Hornet Modular. Se clone deve essere…

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Pochi fortunati musicisti hanno messo le mani sul vecchio EMS Synthi AKS; ancora meno lo posseggono oggi, facendo quotidianamente i conti con una storia intrisa di fragilità e di complesse interazioni. Oggi, Hornet Modular potrebbe garantire ad altri – non molti, ma sicuramente non pochi… – la possibilità di sperimentare la stessa esperienza.

Di Enrico Cosimi

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Alloggiato dentro una case Explorer – virtualmente a prova di roadie scatenato – il sintetizzatore recupera un buon 95% della filosofia originale AKS e aggiunge diversi tocchi di modernità non sottovalutabili. Partiamo dalle brutte notizie, e poi risaliamo con le caratteristiche tecniche: lo strumento costerà 4999 euro, probabilmente da anticipare in parte al momento del preorder e successibamente da chiudere come final balance al momento della spedizione. Come tanti costruttori “one man”, anche Hornet Modular ha lanciato una sottoscrizione che, se saranno raggiunti quantitativi significativi, permetterà di procedere alla costruzione vera e propria.

Ed eccoci alle caratteristiche tecniche:

  • Tre oscillatori audio indipendenti, regolabili in frequenza attraverso il classico multigiro militare che ha fatto sognare generazione di sintetisti; Osc 1 produce Sine e Ramp, Osc 2 e Osc 3 producono Square e Triangle: tutte le forme d’onda sono modulabili e modificabili in Shape. Gli oscillatori possono essere convertiti nei funzionamenti hi freq/lo freq e lavorare come sorgente di modulazione lfo. I range operativi sono 1Hz-10 kHz per osc 1-2 e 0.5-500 Hz per osc 3. Il secondo oscillatore può essere sincronizzato al primo o al terzo con intensità variabile del trattamento.
  • Il noise generator è dotato di filtro dedicato e livello d’uscita.
  • C’è il classico ring mod xy.
  • Due canali in ingresso Ch 1 e Ch2, dotati di amplificatore indipendente per la regolazione di livello.
  • Il filtro è con slope variabile 18/24 dB (ricordiamo che AKS ha un 12 che arriva a 18 in condizioni di resonance enfatizzata).
  • L’amplificatore è integrato con il generatore d’ìnviluppo; quest’ultimo ha struttura attack, hold, decay, repeat (relativamente simile al design originale) e amount bipolare.
  • La tank di riverbero interna può essere dosata in mix wet/dry e in livello di uscita.
  • I due canali d’uscita hanno regolazioni di livello, panpot e filtro hi/low a 6 dB.
  • In aggiunta al design originale, un modulo Sample & Hold permette di campionare il segnale ricevuto da noise o osc 2 (frequenza di campionamento 20-20000 Hz) e usare il risultato come sorgente di controllo.
  • Interfaccia MIDI incorporata, per il controllo degli oscillatori e per l’articolazione dell’inviluppo.
  • Connettività CV/Gate completa, per il collegamento con altre apparecchiature esterne.
  • Uscite A e B stereofoniche, uscita cuffia, uscita Scope indirizzabile, ingressi microfonici, ingressi di filtraggio, ingressi di controllo.
  • Lampada gooseneck con connettore BNC in dotazione.
  • Matrice Ghielmetti 20×20 di passo identico a quello del vecchio AKS (niente minuterie in stile Vostok); sedici pin in dotazione.
  • Joystick XY con assi regolabili in escursione di controllo e Manual Gate Button.

 

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Comments (16)

  • Ciro Urselli

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    4999 euro + spese di spedizione e forse ti passa la voglia …

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  • nicola

    |

    io ho preso le pcb clonate derek revell
    la casa produttrice hornet prenderà in produzione queste pcb disegnate da derek. Ecco il sito
    http://www.phutney.com/index.html
    io le dovrò pagare 100 sterline, il ghielmetti costerà sui 500 pound tutti i componenti mi costeranno altri 400-500£ , manodopera altri 500£.
    in tutto 1600 -1700 sterline
    che in euro sono sui 2000 euro
    fate voi i conti di quanto si rifà la hornet!!!

