tempo di decadimento per l’operatore modulante. Nel menu Edit/Program/7 MultiEngine.
  • Envelope Mod Intensity – la quantità di inviluppo. Nel menu Edit/Program/7 MultiEngine.

 

E l’inviluppo del portante? Beh, per quello dovrete usare l’Amp Envelope di Prologue, ricordandovi di tenere il filtro in modo che non influenzi troppo il segnale passante…

Per semplificare le cose, ci sono sedici configurazioni di comportamento già cotte e pronte all’uso, ovviamente, dovendo alternare i comportamenti di edit tra pannello frontale e menu a display, le cose non sono immediatamente eclatanti e richiedono un minimo di pianificazione:

  • Sine 1, 2, 3, 4: I due operatori lavorano con onde sinusoidi variando, a seconda dei casi, il rapporto di frequenza C:M e la presenza di feedback sul modulante.
  • Saw 1, 2: portante saw sotto modulazione sine; portante sine sotto modulazione saw.
  • Square 1, 2: portante square sotto modulaione sine; portante sine sotto modulazione square.
  • Fat 1, 2: modulante messo in rapporto 0.5 e 0.25 con il portante; nel secondo caso, c’è anche il feedback.
  • Air 1, 2: portante sine modulato da noise e
  • Decay1, 2: modulazione dinamica con inviluppo.
  • Creep, Throat: modulazioni con regolazioni estreme.

 

I comandi della FM/VPM

Dove si nascondono le regolazioni del motore di sintesi in FM/VPM? In parte, sul pannello comandi, in parte nel display attraverso Edit/Program.

  • Il comando SHAPE regola la Modulation Depth, cioè l’indice di modulazione FM/VPM del suono che stiamo usando.
  • Il comando SHIFT+SHAPE permette di alterare il rapporto C:M, intonando differentemente l’operatore modulante (provare per credere).
  • Il comando OCTAVE sposta l’intera intonazione del suono prodotto attraverso FM/VPM.
  • Edit/Program/7 – Feedback; definisce la quantità di Feedback sull’operatore modulante (ovviamente, in rapporto 1:1).
  • Edit/Program/7 – Noise Depth; aumenta l’intensità del Noise come modulante di rinforzo sul portante.
  • Edit/Program/7 – Shape Mod Intensity; è la quantità di inviluppo applicata al volume del modulante. E’ il modo che avete a disposizione per avere FM/VPM dinamica; se non volete l’inviluppo, dovete mettere il parametro a -100%).
  • Edit/Program/7 – Mod Attack; è il tempo di attacco nell’inviluppo d’ampiezza del modulante.
  • Edit/Program/7 – Mod Decay; è il tempo di decadimento nell’inviluppo di ampiezza del modulante.
  • Edit/Program/7 – Mod Key Track; subordina il livello di uscita del modulante al keyboard tracking, per differenziare il trattamento di modulazione lungo l’escursione della tastiera.

 

USER

Qui, può succedere tutto e il contrario di tutto. Ovviamente, quando sarà reso disponibile il supporto SDK-Software Development Kit che permetterà al musicista di progettare e caricare il proprio modello di sintesi.
La struttura permette di salvare fino a 16 modelli diversi di generazione (“oscillators”) successivamente processati attraverso filtro low pass 12 dB/Oct, amplificatore ed effetti.

Per ora, Prologue è caricato con un lettore di forme d’onda digitali che ricorda parecchio i fasti sonori degli storici DW8000 et similia. Il musicista può intervenire sui parametri di editing contenuti nel menu Edit/Program/7 (lo stesso menu della configurazione VPM che, in questo caso, dopo aver selezionato il comportamento USER, cambia contenuto):

  • Wave A: permette di scegliere una tra quarantasei diverse forme d’onda digitali di provenienza diversa.
  • Wave B: come sopra, per la generazione parallela.
  • Sub Wave: permette di scegliere una di sedici forme d’onda per la sub oscillazione.
  • Sub Mix: regola la percentuale di livello per il sub oscillatore.
  • Ring Mix: regola la percentuale di livello per il ring modulator dedicato al MULTI ENGINE.
  • Bit Crush: diminuisce progressivamente la densità di bit del segnale generato.

I due oscillatori sono regolabili complessivamente con lo SHAPE di pannello, per variare il contenuto armonico. Col dosaggio opportuno tra segnale digitale USER e componente analogica “ufficiale”, si ottengono – e si superano – i comportamenti classici Anni 80 dei vari DW 8000 et similia. La condizione timbrica merita più di un approfondimento, possibilmente con un pizzico di filter modulation e l’inviluppo giusto.
Mixer

Somma i segnali provenienti dai tre oscillatori VCO 1, VCO 2 e MULTI ENGINE collegandoli all’ingresso del filtro 12dB/Oct risonante.

 

Filtro

È un buon filtro a due poli, che KORG dichiara essere meno tradizionale del previsto nei confronti del feedback e del comportamento con valori elevati di Resonance. Sia come sia, è possibile estrarre timbriche corpose, così come rendere aggressivo il suono aprendo la frequenza di taglio.
La Resonance raggiunge facilmente l’auto oscillazione e, grazie alla corretta calibrazione del KEY TRACK (0, 50%, 100%), può essere suonata come sinusoide audio addizionale.

