Verbos Electronics Voltage Multistage

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Mark Verbos ha da tempo raggiunto una maturità costruttiva che, all’interno del panorama Euro Rack, ne rende sempre vantaggioso l’acquisto dei prodotti. A fronte di una chiara ispirazione Buchla, ci sono realizzazioni mediate attraverso il filtro di un’originalità di grande fascino operativo. Nel catalogo Verbos, trova posto ormai un discreto numero di circuiti in grado di essere configurati per realizzare un buon sistema di generazione e controllo in completa autonomia.

Di Enrico Cosimi

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Come dicevamo in apertura, per certi moduli l’ispirazione System 100 è palese, ma la solidità originale è altrettanto percepibile. E’ il caso del Voltage Multistage oggetto di questa prova. Il modulo può funzionare come step sequencer 8 x 2, o può essere configurato come generatore di tensioni transienti (LFO e inviluppo) profondamente personalizzabili; è chiaro che chi avesse bisogno di un veloce ADSR facilmente programmabile, troverà infinite altre varianti nell’enorme catalogo Euro Rack. Ma chi, invece, volesse spremere il risultato al confine tra sequenza, inviluppo, LFO e struttura di voltaggio programmabile, sarà ben felice – dopo essersi ripreso dal costo richiesto (con il dollaro così come è ora, stiamo parlando di 600 euro, more or less) – di consumare il Voltage Multistage.

Biechi fattori tecnici

Voltage Multistage è largo 30 HP Euro Rack, è profondo 26 millimetri (quindi, assolutamente skiff friendly), consuma 70 mA sul +12V e 30 mA sul -12V, non ha bisogno del +5V. Le tensioni generate sono alte: +10V di escursione sul singolo step e +10V di Gate Out; se dovete usarlo con altre apparecchiature Euro Rack, meglio attenuare il Gate portandolo al canonico +5V normalmente diffuso.

I quattro fori di fissaggio sono asolati – facilitano il posizionamento con le rails meno precise o con i dadi mobili all’interno del profilato in alluminio. Il pannello comandi è in spesso lamierino metallico verniciato con accuratezza (è visibile la ripresa del punzone di taglio, ma fa tanto vintage), i telai serigrafici sono per il bianco, il rosso e il nero su fondo “grigio Verbos”; le manopole, con serraggio a brugola, sono di ottima qualità e hanno un preciso riscontro grafico con le realizzazioni Buchla. Il feeling “meccanico” è dei migliori, i potenziometri sono ancorati con dado di serraggio, i controlli sono fermi e solidi, le circuit board (rosse) sono ingegnerizzate in tecnologia CNC e i componenti sono SMD. Fosse sempre così per tutti gli altri costruttori Euro Rack…

 

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L’apparecchio

Di base, Voltage Processor, è un gestore di voltaggi programmati attraverso gli 8 più 8 slider; a seconda del modo di scansione dei voltaggi (continuo, in ripetizione incondizionate, one shot, limitato a pochi passi, eccetera), è possibile usare il modulo come “semplice” sequencer di tensioni, come pseudo oscillatore a bassa frequenza, come generatore di traiettorie d’inviluppo, eccetera.

Buona parte del pannello comandi è occupata dai controlli di step, programmabili in base alla necessità del musicista. Ciascuno step è assimilabile a una di otto una fette verticali di pannello, e contiene:

  • il cursore per la regolazione di tensione accumulate in sequenza sull’uscita control voltage a (c.v.a; il minuscolo è di Verbos);
  • un led rosso che visualizza lo step attivo;
  • un selettore a tre posizioni che permette di definire: comportamento normale (on) con emissione della tensione regolata e del gate di articolazione, comportamento disabilitato (off) con prolugamento artificiale – tramite sample & hold interno – della tensione contenuta nello step precedente e eliminazione della tensione di gate, comportamento di integrazione (slide) con generazione di portamento a velocità fissa ma proporizionale alla velocità Time di esecuzione;
  • un’uscita individuale di Gate, necessaria tanto a innescare eventi in battuta con precisi step di sequenza quanto, come vedremo, a dimensionare la sequenza stessa o a innescare nel modulo comportamenti particolari.

C’è una differenza importante nella gestione del Gate: a seconda del comportamento di step definito con gli otto selettori a tre posizioni, la percentuale di Gate On sarà pari al 100% quando si innesca lo slide o scenderà al 33% della durata complessiva quando lo step è fatto funzionare in modalità “normale”. Chiaramente, quando lo step è in off, non c’è Gate in emissione.

  • un secondo cursore di voltaggio, relativo alla fila b, che permette di programmare la sequenza di tensioni prelevabili all’uscita c.v.b (ancora una volta, il minuscolo è di Verbos).

Questa seconda fila di voltaggi è priva di articolazione personalizzabile di Gate e può essere considerata – a tutti gli effetti – come “naturalmente candidata” ad aprire i filtri per fare accenti, o a modulare, tramite collegamento diretto con patch cable, la frequenza di clock del sequencer stesso.