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    • Enrico Cosimi

      |

      Nicola,
      ci sono alcune cose che non quadrano nel tuo discorso:
      a) premesso che non tutti hanno la voglia, il tempo, la capacità di costruire un aggeggio del genere, è chiaro che i conti vanno fatti con puntiglio;
      b) 500 euro per la manodopera significa – a 50 euro l’ora, quanto NON ti chiede più neppure il tecnico più scalcinato di questo mondo – fanno 10 ore di lavoro retribuito: tu riesci a popolare le schede di componenti, a correggere eventuali errori, a montare il tutto in dieci ore filate? i miei complimenti :-)
      c) ai 2000 euro (volenterosi) che hai definito, devi aggiungere il denaro necessario per comprare: un saldatore professionale, una terza mano, una lente d’ingrandimento, un alimentatore da banco, un analizzatore di spettro, un frequenzimetro, un oscilloscopio, un generatore di funzioni
      d) poi, devi procurarti il case Explorer, che qualche altro centinaio di euro ti porta via…
      e) la lampada littelite a collo di cigno ti costa dai 40 agli 80 dollari a seconda di come la compri e quante ne compri…
      f) i pin costaVAno da 1.5 a 3.5 sterline cadauno ai bei tempi, non ho idea di quanto costino ora…
      alla fine, se rifai con puntiglio tutti i conti, non dico che la tua cifra vada a raddoppiare, ma almeno finisce sui 3300/3500 euro; e, dal momento che, per vendere una cosa senza rimetterci, la più banale regola di mercato dice che devi avere ALMENO UN TERZO di margine sul prezzo finale, mi sembra che il prezzo richiesto sia corretto per una produzione numericamente molto ridotta dedicata a realizzare un apparecchio non commerciale.

      In ultima analisi, nessuno ti obbliga ad acquistarlo: puoi comprare un Synthy AKS su Ebay e, se sei fortunato, con 6000 euro te la cavi; se sei sfortunato, con 7500 euro ci riesci. 😀

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      • Attilio De Simone

        |

        Inoltre, in tutto questo discorso ci si è dimenticati dell’iva, che si va a gonfiare di un buon 22% il prezzo reale. Quindi il prezzo finale è anche maggiorato da questo costo inevitabile. Oltre a ciò ci sono tutti i costi aziendali da sostenere, dai costi previdenziali per il personale alle tasse. Infine il costo aziendale da sostenere per fare fronte alle normative europee in tema di sicurezza del lavoro e il margine da accantonare per fare fronte all’ obbligo di garanzia minima di 24 mesi sui prodotti elettronici. anche ipotizzando che si disponga già di tempo sufficiente, macchinari e know-how adeguati per mettere insieme un prodotto identico a quello proposto, per mia esperienza i prodotti sviluppati in privato costano sempre di più di quelli realizzati in azienda. chiudo citando una diatriba letta su un forum tra un utente e un piccolo sviluppatore che realizza strumenti molto interessanti. L’utente si lamentava del fatto che il prezzo fosse troppo alto dato che un componente sul mercato industrialesi potesse trovare ad un prezzo quasi irrisorio (e quel componente incideva su un buon 70% del costo del prodotto). La risposta dello sviluppatore fu: “se vuoi davvero che io riesca a venderti io prodotto al prezzo che dici tu, risolviamo la cosa molto rapidamente. Ordinami 5000 pezzi dello strumento e io ho la forza di andare sul mercato a comprare il componente al prezzo che viene praticato alle industrie”. Si tratta di sviluppatori che realizzano ottimi prodotti di nicchia per un’utenza di un certo livello. Comunque se Nicola è in grado davvero si realizzare un clone AKS al prezzo di 2.000€ iva compresa, mi dichiaro disponibile ad acquistarlo se un tecnico di mia fiducia lo analizza e mi conferma l’integrità del prodotto, la completa funzionalità, la piena corrispondenza delle caratteristiche con quelle dello strumento clonato e il rispetto delle normative di sicurezza per i prodotti elettronici. e gli garantisco di poter trovare un’altra decina di clienti interessati.