In aggiunta al comportamento normale di filtraggio, è possibile sfruttare le due regolazioni di DRIVE (0, 50%, 100%) e LOW CUT, rispettivamente abilitate alla saturazione del segnale in ingresso al filtro e al taglio delle basse frequenze.

L’EG AMT è bipolare, con zero al centro, escursione positiva in senso orario e negativa in senso antiorario. L’inviluppo del filtro – come quello dell’amplificatore – è di tipo classico ADSR (Attack, Decay, Sustain e Release); non crea problemi all’utente, è semplice da regolare e permette di raggiungere velocemente tutti i comportamenti richiesti.

La Key Velocity può essere usata per modulare l’ampiezza dell’inviluppo; il comando corrispondente è contenuto ne menu Edit/Program/5 – Modulation.

 

Amplificatore

Anche in questo caso, nessun problema: inviluppo dedicato ADSR, immediatezza e affidabilità.

La Key Velocity può essere usata per modulare l’ampiezza dell’inviluppo; il comando corrispondente è contenuto ne menu Edit/Program/5 – Modulation.

 

Oscillatore a bassa frequenza LFO

C’è un singolo LFO che può essere impostato per lavorare in modo “monofonico” o “polifonico” attraverso Menu Edit/Program/5. Nel primo caso, la macchina calcola un solo LFO per tutte le voci; nel secondo, ciascuna voce utilizza il proprio LFO indipendente. La differenza principale giace nella possibilità di sincronizzare o meno i cicli di modulazione per ogni tasto che si preme (anche rischiando il fuori tempo): col comportamento monofonico, tutte le note dell’accordo hanno la stessa modulazione (“Won’t Get Fooled Again” è dietro l’angolo); con l’andamento polifonico, ogni nota attacca e ricicla la modulazione in modo indipendente.

Il circuito è semplice: si sceglie la forma d’onda desiderata (quadra, triangolare, dente di sega); si imposta la velocità col comando di pannello RATE e il range operativo Fast, Slow o BPM, si imposta la destinazione TARGE (Pitch di tutti gli oscillatori, Shape di tutti gli oscillatori, Cutoff) e si definisce l’escursione massima di modulazione con il controllo INT(ensity).
Dal Minimoog in poi, chiunque progetti uno strumento elettronico deve fare i conti con la quantità di LFO impartita attraverso mod wheel; anche in casa KORG non si sono tirati indietro e hanno accoppiato, ai comandi di pannello, un menu (in realtà, uno e mezzo…) di parametri dedicato a potenziare il funzionamento del modulatore a bassa frequenza.

Con il Comando Edit/Program 4 – Pedal & Wheel, si possono personalizzare i comandi relativi a:

  • Wheel Assign – un lungo elenco di parametri indirizzabili, tra i quali (ovviamente) LFO INT(ensity). È possibile scegliere tra 32 possibili destinazioni – praticamente, tutti i comandi a pannello e non solo.
  • Wheel Range – offset di escursione programmabile tra -100% e +100%.

 

Con il comando Edit/Program/5 – Modulation, si accede ai parametri di:

  • LFO Target OSC – Eh eh eh, eravate stupiti dell’apparente rozzezza riscontrata nella destinazione PITCH comune a tutti e tre gli oscillatori? Questo controllo permette di scegliere destinazione All, VCO1+2, VCO2, Multi.
  • LFO Key Sync – Il ciclo di modulazione è resettato al Nota On di tastiera.
  • LFO Voice Sync – se il parametro è in ON, ogni voce delle otto disponibili usa il proprio oscillatore a bassa frequenza generando effetti volutamente non in passo con gli altri; se il parametro è in OFF, c’è un unico LFO in comune su tutte le voci di polifonia disponibili.

 

Sezione Effetti

Come in altre macchine della stessa categoria, ci sono due unità indipendenti per l’elaborazione delle short modulation (Ensemble, Phaser, Flanger, Chorus) e Delay/Reverb. Ogni algoritmo ha diverse variazioni sul tema denominate Mod Effect Sub Type selezionabili attraverso menu Edit/Program/8 – Effects.

Di pannello, il gestore delle short modulation offre i comandi SPEED e DEPTH, mentre il gestore del Delay/Reverb offre i comandi TIME e DEPTH; in aggiunta, una coppia di selettori a tre posizioni permette l’intervento MOD EFFECT Select/On/Off e DELAY/REVERB Off/Delay/Reverb.

Cosa devono processare le due sezioni effetti? Dipende dalla regolazione impostata nel menu Edit per indicare la sintonizzazione Mod Effect Main+Sub, Main, Sub e Delay/Reverb Main+Sub, Main, Sub. In questo modo, si sintonizza il trattamento sul suono principale, su quello secondario o su tutti e due.

 

Gestione delle risorse polifoniche
Prologue è disponibili in due versioni a 8 e 16 voci – nell’esemplare in nostro possesso, il taglio 4 ottave/8 voci, è possibile sfruttare la polifonia di bordo organizzandola in quattro modi di gestione (POLY, MONO, UNISON, CHORD) e in due blocchi timbrici differenziati (MAIN e SUB).

