Amare il proprio delay – Terza parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Proseguiamo nella nostra cavalcata di apprezzamento nei confronti della linea di ritardo; dopo aver visto come realizzare i percorsi di feedback regolabili, dopo aver apprezzato (o tollerato) le caratterizzazioni timbriche di filtraggio e le fluttuazioni di velocità sulle ribattute, è il momento di sfruttare a fondo una delle più divertenti funzioni ottenibili con il feedback a tavoletta: il comportamento di looping incondizionato.

Di Enrico Cosimi

21 Dly - apertura

Premesso che, come looper’s delight insegna, di apparecchi per inanellare il segnale è pieno il mondo e occorre il massimo rispetto nei confronti dell’argomento, la chiave di volta del meccanismo che vogliamo implementare è rappresentata dalla possibilità di mettere a manetta la quantità di feedback creando un meccanismo di ricircolo virtualmente indipendente dalle condizioni esterne. In pratica, una volta che la linea di ritardo ha catturato un segnale audio, e una volta che questo torna in rapporto unity gain 1:1 all’ingresso del delay stesso, il meccanismo può ripetere all’infinito la frase catturata. Finché Morte non ci separi…

 

Il looper di emergenza

Dicevamo che nella non attenuazione del percorso di feedback giace il segreto per avere ripetizioni infinite del segnale; tutto questo, ovviamente, dipende dalla condizione 1:1 ottenibile con la regolazione di livello in ricircolo; se – a differenza di Clavia – la piattaforma H/S che state usando prevede (ad esempio) la possibilità di salire a 1,2:1 o oltre, dovrete stare molto attenti a non superare il punto di guadagno unitario per il livello di feedback, altrimenti esploderà tutto. :-)

22 Dly - unity gain

Qui sopra, a scanso equivoci, è riprodotta la condizione di guadagno unitario (leggi “a manetta”) del percorso di feedback implementato per la linea di ritardo: il segnale entra nel delay, aspetta 504 millisecondi, esce e a pieno volume, ritorna dentro al delay per un altro giro, poi per un altro giro, poi per un altro giro, poi per un altro giro, poi per un altro giro…

Il problema più grande, ora, consiste nel catturare in loop solo una parte dell’esecuzione, lasciando libero lo strumento originale di fraseggiare “al di fuori” del loop mentre questo continua imperterrito le ripetizioni. 

Ci occorre uno smistatore di segnale, un qualcosa con il quale mandare il suono del sint nel looper quando serve e direttamente sull’uscita quando serve; come al solito, ci sono molte soluzioni – nel mondo della sintesi – per raggiungere lo stesso risultato… quella più semplice consiste nell’applicare un deviatore al percorso audio del sintetizzatore, in modo da facilitare lo smistamento on/off verso il looper.

23 Dly - switch

Il modulo qui sopra è un momentary switch che può tornare utile al nostro scopo. Per i più pigri, ricordiamo velocemente le differenze fondamentali nel comportamento di un interruttore/deviatore/selettore:

  • comportamento momentaneo; è quello del campanello di casa (driiiiin): fintanto che il visitatore tiene premuto  l’interruttore col dito, questo rimane aperto; appena il dito rilascia l’interruttore, il percorso si interrompe (si spera);
  • comportamento bistabile; è quello dell’interruttore della luce in salotto: con una pressione sull’interruttore, la lampadina si accende e rimane accesa fintanto che, con una nuova pressione, l’interruttore permette di spegnere la luce.

A questi due comportamenti, occorre sommare le differenze teoriche tra deviatore e selettore – in questa sede, sono meno attinenti, ma già che ci troviamo con le mani in pasta…

  • deviatore; permette di smistare il percorso verso differenti destinazioni selezionabili; uno scambio ferroviario può mandare locomotiva e vagoni a Orte, o a Terontola, o a Foligno, a seconda della scelta operata in sala di controllo;
  • selettore; permette di scegliere una sorgente tra le tante disponibili e inviarla presso il percorso di uscita; le vecchie autoradio degli Anni 80 avevano quattro tastoni con cui ascoltare una di quattro stazioni emittenti precedentemente memorizzate.

Nel nostro caso, stiamo usando un interruttore/deviatore a singolo percorso (uno su uno) con attuazione momentanea.

Ricapitoliamo le necessità da confermare:

  • dobbiamo interrompere – per ora momentaneamente, ma potrebbe anche risultare più comodo un comportamento bistabile… – il flusso di segnale che, dalla sorgente sonora, raggiunge il circuito di delay;
  • dobbiamo poter ascoltare sempre la sorgente sonora senza interromperne mai il percorso audio verso l’uscita.

Lasciandoci alle spalle le crisi di disperazione, converrà rianalizzare la struttura costruita attorno al percorso di generazione-delay-uscita.

08 Dly - Named

Osservando con attenzione, è possibile vedere che il percorso del sintetizzatore (i moduli grigi in alto) raggiungono comunque l’uscita audio di sistema attraverso il collegamento che li lega all’ingresso 1 del modulo Crossfader DRY/WET: in pratica, non dobbiamo preoccuparci della possibilità di ascolto della sorgente sonora. Dobbiamo concentrarci sull’interruzione volontaria e arbitraria del segnale che esce dal synth e entra nel modulo delay, o meglio, entra all’ingresso chain input unity gain del modulo Mixer Feedback (il primo modulo giallo in alto).
Per fare questo, è necessario interrompere il cavo di colore verde, posizionando a cavallo l’interruttore momentaneo che abbiamo identificato in precedenza.

24 Dly - LoopMom Sw

A questo punto, il Looper (rudimentale, ma efficace) è pronto per funzionare:

  • per catturare un segnale da ripetere all’infinito, occorre tenere premuto l’interruttore LOOP IN, permettendo l’accesso del segnale all’ingresso del circuito (giallo) di Delay;
  • appena si rilascia l’interruttore, il Delay non riceve segnale di sorgente e continua a ripetere solo quanto ha catturato finora;
  • il segnale del sintetizzatore (grigio) continua comunque a raggiungere il modulo Crossfader DRY/WET e quindi rimane agganciato all’uscita audio; si può fraseggiare sul sintetizzatore mentre il looper Delay ripete imperterrito quanto catturato finora.

Attenzione! Per interrompere le ripetizioni del looper, ci sono due sistemi, uno traumatico e uno più morbido. L’interruzione traumatica è ottenuta CHIUDENDO l’interruttore FBK ON nel modulo Mixer FEEDBACK (il flusso audio di ripetizioni viene troncato a colpi di accetta). Il metodo meno traumatico, ma più impegnativo “nel tempo”, consiste nel sottrarre progressivamente energia al percorso di feedback – detto in maniera meno antipatica, consiste nello spostare anche di pochissimo il livello del Ch 1 Mixer che avevamo lasciato al massimo per effettuare il looping. Basterà metterlo a 99 invece che 100 per avere un lento fade out sulle ripetizioni; maggiore sarà la distanza tra 100 e il valore impostato (80, 70 o 50), più veloce sarà la perdita di energia sulle ripetizioni e la velocità con cui otterremo il fade out del looper.

A questo punto, non rimane che sperimentare con le variazioni arbitrarie di Delay Time (lo scrambling creativo) e con le possibilità offerte – nei limiti di tenuta RAM propria di ciascun DSP – dalla presenza simultanea e parallela di molteplici percorsi looping, selezionabili a discrezione dell’utente.

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