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        • Paolo

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          riguardo allo specifico synth e al suo prezzo apparentemente molto alto basterebbe pensare che, vista la presenza della matrice, tutto il cablaggio con centinaia e centinaia di fili va fatto a mano. E piu’ che 10 ore di manodopera io ne conterei 100..
          Ci si stupisce piu’ in altri casi (mi viene in mente ad es. il nuovo SEM) in cui dentro al synth c’e’ una PCB costruita industrialmente e qualche cavettino pre-assemblato e il tutto e’ venduto a quasi 1000 euro..

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      • nicola

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        rispondo punto per punto
        a) il prezzo me l’ha fatto un tipo inglese che lo fa come hobby, all’occorenza costruisce e ripara synth (cgs, serge, ARP2600 clone, e altro)
        se volete vi do il nome e lo contatte voi di persona. si chiama loudestworning lo trovate su tublr eccolo : http://loudestwarning.tumblr.com/
        b) io non ho le competenze, ripeto me lo costruisce un tipo e mi ha detto che pagherei questo prezzo. se non ci credi prego contattata l’amico inglese!
        altro esempio: http://thehumancomparator.net/ l’amico inglese mi ha fatto lo stesso prezzo per l’arp 2600 clone, la manodopera mi ha detto 500 pound… non lo so avrò trovato la gallina dalle uova d’oro.
        ripeto se volete contattatelo!
        c) si legga sopra
        d) della lampada ne farei volentieri a meno
        e)i pin non lo so mi devo informare e ve lo dirò, sicuramente un cento euro in più in effetti sarebbero da aggiungere! questo mi era sfuggito pardon!

        nessuno mi obblica ad acquistarlo è ovvio, pensavo fosse una possibile critica ad un prezzo secondo me molto alto, dato che appunto con mille euro in più me lo comprerei originale. ma confronto ai 2000 , la differenza si sente
        per quanto riguarda l’iva io non lo so, sono lavori fatti da un privato e vivendo qui in inghilterra non ci sono costi aggiuntivi.

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        • Enrico Cosimi

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          Nicola, ci sono delle cose che mi lasciano perplesso:

          premesso che ti conviene tenere caro il tuo amico – una vera gallina dalle uova d’oro – e ti conviene farti costruire l’apparecchio alle sue condizioni, prima che si renda conto della cosa, è chiaro che se un privato (o una one man firma) decide di realizzare un lavoro è probabilmente avvantaggiato dall’approccio non professionale: l’assenza di un regime fiscale che deve essere rispettato da una ditta, l’assenza di una necessità di profitto che invece è – appunto – ineludibile se sei nel mondo del lavoro, può avvantaggiarlo anche in modo significativo rispetto a una qualsiasi entità commercialmente costituita.

          (allo stesso modo come un gruppo di musicisti secondo lavoristi può decidere di andare a suonare a 200 Km da casa per 100 euro, visto che non deve campare con quella serata…)

          in tutti i casi, se hai i soldi, ti conviene innescare la procedura e poi tenerci al corrente dei risultati
          in bocca al lupo!!! :-)

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          • Attilio De Simone

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            La mia esperienza è che esistono sviluppatori indipendenti anche amatoriali in grado di sviluppare prodotti di eccellenza che utilizzano componentistica di primissimo livello e che sono molto performanti. Di solito questi sviluppatori propongo i propri apparecchi a prezzi non concorrenziali destinati ad una clientela in grado di apprezzare il valore di ciò che acquistano e in grado di spendere adeguatamente. Ricorrere ad un artigiano o un amatore per ottenere un esemplare unico ad un prezzo migliore di quello di mercato, significa solo che l’artigiano è un tuo grandissimo amico e ti sta facendo un regalo.

