Case Study: Ableton Analog – Prima parte
Inutile parlare della ricaduta (commerciale, culturale, stilistica e performativa) che Ableton Live ha avuto sulla comunità dei musicisti elettronici: sviluppato originariamente per facilitare la performance realtime con materiali audio di provenienza eterogenea, Live è progressivamente cresciuto fino a divenire una DAW completa di sintetizzatori, effetti, librerie e tutto il necessario per integrare professionalmente Audio, MIDI e automazione in un unico flusso espressivamente ininterrotto. Al suo interno, il corredo degli strumenti nativi offre piacevoli sorprese. Tra questi, Analog è sicuramente il primo virtual synt da approcciare con animo curioso.
Di Enrico Cosimi
Analog è, apparentemente, un blando sint virtual analog con doppio oscillatore più noise, doppio filtro e doppio amplificatore, generosamente corredato di modulatori e controlli. Al suo interno, con un minimo di pazienza, si trovano raffinate soluzioni d’utilizzo con cui programmare timbriche dinamiche e sfiziose per le produzioni più divertenti.
Come al solito, è necessario dividere l’approccio allo strumento in una serie di step progressivi.