Per lavorare in maniera “normale” con il sequencer, limitandosi alla lunghezza 8 step canonica, non serve altro: si preme il tastino Start (il LED di segnalazione passa dal rosso – stop al verde – play) per far partire la sequenza (o si manda una tensione logica alta all’ingresso corrispondente), si regola la velocità con la manopola Time (anche in questo caso, è previsto un ingresso time c.v. per modulazione attraverso attenuverter), si blocca la sequenza premendo il tastino Stop (o mandando una tensione logica alta all’ingresso corrispondente).

La programmazione è semplificata usando il tastino advance (come al solito, i minuscoli sono di Verbos): ogni pressione fa avanzare Voltage Multistage di uno step; la presa corrispondente permette di sincronizzare l’avanzamento con un qualsiasi treno d’impulsi esterno.

Le connessioni di controllo in uscita sono:

  • c.v.a output: trasmette i voltaggi programmati nella fila di otto step marcata “a”;
  • c.v.b output: trasmette i voltaggi programmati nella fila di otto step marcata “b”:
  • gate out: trasmette il treno di tensioni logiche di Gate elaborate dalla fila di otto selettori della fila superiore;
  • individual gate out: ciascuno step può usare la propria uscita di Gate individuale, per innescare eventi esterni o – come vedremo – per bloccare su un numero ridotto di passi la lunghezza della sequenza;
  • ref(erence) out: emette una tensione di controllo di profilo a rampa discendente, con lunghezza pari a ciascuno step; può essere usata come semplice inviluppo percussivo durante il playback dello step sequencer.

Cotanta generosità ha una spiegazione precisa: la rampa discendente erogata dalla porta reference e utilizzabile come inviluppo “di servizio” per ciascuno step è, semplicemente, prodotta dal meccanismo di avanzamento analogico del sequencer stesso. Come dire: non si butta via nulla. A maggior gloria del progettista e a maggior soddisfazione dell’utente…

Come si dimensiona la sequenza? Semplice: basta collegare una qualsiasi uscita individuale di Gate (per lo step immediatamente successivo a quello che si vuole usare come ultimo) alla porta strobe ed il gioco è fatto. Una sequenza di cinque note si ottiene portando la Gate Out dello step 6 all’ingresso strobe…

Attenzione! La spiegazione completa dovrebbe recitare: quando la porta strobe riceve una tensione di Gate estratta da una delle uscite individuali di step, la sequenza ripartirà dallo step corrispondente alla tensione di controllo ricevuta alla porta analog oppure impostata con il controllo analog immediatamente sopra. Niente male, eh?

 

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I comportamenti particolari

Oltre al “normale” funzionamento di sequenza, Voltage Multistage può fornire diversi meccanismi di rara perversione analogica.

Analog

L’ingresso dedicato (per tensioni esterne) e l’omonimo potenziometro di controllo servono a far capire a Voltage Multistage da quale step ripartire o quale step eseguire in base alla tensiore regolata/ricevuta.

Di fondo, come apparirà chiaramente dopo aver letto la sezione Strobe, il valore ricevuto o generato alla porta analog indirizza lo step desiderato per il playback, tanto in modalità statica (nel caso di una tensione di valore costante), quanto come movimento e direzione di marcia (in base alla forma d’onda sub audio eventualmente applicata alla porta di controllo analog).

Strobe

In “terminologia Buchla”, il termine strobe applicato ai sequencer indica la possibilità di navigare avanti e indietro tra gli step programmati inviando una tensione di controllo il cui valore (e la cui variazione) detemina senso e ampiezza del movimento.

Nel caso del Voltage Multisample, la porta strobe e il tastino sottostante assolvono diversi compiti particolari:

  • quando il controllo analog è al minimo, collegando una qualsiasi uscita di Gate individuale alla porta strobe, si limita la lunghezza della sequenza (colleghi l’uscita 5 e hai una sequenza da 4 step);
  • quando il controllo analog è in posizione diversa dal minimo, dopo aver collegato un’uscita individuale di Gate alla porta strobe, si può decidere da dove parte la sequenza ruotando il potenziometro analog: se questo è al minimo, la sequenza parte da 1 e raggiunge lo step prima di quello usato per estrarre il Gate individuale, mano mano che aumenta il valore del controllo analog, si sposta il first step al secondo, poi al terzo, poi al quarto step, eccetera…
  • se si preme il tastino strobe per due secondi, il sequencer entra in “modalità stroboscopica” e si ottiene come conferma l’accensione del led rosso sottostante: a questo punto,  sarà possibile sganciare dal clock l’avanzamento del sequencer e indirizzare l’esecuzione dello step desiderato (a scelta) regolando il potenziometro analog (in senso orario, dal primo fino all’ultimo step) o inviando una tensione di controllo alla porta analog sottostante. Se si usa un’onda triangolare sufficientemente ampia (non troppo debole, ma neanche troppo forte), si passeranno in rassegna gli step di sequenza in modalità forward-backward; se la forma d’onda è una rampa ascendente, si otterrà l’avanzamento forward; se si usa una dente di sega discendente, si lavorerà in modalità backward; se – infine – si regola l’ampiezza di un’onda quadra, si otterranno salti simmetrici tra due step.
  • se, invece ancora, si preme velocemente il tastino strobe, il sequencer balzerà in reset forzato al primo step utile di sequenza (quello “meccanico” corrispondente al numero 1 o quello definito con il valore del potenziometro analog.