 

Sfruttamento della polifonia

Direttamente recuperate dal precedente Monoluge, le quattro modalità di gestione sfruttano sempre il comando VOICE MODE DEPTH per arricchire il suono di base e comprendono: POLY (con raddoppio di voce detunabile a discrezione), MONO (con raddoppio a una o due ottave inferiori), UNISON (con spread delle voci regolabile), CHORD (con selezione degli intervalli pre configurati).

 

Sfruttamento della bi-timbricità

Prologue può accoppiare al suono Main recuperato dalle 500 locazioni timbriche un secondo suono Sub scelto a discrezione del musicista e assegnato a 4 delle 8 voci disponibili. La procedura di fetching non è – nella versione 8 voti – né semplice né immediata (da questo punto di vista, la versione 8 voci paga la mancanza di comandi dedicati alla procedura, presenti invece nel pannello della versione 16 voci).

Per accoppiare una timbrica all’altra, occorre prima creare la timbrica sottostante, usando la procedura di fetching e poi gestire i parametri di regolazione per governare rapporto tra i due suoni, mappatura di tastiera, sintonizzazione del pannello comandi, eccetera.

 

Fetching

Pochi, e scomodi, passaggi:

  • Si raggiunge uno dei due suoni che si intende usare nel rapporto Main/Sub.
  • Si entra nel modo Edit/Function/2 – Program Fetch.
  • Con il cursore, si sceglie la timbrica da accoppiare; il display segnala la proposta M o S in base all’organizzazione gerarchica (non si può scegliere un programma inizializzato o che non sia stato scritto in precedenza nella memoria di bordo).
  • Si conferma la scelta con WRITE.
  • Si entra nel menu Edit/Program/3 – Timbre.
  • Si accende il parametro Sub Timbre On.

A questo punto, i due suoni sono gestibili simultaneamente con quattro voci ciascuno; non abbiamo ancora finito: è necessario impostare, sempre da dentro l’ultimo menu Timbre, gli altri parametri:

  • Sub Timbre – regolazione On/Off per ascoltare il timbro secondario (l’abbiamo accesa prima per ascoltare i due suoni simultaneamente).
  • Edit Timbre – sintonizza il pannello comandi sul solo timbro Main, il solo timbro Sub o tutti e due i suoni.
  • Timbre Type – assegna i due suoni in modalità Split, Layer o Crossfade posizionale lungo la tastiera.
  • Main/Sub Balance – regola il livello tra i due suoni. L’escursione è compresa tra 0 e 127.
  • Main/Sub Position – permette di alternare le posizioni dei due suoni (chi sta a sinistra dello split va a destra, chi sta a destra finisce a sinistra).
  • Split Point – ovviamente, definisce il tasto che divide l’escursione di tastiera.

Dopo aver ultimato le procedure di accoppiamento tra i due suoni, occorre salvare quanto realizzato in una delle locazioni di memoria dello strumento, altrimenti tutto il lavoro andrà perduto al primo ciclo di spegnimento-accensione.

 

Impressioni d’uso

KORG Prologue è il polifonico che dovete comprare se avete poca esperienza, se volete arrivare velocemente a un risultato, se non volete leggere il manuale. Vi toccherà comunque leggere il manuale per imparare come cambiare canale MIDI, come ricevere su DIN pentapolare o su USB, come accoppiare in fetching due suoni, ma a parte questo, la plancia di comando è un libro aperto.

A breve, così pare, potrebbero uscire notizie molto interessanti sul nuovo motore personalizzabile per il MULTI ENGINE oscillator. Da un certo punto di vista, non ci sarebbe da stupirsi se Prologue diventasse un apparecchio in grado di collegare il mondo degli smanettoni nerd al mondo dei suonatori no-frills.

Il suono è quello classico KORG della nuova generazione, già confermato con il precedente Minilogue, dimostra solidità, rotondità, personalizzazione e facilità di escursione nei classici regimi analogici. Timbriche torturate escono fuori con facilità lavorando di ring modulator e cross modulation; il limite di un’unica sorgente di modulazione si fa sentire specie nella programmazione delle timbriche più complesse, ma la solida implementazione MIDI (ogni comando è mappato su un MIDI CC indipendente e dichiarato) può permette di aggirare l’ostacolo.
L’arpeggiatore di bordo non brinda per flessibilità, ma insieme alle modulazioni LFO BPM e al Delay BPM (mono o stereo) permette di raggiungere con comodità il classico linguaggio sonoro dei maestri berlinesi.

Da provare.

 

Avviso ai naviganti: questo testo non sarà corredato da video o altre piacevolezze: con il prode Gabriele Brisinello di Your Music in Roma, stiamo organizzando un incontro pomeridiano di due ore – sarà un sabato di Maggio, con la bella stagione alle porte – per smanettamenti e chiacchierate varie. Ulteriori notizie e aggiornamenti sui consueti canali social.

 

 

Tags: , ,

Leave a comment

Inserisci il numero mancante: *

ga('send', 'pageview');