Un brano in stile Krautrock – Seconda parte

Written by Attilio De Simone on . Posted in Software, Tutorial

Continuiamo la realizzazione del nostro brano in stile Krautrock utilizzando vari plug-in VST di sviluppatori poco noti, ma molto interessanti. La seconda parte di questa serie di articoli è dedicata alla realizzazione di una sequenza sintetica, utilizzando la tipica struttura operativa degli step sequencer.

Di Attilio De Simone

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Nell’ambito della Kosmische Musik, l’obiettivo di questi passaggi era quello di creare un contesto ipnotico all’interno del quale l’ascoltatore potesse perdersi. Un trucco per “imbrigliare” la mente dell’ascoltatore consiste nel ridurre progressivamente sia il numero di step (e di conseguenza il numero di note eseguite) che il valore delle note dei singoli step (cioè la durata della nota) in modo da coinvolgere il pubblico nel trip ipnotico.

Come già scritto nell’articolo precedente, parte della musica realizzata negli anni ‘70 può risultare “indigesta” all’orecchio di ascoltatori smaliziati da decenni di musica elettronica e quindi il mio suggerimento consiste nel non eccedere nella lunghezza delle sequenze.Si corre il rischio di annoiare l’ascoltatore e questo penso sia ciò che ciascuno di noi voglia evitare.

L’esperienza suggerisce pertanto di puntare al giusto “minutaggio” tale da “intubare” l’utenza all’interno del trip facendola uscire dal viaggio acustico nel momento giusto, cioè prima che la soglia di attenzione cali. Quando riusciamo a miscelare gli ingredienti nel modo giusto, la magia si compie. Esperienza, umiltà e assenza di narcisismo dovrebbero essere i nostri punti di riferimento.

Un altro elemento fondamentale nella realizzazione di una sequenza vincente è l’impiego sapiente del delay, rigorosamente a tempo con il bpm dello step sequencer. Il vantaggio di lavorare con i plugin consiste nel fatto che possiamo mettere sequenze, modulazioni e ritardi a tempo con il bpm dell’host all’interno del quale lavoriamo.

Per questa seconda parte dell’articolo ho utilizzato i seguenti plugin:

1) Clockwork

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Il Clockwork è un bellissimo step sequencer, realizzato dal già citato WOK,  che consente di accedere alla gestione di tutti i parametri tipici degli step sequencer analogici  a 16 step (selezione dell’altezza della nota, con range di 4 ottave, numero di step eseguiti, step on/off, step in mute, lunghezza della nota, ecc.); in aggiunta abbiamo una serie di implementazioni MIDI che arricchiscono di features questo fantastico plugin.

Dal sito è possibile testare la versione demo usata per questo articolo, con limitazioni circa il numero di step. Nel brano ho impiegato due Clockwork destinati a pilotare in CV virtuale due synth differenti. L’interazione tra le due sequenze, sostanzialmente differenti, con la gestione in tempo reale dei loro parametri determina l’andamento del brano. Ho realizzato due sequenze con il LA come punto di riferimento, omettendo il terzo grado per mantenere un andamento indefinito del brano e potermi muovere liberamente durante l’assolo che farà parte del prossimo articolo.

 

2) Model Mini + Classic Delay

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Attingiamo sempre da Elektrostudio, per scoprire un ottimo clone del Minimoog, il Model Mini a cui applicheremo il Classic Delay di Kjaerhus Audio (uno sviluppatore “estinto” e quindi dovete cercare online qualche sito che metta ancora a disposizione questo pacchetto di plug-in).

Utilizzo spesso la suite di plug-in freeware di Kjaerhus Audio perchè, anche se un po’ datati, gli effetti sono molto semplici da utilizzare e danno risultati rapidamente. Se vogliamo un chorus che faccia bene il chorus, un delay che faccia bene il delay, ecc. con questi plug-in avremo a che fare con parametri molto familiari anche per chi è abituato a lavorare più con gli hardware che con i software. Molti studi professionali ancora oggi utilizzano questa suite di plug-in come punto di riferimento. Suono trasparente, semplicità dei comandi, buona emulazione degli effetti hardware, sync di modulazioni e ritardi, sono i loro punti di forza.

Con il Model Mini, ho creato un suono dalle caratteristiche percussive e durante l’esecuzione ho lavorato modificando  in tempo reale i paramentri di volume, cutoff, feedback,  decay/release del VCF/VCA in modo da modificare gli accenti della sequenza. Il delay è stato impostato con un rapporto suono diretto / suono effettato di 1/1, in modo da poter creare delle sequenze parallele grazie anche al tempo di ritardo sincronizzato con il bpm generale. In questo caso ho impostato il ritardo su 1/3 “terzinando” quindi il ritardo del delay. La sequenza ottenuta di conseguenza risulta molto aggressiva e ricca di movimento.

3) ODSay + Classic Delay

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Ho chiesto di nuovo aiuto ad Elektrostudio per pescare dalla sua suite di plugin l’ottimo ODSay, un ottimo clone dell’Arp Odyssey. Come effetto ho applicato un altro Classic Delay, impostando però un tempo di ritardo di ¾ che mi ha dato delle ribattute molto interessanti. Il suono dell’ODSay è meno incisivo di quello del Model Mini, ma l’intreccio tra le due sequenze e i due suoni è complementare e contribuisce a determinare l’andamento del brano. A differenza del primo synth, ho interagito in tempo reale solo su due parametri dell’ODSay: volume e gain del VCA.

4) String Concerto II + Classic Phaser + Classic Delay

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Dal cilindro di uno sviluppatore sconosciuto ai più, G-Strom , sono andato a pescare un clone del Logan String Melody II, strumento usato molto nell’ambito della musica elettronica. Ovviamente, ho dovuto applicare i due effetti che con il Logan  vanno a nozze: il phaser e il delay, presi sempre dalla suite di Kjaerhus audio, ottenendo un suono molto caldo e vintage. Ho suonato dei bordoni di DO su varie altezze, bordoni che contribuiscono a creare dei “tunnel sonori” nella speranza che l’ascoltatore ci entri dentro.

Qui…

Schermata 09-2456540 alle 10.22.09

…potete ascoltare quello che ho combinato.

Nel terzo ed ultimo articolo vedremo come creare un assolo sulla sequenza appena ascoltata completando e perfezionando il brano.

 

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