Advance

L’ingresso advance, e il tastino ad esso collegato, permettono di spostare in avanti di un passo la sequenza per facilitare le procedure di programmazione o accordatura (non dimenticate che ogni step ha un’escursione di 10 ottave, quindi la quantizzazione è quasi obbligatoria…) e di garantire, sotto controllo di un treno d’impulsi esterno, la sincronizzazione in passo di Voltage Multistage con sorgenti esterne di clock analogico. Come è facile immaginare, ogni impulso fa avanzare di un passo la sequenza.

Quando l’apparecchio si trova sotto controllo di impulsi di clock esterni, collegati alla porta advance, dall’uscita reference viene emessa una tensione di controllo a dente di sega – in pratica, un inviluppo percussivo – che può essere usata per controllare filtri e amplificatori del sintetizzatore; parallelamente, alla porta Gate out, ogni volta che il sequencer avanza di un passo sotto sincronizzazione esterna, viene “passata” una tensione di Gate pari a un terzo dell’intera durata di step. Anche la selezione di slide viene rispettata – step per step – sotto controllo di avanzamento dall’esterno. 

Enable 

Ovvero, come usare Voltage Multistage come inviluppo o LFO programmabile…  La porta enable può ricevere una tensione che blocca la corsa del sequencer, mettendolo “in parcheggio”. La sequenza riparte quando il musicista ripreme il tastino start (o manda una tensione di gate alla porta omonima).  Quando il sequencer va in blocco, il LED di segnalazione diventa di colore giallo.

Supponiamo che alla porta start sia collegato il Keyboard Gate: la sequenza cammina solo durante la persistenza di Gate e, appena il meccanismo riceve una tensione alla porta enable, si fermerà incondizionatamente. Con una regolazione acconcia, si può decidere dove ci si ferma, per quanto si procede e, dosando i valori di step, si può costruire un percorso di modulazione ciclica assimilabile a qualsiasi LFO o a qualsiasi inviluppo multistadio.

A questo proposito, per sconfiggere l’isoritmia della scansione di step, non dimenticate di collegare l’uscita “b” al controllo time c.v. con cui modulare la velocità di esecuzione…

Sustain

Se, invece della porta enable, si usa quella marcata sustain, al ricevimento del Gate On sul connettore start, si bloccherà la sequenza quando si invoca il comportamento sustain. E’ un’altra procedura mediata dal mondo Buchla e, con una certa dose di pazienza, la si può usare per definire quale step di sequenza (o di multi inviluppo) diventa eleggibile per il comportamento di “sustain”, cioè di prolungamento indefinito; al Gate off, rilasciando la nota di tastiera, la sequenza continua…

Se si vuole essere certi che, al nota on, la sequenza parta sempre dall’inizio, occorre sdoppiare il Gate di tastiera collegandolo alla porta start e alla porta strobe.

 

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Conclusioni

Non te lo regalano: complice il cambio dollaro/euro e la produzione numericamente limitata, queste 30 HP Euro Rack costicchiano salate, ma il fascino operativo c’è tutto e la qualità costruttiva anche. Come al solito, il bilanciamento tra prestazioni raffinate, implementazione di pannello e complessità operativa è sul filo di lana: occorre leggere con (molta) attenzione lo scarno manuale operativo (un foglio A4) e verificare passo dopo passo che le procedure corrispondano come sequenza di comandi e risultati ottenibili.

La disponibilità simultanea di due control voltage (uno integrabile attraverso meccanismo di slide incorporato), una tensione di Gate, un inviluppo percussivo sagomabile, è assai sfiziosa. L’implementazione della navigazione sotto controllo cv nella sequenza (attraverso integrazione strobe/analog), la modulazione sulla velocità di bordo e le combinazioni di sustain/enable rendono il sistema molto flessibile e lo candidano naturalmente per una configurazione Euro Rack dove la densità di funzioni operative sia un vantaggio non da poco.

Consigliato ai fortunati musicisti che possono investire in questa direzione.

I prodotti Verbos sono importati in Italia da Funky Junk.

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Comments (2)

  • mirko

    |

    Buongiorno,
    una domandia: esistono siti web in italiano che affrontano dettagliatamente il mondo sei synth modulari?

    Grazie

    Reply

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