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  • Riccardo

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    In epoca recente il Synthi A è stato riprodotto sia da Rehberg che da Wood, con quali differenze tra loro? grazie

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    • Enrico Cosimi

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      solamente Robin Wood ha annunciate, nel decennia precedente – e gli ci sono voluti quasi otto anni per evadere gli ordini – una quarantina di VCS-3 e una settantina di Sinthy A (o il contrario, onestamente, non ricordo…); le macchine erano IDENTICHE a quelle vecchie, a parte il sequencer KS non più producibile per i componenti obsoleti.

      tutte le macchine sono state vendute in anticipo, nonostante i lunghissimi tempi di attesa e qualche Sinthy A è anche apparso sul mercato dell’usato – non i VCS-3;

      stando a quanto dichiarato da Robin Wood, non sarà più possibile produrre Sinthy A per la cessata disponibilità delle valigie Spartanite…

      In ogni modo, le macchine prodotte erano identiche strutturalmente a quelle antiche;

      l’ultimo contatto che ho avuto con Ludwig Rehberg risale al 1985, ma ho l’impressione che, commercialmente, da quel periodo non abbia tirato fuori un numero significativo di esemplari

      Reply

  • riccardo

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    Te lo chiedevo perchè è apparso un AKS Rehberg a 3000 € con annunci da diversi paesi esteri. Grazie

    Reply

  • Riccardo

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    Il titolo dell’articolo sottintende che l’Hornet non è un EMS ma non è neanche un clone, come dicono chi lo sta realizzando, si avvicina al suono dell’EMS. I tre esempi sonori proposti sul sito, del prototipo ancora non completato, destano interesse. Hornet rappresenterebbe una valida alternativa,se così si può dire, all’Ems in chiave moderna.

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  • Enrico Cosimi

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    il titolo dell’articolo non sottintende nulla: Hornet è EVIDENTEMENTE ispirato al Sinthy A, perlomeno come organizzazione dell’interfaccia utente; è probabile che, vista la differenza di slope dichiarata nel filtro, ci sia una differenza timbrica.

    ma, mi piace ricordare come differenze timbriche ANCHE SIGNIFICATIVE siano sempre riscontrabili tra diversi esemplari dello stesso apparecchio vintage dopo quarant’anni di “cottura” dei componenti e di cicli accensione/spegnimento: quale è il vero suono del Model D? e quello di un AKS o di un MS-20? In assenza di un “ufficio pesi e misure” anche per i sintetizzatori, alla fino occorre andare a naso e valutare con il buon senso l’attinenza o meno di un risultato timbrico alle proprie aspettative 😉

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  • Matteo

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    Buongiorno, scusate in anticipo per la mia domanda, ma esiste assemblando nel formato eurorack, o qualcosa pronto in hardware, che assomigli (in fatto di suono e comportamento) vagamente a un EMS synthi AKS? Non sono interessato ai software.
    Infine, una mia considerazione scema, uno strumento che al pari di Moog, Arp, Dave Smith, come anche Fender e Gibson, ha fatto la storia della musica contemporanea, non è preso in considerazione da nessuno per una riedizione su vasta scala? Ammiro questi professionisti che con pazienza (10mesi per evadere l’ordine) e tanti euro ricreano il più fedelmente questa macchina, considerando che con la manodopera asiatica (è brutto dirlo lo so) e Korg ne è la dimostrazione, si possono riprendere “mostri sacri del passato” ricrearli fedelmente e venderli anche ai comuni mortali?

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  • Enrico Cosimi

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    ufficialmente, EMS è viva e attiva sul mercato; l’ultima infornata di 100 e passa esemplari (consegnati con LUNGHISSIMO ritardo rispetto al preorder) è andata via in un battibaleno e solo rarissimamente compare oggi sul mercato second hand…

    da un certo punto di vista, EMS è veramente l’unico marchio che non è mai uscito dall’operatività commerciale, dal giorno uno a oggi – di sicuro, non è facile acquisire uno dei loro strumenti (i famosi 100 e passa si sono fatti attendere per più di 5 anni…), ma ci sono stati

    in formato euro rack, c’era un costruttore che si chiama Analogue Systems che aveva realizzato su licenza oscillatori, filtro e inviluppi; non so se sia ancora operativo…

    Reply

  • Matteo

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    Grazie infinite maestro.

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